Da
Roma_ex_Yugoslavia
28 dicembre 2011
La maggior parte dei Rom si isola dalla stessa società -
Svista o fatto ignorato?
La maggior parte dei Rom non è informata sui cambiamenti che stanno accadendo
nella nostra società, spesso non sanno che è entrata in vigore una nuova legge,
non sono interessati ai loro obblighi e responsabilità di cittadini.
Semplicemente, si isolano dal resto della società. Questo è quanto affermano
alcune OnG che lavorano per migliorare i diritti dei Rom [...]. Una di queste è
il National Roma Centrum (NRC) di Kumanovo, che per anni ha operato nei
quartieri rom di 16 città macedoni.
L'esperienza di questi anni mostra che è proprio la società che ha creato e
crea tuttora stereotipi e pregiudizi sui Rom e la loro comunità. Come
interpretare il fatto che questo sentimento è comune? Perché i Rom
vogliono isolarsi dalla società e non sono interessanti ai cambiamenti che vi
avvengono? Cambiamenti che sono cruciali per loro e le loro famiglie, ad esempio
nelle aree dell'istruzione, della sanità, dei benefici statali, della casa...?!
Quanti hanno familiarità con i temi dell'esclusione/inclusione rom, dicono che
le ragioni risiedono in diversi fattori - diffidenza epocale, pregiudizi, grado
di istruzione dei Rom, e volontà di conoscere le persone "altre".
Il professor Rubin Zemon dell'Università statale di Ohrid
pensa che l'isolamento dei Rom dalla società (intendendo qualsiasi società, non
solo quella macedone) data da secoli per gli stereotipi ed i pregiudizi che le
società hanno verso i Rom.
- I Rom erano e sono tuttora sensibili riguardo la loro esclusione che dura
da secoli. Altri guardano ai Rom con disprezzo. Sono stati trattati come un
bersaglio invece che come partecipanti nei processi. Non sono problemi di un
decennio. Solo pochi Rom sono inclusi nelle nostre istituzioni. Ma, ancora una
volta, non prendono parte ai processi decisionali, commenta Zemon.
Pregiudizi doppi
Puntualizza poi un altro fattore per cui i Rom, almeno in questo paese,
restano consapevolmente ai margini degli eventi della società.
- sono delusi dai loro rappresentanti politici. Il soggetto politico tra i
Rom è molto debole. I loro rappresentanti sono considerati dei corruttibili
entrati in politica per interessi personali, invece che per lottare per il
miglioramento delle condizioni di vita, aggiunge Zemon.
Secondo lui, la soluzione del circolo vizioso di sfiducia ed isolamento,
risiede in un maggior coinvolgimento dei Rom nelle questioni politiche e
sociali.
Il professor Zemon calcola che il "ghiaccio della diffidenza" può rompersi
solo se i Rom vengono inclusi non come destinatari, ma come decisori nelle
politiche sociali.
Charles Van Lith è un fotografo belga che sta prestando
molta attenzione ai Rom. Ha partecipato alla creazione del Consiglio Nazionale
Rom del Belgio. Sulla base di quell'esperienza, Van Lith dice
che ci sono forti pregiudizi anche tra le numerose comunità belghe, [...] dovute
al fatto che i Rom non si conoscono tra loro. Ma c'è anche un'altra questione:
- I Rom, ma anche gli altri - Sinti, Manush, Jenish, sono micro-comunità
dentro una più grande, governate spesso da regole diverse. Personalmente penso
che meno siano istruiti, più diventino isolati nel lro stesso mondo, con una
noiosa tendenza a preferire la speculazione reciproca invece della verità.
Ricordo ancora un Sinto-Rom, che conoscevo ed anche istruito, che criticava gli
altri Rom della città dicendo che "quelli" creavano una cattiva reputazione a
lui ed alla sua comunità. Dopo un certo periodo di tempo, avendo avuto lui la
possibilità di conoscere meglio questi Rom, [...] si sono avvicinati e le loro
relazioni sono migliorate, sottolinea Van Lith.