Di Fabrizio (del 26/09/2007 @ 22:47:21 in Italia, visitato 3507 volte)
In questa città ricca, opulenta, ambiziosa, piove.
Se non fosse per l’incattivirsi del traffico, per un appesantirsi
dell’abbigliamento che problema sarebbe? Le case, gli uffici, i bar, i
ristoranti e i negozi della nostra città sono comunque caldi e accoglienti.
Ma non per tutti. C’è un popolo di reietti da questa città, marginali ed
emarginati per i quali la pioggia diventa non un fastidio passeggero ma un
problema di sopravvivenza. Tra questi ci sono gli oltre 500 rom sgomberati negli
ultimi mesi: uomini, donne, bambini senza un ricovero, senza un riparo se
non il telo di una tenda appoggiata per terra, terra che diventa fango ai
margini di una discarica, di un terrapieno ferroviario.
Questi esseri umani, venuti da una terra infelice per cercare un brandello di
felicità nel paese dei ricchi, sono oggi oggetto di una campagna violenta in cui
si scarica l’egoismo e la solitudine di una città che sembra aver perso la
propria identità e il senso di essere una comunità accogliente e fraterna
soprattutto nei confronti dei più deboli e infelici.
Le istituzioni devono applicare e far rispettare le leggi e questo è il loro
compito ma hanno anche la responsabilità del bene di una collettività più ampia
che non può escludere, cancellare persone che sono nostri concittadini, nostri
fratelli.
Ma oggi le istituzioni non si occupano di chi vive nel fango e non ha un tetto
sotto il quale riparare i propri figli.
Per questo faccio un appello ai buoni di questa città, a quelli che non chiudono
gli occhi di fronte a chi sta male perché si compia un gesto di semplice
solidarietà umana. Non permettete di essere vittime di ipocrisia, a quella ci
sta già pensando la politica. Non preoccupatevi dei bambini Rom solo quando li
vedete nella metropolitana e sui telegiornali guadagnarsi qualche spicciolo per
un panino suonando, elemosinando e anche rubando. Pensate al fatto che una volta
finito il loro “lavoro” vanno a dormire nel fango e al freddo e che il loro
benessere dipende dal benessere dei loro genitori. Per questo popolo che soffre,
per il mio popolo, qualcuno trovi, adesso, un riparo, provvisorio ma sicuro che
lo aiuti ad affrontare una stagione che può essere crudele per chi tra loro è
più debole come le donne e i bambini.
Di Fabrizio (del 28/06/2008 @ 22:09:52 in Italia, visitato 2784 volte)
di Dijana Pavlovic
[Dal quotidiano "L'Unita'"
del 27 giugno 2008 col titolo "Schedatura etnica. L'impronta del razzismo".
Dijana Pavlovic e' nata nel 1976 in Serbia, vi ha vissuto e studiato fino al
'99, laureandosi a Belgrado; dal 1999 vive e lavora a Milano; e' attrice
drammatica, docente, mediatrice culturale]
Egregio signor Maroni, ministro dell'Interno,
Lei annuncia che verranno "censiti" i bambini rom, ma ci rassicura non sara' una
"schedatura etnica", solo un semplice "censimento che riguardera' tutti i nomadi
che vivono in Italia, minori compresi".
Che io sappia, quando si fa un censimento questo riguarda tutti i cittadini
dello Stato, lo si fa secondo certe modalita' uguali per tutti e con finalita'
chiare a tutti. Ma Lei per censimento intende forse entrare in un campo con 70
poliziotti, carabinieri, vigili urbani in assetto antisommossa e un furgone
della polizia scientifica per rilevare le impronte digitali alle cinque di
mattina della famiglia Bezzecchi, 35 cittadini italiani, senza precedenti
penali?
Questo e' ben altra cosa. Si chiama schedatura etnica e lo sappiamo bene perche'
l'abbiamo gia' vissuto nel passato. E dunque e' in atto una schedatura su base
etnica che vuol dire che si sta creando un archivio parallelo. A cosa servira'
l'archivio Rom? Nel passato, l'archivio che aveva creato l'"Ufficio di polizia
per zingari" di Monaco, che aveva schedato ed arrestato piu' di 30.000 Rom tra
il '35 e il '38, e' passato all'Rkpa di Berlino, cioe' alla Centrale di polizia
criminale del Reich, sotto il controllo diretto di Himmler, il quale l'8
dicembre '38 ha emanato il Zigeunererlass, decreto fondamentale nella storia
dello sterminio zingaro, perche' ha stabilito che, "in base all'esperienza e
alle ricerche biologico-razziali, la questione zingara andava considerata una
questione di razza".
Ma, se possibile, mi inquieta di piu' il Suo annuncio che i primi a essere
schedati saranno i minori e se sorpresi a elemosinare saranno sottratti ai loro
genitori. Un vero e proprio atto di violenza e discriminazione che nessuna
questione di sicurezza puo' giustificare, tanto piu' se si considera che dei
152.000 rom presenti in Italia, secondo lo stesso Ministero degli Interni, la
meta' ha meno di 16 anni. Senza tener conto che in Italia sotto i 14 anni non si
e' punibili e che in questo modo si criminalizza un intero popolo, senza
distinzione. Come accade con gli adulti, cosi' anche le migliaia di bambini Rom
che vanno a scuola, che cercano faticosamente di aprirsi una strada verso un
futuro "normale", per Lei sono pericolosissimi criminali da schedare e da tenere
d'occhio.
Non e' anticostituzionale, illegale e contro la Convenzione dell'Onu sui diritti
dei fanciulli?
Ma a Lei dovrebbe importare della legge e del diritto, oppure e' solo importante
solleticare il ventre del Suo popolo? Prendersela con dei bambini, anche se
rubano o chiedono l'elemosina e' molto piu' facile che avere a che fare con la
piu' potente organizzazione criminale, la 'ndrangheta, che e' padrona del
territorio negli ordinati vialetti della sua Varese, come in tutta la Lombardia
e il nord Italia. Secondo i dati della commissione antimafia e dell'Eurispes
questi bravi adulti hanno un fatturato annuo di 36 miliardi di euro (altro che
finanziarie di Tremonti), tra traffico di droga, appalti, traffico d'armi e
altri sciocchezze certo molto meno gravi dei furtarelli di qualche ragazzino. Ma
questo avveniva anche pochi anni fa: cosa c'era di piu' facile di prendersela
con ebrei e zingari? Nessuno di loro reagiva e l'ordine era garantito.
Certo, Lei quando ci annuncia queste cose, sorridendo serafico dai salotti tv
parlando di sicurezza, forse non pensa ai forni crematori che invece molti Suoi
simpatici seguaci in camicia verde invocano impunemente nelle ronde e negli
agguati agli "zingari", ma forse a nuove forme di campi di concentramento si'.
Mi fa venire i brividi la Sua rassicurazione che questo serve a garantire ai
bambini rom "condizioni dignitose" in piena attuazione dei patti di sicurezza di
alcune citta'. In questi ghetti moderni uomini, donne e bambini di etnia rom,
che siano cittadini italiani, comunitari o no, verranno sottoposti alla
segregazione di un regime speciale che viola qualunque norma di diritto, di
umanita' e perfino di buon senso e nega un futuro dignitoso ai nostri bambini.
Di Fabrizio (del 25/10/2007 @ 22:03:34 in Italia, visitato 2559 volte)
Anche a nome di Paolo Cagna e Dijana Pavlovic, vi invio qui sotto una
proposta di iniziativa che vorremmo prendere a partire da lunedì. Ci sembra
importante partire lunedì, pur se i tempi organizzativi sono stretti e pur non
essendoci modo e tempo di aprire un confronto approfondito. D'altra parte si
tratta di questioni di cui da tempo stiamo discutendo e che in linea generale
trovano tutti d'accordo. L'iniziativa in sé, anche dopo la buona riuscita della
"Settimana Rom", vuole essere un modo di dare concretezza a tanti discorsi e
anche di provare a rispondere a singole e materialissime contingenze, ora
drammatizzate dal freddo e dal brutto tempo.
L'idea è di partire lunedì con un primo gruppo di digiunanti (che oltre a
digiunare, stazioneranno tutto il giorno, e nei giorni successivi, con dei
cartelli in piazza della Scala).
Se le adesioni saranno molte, si potrà poi procedere "a staffetta", nei giorni e
settimane successive.
Dovendo domani già comunicare alla stampa l'iniziativa, vi chiediamo
cortesemente una sollecita decisione rispondendo a questo indirizzo mail:
sergiosegio@libero.it indicando,
oltre al nome e cognome:
- se si partecipa a titolo individuale
- se si preferisce specificare anche l'organizzazione di appartenenza
- se si è disponibili solo al digiuno (in questo caso specificando quale o quali
saranno i giorni in cui si digiunerà) o anche ad essere fisicamente presenti in
piazza della Scala, e in che giorni e orari.
- se si aderisce solo politicamente all'iniziativa ma senza digiunare e
presenziare in piazza della Scala.
Qui sotto trovate il testo con il quale abbiamo intenzione di gestire
l'iniziativa
Aspettiamo dunque un pronto riscontro Grazie - Sergio Segio
SALVIAMO LA VITA AI BAMBINI ROM :Un digiuno di protesta e di proposta!
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case;
Voi che trovate tornando la sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce la pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì e per un no.
Questi versi scritti da Primo Levi di ritorno dal lager ci commuovono e ci
indignano. Ma solo se rimangono sulla carta, se restano confinati nella Storia,
in un lontano passato. Eppure sarebbe facile accorgersi che ci parlano anche del
presente. Di questo presente in questa città di Milano. Ma anche di Roma, di
Livorno, di Bologna, di Pavia…
A Milano, con maggior sistematicità, determinazione e fors’anche cattiveria, da
tempo è in atto una sorta di “pulizia etnica”. Gli sgomberi forzati dei campi
rom hanno letteralmente e fisicamente buttato sulla strada centinaia di persone,
compresi anziani e malati, donne e bambini. Sgomberi effettuati senza concedere
alternative e senza che rispondessero a una qualche strategia da parte
dell’amministrazione pubblica che non fosse semplicemente quella, brutale, di
buttare queste persone nella disperazione, rendendo loro la vita così dura da
costringerle ad andarsene.
Una logica, oltre che cinica, miope. Perché queste persone non hanno un Paese
dove tornare. Anche nei luoghi da cui sono arrivati sono soggetti a repressione
e discriminazione, dunque non si capisce perché e come potrebbero tornarvi.
La politica degli sgomberi senza alternative produce e produrrà solo una
maggiore sofferenza e disperazione, comporta il fatto che centinaia di persone
sono costrette a vivere come topi, all’addiaccio, nel fango. In condizioni non
troppo dissimili da quelle di cui raccontava Primo Levi.
Anche oggi si può infatti essere scacciati e schiacciati, si può rischiare di
morire per un sì o per un no. A Milano, a Pavia. O a Roma, dove pochi giorni fa
è morto Francesco, piccolo rom di due mesi, congelato dal freddo in una tenda
dove era stato confinato con i suoi genitori dalla politica degli sgomberi.
Ogni anno nelle grandi città si parla di «emergenza freddo», come fosse un fatto
anomalo ed eccezionale. Di questa prevedibilissima emergenza muoiono ogni anno
decine e decine di bambini e anziani, di rom e di senza dimora. E ogni anno
assistiamo alle ipocrite e pilatesche lacrime di coccodrillo di troppi
amministratori pubblici.
Il Comune di Milano, dopo lo sgombero del campo di San Dionigi, si era impegnato
a garantire un minimo di risposta almeno a donne e bambini,ospitandoli nel
dormitorio pubblico di viale Ortles. Pur di fronte allo smembramento delle
famiglie, era meglio del niente. Eppure anche questa piccola e minima cosa non è
stata realmente garantita. Basta nulla per perdere anche questa minuscola
possibilità.
Da venerdì 19 ottobre una madre e i suoi quattro bambini, di cui tre
piccolissimi e in cattive condizioni di salute, sono in strada, cacciati dal
dormitorio perché si erano assentati due giorni, per assistere un parente
malato. Ora si trovano senza il minimo riparo, mentre cresce il freddo e
cominciano le piogge.
Di fronte a queste drammatiche situazioni, da mesi le istituzioni locali e la
prefettura si girano dall’altra parte. Fingono di non vedere, di non sapere, di
non avere responsabilità e doveri. Associazioni, forze sociali, sindacati hanno
inutilmente rivolto loro appelli, chiesto interventi e risposte.
Noi non abbiamo più nulla da chiedere al sindaco, all’assessore o al prefetto.
Il loro silenzio e immobilismo sono più eloquenti di tanti discorsi. Del resto,
troppe parole e riunioni sono state sinora generosamente, e inutilmente, spese.
Le parole, infatti, non costano molto.
Come don Abbondio non si poteva dare un coraggio che non aveva, così queste
istituzioni non possono dar mostra di responsabilità che evidentemente non
avvertono.
Da lunedì 29 ottobre noi, come singole persone più che come esponenti di
associazioni, effettueremo un digiuno totale, durante il quale sosteremo
fisicamente, ogni giorno, in piazza della Scala, davanti a Palazzo Marino.
Non per rivendicare qualcosa. Semplicemente per testimoniare e denunciare che
quattro bambini sono stati buttati per strada, che rischiano di ammalarsi e
anche di morire. Per chiedere a tutti e a ciascuno “Se questo è un uomo”, se è
tollerabile che tutto ciò accada nella ricca e democratica Milano, se davvero
non è possibile dare un segno di umanità e una risposta concreta a quei bambini
e al problema generale di cui essi sono parte e drammatica rappresentazione.
Di Fabrizio (del 29/10/2007 @ 21:58:08 in Italia, visitato 2603 volte)
Ricevo da Dijana Pavlovic
PRIMI IMPORTANTI RISULTATI DEL DIGIUNO PER I BAMBINI ROM DOMANI, MARTEDÌ 30 OTTOBRE, LA PROTESTA CONTINUA. I DIGIUNANTI INCONTRERANNO DAVANTI A PALAZZO MARINO IL SEGRETARIO GENERALE CGIL ONORIO ROSATI.
Venerdì scorso, 26 ottobre, abbiamo annunciato alla stampa l’iniziativa del digiuno per i bambini Rom Silvia, Adelina, Sincera, Decibal. I quattro bambini e la loro madre Simona dal venerdì precedente, 19 ottobre, erano stati espulsi dal dormitorio pubblico di viale Ortles, in quanto si erano assentati due giorni. Per la cronaca: si erano dovuti recare a Roma per trovare un parente malato. Sabato 27 ottobre sia il “Corriere della Sera” sia “la Repubblica”, sia agenzie di stampa avevano dato notizia dell’iniziativa di protesta. Lo stesso sabato la Casa della Carità, su richiesta dell’assessore Mariolina Moioli, ha deciso di accogliere i quattro bambini e la loro madre, che da una settimana erano costretti all’addiaccio. Quest’oggi, lunedì 29 il primo gruppo di digiunanti si è ritrovato in Piazza della Scala, davanti al Comune di Milano, dando comunque vita all’iniziativa programmata. Se è infatti vero che si è trovata una sistemazione a Silvia, Adelina, Sincera, Decibal e Simona, è altrettanto vero che nella loro precedente condizione, quella dell’addiaccio, si trovano numerosi altri bambini. Così come è vero che la sistemazione si è resa disponibile solo dopo l’annuncio del digiuno di protesta. Al presidio di quest’oggi davanti al Comune, con i digiunanti, erano presenti anche Silvia, Adelina, Decibal, Sincera con il loro padre, Luciano: pur se ora loro hanno ottenuto un posto per dormire al coperto, sanno bene che centinaia di altri bambini sono ancora costretti a vivere in situazioni inaccettabili, prodotte dalla violenta politica degli sgomberi senza alternative messa in atto da mesi dal Comune di Milano. Nel pomeriggio, i digiunanti, i quattro bambini e alcuni rom sono entrati a Palazzo Marino per assistere al consiglio comunale. L’altro risultato ottenuto dalla mobilitazione è che quattro consiglieri comunali (Patrizia Quartieri, Basilio Rizzo, Marco Granelli, Aldo Brandirali), in difformità dal previsto ordine del giorno, sono intervenuti, chi per associarsi alla nostra denuncia, chi per prenderne atto. Domani, martedì 30 ottobre, proseguiremo la protesta e il digiuno, trovandoci nuovamente in Piazza della Scala a partire dalle ore 12. Alle 12,20 i digiunanti incontreranno il segretario generale della Camera del Lavoro di Milano, Onorio Rosati
Giovedì 8 aprile - h. 20.30 Teatro Carcano, corso di Porta Romana MILANO
IL PRIMO MARZO® degli immigrati continua
tutti i giorni
Promotori della serata: Dario Fo e Franca Rame
Ospiti della serata: Pap Khouma, scrittore senegalese Ahmed Ba, attore, musicista senegalese Rufin Doh, attore e musicista ivoriano Dijana Pavlovic, attrice serba, con i Muzikanti Mavis, ballerina cubana e Juan Romero, percussionista
Offerta a partire da € 10,00 L'incasso della serata è destinato a sostenere il Movimento immigrati PRIMOMARZO®
Per informazioni: primomarzoitalia@gmail.com Tel. 327-59.41.988
Di Sucar Drom (del 24/06/2009 @ 19:49:24 in Italia, visitato 1840 volte)
COMUNICATO STAMPA
L’assemblea della federazione “Rom e Sinti Insieme” si è riunita a Verona, il
23 giugno 2009, per rilanciare la propria azione e per eleggere il nuovo
Consiglio direttivo, dopo il Congresso di Roma e l’assemblea di Bologna. Le
associazioni aderenti hanno discusso a fondo sull’attuale situazione
italiana e hanno deciso di impegnarsi con maggiore forza sul tema della
partecipazione diffusa dei Sinti e dei Rom alla vita sociale, culturale e
politica italiana.
L’obiettivo che si pone la federazione è quello di aggregare le associazioni
esistenti ma anche quello di aiutare le comunità rom e sinte a costituire nuove
associazioni che sappiano essere protagoniste sul territorio. L’obiettivo che ci
si pone è di costituire entro pochi mesi una decina di nuove associazioni sul
territorio nazionale.
Per questa ragione si è dato incarico al nuovo Consiglio direttivo di
convocare in autunno un’assemblea ordinaria per la conferma delle cariche
sociali con tutte le nuove associazioni aderenti alla federazione e un’assemblea
straordinaria per la modifica dello Statuto.
L’assemblea ha eletto all’unanimità il nuovo Consiglio direttivo. I
consiglieri eletti sono: Giorgio Bezzecchi (Romano Drom), Marco Brazzoduro
(Antica Sartoria Rom), Davide Casadio (Sinti Italiani Vicenza), Yuri Del Bar (Sucar
Drom), Erasmo Formica (Sinti Italiani Pavia), Mirco Gabrielli (Nevo Drom
Trento), Radames Gabrielli (Nevo Drom Bolzano), Dijana Pavlovic (Upre Roma),
Enrico Prina (Sucar Mero), Vojisalv Stojanovic (Rom per il Futuro).
L’assemblea ha conseguentemente eletto: Radames Gabrielli, Presidente;
Dijana Pavlovic, Vice presidente; Davide Casadio, Vice presidente; Yuri Del Bar,
Segretario; Erasmo Formica, Tesoriere. Il Consigliere Vojisalv Stojanovic
affiancherà Yuri Del Bar nella gestione della segreteria della federazione.
L’assemblea ha anche deciso di spostare la sede legale della federazione a Roma
(CAP 00156) in via Domenico Grisolino n. 132.
Di Sucar Drom (del 03/06/2009 @ 19:39:49 in Italia, visitato 2408 volte)
Dijana Pavlovic chiuderà a Mantova la campagna elettorale di Rifondazione
Comunista con lo spettacolo teatrale Rom Cabaret, insieme ai musicisti Jovica
Jovic e Marta Pistocchi.
Siete tutti invitati venerdì 5 giugno 2009, alle ore 21.00, presso la sede
di Rifondazione Comunista a Mantova, in via Bettinelli n.12 (di fianco alla
Stazione Ferroviaria). A tutti sarà offerto un piccolo rinfresco.
Lo spettacolo è nato tre anni fa come occasione di incontro tra la cultura
Rom e la rappresentazione che ne ha fatto la tradizione letteraria
occidentale attraverso l’immagine romantica dei mondi rom e sinti
(Cervantes, Puskin, Merimée, ecc).
Di fronte alle vicende drammatiche degli ultimi due anni, che a partire dal
caso di Opera sono culminate nella cosiddetta “emergenza Rom”, è nata l’esigenza
di attualizzare lo spettacolo e trasformarlo in uno strumento non solo di
conoscenza e di confronto, ma anche di denuncia.
È quindi diventato uno spettacolo mosaico fatto di poesie e racconti popolari e
di autori Rom, di musica e canzoni popolari, di testi, di video e interviste che
raccontano la condizione dei Rom oggi in Italia fatta di sgomberi e di
pregiudizi. Ma tocca anche i momenti duri e drammatici della storia, come quello
dello sterminio nei campi di concentramento nazisti, passando dai toni poetici a
quelli amari e drammatici, senza dimenticare l’ironia e anche l’ autoironia
delle barzellette Rom.
Con Marta Pistocchi (italiana) e Jovica Jovic (rom serbo) - due musicisti
molto diversi tra loro per origine, provenienza e formazione professionale si
incontrano nel 2006 e animati dalla passione per la musica rom dei Balcani
formano un duo unico nel suo genere; i Muzikanti sono la realizzazione di un
autentico incontro di culture che si esprime in un linguaggio musicale
originale, fantasioso, libero e vitale.
Di Fabrizio (del 21/04/2007 @ 19:33:10 in Italia, visitato 2600 volte)
Ricevo da Dijana Pavlovic:
Giovedì 19 aprile è stato convocata una seduta del consiglio di zona 3, a
Milano, aperto agli interventi dei cittadini, e annunciata la presenza del
assessore Moioli e di Don Colmegna.
Il tema era il campo nomadi all’interno del parco Lambro (soluzione temporanea
per i Rom cacciati da Opera, e in attesa di una soluzione definitiva). Dato
che era stata annunciata la massiccia presenza di attivisti della Lega Nord, di
AN e dei “comitati cittadini contro i Rom”, e che tra gli iscritti a parlare non
c’era nessuno in nome dei Rom, la consigliera della Lista Fo (che è anche la mia
lista) mi ha invitato ad intervenire.
La prima cosa triste che ho visto entrando, è stata un consigliere di zona con
una maglietta con la scritta: “Zingari in zona 3? No grazie!”.
(vedi foto – “Un uomo può sorridere, ed essere un malfattore!” W. Shakespeare)
Dentro la sala c’erano più di duecento persone che urlavano: Li vogliamo
fuori dalle palle! Portateveli a casa vostra! Don Colmegna non c’era, e mi
hanno riferito che, prima che arrivassi io, l’assessore Moioli aveva tentato di
parlare, ma a causa delle urla disumane, non si era capito nulla di quel che
aveva detto. E questo solo perché aveva tentato di esporre il suo “fantastico”
progetto sugli “zingari”: recintati e controllati a vista, continuamente, ma non
cacciati via, perché questo sarebbe illegale.
Gli interventi dei “cittadini” erano unanimi: “Questa è casa nostra, non
li vogliamo, sporcano, rubano, non vogliamo trattare, se ne devono andare fuori
dalle palle!”.
Qualcuno è arrivato persino al punto di prendersela con l’amministrazione per
aver piantato degli alberi davanti al campo provvisorio, svelando un piano
diabolico: nascondere gli zingari e le loro attività criminali. La protesta
si concretizzava nella geniale proposta di tagliare tutti gli alberi del parco,
a fin di bene, e per la sicurezza dei cittadini onesti. Avendo con questo
raggiunto il mio limite di sopportazione, sono uscita. E fuori ho incontrato
nuovamente il consigliere in “maglietta”, così ho chiesto di poter fare qualche
foto. Forse pensando che fossi una giornalista, il consigliere mi ha dato il
permesso. Sembrava molto contento e orgoglioso. Nessuno ancora aveva capito chi
io fossi. Poi, una signora mi ha riconosciuto: “ Ma è la zingara che ho visto in
televisione!”.. Un’attimo di stupore e di gelo e poi è partito un brusio
generale, che subito è divenuto un frastuono di insulti. Poi mi hanno invitato
ad entrare per il mio intervento.
Avevo preparato un discorso pacifico, nel quale si dice che porto la voce di
tanti Rom di Milano, onesti e lavoratori, pronti al dialogo, al fine di trovare
le migliori soluzioni abitative. Avrei anche voluto dire che le persone contro
le quali si ribellano sono una quarantina di uomini donne e bambini (gli altri
sono stati cacciati via, per una trasgressione del patto di legalità,
ingiustamente - ma questa è un’altra storia), tutta gente per bene, lavoratori,
poveri, ma con il diritto sacrosanto alla dignità umana. Avrei voluto dire che
anche ai Rom non piace vivere nei campi, che chiedono alle istituzioni di
impegnarsi a cercare altre soluzioni, insieme a loro.
Non l’ho potuto dire. Sono stata aggredita verbalmente e, poi, quasi
fisicamente. Sono stata insultata: Zingara di merda! Torna a casa tua! Non ti
vogliamo! Fuori dalle palle!...
Passati i tre minuti che mi erano concessi per l’intervento, la polizia, insieme
a un’altro attivista in maglietta verde, sono venuti da me offrendomi la scorta
per uscire. Ovviamente ho rifiutato, volendo rimanere fino alla fine.[...]. Ho
sentito l’assessore Moioli dire: “Ragazzi calmatevi, questi non rubano, lo
sapete bene, perché questi sono controllati, il problema sono gli altri, quelli
che sono fuori”.
Mi sono vergognata (salvo rare eccezioni), per quella poca gente che dice di
essere di sinistra e che rappresenta la sinistra, in quel consiglio, che ha
applaudito il discorso finale dell’assessore, e che non si sono alzati, non
hanno detto una parola o fatto qualcosa, quando sono stata fortemente insultata.
Ma del resto, nel loro piccolo, dall’interno di un consiglio di zona, loro
seguono la politica della sinistra milanese in generale, che non ha la forza di
alzare la voce contro questa barbarie, e appoggia coloro che vogliono recintare,
controllare, segregare.
A coloro che pensano di poter ignorare o sminuire il razzismo e l’odio gridatoci
apertamente in faccia, e che è come un virus che si sta allargando in tutta la
Lombardia, chiederei una riflessione al di là dei giochi politici, di alleanze e
di “bandierine”: non si è arrivati ad un punto dove è necessario dire basta,
alzare la voce e fare qualcosa? Qual è il limite di sopportazione prima di
condannare, chiaramente e apertamente, quello che sta accadendo? E’ gia accaduto
in passato, di non dare peso a posizioni simili, ignorando segnali precisi di
razzismo e violenza. Sappiamo bene cosa ha portato.
Ma chiederei la stessa cosa a quelli come me, al mio popolo, ai Rom. Qual è il
limite di sopportazione? Possiamo permettere ancora una volta questo virus? Non
ci riguarda tutti quello che sta accadendo, nonostante in questo caso si tratti
di rom rumeni? Non è forse la stessa cosa? Non ci toccherà tutti, e anche
presto? Non dobbiamo ai nostri antenati morti nei lager, a noi stessi e ai
nostri figli, di unirci per una volta e far sentire ed ascoltare la nostra voce?
O aspetteremo come sempre di subire quello che gli altri vogliono e decidono per
noi? La Storia ci dice che hanno sempre voluto e preso decisioni terribili.
Perchè questa volta dovrebbe essere diverso? Perché viviamo in un paese
democratico e in una società civile? Io vengo da un paese che, in tutti questi
anni, ho sentito definire non-democratico, di regime, che negava diritti e
libertà. Ma ho dovuto venire a Milano, per sentirmi dire che avevo bisogno di
una scorta, per il solo fatto di aver dichiarato la mia appartenenza etnica.
Opre Roma!
Viktória Mohácsi MEP-ALDE e le seguenti organizzazioni non governative elencate in calce, si sentono insultate dall´affermazione di Silvio Berlusconi e richiedono perentorie scuse da parte sua. Silvio Berlusconi, durante un´intervista telefonica riguardante il suo programma elettorale per i primi 100 giorni di governo, ha dichiarato: "Tolleranza zero per Rom, clandestini e criminali". Stiamo provvedendo ad includere una lista di organizzazioni rom e non rom che appoggiano l´iniziativa. Abbiamo ancora 40 minuti prima della scadenza dei termini per la consegna della richiesta. Nel caso vogliate essere aggiunti per favore includete alla risposta il nome della Vostra organizzazione, il paese ed il contatto. Ringraziando anticipatamente.Elisabetta Vivaldi
Mohácsi Viktória - MEP European Roma and Travellers Forum, Roma Education Fund, Open Society Institute, Movement for Desegregation Foundation - Hungary, Chance for Children Foundation - Hungary, Jászság Roma Civil Rights Association - Hungary, Roma Civil Rights Foundation - Hungary, Phralipe Association - Hungary, European Roma Youth Association - Hungary, Hunagrian Roma Forum - Hungary, Romedia Foundation - Hungary, Regional Roma Association Dombóvár - Hungary, National Associaton of Romologists - Hungary, Network for Integration Foundation – Hungary, U.N.I.R.S.I – Italy, Them Romano - ONLUS Association – Italy, Romano Drom - Onlus Association, Milano - Italy, Amalipe Romano Associaton - Italy, Rasim Sejdic Association - Italy, Opera Nomadi Association Milano – Italy, Opera Nomadi Association Mantova – Italy, Opera Nomadi Association Napoli – Italy, Opera Nomadi Nazionale Ente Morale – Italy, Romani Criss - Romania, Parudimos Associaiton- Romania, Assosiation of Romani Women for the Children - Romania, Amare Romenta Association - Romania, Romanian Civic Roma Alliance - Romania, Association for Roma Initiative Development - Romania, European Roma Information Office - Belgium, Center for Interethnic Dialogue and Tolerance "Amalipe" - Bulgaria, Integro Association - Bulgaria, Federation nationale des associations solidaires d'action avec les Tsiganes et Gens du voyage – France, Youth Association Perpetuum – Macedonia, Youth Association ‘Luludi’ – Skopje Macedonia, Romani Kultur Yardimlasma ve Dayanisma Dernegi – Aydin, Turkey, Kirklareli Roman Kulturunu Koruma, Kalkindirma ve Dayanisma Dernegi – Turkey, Luleburgaz Bati Trakya Romanlari Kultur, Yardimlasma ve Dayanisma Dernegi – Turkey, Alliance Unit of Roma – Chisinau Moldova, Rubin Romany Organisation – Durleshti Moldova, National Roma Centrum – Kumanovo Macedonia, Roma SOS Association - Prilep Macedonia, Prijatelska Raka Association –Skopje Macedonia, Jekipe Association – Veles Macedonia, Darhija Association – Skopje Macedonia, Anglunipe Association – Tetovo Macedonia, Pralipe Association - Kr.Palanka Macedonia, Sucar Drom Association - Italy, Nevo Drom Association - Italy, RomSinti@Politica Association - Italy, Institute of Sinta Culture – Italy, OsservAzione Association - Italy, U Gipen Association – Brescia Italy, Nevo Mero Association – Rimini Italy, Sucar Drom VI Association – Vicenza Italy, Nevo Drom TN Association – Trento Italy...
Lo sgombero era stato annunciato nei giorni scorsi come imminente e sui vari
social network era rimbalzata la notizia fino alla conferma di ieri sera.
Ore contate quindi per il campo abusivo sorto vicino a quello regolare di via Bonfadini.
La Diana Pavlovic (Consulta rom) dichiarava : "Cercare con loro le soluzioni"
e dopo la sentenza del Consiglio di Stato: "Ora l'assessore Granelli dovrebbe
sospendere gli sgomberi".
Sempre ieri, giornata calda per la questione rom, con il Consiglio di Stato
che ha bocciato il piano nomadi "Illegittimo lo stato di emergenza" e con i
giudici che scrivono "non esistono dati fattuali che autorizzino ad affermare
l'esistenza di un nesso tra la presenza sul territorio di insediamenti rom e una
straordinaria ed eccezionale turbativa dell'ordine e della sicurezza pubblica",
il presidente Tursi di Arcisolidarietà commentava la sentenza: "E' giunto il
momento di fare autocritica e tornare a governare la situazione senza parlare
alla pancia delle persone".
Queste erano le premesse.
Lo sgombero del campo di via Bonfadini è stato deciso (così sostiene
l'amministrazione) a causa dei lavori in corso nell'area per la costruzione
della strada Statale Paullese e la società di costruzione che ha in appalto il
lavoro e si è resa firmataria di una denuncia a carico degli occupanti, sostiene
che attualmente è tutto fermo a causa della presenza del campo.
Lo sgombero preannunciato per questa mattina non è stato effettuato, ma solo
rimandato.
Intorno alle otto e mezza, dopo più di due ore di attesa, si sono presentati
in forze servizi sociali, polizia municipale, amsa, ruspe, protezione civile e
il comandante Mastrangelo dei vigili urbani di Milano.
Gli occupanti, dopo una serie di momenti di tensione e le solite promesse da
parte dell'amministrazione di percorsi sociali per i nuclei che prevedono la
divisione mamme/bambini in comunità e padri per strada, hanno richiesto almeno
un mese di tempo per lasciare il campo e trovare un'altra soluzione abitativa
sempre per strada visto che non è stata offerta loro una reale e valida
alternativa.
Il campo era nato nella zona nel Marzo 2011 ed attualmente abitato da più di
200 adulti e almeno una settantina di minori, scolarizzati e frequentanti tutti
le scuole elementari e medie della zona, sono presenti inoltre anche minori di
soli pochi mesi e molte persone anziane.
"Trovato l'accordo" la polizia ha preannunciato un'ulteriore avviso di
sgombero il 9 di Dicembre e il definitivo sgombero il 12 dello stesso mese, ha
minacciato gli occupanti di non costruire più nemmeno una casa o " La prima
baracca che cresce in più…. " e ci lasciano sottintendere una politica che ben
conosciamo.
A fine sgombero è arrivata Diana Pavlovic che ha invitato alcuni occupanti
del campo alla riunione della consulta rom che si tiene ogni giovedì e in cui
sono riuniti i rappresentanti della comunità rom milanese per riflettere assieme
come affrontare lo sgombero.
Comunicato del Gruppo sostegno Forlanini su sgombero campo Bonfadini -
Milano, 22.11.2011
Stamattina un nutrito nucleo di polizia locale, con la presenza del suo
responsabile milanese, e dei servizi sociali comunali si è presentato al campo
informale di via Bonfadini (prossimo all'area da tempo autorizzata) per quello
che nei giorni scorsi era stato preannunciato come lo sgombero di quest'area.
Dopo un colloquio tra gli abitanti del campo e la polizia locale, si è arrivati
alla soluzione del rinvio dello sgombero al 12 dicembre.
Si è trattato insomma di una manifestazione della strategia dissuasiva adottata
dalla nuova Giunta nei confronti dei campi "abusivi": nessuna tolleranza per gli
insediamenti informali, per i quali si procede a dissuadere sia
dall'incrementarli sia dall'abitarli. e - in alternativa parziale e notoriamente
insufficiente - vengono proposte misure come la separazione, nel caso dei nuclei
familiari, tra madri e bambini da una parte e padri dall'altra. Nessuna
soluzione più strutturale viene proposta allo sgombero, misura di extrema ratio,
che viene lasciato senza alternative.
Noi crediamo che la strada da percorrere sia diversa:
innanzitutto la moratoria degli sgomberi degli insediamenti, siano essi
effettuati in forma dissuasiva o "pesante";
l'avvio di una urgente e seria considerazione integrata della questione,
che ne affronti gli aspetti sociali, lavorativi, scolastici, sanitari, in
necessaria interlocuzione coi diretti interessati. Non può né deve bastare
la trattativa tra il capo della polizia locale e gli abitanti; è in
questione una convivenza civile tra soggetti, da risolversi in istanze più
aperte e democratiche.
Parlando cogli uomini e le donne, sono emerse per l'ennesima volta le tante e
note problematiche di un vivere difficile come quello di chi abita in un campo:
nessuno di loro vuole passare la propria esistenza in questo modo precario né
lavorare forzatamente in nero, né rinunciare alla difficile scolarizzazione dei
propri figli, vista giustamente come premessa a una vita migliore. Sono gli
stessi motivi che hanno guidato le associazioni, nel recente passato, a
polemizzare aspramente con la precedente Giunta sugli aspetti razzisti, disumani
e inferiorizzanti delle pratiche discriminatorie e degli sgomberi e a
sollecitare la nuova Giunta ad approcciarsi in modo democratico alla questione.
Tutto questo prende più vigore all'indomani della pronuncia del Consiglio di
Stato sull'illegittimità della proclamazione dell'"emergenza nomadi" e dei
provvedimenti ad essa connessi.
Chiediamo da tempo un cambio di passo alla Giunta e agli assessorati competenti;
l'interlocuzione colle istanze associative e cogli stessi soggetti, come si è
potuto vedere anche letteralmente "sul campo" stamattina, sono premesse
necessari e e imprescindibili. In queste tre settimane che ci separano dal 12
dicembre poniamo le premesse per non rendere necessario quello sgombero
preannunciato; le istituzioni, gli assessorati, i servizi, le associazioni, gli
stessi soggetti abitanti possono e devono lavorare a una soluzione positiva, per
questa e altre situazioni.
Sabato 17 maggio e domenica 18 maggio a Mantova si sono riunite le
associazione aderenti al Comitato Rom e Sinti Insieme per la definizione dello
statuto e la elezione degli organi sociali. Hanno partecipato all'iniziativa n.
19 associazioni Rom e Sinte che hanno condiviso e sottoscritto la costituzione
giuridica di una federazione di associazioni denominata FEDERAZIONE ROM E
SINTI INSIEME con sede legale a Roma in Via Fanfulla da Lodi n.5,
deliberato l'approvazione dello statuto della federazione ed eletto gli organi
dirigenti della FEDERAZIONE ROM E SINTI INSIEME:
Presidente e legale rappresentante: Nazzareno Guarnieri
Vice Presidente: Radames Gabrielli
Vice Presidente: Demir Mustafa
Segretario: Graziano Halilovic
Tesoriere: Stojanovic Vojslav
Consiglieri: Casadio Davide, Torre Vladimiro, Eva Rizzin, Dijana Pavlovic
coordinatore del consiglio nazionale: Yuri Del Bar
Inoltre sono stati eletti gli organi di controllo e di garanzia: il Collegio dei probiviri presieduto dal Prof. Marco Brazzoduro
il Collegio dei Sindaci Revisori presieduto dal Prof. Zoran Lapov
La FEDERAZIONE ROM E SINTI INSIEME e' la prima federazione di associazioni
Rom e Sinte in Italia, e le 19 associazioni aderenti (altre hanno gia' richiesto
di aderire) da otto regioni Italiane evidenzia una significativa partecipazione
attiva e rappresentativita' delle minoranze Rom e Sinte in Italia che il Governo
e le Istituzioni non possono continuare ad ignorare
Milano 14 marzo 2009: una gradita segnalazione di Ivana K
Roman
Dijana Pavlovic - Rom Cabaret, frammenti serata "Rom e Sinti: suoni e parole
in movimento" - per cambiare musica! - Auditorio San Fedele, via Hoepli 3,
Milano alla fisarmonica il maestro Jovica Jovic
Di Fabrizio (del 13/08/2009 @ 17:05:19 in Italia, visitato 3284 volte)
COMUNICATO STAMPA
Sgombero d’agosto, umanità mia non ti conosco: neonati e donne incinte in
campeggio libero
Venerdì 14 agosto alle 12.30 conferenza stampa presso la cascina Bareggiate,
comune di Pioltello
ll giorno 6 agosto è stata sgomberata e subito demolita la cascina Bareggiate
nel comune di Pioltello al confine con l’Auchan di Vimodrone, nella quale
vivevano da tempo numerose famiglie di rom rumeni. Oltre 200 persone di cui
la metà minori sono stati mandati a dormire sui prati tranne una decina di
famiglie i cui figli frequentano le locali scuole, delle quali si è dato cura il
Comune di Pioltello. Non c’è stato invece nessun intervento a tutela degli altri
minori, tra i quali si contano neonati di 1, 4, 8 mesi e due donne incinte.
La situazione di queste famiglie – circa 200 persone di cui la metà minori -
costrette all’addiaccio senza nessuna alternativa è stata resa più drammatica
dopo che stamane pattuglie di polizia locale e carabinieri le hanno fatte
sloggiare dai loro ricoveri di fortuna.
Di fronte a una situazione di grave emergenza umanitaria la Federazione Rom e
Sinti insieme e l’associazione Upre Roma insieme con i capifamiglia presentano
un esposto al capo dello Stato perché in prima istanza ci sia un intervento
immediato a tutela della vita di questi bambini e invitano i mezzi di
informazione alla conferenza stampa che si tiene domani, venerdì 14 agosto
alle 12.30 nel parcheggio dell’Auchan di Vimodrone.
Di seguito l’esposto.
Per informazioni:
Dijana Pavlovic tel. 339-7608728
Fabrizio Casavola tel. 347-7179602
Lucan Constantin tel. 320-0944772
Al Presidente della Repubblica on. Giorgio Napolitano Palazzo del
Quirinale 00187 Roma
p. c.
Al prefetto di Milano dott. Gian Valerio Lombardi corso
Monforte 31 20122 Milano - Al dottor Razvan Rusu Ambasciatore di Romania Via
Nicolò Tartaglia, 36 00197 ROMA - Al dottor Vladimir Spidla Commissario UE
per Occupazione e Affari Sociali - A European Roma Rights Center H-1386
Budapest 62 Hungary
Oggetto: esposto e ricorso avverso ordinanza del prefetto di Milano prot.
N. 9 b1/200900261-Gab
Illustrissimo signor Presidente,
i sottoscritti cittadini europei e le sottoscritte associazioni – Federazione
Rom e Sinti insieme, associazione Upre Roma - ritengono necessario portare a Sua
conoscenza la grave situazione che si è determinata in provincia di Milano con
lo sgombero coattivo di una comunità rom rumena composta da numerose famiglie
con figli minori. Il prefetto di Milano in qualità di commissario per
l’emergenza nomadi in Lombardia notificava il 3 agosto 2009 l’ordinanza
commissariale n. 1 prot. n. 91 b1/200900261-Gab, con la quale intimava lo
sgombero dell’area denominata “cascina Bareggiate” insistente nel comune di
Pioltello, area nella quale da oltre cinque anni era presente una comunità di
Rom rumeni, alla quale si erano aggiunti altri nuclei provenienti da successivi
sgomberi operati dal Comune di Milano. Nell’ordinanza non era indicata nessuna
data entro la quale l’area doveva essere liberata ma alla mattina del 6 agosto
le forze dell’ordine del Comune di Pioltello, coordinate dal responsabile
sicurezza del comune di Milano, provvedevano allo sgombero coattivo dell’area e
alla immediata demolizione dello stabile della cascina Bareggiate.
Durante lo sgombero non veniva consentito a nessuna associazione di essere
presente per verificare il rispetto dei termini previsti dalla comunità
internazionale in caso di sgomberi coattivi, la tutela dei numerosi minori e
neppure era consentito ai mezzi di informazione di documentare quanto avveniva
con l’eccezione di una troupe della televisione di Stato.
Mentre il Comune di Pioltello si dava carico di un progetto per l’inserimento di
una decina di famiglie i cui figli risultano frequentanti le scuole del Comune,
per le restanti 51 famiglie (200 persone di cui 87 minori) non c’era nessun tipo
di assistenza e soprattutto nessun intervento che garantisse ricovero e tutela
per i minori. Lasciate senza nulla davanti ai ruderi della cascina queste
famiglie sono costrette a vivere all’addiaccio nonostante la presenza di donne
incinte e addirittura bambini ancora lattanti (da 1, a 4 a 8 mesi) con grave
rischio per la loro salute e sicurezza.
Dopo essersi sistemate in ricoveri di fortuna sui terreni circostanti la cascina
queste stesse famiglie sono state sgomberate nella giornata del 13 agosto anche
da questi ripari provvisori. Gli effetti di tale sgombero violano, prima ancora
che le norme e le modalità previste dalla Unione europea a proposito degli
sgomberi delle comunità rom, qualunque naturale rispetto nei confronti di esseri
umani, uomini, donne e bambini esposti ora a una situazione di totale precarietà
alla quale si aggiunge il rischio ambientale dovuto alla demolizione di tetti in
eternit contenenti amianto avvenuta senza preventive verifiche e bonifiche, cosa
per la quale ci riserviamo specifica denuncia.
Lo sgombero avvenuto senza alcuna proposta alternativa e la totale assenza di un
intervento di assistenza a tutela dei minori costringe le sottoscritte
associazioni e i sottoscritti cittadini europei a
chiedere un intervento immediato per far fronte all’emergenza umanitaria
che si è determinata tutelando i minori;
denunciare le modalità dello sgombero e conseguentemente fare ricorso
contro il provvedimento emesso dal prefetto di Milano, per violazione di
quanto previsto dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia delle Nazioni
unite del 20 novembre 1989, ratificata dalla Repubblica italiana con legge
n. 176 del 27 maggio 1991, segnatamente agli articoli 19, 24 (diritto
all’assistenza), 26 (diritto alla sicurezza sociale), 27 (diritto allo
sviluppo sociale), 28 e 29 (diritto all’educazione).
Con i sensi della nostra stima.
Allegati: elenco dei nuclei familiari interessati, con firma dei
capifamiglia, documentazione fotografica
Milano, 13 agosto 2009
Per la Federazione Rom e Sinti insieme, con sede in via Domenico
Grisolino n. 132, 00156 Roma
Presidente Radames Gabrieli
la vicepresidente Dijana Pavlovic. Tel. 3397608728 – e-mail:
dijana.pavlovic@fastwebnet.it
Per l’associazione Upre Roma con sede in via Pietro Colletta 55, 20137
Milano - tel. 0245488070
Il presidente Paolo Cagna Ninchi. Tel. 3391170311 – e-mail:
paolo.cagnaninchi@fastwebnet.it
Di Fabrizio (del 07/06/2008 @ 16:28:55 in Italia, visitato 1986 volte)
La
schedatura della famiglia Bezzecchi ci sembra segnare un salto di qualità
nell'azione contro i cittadini rom che, dopo i tanti episodi di intolleranza e
xenofobia, ora riguarda l'azione istituzionale, in questo caso del "commissario
speciale per la questione rom".
Per rompere il silenzio e dare un senso ai molti appelli circolati, dopo uno
scambio di opinioni con Corrado Mandreoli, Laura di Martino e Tommaso Vitale in
occasione dell'iniziativa dell'ARCI di ieri, vi facciamo una proposta concreta
di iniziative che aggreghi senza pregiudiziali se non quelle della tutela del
diritto e dell'accoglienza solidale.
Una proposta che tenga anche conto del danno che procurerà l'iniziativa
"antirazzista" del 13-14 in concomitanza con il raduno fascista in Triboniano. Proponiamo
di indire un presidio per il 12 alle ore 12 davanti alla prefettura con
conferenza stampa nella quale si denunciano il clima xenofobo prodotto di una
campagna di intolleranza nei confronti dei migranti e dei rom,
l'anticostituzionalità e la violazione dei diritti umani delle pratiche di
schedature dei cittadini italiani di etnia rom, si chiede il divieto del raduno
nazifascista e insieme si lancia la giornata del 21, proposta dall'ARCI come una
pacifica occasione di confronto sulla questione della legalità e dei diritti dei
rom e dei migranti e una festa partecipata. La conferenza stampa del 12,
anticipando sulla stampa la manifestazione del 14, ci aiuta a far vedere che c'è
chi lavora a fianco dei rom e dei loro diritti in modo pacifico e aggregante e a
promuovere la partecipazione alla giornata del 21. Nell'uno e nell'altro caso
fondamentale è la partecipazione dei rom e, anche, un lavoro di attenzione -
noi, per quello che possiamo lo faremo nei prossimi giorni - tra i rom di
Triboniano stando loro vicini per evitare gli effetti nefasti per loro
dell'iniziative del 13-14.
Giorgio Bezzecchi, Dijana Pavlovic, Paolo Cagna Ninchi
Di Sucar Drom (del 06/06/2009 @ 14:13:52 in blog, visitato 1900 volte)
Sambenedetto del Tronto (AP), Moni Ovadia incanta il pubblico
Numerosi i partecipanti allo spettacolo tenuto da Moni Ovadia lo scorso sabato
30 Maggio, nell’ambito del Festival della Pace. Il palco è stato allestito in
via Montebello, nella zona meglio nota come “piazza della verdura”. Lo scrittore
e teatrante ha proposto per l’intera durata dello spe...
Genova, si cerca una casa per i Sinti piemontesi
"Il campo nomadi di Bolzaneto grida vendetta. È il più vecchio della città ed è
sovraffollato. Io l’ho visto nascere e ho seguito, in Provincia, i primi
inserimenti scolastici dei piccoli sinti. Per tutte queste famiglie occorre
trovare una sistemazione dignitosa, la Gronda non c...
Milano, continuano gli sgomberi senza una soluzione civile
Continuano gli sgomberi indiscriminati delle famiglie Rom rumene. Ieri mattina
sono state sgomberate una cinquantina di persone che vivevano in tende e
baracche nel Parco delle Memorie Industriali, un’area verde di proprietà del
Comune in zona Ticinese...
Elezioni europee, rischio xenofobia e razzismo
In tutta l’Europa alcuni analisti vedono in queste elezioni alcune allarmanti
insidie che potrebbero definitivamente bloccare il cammino verso del sogno
europeista che i padri nobili dell’Europa avevano immaginato...
Dimmi con chi vai... Alleanze di centrodestra e centrosinistra
Ai tempi del barcollante Governo Prodi, ma anche prima durante le elezioni, si
era soliti discutere sia nelle più accanite riunioni dell’allora opposizione di
centro-destra, sia nei più snob dei salotti di pseudo-sessantottini
sessantottenni, della “terribile” ...
Serbia, gli investimenti a favore dei Rom
L’istruzione è sicuramente il mondo migliore per promuovere la posizione della
popolazione rom, la condizione per la loro socializzazione e una delle priorità
della Serbia durante la presidenza di turno nella Decade dei rom, che sarà
consegnata ufficialmente alla...
Torri di Quartesolo (VI), un Sinto in Consiglio comunale
Scyon Cavazza è candidato a Torri di Quartesolo (VI) nelle prossime elezioni
comunali. Scyon è candidato nelle liste di Rifondazione Comunista, unica
formazione politica in Italia che ha chiesto a Rom e Sinti di...
Reggio Emilia, noi votiamo Vladimiro Torre
Vladimiro Torre, Sinto emiliano, è candidato per il Consiglio comunale di Reggio
Emilia. Nel suo impegno politico così esordisce: i Sinti italiani vivono in
Emilia da centinaia di anni e aspirano a partecipare alla vita politica del
Paese. Vladimiro Torre, dopo diverse esperienze nel campo
dell’associazionismo,...
Europee, noi votiamo Dijana Pavlovic
Siamo alla vigilia delle Elezioni Europee, nella circoscrizione Nord Ovest
(Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta) è candidata Dijana Pavlovic, una
romnì. Dijana non è alla sua prima esperienza in politica, già nel 2006...
Di Fabrizio (del 15/08/2009 @ 13:39:00 in Italia, visitato 2051 volte)
Segnalazione di Tom Welschen sul caso di
Pioltello
I 200 rom sgomberati si accampano di Zita Dazzi Sgomberati dalla cascina Bareggiate non sanno più dove andare e campeggiano
tra Vimodrone, Segrate e Pioltello
Campeggiano all’aperto, nei campi tra Vimodrone, Segrate e Pilotello come
fossero turisti non troppo esigenti. Ma appena cambieranno le condizioni
climatiche, i circa 200 rom rimasti senza tetto dopo lo sgombero della cascina
Bareggiate, andranno ad occupare qualche altro stabile dismesso.
Nel frattempo, le associazioni che li sostengono, minacciano esposti al prefetto
e al presidente della Repubblica Napolitano per denunciare quella che Djana
Pavlovic, vicepresidente della Federazione Rom e Sinti insieme, non esita a
definire «grave emergenza umanitaria». Ci sono infatti almeno 87 bambini,
fra cui tre neonati, e due donne incinte, fra i nomadi romeni sgomberati dalla
cascina, oggi demolita, dove negli anni passati si sono rifugiati molti degli
zingari sgomberati a Milano.
Dettaglio che viene sottolineato con forza anche dal sindaco di Pioltello,
Antonio Concas, che guida una giunta di centrosinistra e che punta il dito
contro la giunta Moratti: «Io, con le piccole forze che può avere un Comune
dell’hinterland ho chiesto i finanziamenti al commissario straordinario ai rom,
il prefetto Lombardi, per dare una alternativa alla strada alle famiglie
sgomberate che hanno i figli iscritti alle nostre scuole. Palazzo Marino non fa
niente per quelli che vengono da Milano e che hanno ancora i figli iscritti
nelle scuole cittadine, da via Ravenna a Crescenzago.
Anzi De Corato si permette di esortare nuovi sgomberi. Lo trovo scandaloso».
Dopo lo sgombero infatti 8 famiglie rom, 49 persone in tutto, sono state infatti
sistemate in roulotte in un campo comunale, e l’amministrazione, forte di uno
stanziamento di 455mila euro, si è impegnata ad aiutarle a trovare casa e lavoro
regolare, in cambio della firma del Patto di Legalità.
Anche don Massimo Mapelli, vice di don Colmegna alla Casa della Carità,
sollecita altre amministrazioni comunali a farsi avanti per trovare alternative
per le famiglie rom disposte a vivere nella legalità: «Pioltello ha fatto la sua
parte, ora tocca agli altri».
Non è d’accordo l’assessore regionale Davide Boni: «La comunità rom che contesta
lo sgombero di Pioltello prima di recriminare farebbe meglio a imparare a vivere
secondo le leggi vigenti in questo Paese. Anche durante il mese d’agosto non si
possa abbassare la guardia e lasciare che alcune situazioni restino senza
controllo: gli sgomberi devono continuare infatti a ritmo serrato». (15 agosto 2009)
Sabato 18 ottobre h. 11,00 - "La forza del dialogo: prove di convivenza nella civiltà
planetaria."
presso
Università degli studi di Milano - Bicocca, U6, aula 33
Oratori confermati: Dijana Pavlovic, artista e scrittrice comunità Rom Mouelhi Mohsen, rappresentante Sufi Lucia Sechi, portavoce Centro delle Culture Gianni Lin, coordinatore Nord Italia di Associna
Di Fabrizio (del 02/11/2008 @ 12:40:25 in media, visitato 2042 volte)
Ricevo da Dijana Pavlovic
Aria di elezioni a stelle e strisce a "Glob, l'Osceno del Villaggio", il
programma condotto da Enrico Bertolino, dedicato alla comunicazione e ai suoi
linguaggi, in onda domenica 2 alle 23.30 su Raitre. Alla vigilia delle
presidenziali americane si parla con Eugenio Finardi - nella sua veste di
cantante, ma soprattutto di "elettore" americano - dell'appoggio dato dagli
artisti ad Obama e McCain. Anche il consueto video di "Blob", inoltre, e'
dedicato alle elezioni statunitensi.
Gianfranco Fini, interpretato da Ubaldo Pantani, interviene ancora a "Glob" con
il suo nuovo ruolo di "comunicatore". E poi, ai Fichi d'India il compito di
parlare di comicita' infantile, di cosa fa ridere i bambini, mentre "Che fine
hanno fatto i Rom?" e' la domanda alla quale - sul filo dell'ironia - risponde
l'attrice e cabarettista Dijana Pavlovic. Torna, infine Lucia Vasini che, in
coppia con Enrico Bertolino, risponde alla domande "esistenziali" sollevate
dagli scritti di Francesco Alberoni.
Di Fabrizio (del 08/01/2007 @ 12:17:41 in blog, visitato 7322 volte)
"Colpo grosso" nelle pagine de Il Giornale. Oggi nella cronaca milanese dopo un'intervista a Ettore Martinelli [responsabile milanese per l'immigrazione dei DS - Basta con questa sinistra che fa troppi sconti ai rom (uffa)], parla di questo blog e pubblica un'altra intervista a Dijana Pavlovic, anche lei beniamina delle pagine di Mahalla. Per non farsi mancare niente, c'è anche un riquadro con foto su Don Colmegna al Natale ortodosso presso il campo di Opera.
Oggi ricopio la mia intervista, domani quella a Dijana Pavlovic:
Sempre più stanziali anche loro inaugurano un sito per parlare dei loro problemi
Ormai è chiaro a tutti: i rom hanno smesso di essere nomadi. Lo dice anche il Ministero dell'Interno (Dipartimento delle Libertà civili e dell'Immigrazione) in una ricerca pubblicata il luglio scorso. Vivono stabilmente ai margini dei grandi nuclei urbani, con spostamenti che si limitano all'area di una provincia. Eppure non hanno smesso di viaggiare, solo che lo fanno nella Rete.
Può sembrare un gioco di parole e invece è la realtà. Fabrizio Casavola, milanese [...] è stato forse il primo in Italia a interpretare questo cambiamento. Di sicuro, in Lombardia, nessuno aveva mai tentato un esperimento del genere. Quale? Pubblicare su Internet pagine dedicate espressamente alla comunità rom e sinti. "Mi sono appassionato della cultura romanes (come si chiamano nella loro lingua d'origine, ndr) nel 1989 - racconta Casavola -. Li ho conosciuti da vicino al campo di via Idro, quando facevo l'animatore tra i giovani. Sentivo il bisogno di stabilire un contatto tra noi e loro, così lontani almeno nelle apparenze. Ho iniziato a scrivere in html 7 anni fa, cominciando a maturare una rete di contatti non solo in tutta Italia ma anche in diversi paesi del mondo. In seguito ho trovato ideale la piattaforma del blog. Molto presto ho ottenuto visite e commenti, dieci volte più del normale, almeno 200 pagine al giorno. Mahalla è il nome del suo sito (www.sivola.net/dblog): così venivano chiamati i quartieri ghetto in cui hanno vissuto per secoli i rom in Europa dell'Est.
"L'idea è di passare dagli accampamenti di zingari a un villaggio virtuale globale, per raccogliere denunce e proporre soluzioni", riassume Casavola. L'intento pare sia stato raggiunto. "Tempo fa mi è capitato di ricevere via posta elettronica una lettera in bulgaro da parte di alcuni rom che vivono in Israele. L'ho girata a un gruppo di [rom] macedoni che l'hanno tradotta per poi pubblicarla in italiano sul blog. Internet permette tutto questo: confronto e dialogo. Così i rom superano in prima persona i limiti fisici delle baraccopoli, oppure si appoggiano alle associazioni di terzo settore, sollevandosi per un attimo dalla lotta al disagio quotidiano".
Il diario di Fabrizio Casavola non è, comunque, un caso isolato. In questi giorni, in cui la questione rom è tornata di grande attualità, si sono moltiplicati i contatti ad altri siti "riservati" a nomadi e affini. E' quello che succede, ad esempio, sulle pagine di Sucar Drom (www.sucardrom.blog.tiscali.it), blog di un'associazione con base a Mantova, che ha fatto registrare 93mila visite in appena un anno e mezzo di vita. "E qualcosa di simile avviene nello spazio on line gestito dall'Opera Nomadi di Milano (http://web.tiscali.it/operanomadimilano) - rivela il vicepresidente Maurizio Pagani -. Non nascondo che la cosa sorprende noi stessi. Pur in un contesto ancora di forte arretratezza tecnologica, i rom di tutta Italia stanno scoprendo lo strumento informatico per sviluppare buone pratiche di comunicazione e rivendicazione di diritti. Potenzialità enormi, considerando che in Italia oltre il 50% dei rom ha meno di 14 anni. Per loro internet può diventare un punto di partenza verso l'integrazione".
Di Sucar Drom (del 07/05/2006 @ 12:10:19 in blog, visitato 2018 volte)
EUMC, Rom e Sinti discriminati nell'istruzione L’European Monitoring Centre on Racism and Xenophobia (EUMC) ha pubblicato un rapporto sulla situazione dei Sinti, Rom, Romnichals, Kalé, Manouche (nel rapporto vengono definiti “Roma”) e dei viaggianti nella scuola e nella formazione.
Il rapporto è durissimo nella denuncia delle discriminazioni subite dai bambini nelle scuole e il ricorso continuo ai programmi speciali dei disabili mentali...
Milano, una città per tutti….. Siamo felicissimi di annunciarvi che alle elezioni amministrative a Milano sono stati candidati dalla lista Fo: Dijana Pavlovic e Maurizio Pagani .
Dijana Pavlovic, romnì, è un'affermata attrice teatrale e televisiva che da alcuni anni si sta impegnando promuovendo le culture Rom e Sinte, ultimamente ha recitato come protagonista alla rappresentazione teatrale "Porraj...
Roma, il Prefetto Serra chiede l'apartheid per i Rom Dalle pagine del quotidino Il Giornale il Prefetto di Roma, Achille Serra, chiede che il "campo nomadi" di Tor Fiscale sia spostato fuori dalla Capitale. Il Prefetto ha formulato questa richiesta anche durante l'incontro del comitato per l'ordine e la sicurezza tenutosi ieri a Palazzo Valentini.
Queste le sue dichiarazioni
«Chiederò al sindaco Veltroni e al presidente della Regione...
Di Fabrizio (del 10/06/2008 @ 12:07:45 in Italia, visitato 2011 volte)
COMUNICATO STAMPA
12 GIUGNO ORE 12. LE ASSOCIAZIONI ROM PROMUOVONO UN PRESIDIO CON CONFERENZA
STAMPA DAVANTI ALLA PREFETTURA DI MILANO CONTRO I PROVVEDIMENTI DISCRIMINATORI
VERSO ROM E STRANIERI
L’avvio, nei giorni scorsi, della schedatura su base etnica della
popolazione rom e sinta insediata nei campi nomadi comunali e nelle aree private
di Milano e Provincia da parte della Prefettura, e non di un normale e utile
censimento conoscitivo, è stato accompagnato dall’indignazione e dalla
protesta di numerosissimi concittadini che hanno fatto pervenire e continuano ad
inviare centinaia di lettere e attestati di solidarietà e condanna.
In questo momento di grande incertezza ed apprensione per l’operato delle
Istituzioni, su moltissimi cittadini si stanno infatti scaricando anche gli
effetti di una profonda crisi sociale ed economica che ha allargato il divario
tra ricchezza, povertà e disuguaglianze, dirottando le paure irrazionali e i
problemi reali verso quei soggetti socialmente più deboli, in primis zingari e
immigrati, che vengono avvertiti anche come potenziali competitori nella
spartizione delle poche risorse ancora disponibili.
Eppure, il rogo dei campi rom a Napoli, le molotov contro le abitazioni dei
Sinti di Pavia, i raid contro attività commerciali di extracomunitari, le
sprangate a un militante gay di Roma, la sassaiola contro una madre e una
bambina sinte di Brescia, l’aggressione a Rimini di una donna incinta al settimo
mese, l’immigrato morto per mancanza di soccorso nel CPT di Torino, mentre le
città d’Italia sono percorse da ronde di tutti i colori, sono alcune delle tante
e diverse punte dello stesso violento iceberg che avvelena il nostro Paese:
l’insofferenza diffusa contro il diverso, l’immigrato, lo zingaro ha assunto i
connotati espliciti della xenofobia e della discriminazione razziale.
Questa nuova Italia che criminalizza per decreto la povertà, l’Italia della
violenza contro gli ultimi, del pregiudizio elevato a verità (gli zingari rubano
i bambini), della giustizia fai da te dovrebbe invece far riflettere sul lungo
decorso della malattia della nostra società e sulle preoccupanti prospettive del
suo futuro.
Il silenzio verso le ingiustizie però, può facilmente rendersi complice di chi
inneggia quotidianamente, anche all’interno delle sedi istituzionali, all’odio
etnico o persegue il fine di considerare e trattare con strumenti e regole
eccezionali e umilianti particolari “categorie” di cittadini.
Contro tutto questo vi è stata una pronta e composta reazione civile che
comprende persone di ogni età e condizione sociale, forse inaspettata,
certamente non scontata.
L’angoscia che ci prende di fronte a questo scenario ci riporta, come tante
delle persone che ci hanno scritto, alla memoria del passato, ma soprattutto ci
pesa vedere il volto vile di un paese profondamente malato.
Coloro che aizzano i cani, lanciano molotov e sassi, percorrono in ronde
minacciose le città, i sindaci che annunciano nei cartelloni luminosi dei loro
borghi che “i clandestini possono stuprare i tuoi figli” sono il volto più vile
di chi non è capace di guardare al male che porta dentro di sé, di chi rifiuta
di affrontare la camorra che a Napoli controlla i rifiuti e organizza i roghi
dei campi rom, la mafia che controlla la vita e il voto dei siciliani, la'ndrangheta
che non solo è padrona del territorio calabrese ma di interi quartieri di città
come Milano.
Noi riteniamo indispensabile che nel territorio milanese e della provincia, che
con il rogo delle tende di Opera ha inaugurato la caccia al rom e la sua
contropartita politica, ci sia una risposta di mobilitazione contro questa
degenerazione.
Un percorso da costruire insieme con tutti coloro - forze politiche e sociali,
cittadini, senza pregiudizi di schieramento - che ritengono necessario riportare
il dialogo nelle realtà concrete del malessere, non lasciare soli gli esclusi,
confrontarsi con le radici del disagio sociale e insieme costruire le ragioni e
i valori di una cittadinanza per tutti che considera la legge uguale per tutti e
protegge chi cerca accoglienza e dignità.
Opera Nomadi, OsservAzione, Comitato rom e Sinti insieme, Romanodrom
Di Fabrizio (del 30/06/2008 @ 12:05:15 in Italia, visitato 2852 volte)
SABATO 5 LUGLIO - DALLE 15:00 ALLE 19:00
in largo Cairoli, a Milano
Siamo donne e uomini, cittadini italiani e cittadini stranieri che hanno deciso
di essere in piazza insieme per offrire alla nostra città una occasione di
festa, di riflessione e di conoscenza reciproca.
Con tante voci vogliamo rompere il silenzio pesante che da troppo tempo incombe
a Milano su episodi drammatici che per decisioni del Governo ricadono su
individui e comunità che nelle nostre città hanno radicato le loro speranze di
una vita migliore.
Retate sui mezzi pubblici, ronde notturne, espulsione dagli alloggi, campagne
contro le moschee, sgomberi violenti, schedature etniche di Rom e Sinti: sono
solo alcuni esempi di un crescendo impressionante che vede misure legislative e
scelte governative che vogliono l'esercito nelle strade, la reclusione nei Cpt
fino a 18 mesi e la criminalizzazione degli irregolari.
Eppure nella nostra città la società multietnica è ormai una realtà: italiani o
stranieri, cristiani, musulmani o non credenti, viviamo tutti qui, frequentiamo
le stesse scuole, lavoriamo fianco a fianco e facciamo tutti la stessa fatica
per tirare a fine mese.
Siamo consapevoli che Milano, come molte altre città, è attraversata da
manifestazioni sempre più evidenti di disgregazione sociale che colpiscono
soprattutto i quartieri periferici, ma proprio perché viviamo in questa città e
ne conosciamo i problemi, siamo convinti che per farvi fronte, legalità e
sicurezza non possono essere interpretate solo come controllo e repressione.
La sicurezza va intesa come un sistema di garanzie per difendere i diritti
umani: il diritto alla salute, all'educazione, al lavoro, alla casa, alla
libertà di espressione.
La sfida è mettere in campo politiche urbane, abitative, sociali, culturali in
grado di produrre solidarietà, partecipazione e rispetto dei diritti, attraverso
percorsi democratici e condivisi.
Ci sono molti amministratori, forze politiche e mezzi di comunicazione che oggi
continuano a seminare ostilità e conflitti, indicando negli stranieri e nei
poveri il capro espiatorio per tutti i problemi sociali, economici e urbani che
determinano la condizione precaria di ognuno di noi, gettando un'ombra
inquietante sul presente e sul futuro della nostra comunità.
Una società che imbocca la strada della xenofobia e del razzismo diventerà
sempre più insicura e invivibile, perché la sicurezza non può nascere
dall'emarginazione, ma dall'accoglienza e dal riconoscimento dei diritti di
tutti sulla base di valori irrinunciabili:
- i principi di uguaglianza, di rispetto delle diversità e di giustizia sociale,
presenti nella Costituzione italiana, devono vivere concretamente nelle
politiche e nelle azioni amministrative.
- non si possono imporre regole speciali che violino il principio
dell'uguaglianza dei cittadini di fronte alle leggi.
È necessario che si levino mille e mille voci per chiedere:
- abolizione della legge Bossi - Fini perché costringe alla clandestinità
- regolarizzazione di tutti coloro che lavorano e vivono in Italia
- tempi certi e rapidi per il rilascio dei documenti senza tassazione e con
trasferimento delle competenze agli enti locali
- introduzione di una legge organica per i richiedenti asilo politico e
umanitario
- superamento di forme abitative ghettizzanti e su base etnica (i cosiddetti
"campi nomadi"), garanzia di condizioni abitative dignitose e non discriminanti.
- no al pacchetto sicurezza
- no al reato di immigrazione clandestina
- chiusura dei CPT no alla schedatura etnica
per questi motivi vi invitiamo ad essere presenti
SABATO 5 LUGLIO - DALLE 15:00 ALLE 19:00
in largo Cairoli, a Milano
durante il pomeriggio sono previsti interventi e spettacoli
di Djiana Pavlovic, Mohamed Ba, Tommaso Vitale
promuovono: Arci, Camera del lavoro di Milano, Centro delle Culture, ass.
Dimensioni diverse, ass. Punto Rosso, SdL Intercategoriale, Mosaico
interculturale, ASMP, ass. Arci Todo Cambia, ass. Arci Zagridi, Comitato
"Movimento Pais", Federacion ecuatoriana de Asociaciones, Scuole senza permesso,
Circolo Arci "Blob", Associazione Antirazzista 3 Febbraio
partecipano inoltre: Partito Umanista; Ernesto Rossi pres. ass. Aven Amentza;
Sinistra critica,
Di Fabrizio (del 02/06/2008 @ 11:52:01 in Italia, visitato 2684 volte)
CONTRO LE RONDE DEI VIGLIACCHI E IL SILENZIO DEI FARISEI
UNA CAMPAGNA PER UNA COMUNITÀ CIVILE E ACCOGLIENTE
Il rogo dei campi rom a Napoli, le molotov contro i campi di Pavia, i raid
contro attività commerciali di extracomunitari, le sprangate a un militante gay
di Roma, la sassaiola contro una madre e una bambina sinte di Brescia,
l’immigrato morto per mancanza di soccorso nel CPT di Torino, mentre le città
d’Italia sono percorse da ronde di tutti i colori, sono solo alcune delle tante
e diverse punte dello stesso mostruoso iceberg che avvelena il nostro Paese:
l’insofferenza diffusa contro il diverso, l’immigrato, lo zingaro ha assunto i
connotati espliciti della xenofobia e del razzismo.
Questo è il portato di campagne elettorali tutte all’insegna di una insicurezza
costruita gridando a un lupo senza denti, che scarica sul più debole il
malessere di una società percorsa da un disagio sociale e morale profondo,
grande responsabilità del quale tocca a una politica che rinuncia al compito di
educazione civile per seguire gli istinti peggiori in un perverso circuito
vizioso: la politica, con il coro condiscendente dei media, alimenta la paura
dei cittadini che premiano con il voto questa politica.
Questa nuova Italia che criminalizza per decreto la povertà, l’Italia della
violenza contro gli ultimi, del pregiudizio elevato a verità (gli zingari rubano
i bambini), della giustizia fai da te dovrebbe invece far riflettere sul lungo
decorso della malattia della nostra società e sulle preoccupanti prospettive del
suo futuro. Non si può non legare i Maso, le Eriche e gli Omar, che uccidono i
genitori per denaro, ai ragazzini che violentano e uccidono una coetanea, al
branco che uccide un diverso da loro a Verona, al bullismo nelle scuole, alla
violenza praticata nelle famiglie.
L’angoscia che ci prende di fronte a questo scenario e al clima che ci riporta
all’ancora recente passato della nascita, della vita e della morte apparente dei
regimi fascista e nazista è dovuta anche al silenzio farisaico di chi
sottovaluta questi processi o addirittura pensa che bisogna assecondarli per
recuperare un consenso politico perduto per ben altre ragioni. Ma soprattutto ci
pesa vedere il volto vile di un paese malato. Coloro che aizzano i cani,
lanciano molotov e sassi, percorrono in ronde minacciose le città, i sindaci che
annunciano nei cartelloni luminosi dei loro borghi che “i clandestini possono
stuprare i tuoi figli” sono il volto vigliacco di chi non è capace di guardare
al male che porta dentro di sé, di chi rifiuta di affrontare la camorra che a
Napoli controlla i rifiuti e organizza i roghi dei campi rom, la mafia che
controlla la vita e il voto dei siciliani, l’andrangheta che non solo è padrona
del territorio calabrese ma di interi quartieri di città come Milano.
Noi riteniamo decisivo che qui, il territorio che con il rogo di Opera ha
inaugurato la caccia al rom e la sua contropartita politica, ci sia una risposta
di mobilitazione contro questa degenerazione. Una risposta che avvii il lungo e
difficile lavoro per riportare nella città e nei quartieri il senso di una
comunità che considera la legge uguale per tutti e protegge chi cerca
accoglienza e dignità. Un percorso da costruire insieme con tutti coloro - forze
politiche e sociali, cittadini, senza pregiudizi di schieramento - che ritengono
necessario riportare il dialogo nelle realtà concrete del malessere, non
lasciare soli gli ultimi della terra, confrontarsi con le radici del disagio
sociale e insieme costruire le ragioni e i valori della cittadinanza per tutti.
Di Fabrizio (del 22/06/2007 @ 11:47:30 in casa, visitato 2068 volte)
Ricevo da Paolo Cagna Ninchi
Al prefetto di Milano
Al consiglio comunale di Milano
Alla società civile di Milano
Il consiglio comunale di Milano ha deciso unitariamente con la sola opposizione di cinque di consiglieri della minoranza, di sgomberare a tappeto i campi senza predisporre nessun tipo di soluzione per centinaia di rom rumeni che si trovano ora in condizioni disperate determinando gravi situazioni di tensione come è avvenuto al campo di Triboniano.
Le conseguenze di questa scelta destano grandissime preoccupazioni. Questi sgomberi non offrono alternative: uomini, donne e bambini vengono semplicemente abbandonati a se stessi costringendoli a cercare rifugi di fortuna o, peggio ancora, a bivaccare nei parchi milanesi. Costretta a un nomadismo da tempo abbandonato perde le tracce di integrazione che si erano create - occasioni di lavoro, inserimento scolastico - una popolazione che ha lasciato il disastro della loro terra per cercare la loro piccola parte di felicità nell'opulenta Lombardia e per questo sono disposti ad accettare condizioni che una società normalmente civile non dovrebbe consentire a nessuno.
Chi voleva, a parole, la sicurezza ora soffia sul fuoco
genera una situazione di degrado umano e di conflitto;
legittima le azioni squadristiche contro i rom di leghisti e razzisti vari;
giustifica chi pensa che cittadini stranieri, persone e popoli abbiano meno diritti e più leggi speciali, secondo precedenti storici che hanno tragicamente segnato la storia umana;
infine abbandona a se stesse le molte associazioni e i volontari che agiscono sul sociale e seguono i rom..
Noi crediamo che una politica responsabile e degna di un Paese civile non debba inseguire il malcontento, il disagio e anche il pregiudizio ma costruire le condizioni di diritti e doveri uguali per tutti per una convivenza pacifica e rispettosa delle .diverse culture.
Per questo chiediamo alle autorità prima di tutto di sospendere questa scelta dissennata che porta solo tensione, che si trovino nell'immediato soluzioni che rispettino la dignità e la condizione umana dei rom, infine che le aree vengano svuotate solo dopo aver trovato soluzioni abitative adeguate per tutti, avviando una politica concordata anche con i rom di processi di inserimento reale nel mondo lavorativo e sociale; dopo aver consegnato alla gestione delle forze dell'ordine e al sistema di giustizia solo chi lo deve essere.
Bisogna abbandonare la logica dei campi e prevedere, come è avvenuto e avviene in molti altri paesi, sia in Italia che in Europa, percorsi di inserimento sociale, lavorativo ed abitativo adeguato, come anche per i rifugiati e richiedenti asilo.
Facciamo perciò un appello
alle istituzioni e alla politica perché tornino a produrre e proporre idee, contenuti, progetti per l'agire sociale della nostra comunità, mettendo al centro il diritto-dovere dell'accoglienza di una città, il rispetto dell'interesse generale di tutti i cittadini, italiani o stranieri che siano;
alla società civile perché intervenga anche con atti concreti manifestando la volontà di. rifiutare una comunità fondata sull'esclusione e sull'odio esercitato sui più deboli e indifesi dei nostri concittadini.
Adesioni aggiornate: Acea Onlus, Accesso coop.sociale , Mario Agostinelli, Salvatore Amura, ARCI Milano, Paola Arrigoni, Associazione Altropallone, Associazione Aven Amenza, Associazione Cittadini dal mondo, Associazione Comitato italiano contro la schiavitù moderna, Associazione Oltre il Campo, Associazione OsservAzione, Associazione Guerre&Pace, Associazione culturale Punto rosso, Associazione Rom Sinti @Politica, Associazione Liberi, Associazione NAGA, Associazione Sinistra critica, Associazione Sucar drom, Associazione Todo Cambia, Associazione Unaltralombardia, Daniele Barbieri, Gabriella Benedetti, Pierluigi Branca, Paolo Cagna Ninchi, Grazia Casagrande, Fabrizio Casavola, Marco Cavedon, Circolo migranti PRC-SE, Comitato per le libertà e i diritti sociali, ConGES Consorzio Giusto Etico Solidale, Sergio Cusani, Bianca Dacomo Annoni, Giorgio D'Andrea, Deafal ong, José Luis Del Roio, Festa dei popoli di Opera, Diario Fo, David Gentili, Massimo Gentili, Marina Gori Sanremo, Roberto Guizzi, Marcello Maneri, Marina Mariani, Pietro Maria Maestri, Ainom Maricos, Andrea Membretti, Giovanni Merlo, Luciano Muhlbauer, Giuseppe Natale, Alfonso Navarra, Giorgio Nobili, Opera nomadi, Officina Soc. Coop, Osadonna, Moni Ovadia, Michele Papagna, Stefano Panigada, Luigia Pasi, Dijana Pavlovic, Fabio Quassoli, Franca Rame, Valentina Rossi, Anna Maria Satta, SDL intercategoriale, Sergio Segio, Bebo Storti, Atomo Tinelli, Antonio Tosi, Pino Vanacore, Roberto Veneziani, Tommaso Vitale
Di Fabrizio (del 18/03/2011 @ 11:47:10 in Italia, visitato 2222 volte)
Negli ultimi due anni a Milano sono stati effettuati oltre 360 sgomberi di
campi abitati da Rom e Sinti che hanno coinvolto alcune centinaia di nuclei
familiari presenti da tempo sul territorio cittadino.
In questi anni gli sgomberi e le ruspe non hanno risolto nulla, anzi
- con un grosso dispendio di risorse pubbliche - hanno contribuito a rendere
ancora più difficile e drammatica la vita delle famiglie Rom, ed in particolare
di alcune centinaia di bambini, aumentando il loro disagio e la loro esclusione
dal tessuto sociale. Oltre che non risolvere il disagio di chi vive in
prossimità dei campi.
In questi anni a Milano c'è però anche chi ha scelto di incontrare questi
volti, queste persone, di costruire rapporti di vicinanza, di
considerarli i nuovi vicini di casa o i nuovi compagni di banco. A volte dopo
uno sgombero sono partite inaspettate catene di solidarietà, che hanno avuto
anche risalto sui mass-media locali e nazionale, ma queste reazioni pur
importanti non sono sufficienti.
Alcune associazioni e gruppi ma anche singoli cittadini, maestre e genitori
hanno costruito con le famiglie Rom dei rapporti basati sulla fiducia, imparando
a superare diffidenze e paure reciproche. Sono nati così progetti di
integrazione abitativa, lavorativa, scolastica. Queste persone hanno scelto di
vivere così il proprio ruolo di cittadinanza attiva per costruire una città
più vivibile e quindi più sicura per tutti, proprio perché più accogliente.
Da questa esperienza nasce l'appello alla città "I DIRITTI NON SI SGOMBERANO",
un appello rivolto all'amministrazione perché opti per politiche di vera
integrazione ed abbandoni la logica degli sgomberi, appello però rivolto
anche al tessuto civile di questa città perché ritrovi il gusto della
partecipazione alla costruzione di una città capace di tutelare i diritti di
tutti al di là delle appartenenze etniche e culturali.
L'appello verrà presentato in Camera del Lavoro a Milano in Corso di Porta
Vittoria 43 il giorno 22 marzo, alle ore 11,30
Saranno presenti, tra gli altri, alcuni dei rappresentanti delle realtà
che hanno promosso l'appello: Gruppo Sostegno Forlanini, Mamme e Maestre di
Rubattino, Onorio Rosati Segretario Generale Camera del Lavoro di Milano, don
Massimo Mapelli Casa della Carità, Bruno Segre, Claudio Cristiani Agesci Zona
Milano, Dijana Pavlovic Rom e Sinti Insieme, RSU ST Castelletto, Acli Milano,
Emanuele Patti Arci, Padri Somaschi, Comunità di Sant'Egidio, Avv. Alberto
Guariso.
MILANO 18 MARZO 2011
Per informazioni e comunicazioni: Gruppo Sostegno Forlanini:
scendiamoincampo@gmail.com - telefono 333.8611303
Di Sucar Drom (del 13/06/2009 @ 11:33:02 in blog, visitato 1655 volte)
Venezia, Gentilini vince il primo round
"Auspicherei che la stessa rapidità con cui è stato istruito questo processo si
verificasse per ogni procedimento. Perché è alquanto singolare un iter così
celere: i fatti contestati risalgono al settembre 2008, gli atti vengono
depositati attorno a...
Roma, il Libro Bianco sul Razzismo in Italia
Venerdì 12 giugno 2009, a Roma, presso la Sala della Pace della Provincia di
Roma, via IV Novembre 119/a H. 10-13, Lunaria presenta il Libro Bianco sul
Razzismo in Italia...
Ddl sicurezza, c'è il rischio di creare una società di invisibili
Le norme relative all'immigrazione contenute nel ddl sicurezza del governo,
rischiano di creare una società parallela di cittadini invisibili, di
costruire dei nuovi ghetti, di far crescere il numeri di cittadini apolidi. È
questo l'allarme lanciato dal segretario del Pontificio...
Roma, ancora razzismo contro Mario Balotelli
Ancora insulti razzisti contro il giovane fuoriclasse dell'Inter Mario Balotelli,
ieri sera a Roma, in zona Ponte Milvio. Il campione era in compagnia di alcuni
compagni nella Under 21, fra cui Criscito e Giovinco, quando un gruppo di
intolleranti gli si è avvicinato rivolgendogli insulti razzisti e gettandogli
addosso, in segno di disprezzo, alcune banane....
Europee, cresce il centro-destra
Il nuovo emiciclo di Strasburgo conferma la precedente gerarchia dei gruppi
politici anche se è evidente una crescita del centro-destra (accedi ai dati
europei). Il Ppe è di gran lunga il primo partito con 267 deputati su 736. Il
Pse resta il secondo gruppo, anche ...
Un'Italia meno bipartitica e apparentemente meno berlusconiana
Il primo dato che emerge dal voto italiano di sabato e domenica è che, dalle
Politiche dello scorso anno a queste Europee, oltre 7 milioni di elettori si
sono persi per strada: sicuramente incerti, sicuramente insoddisfatti,
sicuramente delusi. Soprattutto si tratta di una valanga di gente che sbatte la
porta in faccia a tutto e tutti...
L’Europa in crisi cede il passo agli estremisti
“L’Europa è imbevuta di relativismo culturale, un’illusione, perché non esiste
uguaglianza fra culture. La nostra è di gran lunga migliore”. Questa è solo una
delle frasi usate dall’olandese Geert Wilders in campagna elettorale. Da oggi
quattro seggi del Parlamento Europeo saranno occupati dagli u...
Roma, il terzo censimento...
Un incendio ha distrutto una ventina di baracche all'interno del “campo nomadi”
di via del Flauto, nel quartiere del Collatino. Le fiamme sono divampate attorno
alle 3,30 di domenica notte...
Dove porta l'odio dell'altro
Tra il discorso di giovedì all’Università del Cairo e la commemorazione dello
sbarco in Normandia che avvenuta sabato scorso in Francia, Barack Obama ha
scelto la sosta a Buchenwald, il campo di morte dove tra ...
Abbiamo perso, in tutti i sensi
I numeri ci dicono che Dijana Pavlovic non siederà per i prossimi cinque anni
nel Parlamento europeo. Il dato elettorale è chiaro: le forze politiche italiane
che in una qualche misura hanno sempre sostenuto le battaglie delle minoranze
rom e sinte, non entrano nel Parlamento europeo perché sono divise...
Roma, battuta d'arresto alla vigilanza a "guardia" dei "campi nomadi"
Finisce nelle secche l'appalto sulla vigilanza nei “campi nomadi” della
Capitale. Ieri il Tar del Lazio lo ha sospeso. Si tratta di un affare da 4
milioni di euro in tre anni per il quale la Prefettura di Roma aveva in...
Xenofobi al Parlamento europeo
Il Giornale ha pubblicato ieri , a firma di Roberto Fabbri, un articolo per
descrivere alcuni dei nuovi parlamentari europei, eletti pochi giorni fa.
L’articolo chiarisce subito che si parla di xenofobi dichiarati ma naturalmente
già dal titolo il giornalista descrive quest...
Diversità come Valore
Quattrocentomila euro da investire in campagne di sensibilizzazione sul
territorio nazionale, attività formativa agli operatori della pubblica
amministrazione di varie Regioni italiane e iniziative finalizzate alla
costituzione di reti territoriali per il contrasto delle diverse forme d...
Cohre, il pacchetto sicurezza viola la Carta sociale europea
Il pacchetto sicurezza e i discorsi razzisti e xenofobi hanno portato a misure
contrarie al rispetto dei diritti umani in particolare, ma non solo, di Rom e
Sinti in Italia. Questa la tesi sostenuta dall'organizzazione non governativa
Cohre, che si occupa di difendere il diritto alla casa e prevenire gli sfratti,
nel ricorso collettivo contro l'Italia presentato al C...
Cgil, Cisl e Uil: l'Italia discrimina gli immigrati, i Rom e i Sinti
L’Italia discrimina i lavoratori stranieri, e lo fa venendo meno anche agli
impegni assunti a livello internazionale. È l’accusa lanciata da Cgil, Cisl e
Uil in un rapporto sulla situazione di migranti, rom e Sinti in Italia destinato
all’ Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), che fa capo all’Onu...
Roma, le proposte del Pd a favore dei Rom
Interviene Roberto Morassut (in foto), Segretario regionale del PD, sulla
questione Rom. Morassut giustamente afferma che "dopo un anno di Alemanno sul
tema nomadi c'è il nulla"...
Genova, caro Assessore è chiaro che ti riferisci ai Rom
Caro Assessore Scidone, a proposito della sua proposta di ordinanza sul divieto
a camper e roulotte di stazionare nel territorio genovese. Lei ha di proposito
non nominato i rom evitando di incorrere nella violazione degli articoli 3 e 16
della Costituzione, ma è palese che a loro si riferisce....
Rom e Sinti, la questione della rappresentanza
La questione della rappresentanza delle minoranze sinte e rom è da sempre un
annoso problema a cui si sono confrontati in molti senza successo. Infatti oggi
non esiste una rappresentanza nazionale come ad esempio esiste per gli ebrei
italiani, attraverso l’UCEI. Le ragioni sono molteplici ma è forse utile provare
a riflettere su alcune di queste...
"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana". (Costituzione italiana art. 3)
"Davanti alla legge tutti sono uguali ma qualcuno è più uguale degli altri" (George Orwell, La fattoria degli animali).
A Milano si è celebrato il ricordo dello sterminio dei campi di concentramento nazisti. Raramente si ricorda che in quei lager vennero uccisi anche più di mezzo milione di zingari, giudicati dal nazismo criminali e asociali per definizione.
A Milano e Opera ai rom e ai sinti, che a tutt’oggi continuano troppo spesso a essere considerati delinquenti per vocazione, è stato imposto uno speciale “patto di legalità” per poter avere diritto a un ricovero in un container o in una tenda.
C’è una legge per tutti, ma per questi uomini, per queste donne c’è una legge in più, un trattamento differenziale, sintetizzato con queste parole: «Dovete comportarvi bene perché il primo che picchia, che ruba, che sporca, insomma, il primo che sgarra al regolamento, viene sbattuto fuori».
Un patto che rende questi cittadini, europei a tutti gli effetti, diversi dagli altri: ancora una volta ufficialmente proclamati portatori di "asocialità" e "criminalità", chiusi in ghetti, nei quali loro stessi per poter entrare devono esibire un “pass”.
E’ preoccupante che questa nostra città diventi una città di ghetti.
La recinzione fisica invocata dai cittadini “benpensanti” e applicata dalle istituzioni è indegna quanto i muri che ci sono già nel linguaggio, nei gesti, nei pre-giudizi: quasi archetipi culturali verso i Rom, barriere insormontabili e lugubri quanto se non di più di una recinzione.
E’ preoccupante che i Rom siano costretti a firmare questo patto come il male minore.
Come cittadini di serie B che non hanno un’alternativa. Rassegnati a subire il rapporto del più forte viene loro sottratta la capacità di autogoverno, si rendono soggetti passivi di interventi assistenzialistici e di ordine pubblico.
E’ preoccupante soprattutto che questo patto, frutto di un accordo istituzionale tra Provincia e Comune di Milano, non abbia sollevato molte obiezioni nella politica e nella società milanese più sensibile.
Eppure questo patto è un mostro giuridico perché viola tutti i principi di eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, non affronta i nodi strutturali dell’emergenza abitativa, impone una politica “emergenziale” che produce solo nuovi ghetti sociali e infine, se le istituzioni usano la discriminazione e l’umiliazione, puntando il dito contro quelli che non sono criminali ma comunque considerati di fatto potenziali delinquenti, si istiga all’odio razziale e si legittima conseguentemente coloro che bruciano le tende, buttano molotov tra le roulotte. Fatto − questo sì evidentemente illegale − che, peraltro, non ha provocato la riprovazione politica e la censura pubblica che avrebbe meritato.
Con questo appello rifiutiamo un patto che attribuisce ai rom una “cittadinanza imperfetta” e ci impegniamo perché il rapporto tra la nostra società e quella rom venga portato nell’ambito di una dialettica sociale che riconosca e rispetti i valori culturali e umani di ciascuno.
I “campi nomadi” per il solo fatto di esistere producono malattia, disoccupazione, devianza, induzione alla criminalità, conflitti sociali: effetti tipici del disagio sociale diffuso. Nati negli anni settanta del secolo scorso, da contenitori di umanità per l’emergenza si sono trasformati in campi di concentramento istituzionali, nuovi “Zigeunerlager” dove non c’è bisogno di “soluzione finale” perché i Rom e Sinti vi muoiono lentamente di diritti negati, di esclusione continua dal lavoro, dalla casa, dalle cure sanitarie, dall’istruzione, di induzione alla devianza ed alla criminalità. Va quindi assunta la prospettiva di smantellarli sostituendoli con soluzioni abitative idonee alla cultura rom.
In più: ciò che oggi si vuole applicare a Rom e sinti rischia di diventare un pericoloso precedente applicabile un domani a chiunque venga predefinito pericoloso per il potere costituito.
Lo smantellamento dei "campi" è la conquista di libertà e giustizia nell’eguaglianza dei diritti e dei doveri per una cittadinanza compiuta almeno a livello europeo se non mondiale.
Primi firmatari (aggiornato 10 febbraio): AceA onlus, Maria Grazia Amorose Molteni, Associazione culturale Punto rosso, Associazione liberi, Associazione Unaltralombardia, Associazione Todo Cambia, Associazione Afroitaliani/e, Angela Teichner Accardi, Arianna Ballotta, Piergiulio Branca, Gabriella Benedetti, Edda Boletti, Paolo Cagna Ninchi, Francesco “baro” Barilli, Flora Capelluti,Umberto Ceriani, Fabrizio Casavola, Grazia Casagrande, Alex Corlazzoli, Comitato per le libertà e i diritti sociali, Sergio Cusani, Sandra Cangemi, Claudia De Cesaris, Bianca Dacomo Annoni, José Luiz Del Roio, Nunzio Ferrante, Enrico Fletzer, Antonella Fachin, Dario Fo, Grazia Paola Fortis, Mario Gaeta, Nazzareno Guarnirei, Massimo Gentili, Patrizio Gonnella, Adriana Leonardo, Marina Mariani, Elisabetta Masciadri, Maria Grazia Meriggi, Luciano Muhlbauer, Luisa Motta, Adriano Martellosio, Elena Murdaca, Alessandra Maiocchi, Mario Napoleoni, Giuseppe Natale, Naga, Giorgio Nobili, Opera Nomadi, Officina società cooperativa, Michele Papagna, Dijana Pavlovic, Patrizio Ponti, Roberto Prina, Alessandro Rizzo, Basilio Rizzo, SdL Intercategoriale, Biagio Santoro, Sergio Segio, Sabina Siniscalchi, Anita Sonego, Gabriella Sacchetti, Roberto Traverso, Angelo Valdameri, Roberto Veneziani,
Di Sucar Drom (del 29/04/2009 @ 11:06:51 in blog, visitato 2000 volte)
Ue, il razzismo è un fenomeno dilagante ma sconosciuto
Sareste stati vittime di 5 episodi di discriminazione negli ultimi 12 mesi,
specialmente nella ricerca di un lavoro o facendo shopping o vedendovi negato il
servizio in un ristorante, café o bar. Non avreste riferito di questi incidenti
ad alcuna organizzazione, perché, seco...
Ginevra, Human Rights Watch: "Italia devi aderire al documento finale"
Ha preso il via a Ginevra la terza giornata di lavori della Conferenza dell'Onu
sul razzismo (Durban 2) dopo l'approvazione per acclamazione - ieri con tre
giorni di anticipo - del documento finale per ribadire la lotta a tutte le forme
di intolleranza con un richiamo al piano delineato dalle Nazioni Unite otto anni
fa a Durban...
Il Ministro Frattini è un bugiardo
"L'Italia non è un Paese razzista". E' quanto premette il ministro degli Esteri,
Franco Frattini con una faccia tosta che ha dell’inverosimile rispondendo
nell'aula di Montecitorio, nel corso del 'question time', all'interrogazione
rivolta da Italia dei valori sui rilievi mossi dal comitato di esperti dell'Ilo
e dal Consiglio d'Eur...
Rom e Sinti, il Governo italiano calpesta i nostri diritti
Il governo italiano ''sta calpestando i diritti dei rom fallendo tutte le
politiche di integrazione per i Rom e SinTi''. E' questa la principale posizione
emersa dal primo congresso nazionale della federazione “Rom Sinti Ins...
Rom e Sinti, chiuso il primo Congresso nazionale
Riconoscimento dello status di minoranza storico linguistica per Rom e Sinti,
immediato abbandono della politica fallimentare dei campi nomadi, abbandono
delle politiche differenziate per Rom e Sinti e processi di formazione per una
partecipazione attiva...
Roma, l'ultima ordinaria aggressione istituzionale
Alcuni poliziotti e numerosi militari della Folgore si sono presentati questa
mattina presso il campo rom situato tra via Centocelle e via Togliatti
[Municipio VII], a Roma, minacciando le famiglie ...
Roma, Opera Nomadi e Miur hanno firmato l'ennesimo accordo inconcludente?
Questa mattina presso il Ministero dell'Istruzione, dell'Universita' e della
Ricerca, è stato firmato il protocollo d'intesa con l'Opera Nomadi per la tutela
dei minori rom, sinti e camminanti, volto a favorire la scolarizzazione dei
mino...
Milano, una brutta storia è utilizzata per istigare all'odio razziale
Da alcuni giorni tutti i quotidiani italiani parlano di una ragazza rom,
ventenne di origine bosniaca che l’anno scorso è scappata dalla propria
famiglia, dove veniva maltrattata e molestata. Ieri la polizia ha fatto irru...
L'uomo delinquente
"Sono l'imagine viva di una razza intera di delinquenti, e ne riproducono tutte
le passioni ed i vizi. Hanno in orrore (.) tutto ciò che richiede il minimo
grado di applicazione; sopportano la fame e la miseria piuttosto che sotto...
Il Rapporto del Consiglio d'Europa sull'Italia
Rapporto di Thomas Hammarberg, Commissario per i diritti umani del Consiglio
d’Europa, sulla sua visita in Italia 13-15 gennaio 2009, Strasburgo, 16 febbraio
2009, Riservato Comm DH (2009), ...
Mediazione, alcuni territori sono all’avanguardia
Una rete tra Regioni per gli scambi di professionisti nel campo dell’inclusione
sociale e della gestione dei conflitti: è stata creata il 24 aprile a Bolzano
con la firma del protocollo d’intesa tra Provincia di Bolzano, Trentino,
Campania, Calabria, Lazio,...
Praga, presentata la nuova Piattaforma europea per l'inclusione dei Rom
“Nell’attuale crisi economica cresce il rischio che i rom, già spesso ai margini
della società, siano completamente esclusi”: Vladimir Spidla (in foto),
commissario Ue per l’occupazione e gli affari sociali, ha presentato ieri a
Praga la nuova Piattaforma europea per l’inclusione dei rom...
I mediatori interculturali sono riconosciuti
La Conferenza delle Regioni e delle Provincie, tenuta a Roma l'8 aprile 2009, ha
approvato un documento sul Riconoscimento della figura professionale del
Mediatore interculturale. Lo annuncia una n...
Dijana Pavlovic è candidata alle europee
Dijana Pavlovic è candidata alle europee nella Lista anticapitalista e
comunista, formata da Rifondazione Comunista, il Pdci, Socialismo 2000 di Cesare
Salvi e i Consumatori uniti, che nasce in occasione ...
Di Fabrizio (del 24/02/2011 @ 10:31:34 in scuola, visitato 2133 volte)
25 febbraio, ore 20.15
Auditorium Quintino di Vona -
via Sacchini 34, 20131 Milano
Un'occasione per conoscere da dove nascono e come trovano forza nei secoli
pregiudizi e persecuzioni della comunità Rom e Sinti
Dijana Pavlovic - attrice di origine Rom
scene da Rom Cabaret accompagnate al violino da George Moldoveanu
Paolo Finzi - giornalista, storico Porrajmos: la Shoa zingara
Seminateci bene
documentario di E. Cucca, S. Fasullo, R. Midili e F. Picchi (menzione speciale al film festival del documentario solidale "L'anello debole") L'integrazione passa attraverso la scuola: lo mostrano tre scuole del
quartiere di Lambrate (via Feltre, via Cima, via Pini)
Anna, Flaviana, Francesca, Garofiza le mamme e maestre di Rubattino Storie di bambini Rom a scuola
Stefano Pasta - Comunità di Sant'Egidio Integrazione o segregazione?
Rapporti tra Rom e comunità cittadina
Una serata aperta a tutti, genitori, ragazzi e insegnanti
per conoscere, per capire e per non voltare lo sguardo
CON NOI NON SI PARLA credo sia il centro di questa nuova edizione 2007 del volantino che Aven Amentza ha distribuito al corteo milanese del 25 Aprile di quest’anno. Ma, purtroppo, anche di una più generale situazione dei rapporti che in Italia NON s’intrattengono con Rom e Sinti: con loro non si parla!.
Specialmente da parte delle pubbliche autorità. Fanno eccezione, speriamo duratura, quanto coraggioso ne è stato l’inizio, la storica visita del ministro Amato, lo scorso ferragosto, in un campo rom (scusate l’inevitabile bisticcio di parole, che tanto nessuno lo capisce) di Roma: non per sgomberare o arrestare, che un ministro non si scomoderebbe, ma per "vedere", e –appunto- parlare. E l’inserimento di Bruno Morelli, colto, e laureato perfino, Rom abruzzese, nel Comitato nazionale contro il razzismo e l’antisemitismo (verrà poi, speriamo, anche l’antiziganismo). E il progetto di legge in costruzione per la tutela delle popolazioni rom e sinte, a recuperare la vergognosa esclusione per alzata di mano dalla legge (brutta e inefficace) di tutela delle minoranze (?) del 1999. A queste cose risponde la costituzione del Coordinamento Nazionale Rom e Sinti, che ha preso vita a Mantova nei mesi scorsi. Così gl’interlocutori, finalmente, ci sono: e si parlino, finalmente.
Quest’anno la partecipazione di Rom e Sinti alla manifestazione è stata per la prima volta, verrebbe da dire, massiccia: cinquanta o sessanta i presenti –uomini, donne, giovani- provenienti da diversi ‘campi’, abruzzesi (Zama) e romeni (San Dionigi, Triboniano) e bosniaci (Triboniano): una festa nella festa. Con musicisti e balli improvvisati.
È il frutto di un lungo lavoro di anni, di Opera Nomadi nel passato, di Aven Amentza nel periodo più recente, ma anche della nascita di una sorta di coordinamento, partito dalla Lista Dario Fo delle ultime elezioni municipali milanesi. Ma soprattutto dell’impegno di due donne, Dijana Pavlovic, romnì serba, attrice di teatro e rom cabaret, già candidata della stessa lista nelle stesse elezioni, e di Lavinia (faccio i cognomi solo se autorizzato), mediatrice culturale romena, che hanno saputo parlare e spiegare e convincere.
Nulla di scontato: come far intendere a Rom e Sinti italiani, sempre da tutto esclusi, che il 25 Aprile li riguarda, e a romeni e bosniaci che il 25 Aprile è una festa di popolo in cui tutti possono parlare del passato e del presente? e presentarsi senza timore, anche se tra la sorpresa dei moltissimi che non sanno, ma sono indotti a giudicare dal pregiudizio.
Si dice da noi ‘se son rose, fioriranno’. Nonostante la strana primavera di quest’anno, o proprio per questo, conviene sperare.
26 aprile 2007 Ernesto Rossi, per l’associazione Aven Amentza – Unione Rom e Sinti
Dijana Pavlovic: "Il prefetto di Milano rispetti la sua promessa e adesso convochi le varie comunità" "Il prefetto dica se quello degli sgomberi forzati dei rom è il nuovo corso che intende assumere da plenipotenziario sulla sicurezza. Oppure ci riceva e mantenga la promessa che ci aveva fatto solo un mese fa». HANNO IN CORPO poche ore di sonno, ma nelle parole la rabbia per un atteggiamento che non ritengono risolutore del problema “nomadi”. Gli attivisti della Rete “No patto di legalità” alzano la voce contro una politica di gestione dei rom che sembra loro più un’operazione estetica che di sostanza.
«Solo un mese fa avevamo portato al prefetto Lombardi le nostre proposte - afferma Dijana Pavlovic portavoce della Rete - Da lui avevamo ottenuto garanzie che non ci sarebbero stati nuovi sgomberi. E invece siamo già al nono, con situazioni di disagio sociale che aumentano. Gli abbiamo scritto di nuovo per chiedere un incontro. La stessa cosa abbiamo fatto con l’assessore alle Politiche sociali, Mariolina Moioli, da cui non abbiamo ottenuto risposta». Dijana Pavlovic e i suoi chiedono un tavolo permanente a cui partecipino tutte le associazioni di aiuto, oltre ai rom stessi. «Finora le istituzioni hanno interpellato solo don Colmegna, ma è evidente che devono essere coinvolti più soggetti», continua.
“ Il blitz a Legnano era scattato di buon mattino quando decine di vigili, poliziotti e carabinieri sono arrivati nel rione San Paolo e nei boschetti che lo circondano, per uno sgombero senza precedenti. Sei campi nomadi abusivi smantellati tutti in una volta, dai quali sono state allontanate circa 200 persone, tutte di etnia rom. Sfollati che subito dopo si sono recati in massa in piazza San Magno, dove ha sede il Municipio, occupando gli spazi pubblici e dando vita ad un sit-in durato sino a metà pomeriggio.
Fino a a quando il nuovo sindaco Lorenzo Vitali appena insediatosi alla guida di una giunta di centrodestra, ha accettato di ricevere una loro delegazione accompagnata da un mediatore culturale. Pretendevano campi nomadi attrezzati e aree dove poter rimettere in piedi le loro baracche demolite dalle ruspe; in realtà hanno soltanto ottenuto la disponibilità del Comune a farsi carico della spesa dei pullman per rimandare a casa, nel loro Paese, tutti gli sfollati.
Disponibilità alla fine rispedita al mittente dagli stranieri, che alla spicciolata si sono ripresi i loro bambini e le poche masserizie che avevano con loro per spostarsi poco distante, alla periferia di Legnano, dove già in serata hanno ricominciato a mettere in piedi altri accampamenti abusivi, con tende e baracche di fortuna.”
Nello sgombero di venerdì scorso a Legnano era stata la stessa Rete a chiedere un incontro al sindaco del centrodestra Lorenzo Vitali, fresco d’elezione. «Abbiamo dato disponibilità totale a dividere i cento rom in piccoli gruppi e a istituire un’autogestione interna da parte dei capi della comunità - dice Pavlovic - Ma il sindaco ci ha risposto che il Comune poteva farsi carico solo di venti persone, da ospitare in container ancora oggi privi di allacciamento ad acqua ed elettricità.
Infine ci ha detto che dopo le parole di Penati sulla moratoria per gli ingressi da Romania e Bulgaria, il quadro generale è cambiato e la linea dura resta l’unica da perseguire». Una nuova settimana, insomma, è in arrivo. E la guardia resta alta.
Di Fabrizio (del 23/01/2006 @ 10:23:22 in Kumpanija, visitato 2385 volte)
Il giorno della memoria, con il suo strascico di orrori e
carneficine... Mi ricordo i racconti di mia mamma: la guerra, la
fame, le persecuzioni, hanno anche un loro lato di inquietante
normalità. Anche chi non è passato dai campi d
sterminio, ne ha portato il segno. Dijana Pavlovic', nella
sua intervista, raccontava della ricerca svolta per vedere quegli
anni con lo spirito di un bambino, che era anche Rom. Ma cosa
accadde realmente in Italia ai nostri nonni? Chi lo visse racconta, e
non sembri strano se recupero la memoria di un saltimbanco... un
pagliaccio, da un libro che ha il grande pregio di un linguaggio
perfettamente comprensibile anche ai bambini. Un libro scritto, come
se fosse raccontato a voce, e che proprio così, con la sua
grammatica colloquiale, ci introduce nella vita dei Sinti del
sanguinoso secolo XX.
DaSTRADA, PATRIA SINTA (U DROM
MENGRO CIACIO GAUV)diGnugo De Bar edizioni
FATATRAC ...Mio nonno era Jean De Bar, un sinto valcio che in
lingua nostra vuol dire "francese". Scese in Italia a piedi
nel 1900. Lasciò i genitori in Francia e venne a tentare la
fortuna, senza niente, a quindici anni, solo con qualche costume da
saltimbanco. Era uno dei più bravi contorsionisti del
mondo, ma era bravo anche a fare i salti di scimmia, in altre parole
i salti mortali al tappeto: ne faceva sei, sette o anche otto. I
De Bar sono una famiglia di saltimbanchi da sempre. Anche mio
nonno aveva imparato a guadagnarsi la vita così. Lui
posteggiava, che nella nostra lingua significa proprio fare i numeri
di saltimbanco all'aperto, davanti alle chiese, nei mercati e nelle
fiere.
... Poi venne il 1939, un bruttissimo anno.
L'Italia e la Germania avevano rotto il patto di non belligeranza con
la Francia. Era autunno e la mia famiglia s'era appena fermata al
Bacino di Modena per fare la sosta dopo la stagione delle fiere. Da
noi s'usa così infatti. Quando si lavora la famiglia si
divide, poi d'inverno ci si ferma tutti insieme. Quell'anno la
famiglia s'era fermata appunto nella Strada Bacino, che oggi credo si
chiami Due Canali e c'erano insieme al nonno, lo zio Noti e la zia
Mariettina con tutti i propri figli. Lo zio Carlo era invece ancora a
fare la stagione in Lombardia e per lui fu una vera fortuna. Mio
padre aveva appena conosciuto la mamma Albertina, detta Gonia, che
veniva da una famiglia che girava con le giostre. Un mattino che
piovigginava, mi hanno raccontato, molto presto hanno sentito bussare
alle carovane, si sono svegliati e hanno visto le carovane circondate
da militari, carabinieri, questura. Dicevano che si doveva fare
quello che volevano loro e che avevano l'ordine di sparare se
qualcuno si fosse opposto. Piantonarono tutto il giorno e la notte
intera, prendendo il nome e il cognome a tutti, poi, il mattino
seguente, condussero tutti quanti nel campo di concentramento di
Prignano e ci portarono via tutti i muli e i cavalli che avevamo. In
Italia con le leggi razziali, fecero molti campi di concentramento
per sinti, che nell'intenzione dovevano servire per smistare le
nostre famiglie verso la Germania e la Polonia. So per certo che
ce ne erano a Berra di Ferrara, a Fossa di Concordia, a Pescara, e
anche un paio nel bolognese che non ricordo più i nomi. Se
una deportazione di sinti non c'è stata, è stato solo
per grazia della Regina Elena (che veniva dal Montenegro) che nel
1941 ci difese e impedì quello che poteva avvenire. C'era
anche il campo di concentramento di Fossoli per gli ebrei, ma questo
lo si conosce. Gli ebrei dopo la guerra hanno avuto il coraggio di
parlare, di ricordare. Noi sinti no. Io, per esempio, mi sono
sempre vergognato di dire d'essere nato in un campo di
concentramento. Molti di noi ricordando di Prignano parlano
dicendo "quando ci misero da quel contadino...". Ma quale
contadino? Quello era un campo di concentramento fatto per sinti, e
io ho trovato il coraggio di raccontarlo solo dopo che ho parlato con
degli altri gitani spagnoli e altri sinti tedeschi e francesi. Nella
nostra lingua, mi hanno detto che nei loro Paesi dopo la guerra hanno
potuto raccontare le loro storie, giornalisti e scrittori si sono
preoccupati di quelle violenze che avevano subito e hanno scritto
molte cose. In Italia no, non si trova il coraggio; ma io credo
invece che sia giusto raccontare.
PRIGNANO
A Prignano c'era il filo spinato e qualche baracca. poche perché
noi avevamo le nostre carovane. Tutto era controllato da carabinieri
e militari che nei primi giorni non ci facevamo mai uscire. Poi,
dopo un po' di tempo, decisero che dal campo potevano uscire quelli
che volevano andare a spaccare le pietre per le strade a cinque lire
al giorno. Così tutti andavano, anche per poter avere qualcosa
da mangiare. Le guardie due volte al giorno facevano l'appello e
il contrappello. C'erano dei turni di un'ora e mezza in cui le donne
potevano andare in paese a fare la spesa. I carabinieri erano i più
cattivi e vigilavano anche all'osteria, tanto che non si riusciva
nemmeno a fare una bevuta di un bicchiere di vino in santa pace. Dopo
un mese che s'era nel campo venne un ordine del Ministero della
Guerra: presero mio nonno Giovanni e lo portarono nel campo di
concentramento a Civitella del Tronto perché fu riconosciuto
detenuto politico, per il solo fatto di essere cittadino francese. Lì
passò sacrifici e miserie insopportabili. Nel 1940 nasco io.
Mio padre chiede ai carabinieri di portare la mamma all'ospedale di
Sassuolo, ma dicono di no. Così nasco al freddo dentro una
carovana al lume di candela. E' un anno in cui tutti piangevano il
nonno per morto, perché non si sapeva dove l'avevano portato e
se fosse ancora vivo. Solo nell'autunno del 1940 concessero al nonno
di scrivere una lettera. Nessuno ha ancora capito perché il
nonno venisse considerato prigioniero politico, mentre poi hanno
obbligato i suoi figli a servire la patria andando in guerra. Dal
1941, infatti, dopo l'intercessione della Regina, cominciarono a
considerarci non più deportabili ma arruolabili, per cui
iniziarono a far partire scaglionati e a forza tutti gli uomini in
età.
... Poi venne il famoso 8 settembre 1943,
quando l'Italia fece l'armistizio con gli Alleati. A Prignano quel
giorno vennero i carabinieri e dissero: "Siete liberi di nuovo",
ma nessuno ci credeva veramente. E il maresciallo disse: "Potete
andare via come facevate prima", ma la nonna, che era il
riferimento di tutta la famiglia rimasta, non sapeva più dove
andare senza figli e senza il nonno. Così che mentre tutti gli
altri sinti si rimettevano in viaggio e lasciavano quel posto
maledetto, la nostra famiglia rimase lì ad aspettare che
succedesse qualcosa.
IL RITORNO DEL NONNO
Un bel giorno dell'ottobre 1943 videro
tornare a casa mio nonno, liberato perché i francesi erano di
nuovo amici e ci furono momenti di allegria e di gioia, ma anche di
passione per i figli al fronte. Poi mio nonno venne giù a
Modena e andò dall'amico commerciante di cavalli, Tullio
Pellicani. Quando gli raccontò ciò che aveva subito nel
campo di prigionia, il Pellicani si mise a piangere e gli diede a
credito un mulo e un cavallo per tornare a fare gli spettacoli:
"Scegliti quelli che vuoi, me li pagherai quando avrai i soldi".
Poi il nonno tornò a Prignano.
Quando i carabinieri videro il nonno
con i due animali lo accusarono subito di furto e telefonarono
all'allevatore di Modena che disse: “Io a Giovanni ne avrei
dati anche di più, ma lui si è accontentato di quelle
due bestie!”
Allora il maresciallo dei carabinieri
si scusò con il nonno, gli strinse la mano e lo considerò
persona degna di fiducia e di stima.
Dopo qualche giorno la mia famiglia
lasciò definitivamente Prignano e si fermò a Modena.
Qui si trovarono tutti i figli rimasti della zia Mariettina, dello
zio Noti e del nonno, andarono a manghel un po' di vino (manghel
significa “andare a chiedere”) e una sera fecro una
grande festa d'addio. Al mattino infatti le tre famiglie si divisero:
la zia Mariettina con i suoi figli cominciarono a girare nella zona
di Milano, lo zio Noti verso Ferrara e la Romagna (poi nel
bolognese), noi nel mantovano e nel modenese. Continuavamo a
posteggiare, anche se gli uomini nello spettacolo erano pochi perché
i figli del nonno erano tutti al fronte.
Visto che mancava anche il toni (il
pagliaccio ndr.) per un periodo fu mia mamma a ricoprire quel
ruolo. Il suo nome era il più buffo e strano mai sentito in
una pista da circo: “Conserva”. Vestita da toni faceva
anche le entrate.
....
... e il racconto continua, con la
Resistenza, il dopoguerra, la crisi del circo. Se riuscite a trovarlo
leggetelo, altrimenti qualche altro brano lo ritroverò in
seguito.
Di Fabrizio (del 19/07/2007 @ 10:20:25 in Italia, visitato 3081 volte)
LUNEDÌ 23 LUGLIO DALLE 18 ALLE 20 IN PIAZZA SCALA
INCONTRO CON I ROM DEI CAMPI DI MILANO
ROM E SICUREZZA: E’ QUESTO IL VERO PROBLEMA DI MILANO?
Un’emergenza si è abbattuta sulla città e la provincia di
Milano: l’invasione dei rom. Per rispondere a questa calamità presunta le
amministrazioni comunali provvedono a sgomberi senza né capo né coda perché non
offrono alternative: uomini, donne e bambini vengono semplicemente abbandonati a
se stessi costringendoli a cercare rifugi di fortuna in condizioni sempre più
precarie.
La scoperta che la sicurezza è un diritto dei cittadini e che la legge e la
polizia devono intervenire per impedire sfruttamento e infrazioni del codice
penale è la scoperta dell’acqua calda visto che la legge dovrebbe valere per
tutti, rom e non rom. Ma soprattutto nasconde la cattiva coscienza di chi in
questi anni ha lasciato crescere l’impunità in tutti i campi – dalle grandi
speculazioni immobiliari all’evasione fiscale, alla mancata politica contro
traffico e inquinamento -, costruendo le condizioni di una sensazione generale
di insicurezza e frustrazione.
Una politica responsabile e degna di un Paese civile non insegue il malcontento
e il pregiudizio ma costruisce le condizioni di diritti e doveri uguali per
tutti per una convivenza pacifica, sicura e rispettosa delle diverse culture,
sconfiggendo gli imprenditori della paura, le forze politiche più reazionarie e
razziste, che su questo terreno costruiscono le loro fortune elettorali.
Il problema va affrontato su diversi piani, assumendo l’obiettivo della
convivenza tra cittadini che fanno parte della stessa comunità con una visione
più generale del complesso problema dell’immigrazione. Ma c’è un piano che va
affrontato immediatamente ed è quello che riguarda, in questo momento, le
condizioni di vita di queste persone, uomini donne e bambini che cercano, come
tutti, un angolo di pace, di serenità e di sicurezza sociale e per i quali si
prospetta una vera e propria emergenza umanitaria.
Per il superamento della politica dei campi nomadi, che
diventano ghetti e come tutti i ghetti possibile fonte di degrado umano e
sociale
Per una moratoria sugli sgomberi nella città di Milano e in
Provincia,
Per la costituzione di tavoli di concertazione reale del
Comune, della Provincia, della Regione,
Per un investimento sistematico sulle comunità per
sviluppare professionalità in ambiti "imprenditoriali" e formare figure come
i mediatori culturali,
Per contrastare il "razzismo istituzionale" e il trattamento
discriminatorio nella pubblica amministrazione e nei servizi, vere e proprie
violazioni dei diritti umani
LUNEDÌ 23 LUGLIO DALLE 18 ALLE 20 IN PIAZZA SCALA
INCONTRO CON I ROM DEI CAMPI DI MILANO
Con testimonianze di Renato Sarti, Bebo Storti,
messaggi di Dario Fo e Moni Ovadia letti da Dijana Pavlovic,
più musica rom e altro
HANNO ADERITO ALL’APPELLO: Acea Onlus, Accesso coop. sociale, Mario Agostinelli, Alfredo Alietti, Salvatore Amura, Massimiliano Andretta, ARCI Milano, Paola Arrigoni, Associazione Altropallone, Associazione Aven Amenza-Unione rom e Sinti, Associazione Cittadini dal mondo, Associazione Comitato italiano contro la schiavitù moderna, Associazione Oltre il Campo, Associazione OsservAzione, Associazione Guerre&Pace, Associazione culturale Punto rosso, Associazione Rom Sinti @Politica, Associazione Liberi, Associazione NAGA, Associazione Sinistra critica, Associazione Sucar drom, Associazione Todo Cambia, Associazione Unaltralombardia, Daniele Barbieri, Gabriella Benedetti, Pierluigi Branca, Massimo Bricocoli, Mariano Bottaccio, Vando Borghi, Paolo Cagna Ninchi, Grazia Casagrande, Fabrizio Casavola, Marco Cavedon, Circolo migranti PRC-SE, Comitato per le libertà e i diritti sociali, ConGES Consorzio Giusto Etico Solidale, Bruno Cousin, Anna Paola Cova, Sergio Cusani, Bianca Dacomo Annoni, Giorgio D’Andrea, Fabio de Nardis, Deafal ong, José Luis Del Roio, Massimo Donati, Stefano Femminis, Festa dei popoli di Opera, Diario Fo, Cecilia Gallotti, Jole Garuti, David Gentili, Massimo Gentili, Alberto Giasanti, Marina Gori Sanremo, Roberto Guizzi, Raffaella Lavanga, Giovanna Malgaroli, Marcello Maneri, Ezio Mancini, Marina Mariani, Guido Martinotti, Pietro Maria Maestri, Ainom Maricos, Andrea Membretti, Giovanni Merlo, Enzo Mingione, Carlotta Mozzana, Luciano Muhlbauer, Giuseppe Natale, Alfonso Navarra, Giorgio Nobili, Opera nomadi Milano, Opera nomadi nazionale, Officina Soc. Coop. Osadonna, Moni Ovadia, Michele Papagna, Stefano Panigada, Luigia Pasi, Maurizio Pagani, Simonetta Pavan, Dijana Pavlovic, Fabio Quassoli, Franca Rame, Valentina Rossi, Anna Maria Satta, SDL intercategoriale, Sergio Segio, Bebo Storti, Atomo Tinelli, Antonio Tosi, Pino Vanacore, Roberto Veneziani, Gigliola Vicenzo, Tommaso Vitale, Enrico Vitale
Di Fabrizio (del 30/05/2007 @ 10:05:08 in conflitti, visitato 2911 volte)
COMUNICATO STAMPA
Un
Ponte per... Jasenovac
Mostra fotografica
dal 28 maggio all' 8 giugno
alla
Casa della pace della Provincia di Milano – Milano
Jasenovac. Sulle rive del fiume Sava. A un centinaio di chilometri a sud-est di
Zagabria. Nome che sta a indicare, in lingua serbo-croata, “bosco di frassini”,
il luogo in cui vennero commessi i crimini più efferati da parte del regime
croato degli ustascia (ustasce = insorti) con a capo il Poglavnik/Führer
Ante Pavelic, che appoggiò le potenze dell'Asse durante la Seconda guerra
mondiale. Il luogo in cui morirono tra le 500 e 700 mila persone, in prevalenza
serbi ortodossi, Rom, ebrei e croati dissidenti al regime di Pavelic.
La
mostra fotografica è stata realizzata da “MOST ZA BEOGRAD – UN PONTE PER
BELGRADO IN TERRA DI BARI” – Associazione culturale e di solidarietà con la
popolazione jugoslava, su foto e testi forniti dal MUSEO DELLE VITTIME DEL
GENOCIDIO DI BELGRADO, e tradotti con la collaborazione della cattedra di
serbo-croato dell'Università di Bari, di cui è titolare la prof. Svetlana
Stipcevic.
A
Milano, la mostra è stata organizzata dall'associazione "UN PONTE PER...",
insieme al COORDINAMENTO NAZIONALE PER LA JUGOSLAVIA, OPERA NOMADI e
Associazione La Tenda (progetti balcanici di Antonio Furlan), e con il
contributo della Provincia di Milano, e vorrebbe illuminare la memoria comune su
una pagina buia della nostra storia.
Gli
scatti sui volti di numerosi bambini e bambine forniti dal Museo delle vittime
del genocidio di Belgrado testimoniano i vuoti, l'assenza, l'innocenza portata
via dalle nefandezze e dalla cieca brutalità della dittatura e della guerra.
Jasenovac è il segreto oscuro dell'Olocausto. Noi, dopo 60 anni, questo tabù lo
vorremmo svelare. Le vittime di Jasenovac ce lo chiedono.
Il 28 maggio alle ore 18 l’inaugurazione della
mostra:
ERANO SOLO BAMBINI
Jasenovac. Tomba di 19432 bambini e bambine
Apertura dei lavori alla presenza degli Assessori provinciali Irma Dioli,
Francesca Corso, Giansandro Barzaghi.
Interverranno:
Andrea Catone (Most Za Beograd, Bari)
Jovan
Mirkovic (Museo delle vittime del genocidio di Belgrado)
Giuseppe Zaccaria (giornalista de "La Stampa")
Maurizio Pagani (Opera Nomadi)
Coordina: Jasmina Radivojevic (Un Ponte per…)
Al
termine degli interventi l'attrice Dijana Pavlovic leggerà la poesia "La Foiba"
del poeta croato Ivan Goran Kovacic, accompagnata dal musicista Jovica Jovic.
La mostra si potrà visitare: dal 28 maggio all'8
giugno presso la Casa della Pace della Provincia di Milano, via Ulisse
Dini 7 (MM2 Abbiategrasso), Milano.
Di Fabrizio (del 13/10/2007 @ 09:59:08 in Kumpanija, visitato 2560 volte)
Dove: presso il Pub "Le Pecore" in Via Fiori Chiari 21, a
Milano
Cosa:
Lunedì 15 ottobre ore 21 Introduzione della settimana Rom con
proiezione di video, cui segue l’intervento di MONI OVADIA
Martedì 16 ottobre ore 21 Concerto dei Rhapsodija Trio e di un gruppo
di musicisti rom
Mercoledì 17 ottobre ore 20.30 Proiezione del documentario OPERA GAGIA;
confronto aperto al pubblico con TOMMASO VITALE, ricercatore Università
Bicocca, ANTONIO BOCOLA, regista del documentario, esponenti delle comunità rom
Giovedì 18 ottobre ore 17 Favole rom per bambini gagi e rom Ore 21
Concerto del gruppo MUZIKANTI
Venerdì 19 ottobre ore 21 ROM CABARET, con Dijana Pavlovic, Marta
Pistocchi, Jovica Jovic
Sabato 20 ottobre ore 21 Proiezione di immagini appena raccolte in
Romania da Marilisa Cosello e Alessandro Stellari. Finale con intervento di
DARIO FO
Nel locale saranno esposta per tutto il periodo una mostra fotografica e
sarà visibile un’istallazione audio/video di Valeria Fondi Di Pietro.
Il programma e le eventuali variazioni sono consultabili su
www.lepecore.com
Le ragioni:
In questi ultimi mesi
sono stati effettuati 32 sgomberi di campi rom abusivi nel Milanese. Si tratta
di rom rumeni che dal 1 gennaio di quest’anno sono cittadini europei e hanno gli
stessi diritti e gli stessi doveri di tutti gli altri cittadini europei, come
noi; quindi non possono essere rispediti nel loro paese se non a determinate
condizioni. Si è così creata una situazione senza sbocco: sgomberati da qui,
questi uomini con le loro donne, i loro bambini e le quattro cose che hanno
salvato si spostano più in là. Da un punto all’altro, da uno sgombero all’altro.
Oggi ci sono tra 5 e
600 rom che vagano per Milano e provincia vivendo come possono.
Questa scelta non è
dettata, se non a parole, da ragioni di sicurezza. Infatti, non c’è dubbio che
sia più sicura una situazione in cui queste comunità si trovino sotto controllo
con gli uomini che non perdono il lavoro e i bambini che non perdono la scuola a
causa dei continui sgomberi.
Saranno poi le forze dell'ordine e il
sistema di giustizia ad occuparsi, ognuno nella propria funzione istituzionale,
dei casi da loro ritenuti perseguibili.
Sarebbe saggio
sospendere questa scelta che porta solo tensione e sgomberare, come avveniva
fino a pochi mesi fa, solo dopo aver trovato soluzioni che rispettino la dignità
e la condizione umana dei rom e poi guardare un po’ più lontano, a una strategia
che costruisca un quadro di certezze per tutti, cittadini italiani e comunità
rom, con una politica concordata di processi di inserimento reale nel mondo
lavorativo, scolastico e sociale.
I “campi nomadi” producono malattia,
disoccupazione, devianza, induzione alla criminalità, conflitti sociali: effetti
tipici del disagio sociale diffuso.
Bisogna quindi
abbandonare la logica dei campi e prevedere, come è avvenuto e avviene in molti
altri Paesi, ma anche in Italia, inserimento sociale, lavorativo ed abitativo
adeguato, come anche per i rifugiati e richiedenti asilo.
Noi crediamo che una
politica responsabile e degna di un Paese civile non debba inseguire il
malcontento, il disagio e anche il pregiudizio, ma costruire le condizioni di
diritti e doveri uguali per tutti per una convivenza pacifica e rispettosa delle
diverse culture.
Ci sembra importante
prima di tutto conoscere questo popolo, la sua cultura, le sue tradizioni, anche
la sua storia con le lunghe persecuzioni fino ai campi di concentramento; un
popolo pacifico che non ha mai fatto una guerra ed è distribuito in tutta
Europa, unico vero popolo europeo. Se si cercano i modi per comunicare con loro,
si può forse avere una idea diversa da quella che si fonda sull’ignoranza e sul
pregiudizio.
Questo ci aiuta a
considerarli per quello che sono, esseri umani come noi, in cerca, come noi, di
un po’ di benessere e di felicità che nei luoghi dai quali provengono sono loro
negati. E come esseri umani non possono essere abbandonati nel degrado nel quale
vengono cacciati.
Ora che arriva l’inverno le loro condizioni diventano tragiche: basti pensare ai
bambini, alle donne, molte delle quali incinte. Un primo segno di umanità nei
loro confronti deve essere quello di rendere la loro vita materiale meno
precaria e offrendo loro un ricovero decoroso almeno per superare una stagione
che sarà dura e difficile.
LE
ASSOCIAZIONI CHE PARTECIPANO:
Il Naga è un'associazione di volontariato
laica e apartitica, costituita a Milano nel 1987 allo scopo di promuovere
solidarietà e interventi socio- assistenziali in difesa dei diritti sanitari e
legali di immigrati temporaneamente presenti, rifugiati politici e Rom, senza
alcuna discriminazione di razza, religione, partito.
www.naga.it
L’Opera Nomadi si configura come un'associazione apartitica e
aconfessionale; dal 1970 è elevata a Ente Morale Nazionale. L'Associazione è
nata dalla consapevolezza che fosse necessario un movimento di volontari
organizzato per promuovere interventi atti a togliere gli zingari o gruppi di
origine nomade dalla situazione di emarginazione in cui sono relegati e per
aprire la collettività nazionale alla comprensione e all'accoglienza dei
diversi. www.operanomadimilano.org.
L’associazione “Aven Amentza” – Unione Rom e Sinti, è nata nel 2004,
con l’appoggio della Camera del Lavoro, per essere la voce politica e sindacale
nella difesa dei diritti di queste popolazioni. Fra le tante iniziative,
ricordiamo un anno e mezzo di sportello sindacale presso il campo di via
Triboniano, con FILLEA Cgil, per il controllo delle buste paga e delle
situazioni lavorative di numerosi Rom, soprattutto romeni e bosniaci.
Informazioni: Tel. 0248409114
UNALTRALOMBARDIA Associazione il cui scopo è quello di promuovere la
partecipazione diretta dei cittadini in tutti gli ambiti culturali e politici
nei quali si può realizzare un impegno civile contro la guerra, contro ogni
forma di ignoranza, intolleranza, violenza, censura, ingiustizia,
discriminazione economica, sociale, razziale, di genere.
www.unaltralombardia.it
Comitato Rom e Sinti insieme Associazione costituita dalle comunità
rom e sinte di diversa etnia presenti in Italia, con lo scopo di promuovere la
partecipazione diretta di esponenti di queste comunità anche in sedi
istituzionali.
www.comitatoromanophralipe.it
Gruppo Abele Il Gruppo Abele di Milano è impegnato sui problemi delle
dipendenze, del carcere e dell'esclusione sociale.
www.gruppoabele.org
Festa dei Popoli di Opera si occupa di organizzare eventi insieme alle
comunità di immigrati presenti nel territorio del sud Milano. Informazioni: Tel.
0257602678.
Associazione Liberi L’Associazione
culturale “Liberi” ha lo scopo di sviluppare una cultura incentrata sui valori
della convivenza civile, del diritto alla felicità, della tolleranza, della
solidarietà, della comunicazione libera e aperta e della continua ricerca di
nuove frontiere nella sfera dei diritti e delle libertà individuali e
collettive.
Ministero Sabaoth e Cooperativa Sociale Sabaoth Onlus,
è una realtà evangelica aderente alla denominazione Ceiam (Chiesa Evangelica
Internazionale e Associazione Missionaria). Da sempre operante nel sociale,
offre gratuitamente un centro ascolto, uno sportello lavoro, banco alimentare,
raccolta e distribuzione vestiario, corso di italiano per stranieri, assistenza
psicologica e legale per stranieri, senza alcuna discriminazione di razza, fede,
nazionalità o stato sociale.
www.ministerosabaoth.org
Quindici-Molfetta.itLa presentazione dell’iniziativa, contro i
pregiudizi e le discriminazioni dei rom lanciata dal Consiglio d’Europa, il 26
novembre alle 10.30 al foyer del teatro Kursaal Santalucia di Bari
BARI – La Puglia abbraccia la campagna "Dosta", contro i pregiudizi e le
discriminazioni dei rom lanciata dal Consiglio d’Europa, che sarà presentata il
26 novembre alle 10.30 al foyer del teatro Kursaal Santalucia di Bari.
La kermesse è promossa dagli assessorati al Mediterraneo e alla Cittadinanza
Sociale della Regione Puglia, dal Consiglio d’Europa e il Ministero delle Pari
Opportunità (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni razziali (Unar).
Il progetto europeo di favorire una maggiore e corretta conoscenza della realtà
dei rom attraverso il coinvolgimento e la sensibilizzazione dei media e la
promozione dell’incontro tra le comunità locali e i rom è l’obiettivo della
campagna "Dosta". "Dosta" infatti significa "Basta" in romanes ed è stato scelto
come slogan della campagna, sostenuta dalla commissione Europea, che farà tappa
a Bari dopo l’adesione della Puglia con la delibera di Giunta del 3 novembre
scorso.
Testimonial l’attrice francese Fanny Ardant, che ha anche realizzato un breve
documentario sui rom.
Interverranno rappresentanti regionali Silvia Godelli, assessore al
Mediterraneo, Cultura e Turismo, Nicola Fratoianni, assessore alla Cittadinanza
Sociale, Michael Guet, responsabile della campagna Dosta, Hanry Scicluna,
coordinatore attività Rom del Consiglio d’Europa, Giovanni Trovato, responsabile
campagna Dosta-Italia-Unar, Pietro Vulpiani, campagna Dosta-Italia-Unar, Dijana
Pavlovic, vice presidente federazione Rom e Sinti Insieme.
A concludere la giornata, la "Festa Rom" con due spettacoli, in collaborazione
con Puglia Sounds: "Le Danze di Billy e Dijana" e " Taraf da Metropulitana
–Ballate Romanes dalla Metro di Roma" (Kursaal Santalucia – ore 21.00).
Di Sucar Drom (del 22/03/2012 @ 09:56:44 in blog, visitato 1571 volte)
Partecipa anche tu alla nostra indagine sulla conoscenza
Perché un'indagine sulla conoscenza? Uno dei problemi più gravi con il quale si
devono confrontare i sinti e rom in Italia è la scarsa informazione che esiste
sulla loro condizione. Per questa ragione abbiamo bisogno di capire dopo alcuni
anni di lavoro sull'informazione su quali temi dobbiamo insistere con
approfondimenti e campagne informative...
Appello: Il diritto all'alloggio non si sgombera!
"Quel giorno me lo ricordo. E' come se mi avessero tolto una parte della mia
vita. Ed è davvero quello che hanno fatto!" (Florin, 24 anni) Ogni anno nella
città di Roma centinaia di bambini rom sono sgomberati con le loro famiglie
dagli insediamenti informali della Capitale senza...
Lucca, l'inchiesta giornalistica della vergogna
L'inchiesta giornalistica "Così lontano, così vicino. Un viaggio nel campo
nomadi di Lucca" a firma di Brunella Menchini alimenta stereotipi e
pregiudizi e dovrebbe essere segnalata all'ordine dei giornalisti per
istigazione alla discriminazione, in particolare per questo passaggio:...
Vita Mia, Parla
Oggi, 8 marzo 2012, promuoviamo la lettura - spettacolo "Vita Mia, Parla" curato
da Dijana Pavlovic e Giuseppe Di Leva sulla storia della poetessa jenisch
Mariella Mehr. La lettura-spettacolo è interpretata da Dijana Pavlovic e George
Moldoveanu. La lettura-spettacolo è già stata presentata in diversi teatri
italiani e chiediamo a tutte le nostre lettrici ma sopratutto a tutti i nostri
lettori di promuoverlo nella propria Città. Per contatti:...
L'ipocrisia di Maroni su razzismo e xenofobia
Roberto Maroni fa un passo avanti e due indietro sul razzismo e sulla xenofobia.
L'ex Ministro dell'Interno, promotore di disposizioni che hanno fatto inorridire
l'Europa e che hanno fatto fioccare sull'Italia condanne a raffica, ad u...
Giornata Mondiale contro il Razzismo
Oggi 21 marzo è la Giornata Mondiale contro il Razzismo e sono molteplici le
iniziative svolte in tutta l'Italia e tutta l'Europa. La giornata è istituita in
ricordo della strage di Sharpeville in Sud Africa, dove il 21 marzo 1960 la
polizia sparò sui manifestanti uccidendo 69 cittadini neri in protesta contro il
regime dell’apartheid...
ONU: i sinti e rom sono discriminati in Italia
Sono state rese pubbliche pochi giorni fa le Osservazioni conclusive sull'Italia
del Comitato per l'Eliminazione della Discriminazione Razziale sull'Italia
(Ottantesimo della sessione 13 febbraio - 9 marzo 2012, Esame dei rapporti
presentati dagli Stati Parte ai sensi dell'articolo 9 della Convenzione). Il
Comitato ha rilevato che permangono serie preoccupazioni per quanto accade in
Italia, in...
Di Fabrizio (del 30/03/2007 @ 09:56:43 in Italia, visitato 2865 volte)
Su
Osservazione.org è apparsa una interessante intervista a
Dijana Pavlovic, ricca di spunti sulla recente attualità. Potevamo non
ripubblicarla?
In Italia si parla spesso di 'problema nomadi', secondo te a cosa si
riferiscono?
Se ne parla spesso al livello locale (comuni e province) e raramente al livello
di stato. O dietro le tragedie come roghi e sgomberi, oppure dietro i fatti di
cronaca come casi di pedofilia e di micro criminalità. Sempre attraverso
un'ottica di emergenza umanitaria, di sicurezza e di ordine pubblico. Si
usano al livello mediatico, secondo me appositamente, due parole che mettono
paura e suscitano la diffidenza da parte dei cittadini ( appunto "problema
nomadi"). E' ovvio dal modo in cui e ne parla, che si riferiscono sempre allo
stesso luogo comune: zingari e per ciò ladri, non lavoratori, quelli che non
rispettano le leggi ecc. Il motivo, secondo me è sempre quel vecchio giochino,
banale e scontato, però sempre funzionante: creare paura per poter controllare e
strumentalizzare per scopi politici. Perché la gente ci crede? Per proteggere e
recintare il suo piccolo benessere, per non dover mettere in discussione l'unico
modello di vita che conosce, ma questo argomento merita un approfondimento per
cui qui non c'è spazio, e forse è anche superfluo, visto che ci sono tanti saggi
e libri di sociologia che ne parlano.
Come vedi le attuali aperture del governo verso rom e sinti?
In modo positivo. Secondo me è il momento per noi di creare un dialogo,
pretendendo una risposta approfondita e seria, che possa dare le soluzioni alle
nostre esigenze vere e reali, senza più luoghi comuni e strumentalizzazioni.
Quali sono le priorità su cui intervenire?
Tutte le questioni legate al popolo romanò sono priorità. Una richiesta e una
risposta seria dovrebbero accomunare tutti gli strati di questo complesso
argomento. Certo, affrontare le emergenze umanitarie senza più assistenzialismo
e carità, ma con argomenti concreti come lavoro, abitabilità, sanità,
scolarizzazione è fondamentale. Ma questo ha meno senso e efficacia se non si
combattono il razzismo e i luoghi comuni. Come? Creando occasioni per promuovere
la nostra cultura e il nostro modo di vivere, riconoscendo lo status di
minoranza linguistica, proponendo l'immagine dei Rom e dei Sinti anche in modo
positivo. Si deve riconoscere ufficialmente il diritto di vivere non solo
secondo un unico modello di vita.
Come si può promuovere la partecipazione di rom e sinti in questi
processi?
Le associazioni, pur con le difficoltà che conosciamo, potrebbero dare spazio
alle iniziative dei Rom e Sinti, riservando loro il ruolo di protagonista nelle
cause che gli riguardano, come del resto è avvenuto a Mantova. La politica
potrebbe superare la logica della mascotte, e candidare i Rom e Sinti investendo
seriamente sulle loro candidature .
Alle ultime elezioni amministrative a Milano non sei stata eletta, stai
continuando la tua attivita' politica?
Certo. Penso che la vera possibilità di cambiare qualcosa sta nella
partecipazione politica. A Milano c'è una situazione drammatica, legata in
particolare ai Rom rumeni. Contro "il patto di legalità e di socialità" abbiamo
promosso un appello al quale hanno aderito tantissime persone e associazioni, e
stiamo lavorando a una serie di iniziative. La mia candidatura non è stata una
questione di immagine. La mia lista, candidandomi si è assunta la responsabilità
di portare avanti questo argomento e lo sta facendo con impegno e serietà.
Di Fabrizio (del 27/10/2009 @ 09:54:24 in Italia, visitato 2783 volte)
CONVEGNO EUROPEO
Rappresentanza a Milano della Commissione Europea
Palazzo delle Stelline, Corso Magenta 59, 20123 Milano
Martedì 3 novembre 2009 h 9.00-13.30
È prevista traduzione simultanea italiano/inglese
Programma
9.00 WELCOME COFFEE
9.15 SALUTI E INTRODUZIONE
Superare l’emergenza, tutelare i diritti, realizzare politiche integrate.
A cura del Tavolo Rom
10.15 L’IMPEGNO DELL’ UNIONE EUROPEA NEI CONFRONTI DEI ROM E DEI SINTI Vladimir Spidla Commissario Europeo – DG Employment, Social Affairs and Equal Opportunities
11.00 TAVOLA ROTONDA: POLITICHE SOSTENIBILI PER L’INTEGRAZIONE DEI ROM E DEI
SINTI
Coordinano Gad Lerner, giornalista e Massimo Cirri, giornalista
Intervengono: Tara Bedard, Programmes Director – European Roma Rights Center Giorgio Bezzecchi, Presidente Cooperativa Sociale Romano Drom Carmela Madaffari, Direttore centrale Assessorato alla Famiglia, Scuola e
Politiche Sociali - Comune di Milano Giulio Boscagli, Assessore Famiglia e solidarietà sociale - Regione
Lombardia Dijana Pavlovic, Vice Presidente Nazionale Federazione Rom e Sinti
insieme Paolo Giovanni Del Nero, Assessore al Lavoro - Provincia di Milano. Ignacio Jovtis, Amnesty International Renato Saccone, Prefetto
13. 15 CONCLUSIONI A CURA DEL TAVOLO ROM
Promosso da: Tavolo Rom di Milano
(ACLI Provinciali di Milano Monza e Brianza, ARCI Milano, Associazione Nocetum
onlus, Associazione Opera Nomadi Milano, Aven Amentza, Caritas Ambrosiana, Casa
della Carità, CGIL di Milano, Comunità di Sant’Egidio, Federazione rom e sinti
insieme di Milano, Gruppo Abele di Milano, NAGA, Padri Somaschi di Milano, Upre
Roma).
Co-promosso da:
Rappresentanza a Milano della Commissione europea
Aderiscono: ASGI Lombardia
Associazione Avvocati per Niente onlus
CNCA Lombardia
Forum del Terzo Settore Lombardia
LEGA Coop
Segreteria organizzativa:
Laura Gaggini
CGIL Milano
Corso di Porta Vittoria 43
20122 Milano
Tel 02 55025204 Fax 02 55025311
e-mail gagginil@libero.it
Elsa Mescoli
Caritas Ambrosiana
via San Bernardino 4
20122 Milano
Tel 02 76037262 Fax 02 76021676
e-mail rom.ambrosiana@caritas.it
Federazione Rom&Sinti Insieme
Associazione Upre Roma COMUNICATO STAMPA
L'arte unisce, il pregiudizio divide
Concerto conclusivo della campagna "DOSTA!" a Milano Giovedì 9 dicembre Auditorium San Fedele
Giovedì 9 dicembre alle ore 21 all'Auditorium San Fedele, in via Hoepli 3/b la
campagna "Dosta!" di Milano si conclude con il concerto organizzato dalla
Federazione Rom&Sinti insieme e l'Associazione UPRE ROMA in collaborazione con
la Fondazione Fabrizio De André e Radio Popolare.
La campagna "DOSTA!" ("basta" in lingua romanes) promossa dalla Comunità
europea è coordinata e finanziata dall'UNAR (Ufficio Nazionale
Antidiscriminazioni Razziali) in collaborazione con il Consiglio d'Europa e con
le principali federazioni rom e sinte per promuovere in Italia una maggiore
conoscenza della cultura dei Rom e dei Sinti, la più grande minoranza etnica
d'Europa, e per sconfiggere con la conoscenza gli stereotipi che hanno sempre
accompagnato questo popolo.
Il concerto si aprirà con un omaggio a Django Reinhardt, in occasione
del centenario della sua nascita. Il grande musicista manouche che influenzò la
musica jazz con le sue composizioni e il suo grande virtuosismo verrà celebrato
dalla Delirium Jazz Band.
A seguire artisti rom incroceranno le loro voci e i loro strumenti con
artisti gagi, creando originali ed insolite band promiscue: Tonino Carotone e la Banda del villaggio solidale
i Perturbazione e il maestro George Moldoveanu e il suo violino
la Banda Osiris e i Muzikanti di Balval, con il maestro Jovica
Jovic alla fisarmonica e le danze di Melissa Mattiussi.
Nel corso del concerto si alterneranno immagini e testi con Dijana
Pavlovic, Alessio Lega e ospiti a sorpresa
La serata sarà condotto da Davide Facchini di Radio Popolare.
In questa occasione la Federazione Rom&Sinti insieme e l'associazione UPRE
ROMA ringraziano la Fondazione Culturale San Fedele, la Casa della Cultura, la
Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, la Fondazione Fabrizio De André per il
contributo e il sostegno dato a tutta la campagna milanese.
Di Fabrizio (del 10/06/2010 @ 09:52:20 in Italia, visitato 1923 volte)
Triennale - sala teatro Agorà, viale Alemagna 6 Milano Giovedì 17 giugno ore 10.00
Introduce: Riccardo Bonacina, direttore editoriale di "Vita non profit"
Partecipano: Susanna Camusso, segretaria nazionale CGIL
Aldo Bonomi, sociologo, direttore di AASTER
Gianni Tognoni, Fondazione Basso, segretario generale del Tribunale Permanente
dei Popoli
Giovanni Negri, presidente del Circolo della Stampa di Milano
Sergio Segio, curatore del Rapporto, direttore di Associazione
SocietàINformazione
Interviene in video: Moni Ovadia, artista e scrittore
Gli interventi saranno accompagnati dallo spettacolo: Via Padova, Rosarno, Italia
Performance artistiche e musicali di: L'Orchestra di via Padova
Modou Gueye, attore
Dijana Pavlovic, attrice, con i Muzikanti
Immagini e filmati a cura di: Chiara Bellosi, Rosario Cinque e Luca Guarneri
Un progetto promosso da CGIL, ARCI, ActionAid, Antigone, Associazione SocietàINformazione, CNCA,
Fondazione Basso - Sezione Internazionale, Forum Ambientalista, Gruppo Abele,
Legambiente
Storie di Fisarmoniche 1 "Il Maestro Jovica Jovic". Rho (Milano), Campo Comunale di Via Sesia. Il Maestro Jovica Jovic, Rom di origine Serba, vanta importanti
collaborazioni artistiche avendo suonato, tra gli altri, con Piero Pelù, Goran
Bregovic, Vinicio Capossela, Dario Fo, Moni Ovadia, Dijana Pavlovic, ed è il
leader, indiscusso, dei Muzikanti, una piccola orchestra multietnica. A marzo,
raccontano le cronache, è stato ricevuto dal Ministro dell'Interno (il bieco
Bobo Maroni), ricevendo dalle sue mani un "permesso di soggiorno provvisorio",
con la promessa di una rapida regolarizzazione della sua condizione di Wop (With
Out Passaport: così come venivano chiamati i migranti Italiani nell'America
degli anni ‘50). "Per meriti artistici" disse il Ministro, intrattenendosi
cordialmente con Jovica, al quale raccontò dei suoi trascorsi musicali. Oggi il
campo di Via Sesia, nonostante la piccola Chiesa costruita dallo stesso Jovica,
consacrata e benedetta da Sacerdoti cattolici ed ortodossi, rischia di sparire
per sempre. Al suo posto una discarica e l'incertezza che accompagna il futuro
delle Famiglie che lì vivevano e pregavano.
Storie di Fisarmoniche 2 "Aurel torna a suonare" Napoli, dormitorio pubblico di Via Duomo. Ad Aurel Serban, Rom di origine Rumena, da cinque anni a Napoli, la
settimana passata avevano rubato la fisarmonica. Avevano rubato la vita e adesso
si vergognava a chiedere la carità. La Società San Vincenzo dei Paoli, si è
fatta carico del problema acquistando per lui una bellissima "Paolo Soprani",
una delle migliori fisarmoniche presenti sul mercato. Il sorriso è tornato sul
faccione buono di Aurel che ha subito imbracciato la fisarmonica, accarezzandola
come si fa con una fidanzata ritrovata, ed intonando un splendido valzer. Poche
note per riappacificarsi con il Mondo e riacquistare la sua dignità di vecchio
orchestrale per le vie di Napoli, indossando sempre gli stessi pantaloni da
palcoscenico dell'Orchestra Rumena di cui faceva parte, suonando e regalando
sorrisi ai passanti.
Storie di Fisarmoniche 3 "Petru e la fisarmonica rinchiusa" Paradiso dei Musicisti Rom. Petru Birladeanu, Rom di origine Rumena, non riesce a trovare pace. Non si
da pace per Mirela, Petronela e Ricardo che ha dovuto lasciare su questa terra e
che oggi vivono nell'incertezza del proprio futuro. Si rattrista anche nel
vedere la sua fisarmonica rinchiusa in una teca di cristallo, nella stazione di Montesanto
a Napoli, dove due anni addietro perse la vita, vittima di camorra. Ucciso da un
commando di otto aggressori, in sella a quattro scooter: "skizzati",
imbottiti di cocaina, dirà un collaboratore di giustizia. L'arresto di Enrico
Ricci (suo figlio Marco è stato rinviato a giudizio per aver preso parte
all'omicidio di Petru) sulla stampa venne salutato come un colpo eccellente:
secondo il Dda di Napoli avevano "preso" la testa di ponte del Clan dei Sarno
tra i vicoli della collina napoletana. Non è passato neanche un anno ed oggi
viene scarcerato "per decorrenza dei termini", libero per un difetto di forma,
un banale cavillo: gli avvisi di conclusione delle indagini ai due difensori non
vennero notificati correttamente, quanto basta a far decorrere i tempi fino alla
scarcerazione.
Di Fabrizio (del 15/04/2011 @ 09:51:06 in Kumpanija, visitato 1623 volte)
Intervista a Dijana Pavlovic, attrice ed attivista per i diritti dei ROM, ci
racconta la sua esperienza come "International Visitor" negli Stati Uniti.
Di Fabrizio (del 12/05/2007 @ 09:47:04 in Italia, visitato 1937 volte)
Dopo l'intervista a
Dijana Pavlovic, Osservazione continua con Eva Rizzin
Eva Rizzin (destra) con Miranda Vuolasranta al Parlamento
Europeo
"Io ho scelto l’attivismo nella speranza di poter dare un contributo
positivo alla società, cercando di abbattere gli stereotipi esistenti attraverso
la conoscenza e il dialogo"
Eva Rizzin ha conseguito il dottorato di ricerca in geopolitica e
geostrategia presso l'Universita' di Trieste nel 2007. Appartenente alla
minoranze sinta, e' attiva nella lotta per il diritti di sinti e rom in Italia
ed e' anche tra i fondatori di osservAzione
Per il tuo dottorato hai studiato l'antiziganismo nell'Europa
allargata, si tratta di un fenomeno diffuso? L’Europa dei “ventisette”, da est ad ovest, da nord a sud oggi risulta
essere attraversata da violenze e da discriminazioni contro le minoranze.
Le recentissime ricerche condotte da vari Istituti europei come l’Eumc, l’ECRI
dimostrano che i rom costituiscono una minoranza fortemente discriminata. L’EUMC
li descrive come il gruppo più vulnerabile, maggiormente deprivato dei propri
diritti umani ed esposto al razzismo nell’Unione europea.
Ma nonostante esistano ricerche e rapporti che rivelano l’esistenza della
discriminazione, i fenomeni di violenza contro i rom aumentano sempre più,
fenomeni questi che dimostrano che l’antiziganismo esiste e si sta sviluppando
sempre di più in tutta l’Europa, Italia compresa.
In Italia tale fenomeno rimane inosservato perché purtroppo spesso il
pregiudizio nei confronti dei rom viene considerato normalità come abbiamo
dimostrato in Cittadinanze Imperfette.
L’antiziganismo è un comportamento sociale che oggi persiste anche nel nostro
paese; persiste nei pensieri, nei sentimenti e nei comportamenti di molte
persone e istituzioni. E’ un sentimento pericoloso che alimenta il vortice di
discriminazione nel quale i rom e i sinti sono colti, una discriminazione che di
fatto però rimane completamente ignorata.
Radicato nella storia, alimentato dai mass media e molte volte anche da partiti
politici, largamente sottovalutato dagli esperti, il sentimento anti-rom oggi in
Europa si presenta a livelli drammatici.
Come si colloca l'Italia? Il nostro paese non si sottrae agli atteggiamenti discriminatori. Gli
stessi campi nomadi sono un esempio evidente della segregazione razziale che
esiste in Italia: spazi dove i diritti non esistono, spazi che somigliano a
delle riserve indiane, spazi che favoriscono l’esclusione sociale e ostacolano
qualsiasi possibilità di interazione sociale, spazi che condannano le minoranze
rom e sinte all’annientamento culturale.
Nonostante il riconoscimento dei diritti delle comunità rom e sinte sia
diventato un importantissimo tema europeo, sta di fatto che a livello nazionale
la legge 482/99 sui diritti delle minoranze linguistiche presenti nel territorio
italiano, ha volutamente escluso il ròmanes dal dettato delle minoranze
linguistiche.
I rom e i sinti sono stati esclusi dai vantaggi di tale legge, per il fatto di
non essere legati a un territorio determinato.
Una legge la 482/99 che disattende norme, principi ed impegni internazionali in
particolare la carta europea delle lingue regionali minoritarie (in vigore dal 1
marzo 1998) che prevede esplicitamente norme (punto C)«anche per le lingue
sprovviste di territorio come l'yiddish e il (ròmanes) ».
La decisione di escludere il romanes fra il dettato delle lingue minoritarie è
stato un atto gravissimo è sottolinea palesemente la discriminazione di una
popolazione che già in quel tempo era fortemente emarginata.
Quali sono le priorità su cui bisogna intervenire? A chi spetta
prendere l'iniziativa?
La prima priorità è includere il ròmanes nell’elenco delle minoranze
linguistiche storiche indicate nella legge 482.
Ritengo che sia necessario adottare azioni che siano in grado di combattere i
drammatici livelli di discriminazione che colpiscono l’Europa e in particolare
anche l’Italia.
Le istituzioni nazionali ed europee dovrebbero applicare la legislazione
esistente che vieta le discriminazioni razziali e promuovere una forte cultura
antidiscriminatoria e delle pari opportunità.
Bisognerebbe sensibilizzare maggiormente l’opinione pubblica sulla situazione
dei rom e sulla discriminazione da essi subita, cercando di coinvolgere il
grande pubblico in un dibattito aperto sul significato della diversità come
fonte di vitalità socioeconomica che dovrebbe essere sfruttata, valorizzata e
goduta in quanto elemento che arricchisce il tessuto sociale e componente
importante del benessere economico.
Anche se l’Unione Europea possiede uno dei quadri legislativi in materia più
avanzati al mondo, lo stato di protezione delle minoranze è ancora molto debole.
Apparentemente i cittadini europei conoscono poco i diritti e i doveri che
derivano da tali disposizioni, ossia che tutti, indipendentemente dalle origini
etniche, dalla religione, dalle convinzioni personali, da eventuali handicap,
dall'età e dagli orientamenti sessuali, hanno diritto ad essere trattati allo
stesso modo.
E’ necessario a mio avviso informare meglio i rom e i sinti della protezione
giudica esistente e dei mezzi disponibili per combattere la discriminazione.
È necessario promuovere l'incremento della partecipazione dei rom e dei sinti a
tutti i settori e a tutti i livelli della società,
Una politica che favorisce le pari opportunità, infatti, non riguarda solamente
l'eliminazione delle discriminazioni, ma anche la promozione di una
partecipazione piena per tutti.
Cosa si puo' fare per favorire la partecipazione di rom e sinti?
Anche se oggi vi è in atto un notevole processo politico adottato dalle
Istituzione Europee nei confronti dei rom, la debolezza sta nel fatto che la
maggior parte delle decisioni adottate non prendono purtroppo in considerazione
la partecipazione politica attiva dei diretti interessati nelle politiche che li
riguardano.
L’assenza endemica dei rom coinvolti nelle attività delle organizzazioni
internazionali e nazionali che si occupano dei rom stessi è notevole.
Sarà difficile poter parlare di un futuro costruttivo dei rom se non si è in
grado di promuovere il pieno coinvolgimento dei rom e sinti come soggetti attivi
e partecipi delle politiche che riguardano la loro esistenza. E’ necessario
adottare un approccio che sia in grado di consentire ai rom e ai sinti di
divenire promotori della propria autonomia sociale e culturale.
Vi è la necessita di garantire l’effettiva partecipazione dei rom alla vita
politica, soprattutto per quanto riguarda le decisioni che interessano la vita e
il benessere delle loro comunità.
I partiti politici, sia a livello nazionale che europeo, dovrebbero riformare le
proprie strutture e procedure interne al fine di rimuovere ogni ostacolo diretto
o indiretto alla partecipazione dei rom e ad incorporare nella propria agenda
politica e sociale programmi specifici finalizzati alla loro piena interazione.
Un compito sicuramente complesso che richiederà di intraprendere azioni
coordinate in vari settori, in particolare in quelli di istruzione,
dell’occupazione, delle abitazioni e dei servizi sociali.
Un modo importante per cambiare l’immagine che si ha dei rom, a mio avviso , è
quello di coinvolgere maggiormente i rom stessi, sia nella politica che nei
media.
I media sono un altro settore in cui una maggiore presenza dei rom è cruciale.
C’è una specie di isterismo dei media nei confronti dei rom, spesso dipinti, in
modo erroneo ed inaccettabile, come una minaccia alla sicurezza nazionale.
. Una figura come la tua e' piuttosto rara in Italia, che tipo di
contributo ti senti di dare per migliorare le condizioni di rom e sinti?
E’ risaputo che il pregiudizio parte dalla non conoscenza quindi penso che il
primo contributo che posso dare è quello di far conoscere all’opinione pubblica
che si puo’ essere sinti o rom, essere fieri delle proprie radici etniche e
poter comunque essere dei soggetti attivi e partecipi della nostra societa’.
Combattere l’esclusione sociale e i pregiudizi richiede uno sforzo ampio di
collaborazione fra autorità pubbliche, partner impegnati nella difesa dei
diritti umani, organizzazioni non governative e società
La collaborazione è essenziale nella concretizzazione delle politiche che
possono o non possono realizzare a favore dei rom e dei sinti.
La costituzione recente del Comitato Rom e Sinti Insieme può essere un
ottimo trampolino di lancio.
Ogni individuo rom o sinto ha la possibilità di fare una reale scelta etica.
Io ho scelto l’attivismo nella speranza di poter dare un contributo positivo
alla società, cercando di abbattere gli stereotipi esistenti attraverso la
conoscenza e il dialogo.
Ieri nell’aula consiliare di Palazzo Marino l’assessore alla Famiglia (!)
Mariolina Moioli festeggiava la XXª Giornata internazionale dei diritti
dell’Infanzia. Poche ore prima, in un’alba livida come questa città, centinaia
di poliziotti, carabinieri, poliziotti locali sgomberavano 300 persone di etnia
rom con 80 bambini, 40 dei quali frequentavano le scuole del quartiere. Con le
poche cose personali, venivano distrutte le speranze di una vita meno
disumana per queste 40 famiglie, per chi aveva un lavoro, precario e in nero ma
lavoro, e aveva cercato di inserirsi in un contesto civile grazie alla
solidarietà delle maestre delle scuole, di cittadini che accompagnavano i
piccoli «zingari» a scuola e soprattutto delle associazioni – la comunità di
Sant’Egidio e i Padri somaschi soprattutto - che sostenevano questo faticoso
percorso di inserimento sociale. In questa coincidenza, non casuale, perché uno
sgombero non si improvvisa, c’è tutta la ferocia di questa città, della sua
squallida amministrazione i cui spiriti più brillanti sono il vicesindaco De
Corato che si vanta di circa 150 sgomberi in un anno e il capogruppo leghista
Salvini, quello delle carrozze separate per gli extracomunitari e del fora dai
ball per i rom e «mai una moschea a Milano».
Si può essere stupefatti dall’arroganza di questa amministrazione nell’esercizio
del potere, che non teme nemmeno la critica e se ne frega, virilmente, delle
normative nazionali e internazionali che tutelano l’infanzia e che prevedono
garanzie in caso di sgomberi (preavviso, alternative, ecc.). Ma io non mi
stupisco più, ho capito che questa Milano, con il suo Expo, i suoi affari in
mano a ‘Ndrangheta e Camorra, la scelta di cancellare la cultura
dell’accoglienza e della solidarietà, è una città fuori dall’umanità, una città
che perde i suoi giovani e la sua cultura, una città senza più anima, destinata
a essere un deserto nel quale le voci dell’umanità si spengono. Ma in questa
città io ho fatto un figlio e ho visto nell’ospedale nel quale mio figlio è nato
tante altre zingare, tanti altri extracomunitari che mettevano al mondo i loro
figli e credo che con queste nuove vite abbiamo seminato il fiore della
speranza. Quando cresceranno questi bambini così diversi da De Corato e da
Salvini (ma com’erano da piccoli, rubavano i giochi ai loro vicini?) non saranno
soli e tutti insieme aiuteranno questa città e ritornare civile, giusta e umana.
Vladimiro Torre è candidato a Reggio Emilia nelle prossime elezioni comunali.
Torre è candidato nelle liste di
Rifondazione Comunista, unica formazione
politica in Italia che ha chiesto a Rom e Sinti di candidarsi nelle proprie
liste per le elezioni europee e candidando
Dijana Pavlovic nella circoscrizione del Nord Ovest (Lombardia, Piemonte e
Liguria). Rifondazione conferma una sensibilità alle questioni delle
minoranze iniziata nel 2005 con la candidatura e la elezione di Yuri Del Bar nel
Consiglio comunale di Mantova.
Vladimiro Torre così si presenta ai reggiani
Mi chiamo Vladimiro Torre, sono sinto e cittadino italiano nato a Carpi (MO)
il 20.08.1946. Con la mia famiglia vivo a Budrio di Correggio (R.E.) dove ho
acquistato un terreno su cui ho montato delle casette prefabbricate per me e per
i miei figli. Ho sempre fatto il giostraio impegnandomi per migliorare le
condizioni della categoria e, più in generale, per i diritti dei sinti e dei
rom. Dopo diverse esperienze nel campo dell’associazionismo, nel 1998 ho fondato
la sezione reggiana dell’associazione Them Romanó - ONLUS – in collegamento con
l’associazione Them Romanó di Lanciano (CH), che oggi fa parte della Federazione
Rom e Sinti Insieme. Them Romanó di Reggio ha come scopi principali la tutela
dei diritti civili, la promozione della cultura, la formazione professionale dei
sinti e dei rom ed inoltre l’organizzazione di corsi e seminari per operatori
che lavorano a contatto con questa popolazione. Mi sono sempre battuto per
migliorare le condizioni di vita della mia gente, per dare loro la possibilità
di uscire dai cosiddetti “campi nomadi”, convinto che la difesa dei diritti di
tutti i cittadini italiani cominci proprio da quelli troppo spesso dimenticati
dei rom e sinti. Infatti, noi di Them Romanó abbiamo ottenuto un miglioramento
della legge regionale che prevede i “campo nomadi” introducendo, a livello
legislativo, la possibilità di costruire micro-aree al loro posto. Adesso ci
attende un’altra battaglia: quella di essere riconosciuti come minoranza
linguistica dallo Stato Italiano.
Nel 2005 ho pubblicato, con altri sinti, il libro “Storie e vite di sinti
dell’Emilia” della CISU Editore per far conoscere a tutti gli italiani la nostra
storia e le difficili condizioni della nostra vita.
Di Sucar Drom (del 26/08/2007 @ 09:41:59 in blog, visitato 2913 volte)
Rom e Sinti, le regole applicate in alcuni Paesi UE
I Rom e Sinti sono la popolazione più discriminata d'Europa. Lo rivela il
Rapporto annuale della Commissione europea contro il razzismo e le intolleranze
presentato al Parlamento Europeo il 23 novem...
Bologna, no ai "campi nomadi"
Dichiarazione di Adriana Scaramuzzino (in foto), vicesindaco e assessore alle
Politiche sociali del Comune di Bologna, delegata Anci regionale per le
Politiche sociali e Immigrazione, circa i campi nomadi cittadini. "Quattro
bambini rom morti bruciati alla periferia di una nostra città hanno
prepotentemente riportato il discorso su nomadi,...
don Oreste Benzi: "Serve una legge che riconosca Rom e Sinti come minoranze
etniche"
"Gli «zingari» debbono essere riconosciuti come una minoranza etnica da tutelare
alla stregua delle altre. Ai problemi che riguardano la loro presenza nelle
nostre città non c'è nessuna soluzione possibile che sia diversa da questa", lo
afferma don Oreste Benz...
Livorno, la Caritas accusa il Comune e la Chiesa
Quattro bimbi rom innocenti e abbandonati: carbonizzati. Quattro genitori rom
colpevoli e sbandati: incarcerati. Gli uni e gli altri isolati come un virus.
Dentro una baracca bruciata o rinchiusi in galera, comunque fuori dalla città:
lontano dal nostro stile di vita, che può tornare al tran tran da mezz’agosto.
N...
Human Rights First: tolleranza zero per contrastare l'odio razziale
Nell'ultimo decennio sono aumentati i crimini legati all'odio: si registra una
recrudescenza nei fenomeni di antisemitismo e di violenza contro gay, lesbiche e
minoranze etniche (Sinti e Rom). Inoltre, è da sottolineare che per l'Italia
mancano dati p...
Santino Spinelli: "noi non siamo nomadi, è sbagliato pensarlo"
«Smantelliamo subito tutti i campi nomadi e facciamo accedere i rom alle liste
per le case popolari, come nel resto d'Europa. Diamo dei documenti, facciamo
andare i bambini a scuola, educhiamoli. Togliamoli dal limbo. Infine le
associazioni: basta con gli interlocutori che servono a loro stessi. Queste
persone non hanno alcun interesse che le co...
Gli «zingari», colpevoli anche quando sono vittime e tutto questo anche nella
patria del diritto
Gli «zingari», si sa, sono colpevoli anche quando sono vittime. Anche il loro
essere vittima è una colpa, la loro tragedia non interroga la società, ma
rafforza "l'identità collettiva", quella costruita per differenza: i loro vizi
fanno sentire tutti un po' più a posto, per differenza appunto. La tragedia di
Livorno ci offre un'immagine limpida quanto drammatica dello stato di degrado
culturale a tutti i livelli di questa so...
Benedetto XVI: "sono vicino al popolo rom"
"Sono molto rattristato ed esprimo la mia vicinanza alla Chiesa Ortodossa Rumena
e al popolo dei rom". Lo ha detto Benedetto XVI in una telefonata fatta ieri
all'amministratore diocesano livornese, mons...
Reggio Calabria, la delocation Rom
Le scorse settimane si è accesa una forte polemica tra il Comune di Reggio
Calabria e la locale sezione dell'Ente Morale Opera Nomadi. Pubblichiamo
l’intervento di Antonino Giacomo Marino, Presidente dell’Opera Nomadi calabrese.
S...
Radio Radicale intervista Dijana Pavlovic
Radio Radicale ha intervistato Dijana Pavlovic sulla condizione dei Rom e dei
Sinti nel nostro Paese, partendo dalla situazione milanese sui patti di legalità
e solidarietà. L’intervista, condotta dal giornalista An...
Non c'è pace per i Rom
Nel 1725, Federico Guglielmo I di Prussia decretava che gli zingari sopra i 18
anni, uomini e donne, fossero impiccati senza processo. Era solo più conseguente
di altri governanti che l’avevano preceduto e che l’avrebbero seguito. I Rom ...
Ravenna, campi nomadi sì o campi nomadi no?
L’assessore comunale all’immigrazione, Ilario Farbegoli, risponde a Lega
Ambiente sulla questione dei cosiddetti campi nomadi: “Sono molto stupito del
tono usato nella lettera da voi spedita all’indirizzo mio e del sindaco sulla
vicenda Cà Pontic...
Rom e Sinti, «Via!»: ma dove? «Fuori!», ma da dove?
«Fuori gli zingari dalle città», «fuori gli stranieri dalle nostre terre». Non
sono solo slogan scritti sui muri delle città della Padania, o sintetici titoli
di giornali che riferiscono delle proteste di cittadini i...
Rom e Sinti, diritti e doveri...
"Uno Stato può essere illegale. Ma non può esserlo un gruppo etnico. Uno Stato
che tratta un gruppo etnico come portatore di insicurezza e illegalità commette
un’ulteriore violazione della legge ed è imputabile di razzismo..." Da tempo in
Italia il discorso istituzional...
Di Sucar Drom (del 03/12/2010 @ 09:41:35 in Italia, visitato 2631 volte)
Piacere di conoscervi!
Siamo i Rom e i Sinti, ma molti per ignoranza o cattiveria ci chiamano "zingari"
o "nomadi".
Viviamo in mezzo a voi da circa seicento anni ma ancora in pochi ci conoscono
veramente.
Probabilmente avete letto sui giornali che siamo sporchi, ladri, accattoni… ma
non è così. Certo alcuni di noi sono molto poveri e alcuni hanno commesso degli
sbagli. Ma non siamo tutti uguali anche se siamo tutti presi di mira da
discriminazioni e in alcuni casi da razzismo vero e proprio.
In Europa siamo in dodici milioni, in Italia molto meno, circa 100.000. In
maggioranza siamo Cittadini italiani dal 1871 ma alcuni di noi vengono dalla ex
Yugoslavia e dalla Romania: scappati dalla guerra o dalla miseria.
Provate ad immaginare di non poter avere documenti (anche se i vostri e genitori
sono nati in Italia), di non poter chiedere lavoro o continuare a studiare per
questo motivo, di dover aspirare al massimo a vivere in un container o in una
roulotte… di essere allontanati se entrate in un bar, di essere oggetto di
battute e scherno… che vita sarebbe? La vita di molti di noi al momento.
Noi siamo i Rom e Sinti e come ogni altra minoranza abbiamo una lunga memoria
storica, valori, costumi, tradizioni, arti, talenti, musica e bellezza. Abbiamo
i colori di una civiltà millenaria che non hai mai preso parte ad una guerra.
Tutto questo tuttavia resta confinato troppe volte negli angusti spazi che
occupiamo alle periferie delle città, in ghetti che chiamano "campi nomadi".
La campagna DOSTA ("Basta" nella lingua romanes), promossa dall’UNAR, può
rappresentare la possibilità di superare quel muro del pregiudizio che circonda
la nostra gente.
Noi vi tendiamo una mano, metteremo in piazza frammenti della nostra cultura, vi
sorprenderemo con il calore della nostra musica, le emozioni delle nostre danze
e lo faremo in una serie di eventi che si snoderanno per tutta Italia,
accompagnati da seminari e conferenze, mostre fotografiche e proiezioni video,
momenti di riflessione in cui ci racconteremo a voi. Venite a conoscerci. Vi aspettiamo a Venezia:
Giovedì 9 dicembre 2010, ore 21:00 Casa dei Beni Comuni "Morion", Salizada San
Francesco della Vigna - Castello
PROIEZIONE DEL FILM: "Io, la mia famiglia rom e Woody Allen" di Laura Halilovic,
a cura di: Studenti del Master in Diritti Umani e Democratizzazione (E.MA), del
Centro Europeo Inter-Universitario (EIUC)
Venerdì 10 dicembre 2010, ore 21.00 Casa dei Beni Comuni "Morion", Salizada San
Francesco della Vigna - Castello CONCERTO: Django's Clan. Nel centenario della nascita di Django Reinhardt, genio
sinto della musica jazz europea, un concerto che ne ripercorre l'arte e la
tecnica.
Lunedì 13 dicembre 2010, ore 21.00 Teatro Aurora - Marghera SPETTACOLO TEATRALE: "Rom Cabaret" di e con Dijana Pavlovic.
Lunedì 20 dicembre 2010, ore 18:30 Scoletta dei Calegheri, Campo S. Toma Venezia WORKSHOP: "io non discrimino – l’esperienza degli osservatori contro le
discriminazioni razziali". Intervengono: Massimilano Monnanni – Direttore UNAR
(Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali), Gianfranco Bettin – Assessore
Politiche Giovanili e Pace, Carlo Berini – Federazione Rom e Sinti Insieme,
Alessandra Sciurba – Associazione SOS Diritti
Tutti gli eventi sono ad INGRESSO GRATUITO
Gli eventi sono organizzati dalla Federazione Rom e Sinti Insieme e dalla Rete
Tuttiidirittiumanipertutti di Venezia, in collaborazione con il Centro Pace del
Comune di Venezia e l'UNAR.
Il Festival Dosta si inserisce nella manifestazione DIRITTI PER TUTTI – IO NON
DISCRIMINO, organizzata dalla Rete Tuttiidirittiumanipertutti di Venezia e
comprende anche i seguenti eventi:
Sabato 4 dicembre 2010, dalle ore 16.00 alle 22.00 e Domenica 5 dicembre 2010
dalle ore 12.00 alle 20.00, Ca Foscari Auditorium, Campo Santa Margherita "Building bridges: connecting through diversity". Una serie di dibattiti e
proiezioni di Corti e Lungometraggi organizzato dagli Studenti del Master in
Diritti Umani e Democratizzazione (E.MA), del Centro Europeo Inter-Universitario
(EIUC) con sede al Lido, in collaborazione con l’ Università Cà Foscari e il
Circuito Off Venice Internation Short Film Festival.
Martedì 7 dicembre 2010, ore 19.30 Campiello delle erbe, S. Polo 2003 "L'asilo negato di fronte alle mura della fortezza Europa" a cura
dell’Associazione Metricubi.
Intervengono: Marco Ferrero, avvocato, membro dell'Associazione di studi
giuridici sull'immigrazione (ASGI) e Nicola Grigion, progetto Melting Pot
Europa.
Giovedì 9 dicembre, ore 17.15 Teatro dei Frari Venezia IO DECIDO. Primo incontro per l’avvio di un percorso di democrazia partecipativa
nel Comune di Venezia. Vieni anche tu a decidere il futuro della nostra Città.
Venerdì 10 dicembre 2010 È il giorno in cui ricorre l'anniversario della firma della dichiarazione
universale dei diritti umani avvenuta a Parigi il 10 dicembre 1948 ma è anche il
giorno in cui Zaher, ragazzo afgano è morto qui a Venezia proprio il 10 dicembre
di due anni fa. Zaher è morto perchè i diritti umani ancora oggi nelle nostre
Città, nel nostro paese non sono riconosciuti. Sabato 11 ore 12.00 nel piazzale antistante il Porto la rete
Tuttiidirittiumanipertutti invita la cittadinanza a ricordare la morte di Zaher.
LA CAMPAGNA DOSTA!
L’UNAR, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, nell’ambito delle sue
attività istituzionali ed in collaborazione con le principali associazioni rom e
sinte, ha lanciato per l’anno 2010 la Campagna DOSTA, una grande iniziativa di
sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulle comunità rom in Italia.
La Campagna DOSTA ("Basta" in lingua romanes) è stata già promossa dal Consiglio
d’Europa e dalla Commissione Europea nell’ambito del terzo programma congiunto "Equal
Rights and Treatment for Roma". La campagna DOSTA è stata già realizzata con
successo in cinque paesi dell’Europa dell’Est: Albania, Bosnia e Herzegovina,
Montenegro, Serbia, Slovenia ed Ex Repubblica Iugoslava di Macedonia, mentre è
di prossima presentazione la campagna in Francia e Bulgaria.
La Campagna è stata pensata e condivisa con le principali reti di associazioni
rom e sinte in Italia: la Federazione Rom e Sinti Insieme, la Federazione
Romanì, UNIRSI. Le associazioni operano all’interno di un Tavolo di
coordinamento ROM istituito e coordinato dall’UNAR e collaborano alla
pianificazione della campagna e alla progettazione e realizzazione degli eventi
previsti, in collaborazione con le istituzioni locali coinvolte dalle
iniziative.
Obiettivo generale della Campagna è quello di favorire la rimozione degli
stereotipi e pregiudizi nei confronti delle comunità rom e sinte attraverso una
strategia globale di confronto e conoscenza reciproca.
Obiettivi specifici della Campagna sono quelli di:
- favorire una migliore conoscenza della cultura Rom e del suo contributo nella
storia europea attraverso mostre e spettacoli, premi, seminari e conferenze,
eventi pubblici e campagne sui media;
- promuovere un confronto diretto con la realtà rom ed i rischi di
discriminazione ed esclusione sociale attraverso percorsi formativi per il mondo
del giornalismo e gli enti locali, tavoli di lavoro e occasioni pubbliche di
dibattito
Di Sucar Drom (del 03/03/2011 @ 09:40:19 in Italia, visitato 2183 volte)
Assemblea del 2 marzo 2011, Brescia
La Federazione riunisce e coordina ventidue associazioni rom e sinte presenti in
tutta l’Italia. La federazione è riconosciuta dal Governo italiano e dalla
Presidenza della Repubblica. L’incontro di oggi è stato organizzato per
discutere e verificare il lavoro svolto nel 2010 e decidere le prossime
iniziative e i prossimi impegni della federazione.
I presidenti delle associazioni hanno plaudito al lavoro svolto nella
Campagna Dosta!, promossa dal Consiglio d’Europa e dal Dipartimento per le pari
Opportunità della Presidenza del Consiglio. La federazione ha realizzato
incontri, concerti, spettacoli teatrali, manifestazioni, dibattiti, mostre
fotografiche e tanto altro in diverse Città italiane, quali: Milano, Bolzano,
Mantova, Brescia, Prato, Rimini, Piacenza, Vicenza, Bari… A Venezia grazie al
lavoro della federazione nella Campagna Dosta! è stato costituito l’Osservatorio
sulle discriminazione con il supporto del Comune di Venezia e dell’UNAR,
l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazione Razziale del Ministero delle Pari
Opportunità.
La federazione ha poi partecipato a diverse iniziative istituzionali, quale
la commemorazione del Giorno della Memoria al Quirinale su invito diretto del
Presidente Napolitano.
L’Agenzia europea contro il razzismo (FRA) ha scelto la federazione come suo
partner per l’Italia per realizzare in tutta l’Italia una ricerca sul livello di
razzismo percepito e vissuto da sinti e rom. Saranno effettuate, entro maggio
2011, mille interviste a rom e sinti in tutto il Paese.
Inoltre, il Dipartimento di Stato americano ha invitato la Vice Presidente
della federazione Dijana Pavlovic a Washington per discutere sul razzismo e
sulle discriminazioni vissute da sinti e rom in Italia.
La federazione ha fissato la propria assemblea elettiva del 2011 in cui verrà
eletto il nuovo consigli direttivo. I Consiglieri della Federazione hanno
discusso le motivazioni che hanno portato il Presidente Radames Gabrieli a
dimettersi. Dopo un confronto serrato tra tutti i Consiglieri e il Presidente
dimissionario, il Consiglio direttivo ha respinto all’unanimità le dimissioni.
La federazione è estremamente preoccupata per le notizie drammatiche che
giungono da tutta l’Italia. Ringraziamo il Presidente della Repubblica per le
parole espresse dopo la morte di quattro bambini rom a Roma. Chiediamo al
Governo italiano di dare una svolta alle politiche fin qui messe in atto,
uscendo dalla logica sicuritaria e affermando il riconoscimento dello status di
minoranze linguistiche a tutti i sinti e i rom e mettendo in campo serie
politiche per il lavoro e per la casa. Chiediamo al Ministero del Welfare di
fissare un incontro per studiare un piano nazionale.
La federazione ha discusso a lungo sulla grave situazione dei sinti e dei rom
a Brescia che si trascina da alcuni anni. Dopo la vicenda accaduta il 14
febbraio nel campo sinti di via Orzinuovi 108 di Brescia la federazione a deciso
di intervenire per contrastare il provvedimento del Comune di Brescia che
intende spostare tre famiglie sinte nel villaggio per l’emergenza abitativa.
Contrastiamo questa decisione per questi motivi:
1) Le famiglie che vivono oggi nel villaggio di Borgo Satollo sono in una
situazione di grave sovraffollamento che pregiudica la situazione igienico
sanitaria dello stesso villaggio, sarebbe quindi doveroso che le tre casette
siano assegnate alle famiglie numerose che già vivono nel villaggio;
2) Le famiglie sinte in questi anni hanno investito risorse importanti per
comprarsi autonomamente un’abitazione (case mobili) senza chiedere assistenza al
Comune;
3) Le famiglie sono pronte ad impegnarsi per sottoscrivere dei mutui per
l’acquisto di terreni dove ogni famiglia può vivere in pace, questo progetto si
è fermato dopo che il Comune Brescia non si è impegnato per risolvere il
contrasto politico amministrativo con il Comune di Guidizzolo (MN), lasciando
cadere la possibilità che quattro famiglie potessero trovare una soluzione seria
e soddisfacente.
L’azione del Comune di Brescia il 14 febbraio, togliere l’energia elettrica a
tutte le famiglie sinte, è stato un provvedimento barbaro e medioevale che ha
messo a repentaglio la vita di due bambini. Una gravissima forma di
discriminazione.
La federazione organizzerà una manifestazione a Brescia in cui presenterà
alla Città proposte serie per risolvere il problema abitativo vissuto dalle
famiglie sinte e rom. Chiediamo a tutte le associazioni, a tutte le
organizzazioni e a tutta la società civile di partecipare all’organizzazione
della manifestazione.
Di Fabrizio (del 20/02/2012 @ 09:40:12 in Regole, visitato 2106 volte)
Giornalismi.info L'avvocato del ragazzo italiano: "rispetto per la vittima,
ma va fatta giustizia, è competente il tribunale dei minori". Hanno puntato il dito contro Rom, Slavi, Nomadi e "Zingari": ma l'arrestato
e' italiano, come anche suo padre. Hanno detto che il ragazzo e' maggiorenne
basandosi sull'approssimazione di un esame radiologico, ma il test del DNA e i
certificati di nascita dicono il contrario. Quando la sete di giustizia si
trasforma in voglia di vendetta e "caccia allo straniero". 18 febbraio 2012
-
Carlo Gubitosa
(clicca per ingrandire)
Rom, rom di etnia sinti, zingaro, nomade di origine slava, slavo nato in
Germania. Sul ragazzo recluso a San Vittore per l'omicidio del vigile urbano
Nicolò Savarino è stato detto di tutto, ma ora sappiamo che Remi Nikolić è un
cittadino italiano nato a Parigi il 15 maggio 1994, fratello di Gojko Jovanović
(cittadino italiano nato ad Hamm, Germania), figlio di Snežana Nikolić
(cittadina serba nata a Rašanac) e di Zoran Jovanović (che nonostante il suo
nome straniero è un cittadino italiano nato a Busnago, nel cuore brianzolo della
Padania).
Mentre la comunità Rom di Milano attende invano delle scuse per il trattamento
da "caccia allo zingaro" riservatole dalla stampa quotidiana nel corso di questa
vicenda, la procura di Milano sarà chiamata nelle prossime ore a misurarsi con
questi dati, che oggi noi possiamo confermare in esclusiva dopo aver esaminato i
documenti del nucleo familiare e Il test forense del DNA datato 10 febbraio 2012
che ne certifica gli effettivi legami di sangue.
Dati che sembrano consegnare alla cronaca un ulteriore dramma che si aggiunge al
lutto della famiglia Savarino: la possibilità molto concreta che un ragazzo
minorenne sia recluso in un carcere per adulti tra i più "duri" d'Italia, con la
giustizia che si trasforma in vendetta negando quel supporto educativo,
psicologico e assistenziale che la legge prevede anche per gli assassini, quando
hanno meno di 18 anni.
Un pasticcio aggravato dalle false generalità fornite dal ragazzo, che
attualmente è registrato a San Vittore con il nome del fratello ventiquattrenne
Gojko, a cui si aggiunge l'ondata di sdegno che ha attraversato il paese in
seguito all'omicidio Savarino, aumentando il "peso" sul tavolo del Gip
dell'esame radiologico che attribuiva al ragazzo una età approssimativa di
diciotto anni.
In assenza dei riscontri che oggi il test del DNA è in grado di fornire,
la
competenza del caso è stata quindi attribuita al tribunale ordinario, e sono
serviti a poco il certificato di nascita rilasciato dalla quarta circoscrizione
del comune di Parigi (dichiarato inammissibile in quanto prodotto in copia) e il
documento d'identità rilasciato al ragazzo dal comune di Albignasego, che a sua
volta aveva provveduto alle opportune verifiche con le autorità francesi.
(clicca per ingrandire)
Per confermare la competenza del tribunale dei minori sul caso del vigile ucciso
a Milano, l'avvocato David Russo, che assiste il minore Remi Nikolić, ha
richiesto e ottenuto che si procedesse ad un test del DNA per verificare gli
effettivi legami di parentela tra le persone coinvolte nella vicenda. Dai
risultati delle analisi forensi effettuate dalla sezione dipartimentale di
Medicina Legale dell'Università degli studi di Milano, il ragazzo arrestato
risulta figlio della signora Nikolić con una probabilità del 99,999% il che
dimostra al di là di ogni ragionevole dubbio che è proprio lui quel ragazzo nato
a Parigi "domenica quindici maggio 1994, alle ore ventuno e trentacinque minuti,
in rue D'Arcole n.2" e registrato dalle autorità francesi diciassette anni e
nove mesi fa come figlio di Snežana Nikolić.
Anche il legame di paternità risulta confermato dalle analisi con valori che
"consentono di ritenere i rapporti di maternità, paternità e genitura come
praticamente provati".
Le prove sono state presentate nel corso dell'udienza che si e' svolta il
15
febbraio presso il tribunale del riesame di Milano, dove David Russo, l'avvocato
del ragazzo, ha invocato ancora una volta la competenza del tribunale dei minori
per questo caso.
"Siamo ben consapevoli che è stata stroncata una vita umana - ha dichiarato
l'avvocato Russo - e non possiamo che essere vicini al dolore dei familiari.
Ma
quello che chiediamo è che venga fatta giustizia, e non possiamo condannare
questo ragazzo se prima la giustizia non accerta chi è e quanti anni ha. E'
prioritario effettuare questo accertamento - prosegue Russo - perché c'è il
rischio che tutti gli atti processuali raccolti finora possano essere
considerati nulli in quanto prodotti da un tribunale incompetente".
Analisi di maternita' e paternita'
(clicca per ingrandire)
Ma il 17 febbraio il tribunale del riesame di Milano ha deciso: al collegio
giudicante basta un semplice esame radiografico (e non una perizia legale) per
determinare che quel ragazzo è maggiorenne con assoluta certezza, e valgono a
poco certificati di nascita e test del DNA, di cui potete visionare degli
estratti in questa pagina.
Le motivazioni di questa maggiore età "assegnata d'ufficio" sono piuttosto
kafkiane. Di fronte a quell'unico esame radiografico, a detta dei giudici Martorelli, Taccone e Corte il dubbio sull'età del nomade "sfuma, ed appare
evidentemente superfluo, foriero di inutili costi per la collettività".
E qui l'interpretazione si fa difficile: il dubbio sfuma o è
superfluo? Perché
se sfuma bisogna capire cosa lo fa sfumare, e quali documenti di prova lo fanno
sfumare perfino di fronte ad un test del DNA eseguito dall'Università di Milano.
Se invece il dubbio sembra superfluo, allora state violando i diritti di un
minore perché il codice penale prevede che in caso di dubbio si facciano degli
accertamenti affidando il soggetto al tribunale dei minori fino alla
determinazione della sua età, e quindi il dubbio sarà superfluo per il collegio
giudicante, ma è fondamentale per il codice penale.
Alle motivazioni incomprensibili si aggiungono quelle risibili: per il tribunale
del riesame il ragazzo "in più occasioni, ha dichiarato date di nascita che ne
attestano la maggiore età", e poco importa che poi sia stato indagato con
l'accusa di false generalità.
Per il collegio giudicante i documenti prodotti dalla difesa si basano su
"dichiarazioni di sedicenti parenti e testi", ma la parentela "sedicente" è in
realtà biologica, visto che i giudici non hanno in alcun modo confutato il test
del DNA eseguito dalla sezione dipartimentale di Medicina Legale dell'Università
degli studi di Milano. Semplicemente non lo hanno preso in considerazione.
Inquietante poi l'affermazione in base alla quale sarebbero "costi inutili"
quelli sostenuti dalla collettività per la tutela legale dei minori o dei "non
certamente maggiorenni", anche quando sono assassini. Chi se ne frega se ha 17
anni e 9 mesi o 18? Lo buttiamo in galera, gettiamo la chiave e risparmiamo
anche dei soldi.
Ma la vera motivazione di questa negazione dell'evidenza documentale sembra
trasparire da un'altra frase del collegio giudicante, che attribuisce al ragazzo
"assoluto spregio per la vita umana", e probabilmente è questa la ragione per
cui "si merita" di stare a San Vittore, indipendentemente dalla sua età e da
quello che prevede la legge per ragazzi della sua età.
Ma questo non è diritto, è vendetta. Una vendetta che a qualcuno potrà dare una
forma di macabra soddisfazione, appagamento o sollievo, ma che di fatto aggiunge
una nuova vittima a questa tragedia: lo stato di diritto. Se abbandoneremo la
giustizia per passare al giustizialismo, all'elenco delle vittime di questo
dramma umano, familiare, cittadino e sociale andrà aggiunta anche la nostra
civiltà democratica, che si manifesta anche anche in quel rispetto della persona
umana e dei suoi diritti riconosciuto dal codice penale e dalla costituzione
anche ai criminali.
Se cederemo all'odio, alla vendetta e alle reazioni di pancia che portano alla
negazione dell'evidenza documentale perfino quelli che indossano una toga, su
quel maledetto asfalto non avremo perso solo la vita di un vigile, ma anche lo
stato di diritto, che un tempo nel nostro paese veniva fatto valere anche per
capimafia come Riina e Provenzano, senza processi sommari e con un puntiglioso
esame delle carte. E questo nonostante l'"odiosità dei crimini commessi" e il
più che assoluto disprezzo per la vita umana attribuito agli imputati.
Oggi questo stato di diritto sembra sospeso per questo ragazzo a cui le carte
rifiutate dal tribunale attribuiscono 17 anni e 9 mesi, un ragazzo che possiamo
odiare quanto ci pare in quanto assassino o presunto tale, ma che almeno in
teoria non possiamo privare di quei diritti che lo stato riconosce "perfino"
agli assassini minorenni, a meno di non voler sostituire il codice penale con
l'"occhio per occhio".
E noi adulti non dovremmo essere migliori dei ragazzi a cui pretendiamo di
insegnare la morale e la giustizia? Vogliamo davvero che l'omicidio che ha
portato in galera questo ragazzo trascini a fondo anche noi, in un sonno della
ragione che porta i tribunali ad azioni che negano la realtà documentale e il
diritto penale? Cedere alla giustizia sommaria non è in fin dei conti una
sconfitta per chi cede alla tentazione della barbarie e della vendetta? La
giustizia chiara, limpida e cristallina al di sopra di ogni dubbio o sospetto
sui diritti negati all'imputato non è anche un dovere di rispetto verso la
famiglia della vittima?
Domande, queste, destinate a perdersi nei corridoi del palazzo di Giustizia di
Milano, dove il ventennale di "Mani Pulite" verrà macchiato da una grave
ingiustizia che nega elementi chiave di fatto e di diritto. Ma questa macchia la
vedrà soltanto chi avrà la mente abbastanza aperta da capire la differenza tra
la tolleranza verso un omicidio e l'intolleranza verso l'ingiustizia.
La famiglia di questo ragazzo se ne faccia una ragione: la civilissima Italia ha
deciso che non merita gli stessi percorsi di recupero riconosciuti agli
assassini minorenni, l'ha fatta troppo grossa, ha dato troppo scandalo.
E'
"maggiorenne ad honorem", perché Milano ha deciso che il Beccaria è un carcere
troppo leggero per lui. Che rimanga pure a San Vittore.
La "caccia al Rom" sui media italiani
L'omicidio dell'agente di polizia municipale Nicolò Savarino e' stato arricchito
nella cronaca da molti particolari "etnici", con la comunita' Rom di Milano nel
mirino dei titoli di giornale.
"Vigile ucciso, è caccia a due slavi" (La Repubblica),
"Incastrati dal cellulare:
sarebbero due rom sinti" (Corriere della Sera), "I Rom finiscono sotto torchio"
(Il Giornale), "Blitz nel campo rom ma gli assassini erano appena fuggiti" (Il
Giornale), "Basta fare favori ai Rom" (Libero): E' stato questo il tenore dei
titoli apparsi nei giorni immediatamente successivi all'uccisione del vigile.
A partire da questi titoli, l'ondata di intolleranza si e' propagata, con
articoli a sostegno della pena di morte e vere e proprie istigazioni al
linciaggio che hanno attraversato per giorni i blog e i social network.
Ma ora la cittadinanza italiana di Remi Nikolic, attualmente recluso a San
Vittore, e' un dato consegnato alla cronaca, come le origini "padane" del padre Zoran Jovanović, che nonostante il suo nome straniero è un cittadino italiano
nato a Busnago, nel cuore della Brianza.
Di fronte al trattamento riservato dalla stampa alla comunità rom in occasione
dell'omicidio del vigile Savarino, c'e' chi ha chiesto ragione di quello che a
posteriori appare come un "accanimento mediatico". Tra questi c'è
Dijana
Pavlovic, membro della "Consulta Rom" del Comune di Milano e vicepresidente
della Federazione "Rom e Sinti Insieme", che ha stigmatizzato il ruolo giocato
dai media e dalla politica in questa vicenda.
"E' l'ennesima volta che si strumentalizzano fatti di cronaca - afferma la
Pavlovic - con vere e proprie istigazioni all'odio razziale che hanno portato a
situazioni violente come quelle che si sono verificate a Torino. Sin da subito
abbiamo invocato il rispetto della carta di Roma, chiedendo che la vicenda di
Milano non venisse cavalcata politicamente e mediaticamente, ma questo e'
avvenuto nonostante i nostri inviti".
Dopo essere stata trascinata suo malgrado sulle prime pagine dei giornali, la comunita' Rom di Milano adesso presenta il conto della disinformazione. "Di
fronte alla provata falsita' di tutte le etichettature etniche dell'omicidio
Savarino - ha dichiarato Dijana Pavlovic - valuteremo con l'Osservatorio sulla
discriminazione la possibilita' di intraprendere opportune azioni legali a
tutela della comunita' Rom di Milano".
«Una ricerca dell'Istituto per gli Studi sulla Pubblica Opinione del gennaio
di quest'anno dice che alla domanda “Quanti sono i rom e i sinti in Italia?” il
35 per cento degli italiani pensa che sono più di mezzo milione, mentre solo il
6 per cento pensa correttamente che sono intorno ai 130 mila, l'altro 59 per
cento risponde che non lo sa. Il 24 per cento sa che più della metà dei rom sono
cittadini italiani, il 16 per cento che i rom non sono più prevalentemente
nomadi, il 37 per cento sa che non sono un popolo omogeneo per cultura e paese
di provenienza e solo lo 0,1 per cento, uno su ogni mille abitanti, ha tutte
quattro le informazioni». Così Dijana Pavlovic - attrice, giornalista e
attivista rom di origine serba - restituisce la profondità del solco che divide
l'etnia rom e sinta dal resto della popolazione italiana, in un volume che verrà
presentato oggi alle 17 a Cagliari, nell'Aula magna della facoltà di Scienze
politiche in viale Fra Ignazio 78, da Gianfranco Bottazzi, docente di Sociologia
economica, e Silvia Niccolai, docente di Diritto pubblico.
“Rom e Sinti in Italia” (Ediesse, pp. 268, euro 15, vedi
QUI ndr), curato da Roberto Cherchi e
Gianni Loy, è una raccolta di saggi promossa dall'Associazione Sucania e dalla
Fondazione Anna Ruggiu, che sulle problematiche della non conoscenza e degli
stereotipi negativi che gravano sull'etnia minoritaria, e insieme sui diritti
che ancora oggi le vengono negati, avevano già organizzato un seminario a
Cagliari lo scorso anno.
Davanti al gravissimo pregiudizio che negli ultimi anni è andata via via
inasprendosi nel nostro paese (l'unico in Europa e forse nel mondo che dal 1998
si è dotato di una legislazione speciale che in luogo del diritto comune ha
imposto per i rom una serie di norme tanto vessatorie quanto discriminatorie,
come quella sulle impronte digitali per i bambini), il volume propone numerosi
interventi volti da una parte a ricostruire il percorso millenario che ha
portato l'etnia romané in Europa, proveniente dall'India nord-occidentale, e
dall'altra a fornire un approfondito quadro analitico dei meccanismi attraverso
i quali si sostanziano tanto la sua oggettiva emarginazione, quanto i comuni
sentimenti di rifiuto che la circondano. Di particolare interesse - oltre
all'intervento della studiosa e ricercatrice di etnia sinta Eva Rizzin, dell'European
Roma Rights Center, che ricostruisce lo sconfortante panorama de
“L'antiziganismo in Italia e in Europa” - sono il saggio in apertura di Gianni
Loy (“Violino tzigano. La condizione dei rom in Italia”), quello di Tommaso
Vitale (“I nomadi come problema pubblico nelle città italiane”) e quelli di Luca
Bravi e di Paolo Finzi, storico editore di “A - rivista anarchica” e già amico e
complice di Fabrizio De André nelle sue incursioni musicali nella cultura
“zingara”, che propongono un'accurata ricostruzione del Porrjamos, lo sterminio
nazista dei popoli nomadi.
Ugualmente meritevoli di attenzione gli aspetti indagati dagli altri autori
della raccolta, Massimo Aresu (una lettura inedita dell'antica presenza rom in
Sardegna), Ilenia Ruggiu (sul tema della diversità come “bene pubblico”),
Roberto Cherchi (“I diritti dello straniero”) ed Ester Mura, l'ex direttrice di
un istituto di Monserrato che racconta la straordinaria esperienza di
integrazione che qualche anno fa portò tutti i bambini della locale comunità rom
a frequentare con successo la scuola.
Di Fabrizio (del 08/03/2009 @ 09:39:16 in Italia, visitato 2035 volte)
Rom e Sinti: un libro da leggere, una cena da gustare, una festa da
provare
sabato 14 marzo Auditorium San Fedelevia Hoepli 3 a b MILANO (mappa)
h. 18.00
Presentazione del libro a cura di Giorgio Bezzecchi, Maurizio Pagani e Tommaso
Vitale, I rom e l’azione pubblica. Pagine: 288. ISBN: 978-88-7039-0377. Milano,
Teti Editore
Fra gli autori saranno presenti: Giorgio Bezzecchi (Opera Nomadi di Milano), Alberto Giasanti (Università di Milano Bicocca), Maurizio Pagani (Opera Nomadi di Milano) Antonio Tosi (Politecnico di Milano) Amun Sleem (Presidente della Domari Society di Gerusalemme). Tommaso Vitale (Università di Milano Bicocca)
Discutono: Giacomo Costa s.J. Moni Ovadia
h. 20.00
Buffet a cura della Cooperativa Romano Drom.
h. 21.00 (Cine Teatro San Fedele)
Overture: Breve esibizione del maestro di fisarmonica Jovica Jovic e
presentazione del suo ultimo album Impronte nomadi (edizioni musicali Opera
Nomadi di Milano/SIAE).
Monologo: Dijana Pavlovic
Concerto: Roberto Durkovic e musicisti rom (special guest: Enrico Nascimbeni)
Nel corso della serata saranno raccolti fondi a sostegno della Domari Society,
associazione di Dom (i gruppi zigani del Medio Oriente) per solidarietà con le
famiglie zigane nella Striscia di Gaza.
Organizzato da: Opera Nomadi, Fondazione Culturale San Fedele,
Aggiornamenti sociali, Popoli, Consorzio SiR (Solidarietà in Rete)
Aiuto!!!
Cerchiamo un aiuto per pubblicizzare l'evento.
Cerchiamo persone che durante la serata ci aiutino a raccogliere i fondi in
solidarietà
Di Fabrizio (del 17/01/2007 @ 09:38:34 in Regole, visitato 2429 volte)
Ricevo da Dijana Pavlovic
I capifamiglia Rom firmano un “patto di legalità e
socialità”, davanti ad alcuni rappresentanti delle Istituzioni milanesi: certo,
fanno notizia. Per i politici che l’hanno proposto (applicato anche ai
pellerossa nelle riserve indiane) è come dire ai propri elettori "sì,
siamo costretti a dare, a questa gente, un posto dove vivere, perchè non
possiamo più nasconderci dietro la legge Bossi-Fini e o aver buon gioco con le
“espulsioni”. Sono cittadini europei e non possiamo più dire che se ne devono
tornare a casa loro, ma noi, comunque, usiamo la linea dura: li trattiamo
diversamente da tutti gli altri, li umiliamo, li teniamo sotto controllo."
A questo patto i Rom applaudono e firmano. Certo: non hanno un’alternativa
valida. O così o dormire per strada. E poi, la comunità Rom è abituata alla non
considerazione, ad essere abbandonata a se stessa, e al minimo cenno di
attenzione da parte, di “quelli che contano”, reagiscono comunque positivamente.
In realtà, ancora una volta nella Storia, sono stati ufficialmente proclamati
tutti, nessuno escluso, asociali e criminali. Ancora una volta nella Storia
vince la discriminazione razziale. Ancora una volta si istiga all’odio razziale
e si legittimano quelli che bruciano le tende, che buttano “molotov” tra le
roulotte. Già, perché il messaggio è questo: se le istituzioni usano la
discriminazione e l’umiliazione, puntando il dito contro quelli che ancora non
sono criminali ma potrebbero diventarlo, se le amministrazioni usano la
violenza, sgomberando i campi senza preavviso, in pieno inverno - perché non
dovrebbero farlo dei singoli cittadini?
"Dovete comportarvi bene, perché il primo che picchia, che ruba, che sporca,
insomma, il primo che sgarra dal regolamento, viene sbattuto fuori - come
abbiamo fatto a Opera!" dice l’assessore ai Servizi Sociali. Fuori? Ci
vorrebbe un assessorato in grado di capire l’ovvietà: esiste la Legge italiana
che punisce tutti i cittadini che “sgarrano”, quindi non c’è bisogno di un patto
speciale per cittadini Rom. Un assessorato che capisse che la criminalità si
previene usando la politica sociale, favorendo l’inserimento al lavoro, con la
scolarizzazione ecc: insomma, “buon governo”. Un assessorato che capisse che
scorciatoie e invenzioni mediatiche come questa, non fanno affermare la Legge,
ma fanno prevalere la “legge del più forte”. Non credo che una società civile si
possa vantare di un “patto” così.
14/10/2010 - Sono apparsi due gruppi su Facebook, richiedenti l'espulsione
dei Rom dall'Istria.
Uno dei gruppi "Dignano senza zingari" era riuscito ad attrarre oltre 100
membri, prima di essere chiuso dagli amministratori. Il gruppo chiede la
rimozione degli zingari dalla città istriana di Dignano (Vodnjian in croato,
ndr), situata a pochi km. da Pola. Si dice nella descrizione: "I maiali
sarebbero più acculturati di loro".
Anche se entrambe le pagine sono presto state rimosse dagli amministratori di
controllo, pongono importanti domande sulla regione, conosciuta di solito per la
sua tolleranza della diversità etnica e religiosa.
Elizabeta Pavlovic, professoressa di sociologia, dice che in tempi di crisi
economica non è insolito per alcuni gruppi diventare capri espiatori dei
problemi di ognuno.
"La gente da la colpa a chiunque altro, e stanno crescendo il razzismo e
l'attività politica della destra. Hanno visto Sarkozy espellere i Rom dalla
Francia e si meravigliano sul perché non possa accadere lo stesso a Dignano ed
in Istria."
Secondo la sua opinione, molti giovani che aderiscono a gruppi simili non
sono quasi coscienti di cosa stiano facendo. Inoltre è più facile essere membro
di un gruppo Facebook perché si può essere anonimi.
La polizia istriana non ha ancora fatto nessun annuncio riguardo ad un
proprio coinvolgimento nel caso, ma il capo distrettuale Ivan Jakovcic ha
condannato il "gruppo intollerante e foriero didisordine".
Ha detto: "Riferirsi ad un gruppo etnico con parole così ingiuriose ed
offensive è oltre ogni parametro di civiltà. Una simile intolleranza è in
opposizione ai valori su cui costruiamo le nostre vite e lo spirito di
comunità".
Dal 30 novembre al 5 dicembre - Tieffe Teatro Menotti – Via Ciro Menotti,
11 – Milano Produzione Cantieri Teatrali Koreja e Centar Za Kulturu di Smederevo
(Serbia) con il sostegno di Teatro Pubblico Pugliese
BRAT (FRATELLO)
Cantieri per un’opera rom
Regia e adattamento di Salvatore Tramacere
Con Miljan Guberinic, Ajnur Ibraimi, Damir Kriziv, Sead Kurtisi, Vukosava Lazic, Marija Miladinovic, Marija Mladenovic, Ana Pasti, Darko Petrovic, Igor Petrovic,
Maria Rosaria Ponzetta, Ferdi Ramadani, Ajnur Redzepi, Emran Sabani, Senad
Sulejmani, Marko Stojanovic, Danijel Todorovic, Andjelka Vulic
Collaborazione alla regia: Fabrizio Saccomanno
Collaborazione all’allestimento: Mariarosaria Ponzetta
Cura del movimento: Silvia Traversi
Musiche di: Admir Shkurtaj
Eseguite dal vivo da: Giorgio Distante, Redi Hasa, Admir Shkurtaj
Luci e suoni: Mario Daniele, Angelo Piccinni
Organizzazione: Marija Anicic, Alessandra Bisconti, Dragoljub Martic, Laura
Scorrano
Cura del progetto: Franco Ungaro
"Popolo mite e nomade che non rivendica sovranità, territorio, zecca, divise,
timbri, bolli e confini, ma semplicemente il diritto di continuare a essere quel
popolo sottilmente altro e trascendente rispetto a tutti quelli che si
contendono territori, bandiere e palazzi; un popolo che, un pò come gli ebrei,
fa parte della storia e dell'identità europea proprio perchè a differenza di
tutti gli altri hanno imparato ad essere leggeri, compresenti, capaci di passare
sopra e sotto i confini, di vivere in mezzo a tutti gli altri, senza perdere se
stessi e di conservare la propria identità anche senza costruirci uno stato
intorno"
"Non si puo' togliere l'acqua ai pesci e poi stupirsi se i pesci non riescono
piu' ad essere agili ed autosufficienti, gentili ed autosufficienti come una
volta"
Alex Langer
Quello di Brat è un percorso iniziato tre anni fa, a Smederevo, 70 chilometri da
Belgrado, tra una dozzina di giovani rom, altrettanti attori loro coetanei di
quella città, e il gruppo teatrale Koreja di Lecce, da sempre interessato a
misurarsi con il fascino e i nodi irrisolti, l’ignoto e le diversità dell’est
Europa.
Non concede illusioni o facili scorciatoie di “redenzione” lo spettacolo
elaborato da Salvatore Tramacere con Fabrizio Saccomanno: una parabola zingara
contro i “nuovi olocausti”.
Nasce così uno spettacolo accolto trionfalmente dal pubblico nelle rapide
incursioni al NapoliTeatroFestival e al Festival Castel dei Mondi di Andria fino
all’approdo nel capoluogo salentino.
Come nell’originale di Gay c’è una malavita organizzata, una polizia corrotta,
un affarismo senza scrupoli, un bordello di ragazze scatenate.
Interpreti scatenati, pronti a cambiare di ruolo e di genere, mentre la musica
balcanica di Admir Shkurtaj, eseguita dal vivo, li incalza e li dirige verso un
apparente happy end.
Incontriamo da tre anni un gruppo di giovani rom e giovani attori che vivono a
Smederevo, Settanta chilometri da Belgrado, alcune centinaia da Lecce. Proviamo
a fare teatro. Lavoriamo di sera, dopo faticose giornate di lavoro quotidiano,
specie per i giovani rom, a raccogliere frutta, vetro e carta. Non vogliamo
creare una nuova compagnia professionale né cerchiamo alcuna catarsi sociale.
Che fare? Partiamo da un testo. L’Opera del mendicante di John Gay.
Cerchiamo persone e attori in grado di dare senso e verità alle parole molto
graffianti dell’Opera. Al tempo del reality quando sempre più sottile si fa il
confine tra verità e finzione.
Ladri, ricettatori, donne di malaffare, capi di polizia in combutta per spillare
quattrini dove si può: questi sono i nuovi eroi di un mondo alla rovescia.
Una storia rappresentata tante volte in diverse epoche e luoghi.
Undici non attori rom e otto giovani attori serbi, assumono ruoli da commedia
dell'arte, facendosi testimoni di una cultura, la propria.
Una cultura che, come i piccoli ladruncoli che loro mettono in scena, è
destinata a scomparire.
Ne è scaturita una "presentazione" che, giocando con gli stereotipi di una
cultura periferica, mette proprio in discussione il labile confine tra finzione
e realtà.
Cantieri Teatrali Koreja
Tieffe Teatro Menotti – Via Ciro Menotti, 11 – Milano Orari spettacolo: lun. mar. gio. ven. sab ore 21 - mer. ore 19. - dom. ore
17
Orari biglietteria: dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle 19 - sabato 16 - 19
Prenotazioni e informazioni: 0236592544 ,
info@tieffeteatro.it -
www.tieffeteatro.it
Prezzi: 22 intero – 15 ridotto (over 60, under 25)
convenzioni: pr@tieffeteatro.it
Giovedì 18 novembre c'è stata la conferenza stampa di
presentazione. Ivana Kerecki (che ci fornisce anche le foto) ci riferisce:
Prima della conferenza la RAI ha fatto un'intervista con gli attori
rom e il protagonista Danijel Todorovic, che ha detto che questo
spettacolo ha rotto un tabù, un muro che molti vedono fra se stessi e i
Rom. I ragazzi hanno salutato la TV italiana con un saluto collettivo
in lingua romanes.
Per prima ha parlato Livia Pomodoro, soprattutto dell'importanza del "Premio
Internazionale Teresa Pomodoro per il Teatro dell'Inclusione"
(sempre con prestigiosa giuria internazionale), che poi è stato assegnato la
stessa sera al Teatro No'hma, inaugurando la sua stagione.
Secondo lei questo premio è anche il segno dell'attenzione a "questo
grande problema"…
Salvatore Tramacere, direttore artistico dei Cantieri Teatrali Korejadi Lecce, ha raccontato il lavoro svolto durante i 3 anni con 35
ragazzi di Smederevo, la cittadina a 50 km da Belgrado. Gli è
dispiaciuto molto che dopo un lavoro così importante, uno dei ragazzi,
Ferdi, non può venire in Italia per partecipare allo spettacolo. Il
motivo: il suo datore di lavoro (precario e saltuario: il cosiddetto
lavoro a "chiamata", che potrebbe anche non arrivare) ha minacciato di "licenziarlo"…
Alcune sue battute (certe si possono più o meno condividere):
"Il teatro ha senso solo se ha il coraggio, altrimenti si rischia di fare
cose molto banali e perdere il senso." "Mi hanno chiesto perché ho fatto uno spettacolo così. Perché no?
Perché non prendere questa responsabilità?" "I nostri ragazzi hanno tutto, sanno tutto. Con loro, invece, c'è
bisogno di fare le cose dall'A alla Z." "Questi ragazzi hanno conquistato una dignità e possono avere una
chance come tutti i ragazzi del mondo." "Vorremmo fare di più: primo, creare un centro permanente, mettere
insieme le diversità, non solo quelle di nazionalità o etnia ma di
possibilità di vivere la vita quotidiana. Un centro in più luoghi, per
incontrarsi e far progetti vari, non solo spettacoli. Secondo, all'inizio mi vergognavo un po' di dire questa cosa: i ragazzi mi
chiedevano ‘quanti soldi prenderemo?'. Il progetto in se stesso è
nobile, ma anche loro hanno un diritto di fare questo LAVORO chiedendo
di essere pagati. Rinuncio a fare lo spettacolo se non li pagano. Per
una ulteriore dignità. Stanno acquisendo una cosa forte. Se ne chiedono
un'altra: paghiamoli!"
Franco Ungaro, ha detto che non è stato così facile portare
questi ragazzi in Italia. Si è sempre posta la domanda: ci saranno
problemi con la polizia? Alla fine è andato tutto liscio. Secondo lui,
questo spettacolo è un po' il simbolo di come si può coniugare un'idea
dei Rom con quella del cosmopolitismo e mostrare la cultura identitaria
di un popolo, di persone, inserita nel contesto di contemporaneità,
mentre il lavoro con questi attori è stato anche una denuncia delle
loro condizioni di vita.
L'assessore alla Cultura del Comune di Milano, Massimiliano Finazzer
Flory, ha raccontato un po' di teoria: di come il teatro (che è anche
nomade) nasce dalla esperienza e la questione antropologica, lì non c'è
il post-montaggio che smonta il contesto antropologico. Ha ripreso
anche le parole di Tramacere, ribadendo che l'attore deve sempre essere
pagato: "perché se mi pagano, valgo". Ha tentato di rispondere anche
alla precedente domanda "perché", con una storia della rosa che nasce
senza motivo, cresce senza motivo ecc.
Emilio Russo, direttore artistico del Teatro Tieffe, ha detto che
siamo noi che stiamo perdendo la dignità e che praticamente tutte le
richieste di aiuto per lo spettacolo (costoso) avevano trovato le porte
chiuse, e lo spettacolo costa. Ha parlato anche dei più di 300 sgomberi
che hanno subito i Rom che abitano a Milano e ribadito che questo è
anche uno spettacolo politico e importante per la città.
È stata chiamata a fare un intervento anche Dijana Pavlovic che,
oltre a richiamare ancora l'attenzione sui numerosi e tristi sgomberi
di Milano, ha invitato i presenti a considerare che la povertà in
Serbia non riguarda soltanto la popolazione rom, e che ci sono delle
differenze delle condizioni e possibilità dei Rom in Italia e in Serbia, dove
anche una ragazza come lei aveva potuto laurearsi all'Accademia dell'Arte drammatica e dove molti Rom, oltre a fare i lavori
semplici elencati dai relatori – pulizie, raccolta del ferro e simili – svolgono anche funzioni importanti professionali e politiche. Ha
detto che è grata a tutti quelli che hanno appoggiato questo progetto,
che ha fatto dei ragazzi-attori persone fortunati, invitando le
autorità a pensare anche ai Rom di Milano che un'occasione così non l'hanno mai avuta, perché la città ne ha veramente bisogno: non basta
dare alle persone soltanto un pezzo di pane, bisogna dare loro anche la
dignità e il senso, non bisogna permettere loro solo la mera
sopravvivenza, perché hanno diritto anche a una vita vera, di essere
considerati. Quindi, bisogna pensare anche a dei progetti per i ragazzi
rom di Milano.
Danijel Todorovic, il protagonista dello spettacolo, invitato a dire
qualche parola, ha detto che perfino lui aveva un po' di pregiudizi nei
confronti dei Rom prima dello spettacolo, ma che sono passati appena si
sono conosciuti e avevano cominciato a lavorare insieme. Quindi pensa
che in Serbia lo spettacolo è servito per abbattere dei muri e spera
che così succederà anche in Italia.
La prima domanda del pubblico riguardava l'assenza della signora
Moioli. Hanno spiegato che era in ritardo da qualche altra parte…
Una giornalista ha detto che ultimamente si parla di portare il
teatro anche fuori, per strada, quindi chiedeva se era possibile un'esibizione sotto la torre di via Imbonati, cosa che ha subito dato
fastidio all'assessore Finazzer, che ha chiesto di "non caricare lo
spettacolo che ha già un significato con altri significati".
[Più tardi ho spiegato al direttore del teatro serbo e ai ragazzi rom
cosa succede alla torre di via Imbonati e si sono dimostrati
interessati a passare al presidio portando la loro solidarietà agli
immigrati in Italia.]
Qui invece ti scrivo le info e i nomi giusti giusti, degli attori,
tradotti liberamente da un jugo-sito:
Si tratta del progetto culturale nato dalla collaborazione del Centro
per la Cultura Smederevo (Centar za kulturu Smederevo), del Centro
informativo rom "Drom" e del Teatro Koreja di Lecce e il Teatro.
Partecipano anche gli attori del teatro "Patos".
"Opera dei mendicanti" [là si chiama così, come l'originale
ispiratore di Ray] è nata e dura fuori dai soliti standard di teatro,
offrendo uno sguardo diverso sul teatro stesso. L'anno scorso ha
partecipato a BITEF, il più importante festival teatrale serbo. Il
regista è Salvatore Tramacere, il suo assistente Milan Guberinić del
teatro Patos. Attori: Darko Petrović, Danijel Todorović, Senad
Sulejmani, Ajnur Ibraimi, Senat Ramizi, Ferdi Ramadani [che non viene]
Džemailj Krujezi, Damir Krujezi, Damir Kriziv, Ajnur Redžepi, Igor
Petrović, Goran Galić, Marija Mladenović, Ivan Simić, Dušan Štrbac,
Vukosava Lazić, Ana Pašti, Ina Marić, Marija Mladenović, Miljan
Guberinić.
Confrontate però con quelli che vengono in Italia, che non sono proprio
tutti uguali.
La Lombardia è ragione della
nostra infelicità politica. Regno quasi incontrastato di un mix terrificante
composto dal modello di potere di Formigoni e della Compagnia delle opere e
dalla pervasività sul territorio della politica xenofoba della Lega, ha da anni
il contraltare di una sinistra, oggi impersonificata da Penati, che ha assorbito
la sindrome del perdente e scelto come una unica alternativa quella di inseguire
l’avversario politico sul suo stesso terreno non avendone però né le alleanze
forti, né il radicamento sociale che anzi si smarrisce sempre più nella scelta
di chiudere con la sinistra politica e sociale per inseguire illusorie e
perdenti alleanze al centro. Non si possono dimenticare di Penati il contributo
alla devastazione di un territorio già divorato come quello della provincia di
Milano, l’accettazione della perdita del valore sociale del lavoro, le
dichiarazioni sulla subalternità della politica non ai bisogni ma agli stati
d’animo agli umori, indotti o meno, nella popolazione e quindi dagli anche tu
con la caccia al rom, diventato, nella sua fragilità, il perfetto capro
espiatorio.
Qualcuno ha detto che con questi
dirigenti la sinistra non va da nessuna parte. Non è vero purtroppo: va verso un
deserto culturale e civile dal quale sarà ben difficile riemergere perché ben
radicato nel senso comune. Sentire di appartenere a una comunità che condivide
beni comuni, riconoscere il diritto dell’altro, essere solidale con chi ha meno
non fa più parte dei connotati di gran parte anche delle giovani generazioni.
Anche queste elezioni in
Lombardia nascono quindi nel segno di una sconfitta annunciata e anche
accettata, ma non da noi che sappiamo quanto determinante sia coltivare la
speranza che il mondo nel piccolo come nel grande possa e debba cambiare. Allora
bisogna gettare i semi di una visione del mondo radicalmente alternativa, che
ridia senso all’appartenenza a una comunità solidale, che condivida valori di
giustizia sociale, di apertura verso tutto quello di diverso il mondo ci porta e
può arricchire la nostra vita, ricordando come le nostre radici siano nutrite da
tante culture diverse tra loro.
Gettiamo questo seme, facciamo
gesti significativi in questa direzione. Contro la barbarie della Lega, la
criminalizzazione degli immigrati, la devastazione culturale e sociale della
giunta Formigoni, la subalternità delle candidature alla Penati, vi chiediamo un
voto per mandare una “zingara” al Pirellone, Dijana Pavlovic, candidata
per la Federazione della sinistra - rom serba, attrice, attivista zigana - come
segno del valore della diversità, del riscatto delle minoranze per il riscatto
di tutti, non come una concessione al
politically correct ma come lievito per far crescere il pane del
futuro.
LE RAGIONI DEGLI ULTIMI SONO LE RAGIONI DI TUTTI. MANDIAMO UNA “ZINGARA”
AL PIRELLONEDario Fo e Franca Rame, Moni Ovadia, Giorgio Bezzecchi
(Associazione RomanoDrom), Nelly Diop e Daimarely Quintero Tumbarell (promotrici
del movimento 1° marzo), Yuri Del Bar (Associazione SucarDrom), Radames
Gabrielli (presidente Federazione Rom e Sinti insieme), Ivana Kerecki
(Coordinamento nazionale per la Jugoslavia), Pap Khouma (scrittore), Wejdane Majeri (docente Politecnico), Tatiana Olear (regista)
Da lunedì 15 febbraio 2010 a lunedì 14 giugno 2010
Presso: Arci Turro
via Rovetta 14 Milano - MM Turro, ATM 86 ingresso gratuito, con tessera Arci
rassegna di Film "HO INCONTRATO ZINGARI FELICI" (Maladilem Bachtale Romenca -
da Upre Roma inno nazionale degli zingari),
organizzata dall'Associazione La Conta in collaborazione con il Circolo ARCI
Martiri di Turro, con l’Associazione Aven Amentza – Unione di Rom e Sinti e
Associazione ApertaMente
Cinque film splendidi, di storie di rom, sinti, gitani e nomadi, per conoscere
la loro storia, la loro cultura e le passioni e le sofferenze di ieri e di
oggi.
PROGRAMMA DELLA RASSEGNA
Lunedì 15 febbraio 2010 alle 21,00 - "Latcho Drom" di Tony Gatlif – Francia -
1993 - Presenta la serata Ernesto Rossi - Associazione "Aven Amentza – Unione di
Rom e Sinti" e Associazione "ApertaMente di Buccinasco";
Lunedì 15 marzo 2010 alle 21,00 - "Gatto nero, gatto bianco" di Emir Kusturica -
Francia/Germania/Yugoslavia - 1998 – Presentano la serata Ernesto Rossi -
Associazione "Aven Amentza – Unione di Rom e Sinti" e Associazione "ApertaMente
di Buccinasco" e Fabrizio Casavola studioso e scrittore Rom-Sinti di Mahalla -
Milano
Lunedì 12 aprile 2010 alle 21,00 – "E i violini cessarono di suonare" di
Alexander Ramati - USA - 1995 – Presentano la serata Ernesto Rossi -
Associazione "Aven Amentza – Unione di Rom e Sinti" e Associazione "ApertaMente
di Buccinasco" e Fabrizio Casavola, studioso e scrittore Rom-Sinti di Mahalla -
Milano
Lunedì 10 maggio 2010 alle 21,00 - "Gadjo Dilo" (Lo straniero matto) di Tony
Gatlif – Francia - 1997 - Presenta la serata Dijana Pavlovich, attrice rom.
Lunedì 14 giugno 2010 alle 21,00 - "I Lautari" di Emil Lotjanu - URSS - 1972 –
Presentano la serata Ernesto Rossi - Associazione "Aven Amentza – Unione di Rom
e Sinti" e Associazione "ApertaMente di Buccinasco" e Fabrizio Casavola,
studioso e scrittore Rom-Sinti di Mahalla – Milano.
Intendo dire, evitando gestacci e scurrilità che magari verrebbero naturali.
Vediamo la performance di Dijana Pavlovic e Jovica Jovic in questa impresa quasi
impossibile.
Tratto da "L'almanacco del Gene Gnocco" del 20 febbraio 2011
Di Fabrizio (del 18/05/2009 @ 09:34:12 in Italia, visitato 1767 volte)
Dopo la presentazione di
UPRE ROMA, un contributo di Dijana Pavlovic sui rapporti tra Rom/Sinti
e società maggioritaria
In cosa consiste la cultura di un popolo? Nelle sue espressioni artistiche e
intellettuali? Nella sua storia? La cultura Rom non può essere paragonata a
quella di un popolo che ha una propria nazione. E' fortemente condizionata dal
fatto di non avere e di non pretendere una terra (ed è per questo che il popolo
Rom non ha mai fatto una guerra), anche se questo ha provocato nomadismo forzato
e costanti persecuzioni. Tuttavia, pur non avendo le caratteristiche di una
nazione, il popolo Rom ha mantenuto attraverso i secoli elementi che lo
identificano, in primo luogo la lingua.
Ma c'è da porsi una questione che è la chiave di lettura per affrontare questo
tema: oggi, vale la pena di parlare della cultura Rom senza tenere conto e
occuparsi anche del disagio sociale delle comunità, della loro
discriminazione e ghettizzazione, delle conseguenze che queste producono sui
comportamenti, sulla cultura? Se i bambini vivono la propria identità culturale
e etnica con imbarazzo e con senso di colpa, come una cosa da nascondere davanti
ai gage e da vivere solo intimamente, dentro la comunità, il futuro non può
essere che di separazione e di chiusura in tutti sensi. Dall'altro lato i
cittadini "normali" con i loro comportamenti, la politica con le sue scelte, i
media con l'immagine che formano sono qualcosa che ci può lasciare indifferenti,
chiusi nel nostro ghetto, oppure questo ci riguarda direttamente?
La chiusura da parte della società italiana si concentra e si esprime in due
stereotipi: da una parte c'è lo stereotipo di origine romantica legato all'idea
di libertà, alla musica, al ballo e alle zingare bellissime e letali come la
Carmen di Merimée o la Zamfira di Puskin. Dall'altra parte c'è lo stereotipo
negativo, ultimamente sfruttato con irresponsabilità e cattiveria, quello dello
zingaro mendicante e ladro, che vive nell'immondizia, ladro di bambini e
fannullone. Questo è uno stereotipo antico che ci è costato migliaia di morti
nelle persecuzioni in tutta Europa e nei campi di concentramento tedeschi e
italiani.
E' ovvio che l'identità culturale di un popolo così complesso come quello Rom e
Sinto non corrisponde a nessuno di questi due stereotipi, ma tuttavia entrambi
contengono elementi di verità. E' vero che una componente della nostra cultura è
legata al senso del muoversi pacificamente in un mondo considerato senza
confini, legata a una libertà, non effettiva ma del tutto soggettiva, come un
piccolo riflesso dentro un essere umano che ha bisogno di poco, forse un po' di
musica per sentirsi felice e libero dentro, come dire: posso essere povero,
disprezzato, potete guardarmi con diffidenza e odio, ma la mia anima non la
potete avere, appartiene a me. E non si può neanche negare che le condizioni di
vita precarie e la ghettizzazione forzata in moderni campi di concentramento
producono fenomeni di microcriminalità, così come nomadismo e forme di
sopravvivenza legate al "mangel" (la questua) sono tra loro legate. Ma non ci si
può soffermare solo su questo.
Tuttavia entrambi gli stereotipi producono un medesimo effetto: rendono il Rom
"lo zingaro", "l'uomo nero" che provoca inquietudine e paura per il suo modo di
vita.
Questo non è solo il portato di campagne all'insegna di una insicurezza
costruita gridando a un lupo senza denti, ma è il riflesso della paura di una
società che scarica sul più debole il proprio malessere, che non affronta un
disagio sociale e morale profondo, grande responsabilità del quale tocca a una
politica che rinuncia al compito di educazione civile per seguire gli istinti
peggiori in un perverso circuito vizioso: la politica, con il coro
condiscendente dei media, alimenta la paura dei cittadini che premiano con il
voto questa politica.
Questa nuova Italia, l'Italia della violenza contro gli ultimi, del pregiudizio
elevato a verità (gli zingari rubano i bambini), della criminalizzazione della
povertà, della giustizia fai da te dovrebbe invece far riflettere questa stessa
politica e i suoi corifei mediatici sul lungo decorso della malattia della
nostra società e sulle preoccupanti prospettive del suo futuro. Non si può non
legare i Maso, le Eriche e gli Omar, che uccidono i genitori per denaro, ai
ragazzini che violentano e uccidono una coetanea, al branco che uccide un
diverso da loro a Verona, al bullismo nelle scuole, alla violenza praticata
nelle famiglie.
L'angoscia di fronte a questo scenario e al clima che riporta all'ancora recente
passato della nascita, della vita e della morte apparente dei regimi fascista e
nazista è dovuta anche al silenzio di chi sottovaluta questi processi e rinuncia
a una battaglia prima di tutto culturale contro il luogo comune, lo stereotipo,
la criminalizzazione generalizzata. Pesa soprattutto vedere il volto vile di un
paese malato. Coloro che aizzano i cani, lanciano molotov e sassi, percorrono in
ronde minacciose le città, i sindaci che annunciano nei cartelloni luminosi dei
loro borghi che "i clandestini possono stuprare i tuoi figli" sono il volto
vigliacco di chi non è capace di guardare al male che porta dentro di sé.
In questa situazione tante e complesse sono le domande che ci si pongono.
Come è possibile superare i reciproci recinti: quello della paura dei Rom nei
confronti di una società che li criminalizza e li ghettizza senza riconoscere
loro il diritto all'autorganizzazione, a rappresentare direttamente i propri
interessi; e il recinto costruito dalla società italiana che li rifiuta e li
accetta solo come icona di uno stereotipo irreale. E poi come è cambiata e come
cambia la cultura Rom in Italia rispetto agli altri paese Europei. Cos'è adesso
nel mondo globalizzato. La televisione per esempio, non lascia indifferenti le
comunità e soprattutto i giovani. Quanti ragazzini sono vestiti "all'americana"
seguono wrestling, Dragonballs, Amici di Maria De Filippi e quante ragazzine
sognano di diventare veline.
Allora viene da pensare ai bambini e alle bambine che si possono incontrare nei
campi regolari e irregolari di questo Paese e all'allegria che si legge nei loro
occhi, ai loro destini stroncati e alla ricchezza sprecata per inseguire lo
stereotipo negativo dello zingaro sporco e ladro che porta voti ala destra. Come
possono riuscire a fare quello che i loro genitori non sono stati in grado di
fare: non delegare a nessuno il proprio destino, ma esprimere l'orgoglio di sé,
della propria storia, della propria cultura nella capacità di organizzarsi, di
pretendere il diritto a rappresentare se stessi e i propri interessi come tutti
gli altri cittadini.
Di Fabrizio (del 14/02/2011 @ 09:33:40 in Italia, visitato 1737 volte)
12 feb 2011
Quattro bambini arsi vivi nel sonno, nella baracca di un microcampo abusivo
nelle campagne della via Appia Nuova a Roma. Lo scorso 6 febbraio, il destino
non poteva scegliere modo più doloroso per riproporre sull’agenda pubblica la
"questione rom", la difficile integrazione di una comunità guardata con
diffidenza e fastidio (come testimoniano alcuni inquietanti commenti apparsi sui
social network) anche quando a parlare dovrebbero essere solo le lacrime.
Dijana Pavlovic, attrice serba ma milanese d’adozione, vice-presidente della
Federazione Rom e Sinti Insieme, in questi anni ha assunto il ruolo di "voce" di
un popolo (150mila in Italia) nascosto, non riconosciuto se non come spauracchio
da agitare per raccogliere facile consenso elettorale. Con lei abbiamo
affrontato le ragioni di questa difficoltà.
Dijana, qual è l’origine dei pregiudizi verso i rom? "Non sono una psicologa ma avverto il peso del cliché, anche romantico, che
pesa sulla figura dello zingaro. Evoca libertà ma anche mistero, oscurità,
furto. E’ vero: il popolo tzigano è distante dal rigido inscatolamento tipico
dell’occidente. I rom hanno sempre vissuto segregati eppure per noi la libertà è
un atteggiamento mentale, la straordinaria capacità di vivere la vita alla
giornata. Prendere la fisarmonica e cantare nei momenti più difficili. Non è una
visione pittoresca ma la realtà profonda. Un’immagine che porto con me degli
sgomberi a Milano è una fila di persone, amici, tutti con la valigia in mano,
scortati dalla polizia per abbandonare la loro casa. Tra loro un signore
anziano, con i baffi, che in preda alla rabbia, alla disperazione, ha preso una
fisarmonica ed ha iniziato a suonare. Toglieva il respiro. La società è troppo
legata all’idea del possesso, vali in base a quello che hai nel portafogli. Gli
zingari, invece, si giudicano tra loro in base a quello che sei. E questo in
occidente fa molta paura".
A che punto è la battaglia sulla richiesta dello status di minoranza
linguistica? "Al punto zero. Nel 1999 i rom non sono stati inclusi nella legge che regola
la materia, eppure la comunità italiana è presente sul territorio dal 1400. E’
un problema tecnico: in Italia lo status si riconosce solo ad una comunità
legata ad un territorio. I rom non lo sono, per la specificità della loro
cultura. E’ solo una scusa che nasconde una precisa volontà politica: non
riconoscere i rom, non stabilire un rapporto e quindi non rispettarli".
Qual è il ruolo della scuola? "In Italia siamo indietro, a scuola i bambini rom sono dati per spacciati.
In altri paesi ci sono rom laureati, qui manca completamente una classe
dirigente. Nessuno si preoccupa della conservazione della lingua romanes, il
vero "luogo" della cultura rom. E’ difficile quando vivi nei ghetti, provare ad
uscirne. Ti racconto un episodio che ho vissuto quando facevo la mediatrice
culturale nelle scuole: seguivo un ragazzino rom di 11 anni, molto sensibile.
Ogni mattina era prelevato da uno scuolabus con la scritta "pulmino rom". A
scuola era scaricato in una classe con la scritta "aula rom". Lui capiva
perfettamente di essere trattato diversamente. Un giorno la preside, gli dice
"resisti, che tra un anno per te la scuola è finita". Lui mi guarda e chiede:
"Perché io non vado alle medie?". Per la preside era scontato che abbandonasse
gli studi, nonostante fosse capace di continuarli".
Qual è l’episodio di discriminazione più detestabile che ricordi? "I disegni degli scolari napoletani a Ponticelli con le scritte ‘bruciamoli
tutti’. E l’infamante stereotipo degli zingari rapitori di bambini. E’ l’accusa
che fa più male, davvero ingiusta. A quella di "ladri" siamo abituati ma
basterebbe conoscerci solo un po’ per capire che i bambini sono amati e
rispettati, sono il centro della nostra cultura. Immagina il dolore per quanto
accaduto a Roma domenica scorsa".
Di Fabrizio (del 09/12/2007 @ 09:32:17 in Italia, visitato 2337 volte)
La Rete Antirazzista Sud-Ovest Vi invita e Vi prega diffondere ai più
l'iniziativa con dibattito sulla questione Rom,
Grazie in anticipo per quello che potrete fare.
Saluti
Irico Alberto
x conto Rete Antirazzista Sud-Ovest
Conoscere e comprendere
Giovedì 13 dicembre ore 20.30
Centro Polifunzionale Foscolo
Via Ugo Foscolo, 3 Corsico
Proiezione del documentario: ”OPERA GAGIA” di Antonio
Bocola
Intervengono: Claudio Mendicino - Rete Antirazzista Sud-Ovest - Dijana Pavlovic
- Cittadina Italiana e Rom Prof. Tommaso Vitale - Dipartimento di sociologia e Ricerca Sociale
dellUniversità degli Studi Milano - Bicocca Ernesto Ferrario - Assessore alla Pace, Gemellaggi e Cooperazione
Internazionale Corsico Mariangela Monga - Responsabile all’ Assessorato Provinciale ai Diritti
del Cittadino e al Nomadismo
Di Fabrizio (del 01/10/2010 @ 09:31:24 in Europa, visitato 1732 volte)
di Dijana Pavlovic
Un racconto popolare rom descrive come si sente il popolo che i nazisti
volevano sterminare con gli ebrei e che tuttora viene discriminato e
perseguitato: anche un "maiale" si può sentire superiore a un rom.
Come dei maiali non si butta via nulla, così dei rom non ci si libera tanto meno
quanto più si strilla contro di loro. Da questo punto di vista Milano è la
capitale italiana della vigliaccheria e dell'ipocrisia. Nella primavera prossima
si vota per le amministrative e tempestivamente si è riaperta la questione rom:
il ministro leghista Maroni finanzia il piano rom di Milano (chiusura di 4 campi
regolari con circa 1000 tra adulti e minori di nazionalità italiana, rumena,
macedone e kossovara da sistemare), a luglio Regione, prefettura e assessore
alle politiche sociali del Comune firmano un contratto con relativo
finanziamento con le associazioni del terzo settore a luglio con l'assegnazione
di 25 case Aler fuori quota. Ora facendo finta di cadere dal pero lega e pdl
insorgono: non una casa ai rom, presidi per le strade, benzina sul disagio delle
periferie e via così verso il voto di primavera.
Ma i "nostri" non sono soli. In Francia Sarkozy di fronte al declino della sua
politica monarchica ha pensato bene di aprire la caccia al rom rumeno con un
editto che utilizza la direttiva europea che garantisce la libertà di movimento
sul territorio comunitario condizionandolo all'autosufficienza economica. Solo
che questo editto è applicato esclusivamente alla comunità rom caratterizzandosi
quindi come una vera e propria espulsione su base etnica e sollevando così le
proteste del parlamento europeo e attirandosi persino la reprimenda degli Stati
Uniti.
C'è in tutto questo un utilizzo dell'ondata xenofoba che percorre l'Europa,
un'ondata che ha lambito persino la civilissima Svezia, patria della tolleranza
e dell'accoglienza, che è molto pericoloso. Il calcolo elettorale di recuperare
voti coltivando il disagio, il sentimento xenofobo e la paura di fronte alla
crisi economica e di valori di questa fase storica ha la gravissima conseguenza
di legittimare le spinte razziste anziché contrastarle.
Si pensa che il gioco vale la candele di un pugno di voti che consenta di
vincere e forse che una volta al potere queste spinte si possano tenere sotto
controllo. Ma non è così: questo calcolo di breve respiro fa finta di non
accorgersi del veleno che diffonde nelle coscienze e dimentica le tragiche
esperienze del secolo scorso. La bestia razzista è più forte del padrone che
crede di tenerla al guinzaglio.
Di Fabrizio (del 08/11/2008 @ 09:28:59 in Italia, visitato 2287 volte)
Ricevo da Veniero Granacci
INCONTRO PUBBLICO DI RIFLESSIONE GIOVEDI 13 NOVEMBRE 2008 – Ore 21.00 a Metromondo: Via Ettore Ponti, 40 Milano
"Il razzismo è un cancro dell'umanità" ESPERIENZE DIRETTE DI VITA A CONFRONTO...
Partecipano: · HADIARA GUIEBRE, sorella di Abdoul, il giovane di origine del Burkina Faso ucciso a Milano; · PAOLA DELL’ERBA, artista-cantante, argentina; · DIJANA PAVLOVIC, attrice-mediatrice culturale, romnì serba. Conduce: PAP KOUMA, scrittore senegalese. L’incontro sarà preceduto dalla proiezione di un breve documentario a tema, a cura del collettivo Cineforum di Metromondo.
Di Fabrizio (del 27/10/2007 @ 09:27:31 in casa, visitato 2435 volte)
Vi invio un appello firmato dalla comunità Rom di via S. Dionigi. Per favore,
diffondete.
Dijana Pavlovic
AL SINDACO DI MILANO
AL PREFETTO DI MILANO
Per fax
APPELLO DELLA COMUNITA’ ROM DI VIA SAN DIONIGI
Noi, comunità rom sgomberata da via S. Dionigi il 5 settembre scorso, chiediamo
al Comune e al prefetto di Milano una soluzione al problema della casa che
consenta alle nostre famiglie di tornare a vivere insieme.
Dopo lo sgombero l’assessore alle politiche sociali ha garantito il ricovero di
donne e bambini presso il dormitorio comunale di via Ortles, mentre gli
uomini sono stati aiutati dalla Casa della carità ma con soluzioni provvisorie.
Da quel giorno siamo divisi, ospiti di qualcuno: molte donne e i bambini al,
tutti gli altri – circa 40 persone – in vari luoghi, presso varie associazioni.
Alcune donne si sono già spostate dal dormitorio tornando a vivere con i loro
mariti in campi abusivi.
Questa situazione deve terminare: i nostri figli frequentano le scuole al
Corvetto, molti di noi hanno un lavoro, regolare o in nero, le madri devono
poter seguire i loro figli in una casa.
Chiediamo quindi una soluzione che ci riunisca nuovamente prima dell’inverno:
una o due aree in affitto, attrezzate con luce e acqua, non lontane dalla scuola
dei figli; anche due cascine abbandonate da sistemare, con il nostro impegno
all’affitto o alla ristrutturazione con la creazione di una cooperativa di
lavoro, oppure, per chi ha i titoli, l’accesso alle case popolari.
Diffondiamo questo appello anche alla cittadinanza per sensibilizzare tutti
della situazione insostenibile in cui ci troviamo dal 5 settembre scorso.
Firmato dai consiglieri del campo di via S. Dionigi:
Lucan Constantin
Jon Sadaveanu
Milcea Càldàràreasa
Lucan Dumitru
Il 9 novembre nella zona archeologica di Sesto San Giovanni (MI), al
ristorante "Il Maglio"
in via Granelli 1, alle ore 18:00, verrà presentato il dossier "Mamma li
zingari!".
L'evento è stato organizzato dalla rivista
Confronti, che ha pubblicato il dossier.
Sul dossier hanno scritto anche Franca Di Lecce, Alessia Passarelli, Rocco
Luigi Mangiavillano ed Emiliano Laurenzi. Le foto che illustrano le pagine
interne sono di Rocco Luigi Mangiavillano.
Il dossier documenta la cultura Rom e le persecuzioni di cui lo stato
italiano si sta rendendo responsabile verso una minoranza che in Europa conta
quasi 15 milioni di persone.
Alla presentazione saranno presenti, tra gli altri, Moni
Ovadia, Dijana Pavlovic e Santino Spinelli.
Di Fabrizio (del 26/03/2010 @ 09:27:15 in blog, visitato 2488 volte)
Di seguito il testo della lunga intervista collettiva a Dijana Pavlovic di ieri sera.
Franco Marchi Buona sera a tutti sono Franco. Penso che uno degli spazi dove bisogna agire nelle comunità sinte e Rom sia la scolarità e la cultura, ripetendo anche percorsi fatti da altri come Senghor nella sua Africa. La cultura è una delle forme più belle e non violente di lotta di un popolo. Ho letto interventi dove si ipotizzava anche la scuola parentale. Cosa ne pensi? La regione che dovrebbe fare per agevolare questo percorso?
Dijana Pavlovic Ho fatto la mediatrice culturale in una scuola elementare di Milano ed è lì che ho capito l'importanza della cultura a partire dai più giovani per farli crescere in un mondo migliore. Per quanto riguarda cosa può fare la regione penso che si debbano assolutamente evitare per i Rom come per tutti gli altri le classi separate, che inducono a vedere il mondo diviso sin da piccoli. Dovrebbe inoltre favorire la formazione anche degli adulti per farne dei cittadini consapevoli dei propri diritti.
Franco Marchi Infatti l'integrazione è reciproca, spesso si parla di integrazione a senso unico. Rom fra gli "italiani" o stranieri fra i locali. Dall'integrazione nascono scambi che arricchiscono i gruppi. L'integrazione a senso unico è assimilazione.
Dijana Pavlovic Sono assolutamente d'accordo perché l'integrazione a senso unico è una perdita di ricchezza culturale, di conoscenza e di crescita civile.
Mahalla Franco però poneva anche un'altra domanda, riguardo alle attività curriculari fuori da scuola.
Franco Marchi Mi riferivo ad un convegno credo di Rom e Sinti Insieme.
Dijana Pavlovic Se si riferisce ai giovani, mi sembra determinante garantire loro la possibilità di non essere esclusi nei gradi superiori della scuola, cosa che per i Rom è praticamente la norma. Inoltre, quando penso alla formazione anche degli adulti, penso a corsi di educazione civica per renderli consapevoli dei loro diritti, sulla base di una conoscenza delle leggi. Affrontiamo nel rispetto ognuno della sua cultura i percorsi che riguardano il lavoro, la scuola e l'abitare. Parliamo concretamente di che cosa si può fare, mentre sappiamo che le istituzioni fanno poco o nulla.
Franco Marchi E' corretto non escludere gli adulti
Mahalla Ti faccio una domanda suggeritami da Isabella da Livorno: Per te cosa significa la parola integrazione? Quale percorso ritieni debba essere intrapreso e quali azioni debbono essere fatte sia dalla parte delle istituzioni, sia dalla parte dei Rom?
Dijana Pavlovic C'è da ricordarsi inoltre che prima di tutto per essere inseriti e non integrati bisogna partire dalle condizioni materiali in cui sono costrette le comunità Rom.
Mahalla Quindi quale sarebbe un percorso possibile?
Dijana Pavlovic Ripeto, prima di tutto partiamo dalla situazione dei campi. Finché ci sono persone costrette a vivere nelle baraccopoli, è difficile parlare di integrazione, ma solo di disgregazione. Quindi affrontiamo nel rispetto della cultura di ognuno i percorsi che riguardano il lavoro, la scuola e l'abitare. Parliamo concretamente di che cosa si può fare, mentre sappiamo che le istituzioni fanno poco o nulla.
Mahalla A tale proposito, sempre Isabella chiede: Personalmente ritengo irrinunciabile la presenza dei Rom quando si debba decidere su cose che li riguardano. Sembra invece che le istituzioni spesso decidano cose sui Rom, senza che questi siano presenti, in certi casi con la scusa che non hanno la capacità di comprendere bene la lingua e quello che viene detto e deciso e che la loro presenza sarebbe solo di facciata. Con quali forme ritieni si possa garantire la rappresentanza al popolo Rom, sempre che anche tu la ritenga una priorità.
Dijana Pavlovic Il mio amico Jovica, un maestro di fisarmonica dice che ha trenta allievi italiani, imparano a suonare la musica rom, dice che si vogliono bene e che secondo lui questa è la vera integrazione: volersi bene.
Franco Marchi Passare dal "per" al "con"
Dijana Pavlovic Giusto, basta con l'assistenzialismo e aiutiamo i Rom ad essere padroni di se stessi.
Mahalla Isabella si riferiva a come coinvolgere i Rom e i Sinti nelle decisioni che li riguardano.
Franco Marchi Credo che, almeno nelle comunità sinte, uno dei possibili strumenti del lavorare "con" sia l'impegno di alcuni dei pastori evangelici che rappresentano le loro comunità non solo religiose.
Dijana Pavlovic Invitarli a partecipare in tutte le occasioni in cui ci si occupa di loro a tutti i livelli, istituzionali, amministrativi, ecc.
Mahalla A tale proposito: Il comune di Milano e anche quello di Roma vogliono chiudere i campi nomadi. Che ne pensi?
Dijana Pavlovic Va bene chiudere i campi ma non per creare altri ghetti peggiori degli attuali. E' la volta che si vedrà veramente se si vogliono risolvere i problemi dei Rom. A Milano per esempio dei 13 milioni stanziati, 9 se ne vanno in "sicurezza", il resto va alle associazioni che dovrebbero gestire al chiusura e avviare percorsi di lavoro e abitazione; ma è evidente che con quei soldi non si farà. Anche in questa occasione parlano tutti tranne gli interessati che non sanno che fine faranno e nessuno gli dice niente. Bisogna uscire da questa logica per cui i Rom sono come bambini ai quali altri devono accudire.
Mahalla Prima di continuare, volevo sapere se c'era qualcun altro in linea, o se Franco aveva altre domande
Franco Marchi Grazie al prefetto sta andando meglio a Verona. 1,4 milioni di euro e solo 200.000 in sicurezza, dove sono comprese alcune azioni positive.
Dijana Pavlovic Beh, mi toccherà mica dire viva la lega?! Manderemo De Corato, il vicesindaco dei 200 sgomberi a imparare da Tosi, questo vuol dire che non siamo messi molto bene.
Franco Marchi È Perla Stancari quella che ha i meriti, con l'appoggio del prefetto di Venezia. Sarebbe bene chiedere a Davide Casadio se è nato un dialogo. In settembre Tosi rifiutò di incontrarlo.
Masilia Amieri Ciao a tutti sono Masilia Amieri. Zingara Rom Italiana, non vivo a Verona, ma vi seguirò nel discorso.
Dijana Pavlovic Bene, la inviteremo al convegno che stiamo preparando a Milano sulle esperienze positive.
Mahalla Ciao Masilia, hai domande?
Masilia Amieri Ciao, per ora no ma vi sto seguendo
Dijana Pavlovic Al convegno che prepariamo vogliamo invitare Rom e Sinti a raccontare la loro situazione e il loro punto di vista.
Masilia Amieri Mi domando il perché nella mia Regione Marche non ci sono queste problematiche dei campi nomadi?
Dijana Pavlovic Domandati chi governa a Milano e chi da voi. Ce l'avete la Lega?
Franco Marchi Milano e Verona sono sovrapponibili, come altre città. Istituzioni chiuse e per fortuna una presenza di associazioni sostenute dalle diocesi (lo scrivo da laico)
Mahalla Prima si parlava di scuola. Lì nonostante tutto dei progressi son stati fatti. Grossi punti critici riguardano l'accesso ai servizi e al lavoro. Che ne pensi, Dijana?
Dijana Pavlovic La situazione era critica prima ed è peggiorata con la grave crisi economica. Ai Rom rimangono lavori marginali e sottopagati perché in questo paese nessuno combatte veramente il lavoro nero e i padroni ne approfittano. Inoltre le associazioni fanno più assistenzialismo sulle pratiche che altro.
Mahalla Corsi professionali, autoimprenditorialità, mettersi in cooperativa... esiste una via d'uscita?
Dijana Pavlovic Queste sono cose possibili ma ci vuole un impegno non delle associazioni ma delle istituzioni amministrative.
Masilia Amieri Ma qui nelle Marche noi Rom lavoriamo tutti
Franco Marchi Condivido, dove non c'è il dramma degli sgomberi il problema è il lavoro. I giovani, ne ho trovati di buona volontà, sono quasi totalmente disoccupati.
Masilia Amieri Scusatemi tutti ma devo uscire. Buon proseguimento a voi.
Dijana Pavlovic Ci informi sulla situazione dei Rom nelle Marche: chi sono, quanti sono?
Franco Marchi Masilia mi sembra che sia uscita...
Dijana Pavlovic Peccato, ci sarebbe piaciuto parlare con lei.
Franco Marchi Nelle Marche i Rom sono stanziali da centinaia di anni. Mediamente hanno una scolarità più bassa ma ci sono parecchi laureati ed imprenditori. La punta dell'iceberg è Santino Spinelli, ma tanti sono inseriti professionalmente a livelli elevati.
Dijana Pavlovic Quindi sono tutti cittadini italiani. Anche i Rom di Milano sono stanziali ma la maggior parte sono immigrati, prima dalla Jugoslavia, ora dalla Romania e provengono ovviamente dalle zone più povere arrivano senza nulla tranne la loro disperazione.
Mahalla Credo che il discorso su questa differenza, vada affrontato con Masilia e non ora.
Franco Marchi Infatti, c'è una enorme diversità fra gli ultimi arrivati e anche fra quelli che sono arrivati 30-70 fa. Come molti Rom che erano nella parte occupata dagli italiani nella ex Jugoslavia, che sono italiani da decine di anni.
Mahalla Parlavi della situazione dei Rumeni, cosa può fare il comune o la regione?
Dijana Pavlovic Intanto garantire loro i diritti fondamentali come la cura, che non è loro garantita, la scolarità ai loro bambini. Allestendo anche con la protezione civile condizioni di vita accettabili e avviare percorsi di inserimento al lavoro con borse e corsi.
Mahalla Chi se ne deve occupare? Il comune, la regione, il volontariato?
Dijana Pavlovic La regione, la provincia, il comune: ognuno secondo le proprie competenze, ricordando anche che esistono fondi europei per promuovere l'inserimento sociale dei Rom e dei Sinti.
Franco Marchi Soldi che non vengono mai chiesti...
Dijana Pavlovic Appunto. E questa è una scelta politica per lasciare le cose come stanno e usare gli "zingari" per le campagne elettorali. Bisogna anche dire che è anche responsabilità delle associazioni, che lo sanno ma non li sollecitano.
Mahalla Un altro punto dolente, è la scarsa trasparenza sulle spese che gli enti pubblici hanno in questi capitoli. Cosa proporresti? . Dijana Pavlovic C'è scarsa attenzione a questo aspetto, basterebbe domandarsi cosa sono costati alle casse pubbliche i 200 sgomberi di De Corato. Bisogna chiedere alla politica di rendere pubblici i capitolati di spesa, anche per ridurre al silenzio chi dice che i Rom sono mantenuti dallo stato.
Mahalla Franco, o chiunque sia in linea, ci sono altre domande?
Franco Marchi Stavo pensando alla chat del 2005 di Radames Gabrielli su questo sito e attuale anche oggi. Dijana, pensi che i progetti delle microaree possano interessare anche ai Rom? Oppure per i Rom dei campi di sosta sia più corretto pensare ad altre soluzioni abitative?
Dijana Pavlovic Certo, rispettano in molti casi le esigenze delle diverse comunità. Le soluzioni abitative non possono essere nei campi di sosta, ma devono poter rispettare le diverse situazioni e le diverse esigenze, pensa a cosa è una famiglia allargata per esempio.
Franco Marchi È una domanda che mi sono posto più volte, molti Rom di recente immigrazione provengono da realtà stanziali. Come molti Romeni, che a volte sono immigrati alla spicciolata e vivono come i Romeni gagè, svolgendo lavori normali specialmente nell'edilizia.
Dijana Pavlovic Ma non solo rumeni. In quasi tutti i campi di Milano da anni hanno già fatto la richiesta per la casa popolare.
Mahalla Il testo di quest'intervista sarà messo online venerdì mattina. Grazie a tutti, se a mente fredda vorrete aggiungere qualcosa, vi chiedo di commentare domani (oggi ndr).
Franco Marchi Buona serata a tutti.
Dijana Pavlovic Grazie per le domande e anche per le informazioni. Io penso che sia importante continuare questo lavoro dopo il voto con un impegno comune. Oltre che candidata sono anche mamma di un bambino di 4 mesi che devo nutrire. Buon voto!
Di Fabrizio (del 04/12/2011 @ 09:26:32 in Italia, visitato 2044 volte)
Parto
dalla fine, la mia (personale) delusione per il teatrino visto in 6 mesi. In
questo periodo ha visto, cercato, contattato, persone importanti e meno,
ascoltato le loro dichiarazioni e poi le loro smentite, ho trovato tanti che
volevano PARLARE, ma quasi nessuno che cercasse di DIALOGARE.
Settimana affollata di eventi, quella appena passata:
Amnesty International chiede di essere ricevuta in comune.
La risposta;
PRESIDIO A PALAZZO MARINO Campi rom, trattative e stop agli sgomberi
Un tavolo di confronto entro Natale e, nel frattempo, niente sgomberi. L'
accordo con la Consulta rom e sinti è arrivato per voce di Paolo Limonta, della
segreteria del sindaco, che ieri pomeriggio è intervenuto al presidio
organizzato davanti a palazzo Marino. Prima una ventina, poi sempre più
numerosi, i rom hanno chiesto una moratoria per gli sgomberi («Quando fa freddo
anche le Nazioni Unite indicano di sospenderli») e di fermare il piano Maroni.
Circa 2 mila in tutta la città, i rom chiedono attraverso la portavoce Diana
Pavlovic di aprire un confronto con il Comune. Insorge però l'opposizione di
centrodestra. «Lo stop agli sgomberi dei campi nomadi è sconcertante, e ancor
più lo è il ruolo dell' onnipresente Paolo Limonta che ha concluso la trattativa
in nome e per conto dell' amministrazione comunale», osservano i pidiellini
Carlo Masseroli e Pietro Tatarella. Pagina 7 - (2 dicembre 2011)
Venerdì 02 Dicembre 2011 - 09:17 di Michela Corna ROM, IL
REBUS DEGLI SGOMBERI. GRANELLI: "BISOGNA INTERVENIRE SUBITO"
MILANO - È la rivincita dei rom con lo stop agli sgomberi? Ieri, una trentina di
nomadi, capeggiati dalla consulta rom e sinti, ha manifestato davanti Palazzo
Marino per chiedere «una moratoria agli allontanamenti forzati durante
l'inverno». «Quando fa freddo anche le Nazioni Unite indicano di sospenderli»,
han detto. Quindi, gli sgomberi programmati entro dicembre, come in via Bonfadini, saranno rinviati? A incontrare i nomadi è stato Paolo Limonta, della
segretaria del sindaco, ma senza ruolo istituzione all'interno della giunta, che
si sarebbe impegnato, «a istituire un tavolo di confronto entro Natale e, nel
frattempo, bloccare le ruspe». Una novità per l'assessore alla sicurezza Marco
Granelli che sostiene «di non aver firmato nessun accordo»: «Credo che proprio
per il bene delle persone che vivono nei campi sia necessario procedere più
celermente in modo che non trascorrano l'intero inverno in situazioni poco
dignitose e fortemente rischiose per la vita. Il campo di via Novara, per
esempio, presenta delle condizioni igieniche-sanitarie pessime e gli impianti
elettrici sono pericolosi. Vogliamo evitare una possibile tragedia e superare la
logica dei campi, proponendo soluzioni di tipo abitativo per intere famiglie.
Abbiamo già approvato progetti d'inserimento in case e cascine per venticinque
famiglie di via Novara, via Bonfadini e via Idro, utilizzando i percorsi
promossi dal Piano Maroni». Granelli incontrerà oggi Matteo De Bellis di Amnesty
International, dopo l'accusa di «non aver rispettato gli standard internazionali
dei diritti umani». L'assessore è chiaro nella sua posizione: «Ritengo di non
aver svolto azioni contro i diritti umani, ma riconosco come istituzione
umanitaria Amnesty e voglio stabilire un dialogo diretto»
di Karma Mara (Zona Autonoma Milano)
Presidio della Consulta Rom davanti a Palazzo Marino Si è tenuto nel tardo pomeriggio di ieri il presidio voluto dalla Consulta
rom e sinti davanti a Palazzo Marino, presidio che ha visto la presenza dei
rappresentanti dei diversi campi, regolari e non, della città.
In piazza tante donne e tanti bambini aspettavano insieme una probabile uscita
dal consiglio Comunale, riunito in seduta, di Paolo Limonta, collaboratore del
sindaco sulle questioni più spinose che emergono dalle relazioni con la città.
Nel comunicato lanciato in rete la Consulta richiedeva all'amministrazione un
incontro per discutere il tema dei continui sgomberi e per chiedere l'apertura
di un tavolo di lavoro sulla questione rom e sinti.
Verso le cinque e trenta Paolo Limonta ha raggiunto il presidio ed è stato
accolto da due bimbe rom che gli hanno consegnato il comunicato-documento della
Consulta e una letterina scritta da una bimba rom di 11 anni risiedente in uno
dei campi sottoposto a futuro sgombero.
I rappresentanti delle comunità presenti, tra cui quelle di via Novara e via
Negrotto, hanno fatto richiesta a Limonta di un segno di discontinuità da parte
di questa amministrazione rispetto alla politica della precedente; segno che
fino alle dichiarazioni di ieri dell'assessore Granelli di una probabile
sospensione degli sgomberi, non c'era stato.
E' stata fatta dunque richiesta di una moratoria degli sgomberi per l'inverno e
di una deroga perché nei ricoveri comunali si accolgano le famiglie senza
dividerle.
Limonta durante l'incontro ha tenuto a precisare che : "Questa giunta a
differenza della precedente vi considera persone e non numeri, tanto che come
avete visto i nostri sgomberi non avvengono ne in tenuta antisommossa né
tantomeno con la presenza di ruspe… che sappiamo tutti cosa possono creare
nell'immaginario dei bambini".
Dichiarazione subito smentita dall'intervento di un volontario operante nei
campi che sollevando il problema dei campi non regolari ed in particolare quello
di Bonfadini, gli ha ricordato come nell'ultimo tentato sgombero, proprio del
campo irregolare di via Bonfadini, fossero presenti due ruspe e due camion Amsa.
Riguardo questo particolare campo è singolare come da poco si sia saputo che è
decaduto l' originario motivo dello sgombero, sembra infatti essere notizia
ufficiale che la strada statale Paullese di lì non passerà più, tanto che ci si
domanda se quindi lo sgombero previsto per il 12 Dicembre sarà effettivo o meno.
Limonta si farà relatore per il sindaco sulla questione, ha promesso, e ha
richiesto alla Consulta di fornirgli un resoconto che descriva le diverse realtà
rom presenti sul territorio e le loro richieste; la Consulta ha accettato, ma ha
richiesto l'apertura di un tavolo di lavoro sulla questione con una veduta più
lunga sul futuro e una interrogazione su tutti gli atti dichiarati illegittimi
dall'ultima sentenza del consiglio di Stato che dichiarava illegittimo il
decreto emergenza.
Di fatto, rimane incerto il futuro per le comunità rom di questa città.
Di fatto, fino a quest'ultima sollecitazione, l'amministrazione non aveva
realizzato un intervento conoscitivo sulle diverse comunità e le loro richieste,
ma aveva applicato quasi alla lettera la politica della precedente, finendo così
con il non differenziarsi su un tema delicato come il rapporto con una delle
minoranze della città più bersagliate negli ultimi anni.
Ci piacerebbe che la scuola delle bimbe rom che hanno accolto ieri Limonta,
sulla cartina di Milano all'opposto rispetto alla scuola elementare in cui lui
insegna, formino in futuro un asse e non due linee parallele che non si
incontrano mai.
Storia, cultura, antiziganismo e musica Rom il 13 luglio a Corsico
(Milano) Corsico è un centro emblematico della condizione di discriminazione in cui
vivono i Rom in Italia, ma è anche un punto di incontro per un movimento
antirazzista sempre più vivo e consistente. Ecco perché l'incontro del 13
luglio, presso l'Area Pozzi (Via Alzaia Naviglio Trento) risulta particolarmente
significativo. Nell'àmbito dell'iniziativa, ha un notevole interesse storico la
mostra dedicata alla partecipazione di Rom e Sinti alla Resistenza e quella
incentrata sulla comunità Sinti di Buccinasco. Cultura, Storia e una riflessione
sulla condizione attuale dei Rom in Italia saranno i temi trattati da Ernesto
Rossi, Dijana Pavlovic e Roberto Malini durante il dibatito "Nomadi. Storia,
percorsi e integrazione".
h. 16:
Spazio associazioni Mostra fotografica curata da Cipes sulla partecipazione dei Rom e Sinti alla
Resistenza Italiana
Mostra di foto della comunità Sinti di Buccinasco a cura di Apertamente
h.17.30 – 19: Discussione dibattito: “Nomadi. Storia, percorsi e integrazione” Diversi gli argomenti trattati, dalla Storia e cultura del popolo Rom alle
problematiche di integrazione, fino ai provvedimenti di schedatura etnica e ai
recenti casi di aggressione di cittadini Rom da parte di agenti delle forze
dell'ordine. Relatori: Dijana Pavlovic, Ernesto Rossi, Roberto Malini.
h.19 – 20.30: Cena aperitivo
h. 19 – 22: Musica dal vivo con Nico Grancea e i Manele Manele. Nico Grancea è nato a Buzău, in Romania, il 18 marzo 1988. E' figlio
dell'Olocausto di terza generazione (suo nonno scampò allo Zigeunerlager di
Auschwitz durante la rivolta dei Rom avvenuta il 16 maggio 1944). E' un
interprete del genere musicale "Manele". La musica manele, che si è affermata in
Romania a partire dagli anni 1980, fa parte della musica folk del popolo Rom. I
primi interpreti cantavano nelle strade di Ferentari, un quartiere povero di
Bucarest. Le radici della musica manele, fortemente influenzata dalla musica
turca e araba, risalgono però al XVIII secolo. Gli interpreti moderni più noti
sono Adrian Minune, Nicolae Guza, Florin Salam. I testi sono molto liberi e
raccontano prevalentemente storie d'amore e di passione. Nico canta, con la sua
voce intensa e vibrante che ricorda quella di Florin Salam, perché la gente Rom
non venga annientata nel silenzio, perché un canto di libertà e giustizia
continui a levarsi, più in alto del coro di chi inneggia a un mondo "zigeunerfrei",
senza più 'zingari'. Nico Grancea, Ionit Ciuraro (che interpreterà alcuni brani
insieme a Nico) e i Manele Manele fanno parte del gruppo di artisti e
intellettuali contro il razzismo "Watching The Sky".
Associazioni partecipanti: Apertamente, Aven Amentza, Opera Nomadi, Gruppo EveryOne, Cipes, Rete
Antirazzista, Anpi sez. Corsico, Liberamente, Acli il Sogno
Di Fabrizio (del 21/09/2010 @ 09:25:49 in Regole, visitato 1722 volte)
venerdì 17 settembre 2010 14:59
MILANO (Reuters) - E' stata rinviata al 5 novembre al Tribunale Civile di Milano
l'udienza davanti ai giudici civili sul censimento nomadi del 2008, che potrebbe
sfociare in un caso da sottoporre all'esame della Corte di Giustizia Ue del
Lussemburgo, per violazione della normativa europea sulla discriminazione
etnica.
Lo hanno riferito fonti legali.
Oggi è stato sentito dal giudice un teste, Andrea Ansaldi, che fa parte del
Centro europeo per i diritti dei Rom, il quale ha spiegato le modalità con cui
sono stati effettuati i censimenti a Milano nel 2008.
Era presente anche il professor Valerio Onida, per l'Ong americana Open Society
Justice Initiative, il quale poi ha spiegato al termine dell'udienza che il 5
novembre ci sarà la discussione della causa e, se il giudice lo riterrà
opportuno, potrà investire la Corte europea del Lussemburgo per valutare se sia
stato violato il principio antidiscriminatorio.
Anche l'Italia potrebbe dunque dover riferire alla Corte europea circa le sue
politiche riguardanti i Rom.
Dopo le dichiarazioni dei giorni scorsi del Commissario ai diritti umani Viviane
Reding, che preannunciano l'apertura di una procedura d'infrazione contro la
Francia sulle espulsioni di Rom rumeni, la violazione delle norme comunitarie in
materia di non discriminazione e protezione dei dati personali sarà dunque
invocata dai ricorrenti riguardo al censimento nomadi voluto da ministro
dell'Interno Roberto Maroni.
Nella loro richiesta di verifica della conformità dei decreti emergenza nomadi
del 2008 con il diritto europeo, gli 11 ricorrenti Rom coinvolti nel processo
Omerovic, tra cui Mujo Omerovic, un sopravvissuto all'Olocausto e l'artista
rom-milanese Dijana Pavlovic, sono sostenuti dall'Associazione Studi Giuridici
sull'Immigrazione, dal Naga e dalla ong americana Open Society Justice
Initiative.
Dieci su 11 dei ricorrenti del caso Omerovic sono residenti del campo Rom
autorizzato di Triboniano, recentemente minacciato di chiusura dalle autorità
milanesi perché occupa un'area destinata alla Expo 2015.
Di Fabrizio (del 27/08/2010 @ 09:25:33 in Italia, visitato 3194 volte)
Preambolo (ovvero, giramento di palle): Da due
settimane l'Unión Romanì ha indetto una
grande manifestazione EUROPEA a Parigi il 4 settembre, contro il razzismo e
l'antiziganismo, che veda la partecipazione di Rom e Sinti da tutto il
continente (anche italiani, sì, anche loro). Va detto, che lo stesso giorno si terranno svariate manifestazioni
in altre città europee, collegate all'evento parigino.
Buon ultima si è aggiunta l'Italia, con il comunicato che riporto qui sotto (a
dimostrazione che sono una persona gentile). Tanti punti esclamativi, ma neanche
una riga è dedicata alla manifestazione di Parigi, dove i firmatari erano
attesi, e l'impressione è che da noi smuovere il fondoschiena senza un gettone
presenza sia molto faticoso. In coda troverete anche l'elenco dei promotori (chi
in buona e chi in malafede). Io a Parigi ci sarò, voi scegliete quel che volete.
From: Daniela De Rentiis
spithrom@webzone.it
Date: 08/26/2010 12:45PM
Subject: URGENTE DA SANTINO SPINELLI
Il COORDINAMENTO NAZIONALE ANTIDISCRIMINAZIONE
Mobilita Rom e Sinti e tutti gli amici Sabato 4 settembre 2010 in un corteo
civile lungo le strade di Roma per dire:
- STOP A RAZZISMO E DISCRIMINAZIONE CONTRO I ROM E SINTI!
- STOP AI CAMPI NOMADI!
- BASTA USARE ROM E SINTI COME CAPRI ESPIATORI E CARNE DA MACELLO PER FINI
POLITICI
- STOP ALLE NUOVE FORME DI DEPORTAZIONE!!
Il Ministro Maroni con un intervento al Corriere della Sera ha ufficialmente
aperto la campagna elettorale che verterà ancora una volta sul problema della
sicurezza e i predestinati ad essere usati come carne da macello e agnelli
sacrificali saranno i Rom e Sinti.
Il Corriere della Sera ha intervistato il Ministro senza dare alcuna possibilità
ai Rom e Sinti di replicare.
I soliti articoli a senso unico!!
La comunicazione in Italia è pura propaganda e non informazione. Quando si
tratta di Rom e Sinti non c'è mai contraddittorio!!
Ciò che sta accadendo in Francia ai Rom ci indigna come uomini prima che come
cittadini italiani, europei e cittadini del mondo. Basta deportazioni!!
I Rom e Sinti hanno pagato un prezzo altissimo durante la Seconda guerra
Mondiale: i 500 mila Rom e Sinti massacrati dai nazifascisti senza che
questo evento si sia impresso nella memoria collettiva!!
I media asserviti al potere mettono in evidenza solo gli effetti devastanti
della discriminazione senza rilevare le cause che li determinano di cui sono
responsabili le stesse decisioni del governo.
Sarkozy e Maroni mostrano i muscoli contro bambini, donne e vecchi che non
possono difendersi in nessun modo!!
Ai Rom e Sinti solo la cronaca, mentre gli eventi culturali sono oscurati!
La società civile deve essere informata e deve reagire!
L'integrazione passa attraverso i Fondi Europei e non dalle tasche degli
italiani come invece si fa credere!
INVITATE EMAIL ADERITE E FATE ADERIRE!!
Alexian Santino Spinelli (musicista e docente universitario Rom)
Moni Ovadia (artista)
Nazzareno Guarnieri (PresiDente della Federazione Romanì)
Radames Gabrieli (Presidente Federazione Rom e Sinti Insieme)
Sergio Giovagnoli (Presidente l'Apis -Roma)
Valerio Tursi (Presidente Arci Solidarietà -Roma)
Carla Osella (AIZO Rom e Sinti Torino)
Stefano Galieni (giornalista di Liberazione)
Andrea Castelfranato (musicista Lanciano CH)
Diana Pavlovic (attrice Rom Milano)
Yuri De Bar (Consigliere Comunale Sinto Mantova)
Gennaro Spinelli (studente e musicista rom Lanciano CH)
Marian Serban (musicista rom Roma)
Luciano Pannese (musicista Castelluccio Valmaggiore FG)
Luciano Di Giandomenico (direttore d'orchestra -l'Aquila)
Luca Marziali (musicista Civitanova Marche)
Giulia Di Rocco (Ass. Them Romano Lanciano CH)
Antonietta Spinelli (Ass. Thèm Romano Pratola Peligna AQ)
Gianni Novelli (CIPAX Roma)
Marco Brazzoduro (docente universitario Roma)
Nico Arcieri (musicista Bisceglie .BA)
Giani di Claudio (Regista Pianella CH)
Luca Krstic (regista Pescara)
Gennaro Spinelli (commerciante Rom Lanciano CH)
Giulia Spinelli (casalinga Rom Lanciano CH)
Valentina De Rosa (parrucchiera romnì Lanciano CH)
Orietta Cipriani (musicista Pescara)
Lena Persiani (operaia rom - Palena CH)
Roberto Malini (Everyone)
Marco Livia (Acli Roma)
Daniela De Rentiis (Associazione Thèm Romanò Lanciano CH)
Tamara Bellone (docente universitaria Torino)
Rosa Spinelli (dipendente comunale di etnia rom Lanciano CH)
Amelia Spinelli (imprenditrice di etnia rom Lanciano CH)
Piera Tacchino (Ass. Piemonte Grecia Santorre di Santarosa Torino)
Alma Azovic (mediatrice culturale Rom Torino)
Giulia Spinelli (commerciante di etnia rom - Lanciano CH)
Olimpio Cari (Pittore Sinto Bolzano)
Bruno Morelli (pittore Rom Avezzano AQ)
Gennaro Cieri (operaio rom Atessa CH)
Luigi Cieri (Operaio Rom Pescara)
Angela Cieri (Casalinga di etnia rom Paglieta CH)
Silvia Faugno (Cantante lirica Pescara)
Federica Zanetti (docente Universitaria Bologna )
Miriam Mehgnagi (cantante Roma)
Glenis Robinson (Everyone - Roma)
Fabio Parente (Fabulafilm regista e produttore - Roma)
Gennaro Bevilacqua (imprenditore Rom -San Vito Chietino CH)
Orhan Galius (Giornalista Rom Olanda)
Bajram Osmani (giornalista rom.Ass. thèm romanò -Brescia)
Vladimiro Torre (Sinto, presidente Ass. thèm Romanò di Reggio Emilia)
Jovan Damianovic (Deputato Rom Repubblica Serba)
Bajram Haliti (avvocato, scrittore rom - Serbia)
Alija Krasnici (scrittore Rom - Serbia)
Juan De Dios Ramirez Heredia (Union Romanì - Spagna)
Antonio Torres (Union Romanì - Spagna)
Loredana Galassini (giornalista - Roma)
Alberto Custodero (Giornalista - Roma)
Davide Spinelli (studente universitario Rom Ortona CH)
Giulia Spinelli (studentessa di etnia rom Lanciano CH)
Evedise Spinelli (studentessa di etnia rom Lanciano CH)
Antonio Ranieri (musicista Lanciano CH)
Liviana Ranieri (musicista Lanciano CH)
Gianni Di Fonso (giostraio Rom - Lanciano CH)
Bruno di Fonzo (ingegnere Argenta FE)
Paolo Barabani (cantante Argenta FE)
Cristiana Arena (musicista - Pescara)
Gianluca Magagni (AIZO Rom e Sinti -Trento)
Claudio Bocci (Ass. Altrevie Roma)
Franca Minnucci (attrice - Pescara)
Franco Rossi (Ass. Cult. Colonos - Udine)
Maria Grazia Dicati (Federazione Romanì - Piove di Sacco PA)
Salvo Di Maggio (Cooperativa ERMES - Roma)
Guido Cohen (Consigliere Comunità Ebraica - Roma)
Gaetano Maffia (regista - Roma)
Franco Mancuso (Roma)
Adriano Mordenti (Artista Roma)
Mariella Valente (IDV Livorno)
Franco Guarnieri (operaio rom Pescara)
Gino Di rocco (studente universitario rom Lanciano CH)
Giuseppe Di Rocco (imprenditore rom Francavilla al Mare CH)
Umberto Di Nella (imprenditore rom Vinchiaturo CB)
Tommaso Di Nella (commerciante rom Lanciano CH)
Maria Rosa Sisto (pediatra Francavilla al Mare CH)
Roberta Sangiorgi (presidente Associazione Ex e Tra Mantova)
Pino Petruzzelli (attore, Genova)
Di Sucar Drom (del 29/03/2008 @ 09:25:32 in blog, visitato 2233 volte)
Lamezia Terme (CZ), cittadinanza di carta
«Noi tutti vorremmo che non si parlasse più del campo Rom di Scordovillo, perché
vorremmo che non esistesse una realtà del genere: non vogliamo esser...
Russia, allarme razzismo
Era una donna immigrata e questo è stato sufficiente per ucciderla. Un gruppo di
giovani skinheads ha tagliato la gola ad una donna del Tagikistan davanti a t...
Milano, si litiga sullo sgomero dei Rom
Si accende lo scontro politico sull'eventuale sgombero del grande “campo
nomadi” di via Bovisasca a Milano e le eventuali soluzioni da trovare per gli
sfol...
Pescara, un Rom in Consiglio comunale si fa blog
Perché candidare un Rom al Consiglio comunale di Pescara? Per la minoranza rom
abruzzese è la dimostrazione della volontà di una partecipazione attiva,
propositiva ...
Polemica su Casilino 900
In questi giorni è nato un confronto serrato tra il gruppo EveryOne e
RomSintiPolitica sullo sgombero del “campo nomadi” di Casilino 900 a Roma.
Nazzareno Guarnie...
Auschwitz, Primo Levi incontra uno "zingaro"
Lo scritto che presentiamo è di Primo Levi. È apparso per la prima volta su "La
Stampa" di Torino il 2 dicembre 1979. Successivamente è stato pubblicato su "...
Pescara, appello alla minoranza rom
Carissimo amico Rom, rivolgo a te un appello ed una riflessione. In questi
giorni, come accade ad ogni elezione, molte persone verranno a chiederti il voto
ma subito...
Alghero (SS), il Comune presenta progetti per i Rom
Due progetti finalizzati all’inclusione sociale e all’alfabetizzazione della
comunità Rom presente ad Alghero sono stati presentati dall’Amministrazione ...
Di Fabrizio (del 08/09/2011 @ 09:25:19 in Italia, visitato 1765 volte)
La visita al campo di via Idro il 26 maggio 2011 (foto Dijana Pavlovic)
Ieri è stato reso noto il rapporto della visita in Italia a fine maggio
scorso di Thomas Hammarberg, Alto Commissario del Consiglio d'Europa per i
Diritti Umani.
Questa la
pagina del Consiglio d'Europa, a cui segue il
rapporto dettagliato. Tutto in inglese e pure lunghetto. Purtroppo mi manca
il tempo per tradurlo (ultimamente faccio fatica anche a star dietro alla
posta). Nel caso, aiutatevi con Google Translator.
Il Centro Europeo per i Diritti dei Rom (European Roma Rights Centre, ERRC)1,
l'Associazione
21 luglio2, la Consulta Rom e Sinti della Città di Milano3, il Gruppo di
Sostegno Forlanini4, il
NAGA5 e UPRE ROMA6 scrivono alle autorità italiane al fine di sottolineare la
forte discrepanza
esistente tra gli impegni recentemente assunti dal governo in seguito
all'adozione della
Strategia di Inclusione di Rom, Sinti e Caminanti (RSC) e quanto invece avviene
a livello locale,
con particolare riferimento alle città di Milano e Roma.
In data 24 Febbraio 2012 il governo italiano ha approvato la Strategia Nazionale
di Inclusione di
RSC7 elaborata dall'UNAR con la partecipazione delle federazioni italiane di
RSC, di alcune
organizzazioni internazionali di diritti umani nonché delle associazioni che a
vario titolo si
occupano di RSC in Italia. La Strategia italiana adempiendo alla comunicazione
europea n. 173
del 5 Aprile 2011 dal titolo "Quadro dell'UE per le strategie nazionali di
integrazione dei Rom
fino al 2020"8 segue i quattro assi da essa indicati, ovvero istruzione, lavoro,
casa e salute. Il
merito coralmente riconosciuto alla Strategia è stato quello di aver
sottolineato ed enfatizzato
più volte la necessità di superare "definitivamente la fase emergenziale che,
negli anni passati,
ha caratterizzato l'azione soprattutto nelle gradi aree urbane. D'altra parte, -
continua il testo -
gli assi di intervento, investono ruoli, funzioni e competenze di
Amministrazioni diverse, che
devono concorrere in maniera coordinata all'obiettivo che il governo si è
prefissato nella cornice
comunitaria"9.
Il 15 Giugno 2012 il Ministro dell'Integrazione e della Cooperazione
Internazionale Andrea
Riccardi ha inviato ai prefetti della Repubblica Italiana ed altre autorità
locali la missiva n. 3014
con la quale comunicava ai destinatari i contenuti della Strategia e
l'articolazione della stessa,
ovvero la predisposizione di tavoli tematici nazionali con competenze nei
diversi settori
d'intervento e la costituzione di tavoli regionali/locali a livello locale.
Questi ultimi, si sottolinea
nella comunicazione del Ministro, si caratterizzano per "la partecipazione di
rappresentanti delle
Amministrazioni periferiche statali, delle regioni, delle province e dei comuni,
nonché il
coinvolgimento delle associazioni e degli enti della società civile impegnate
nella tutela delle
comunità RSC e di rappresentanti delle medesime comunità. I tavoli regionali
avranno il
compito di sensibilizzare e monitorare l'attuazione della strategia a livello
locale e costituiranno
il luogo di elaborazione dei Piani locali che verranno prioritariamente
sperimentati nelle regioni
in passato ricomprese nella gestione emergenziale (Lazio, Campania, Lombardia,
Piemonte e
Veneto)"10.
A tutt'oggi rimane uno stridente contrasto tra gli scopi enunciati dalla
Strategia e le azioni
intraprese dalle autorità a livello locale e che coinvolgono RSC nelle città di
Roma e Milano.
Nella città di Roma non risulta al momento l'elaborazione di alcuna Strategia
locale per RSC e
l'unico piano che va avanti è il cosiddetto "Piano Nomadi" adottato dall'allora
Commissario
Straordinario per l'Emergenza Nomadi11 della regione Lazio il 31 Luglio 2009.
Emergenza che è
poi stata dichiarata illegittima dalla sentenza n. 6050 del Consiglio di
Stato12. Come
conseguenza del Piano Nomadi il 18 Giugno 2012 è stato ufficialmente aperto il
campo formale
segregante de La Barbuta. Tra il 5 e il 13 Luglio 2012 il campo tollerato di via
del Baiardo è
stato invece chiuso e i suoi abitanti censiti. In questo campo rom di origine
serba e macedone
hanno vissuto per circa 20 anni. Da diversi anni il comune di Roma non ha più
eseguito lavori di
ristrutturazione e mantenimento nel campo, il quale versava in effettive
condizioni di degrado.
Operatori dell'ERRC e dell'Associazione 21 luglio erano presenti al campo
durante i giorni dello
sgombero. E' significativo notare che solo alcune decine dei rom di via de Baiardo (circa 30
persone in tutto) hanno accettato di andare nel nuovo campo de La Barbuta in
quanto non
ritenuto un luogo adeguato. Soltanto le famiglie con bambini hanno ricevuto
l'offerta del centro
di accoglienza per un massimo di 90 giorni dopo di che secondo il sindaco Gianni
Alemanno "dovranno tornare nel loro Paese"13.
Il 6 Luglio 2012 la città di Milano ha presentato "Il Progetto Rom, Sinti e
Caminanti 2012 - 2015.
Proposta del Comune di Milano". Gli assessori Marco Granelli e Pierfrancesco Majorino hanno
illustrato "le linee guida dell'intervento dell'Amministrazione comunale sul
tema delle
popolazioni RSC presenti a Milano e la base per l'elaborazione del Progetto
definitivo che
necessita di una fase di confronto con le diverse istituzioni interessate e con
le diverse forme di
rappresentanza associative e delle popolazioni RSC attualmente presenti e
organizzate […]. Il
Progetto RSC di Milano - continua il documento - intende inserirsi nel quadro
tracciato a livello
nazionale dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con il documento Strategia
Nazionale
d'Inclusione dei RSC"14. Gli assessori hanno affermato che gli sgomberi dei
campi informali
andranno avanti e di non voler sospendere quelli già programmati. D'altronde il
giorno prima
della presentazione della bozza di piano, ovvero il 5 Luglio, il comune di
Milano ha sgomberato
due insediamenti abusivi per un totale di circa 300 rom rumeni nonostante ci
fossero soltanto 85
posti disponibili nei centri di accoglienza comunale. Il Piano inoltre contiene
delle misure,
sgomberi forzati e, se disponibili, centri di accoglienza soltanto per brevi
periodi, volte ai rom dei
campi informali la cui applicazione finora praticata non ha portato a reali
percorsi di inclusione.
Per quanto riguarda invece i campi formali vi sono alcuni elementi di continuità
con l'Emergenza
Nomadi dichiarata illegale dal Consiglio di Stato nel Novembre 2011. I
rappresentanti delle
popolazioni RSC e le associazioni non sono stati coinvolti nell'elaborazione
delle linee guida ed
è stato soltanto chiesto loro di esprimersi su di esse.
Infine le organizzazioni scriventi sono preoccupate per la notizia del notevole
ridimensionamento del personale dell'UNAR, il quale oltre a svolgere
l'importante funzione di
garante della parità di trattamento in Italia è anche Punto di Contatto
Nazionale della Strategia
di Inclusione di RSC. La riduzione del suo staff pregiudicherebbe la già debole
applicazione
della Strategia.
Le organizzazioni scriventi chiedono che il governo italiano verifichi e
promuova azioni
adeguate affinché la Strategia nazionale venga rispettata e applicata in tutto
il territorio italiano.
Vi ringraziamo per l'attenzione alla presente lettera e ci rendiamo disponibili
per eventuali
incontri volti a discutere l'effettiva implementazione della Strategia a tutti i
livelli.
Distinti saluti
Dezideriu Gergely, Direttore Esecutivo ERRC
Carlo Stasolla, Presidente Associazione 21 luglio
Pietro Massarotto, Presidente Associazione Naga
Stefano Nutini,
Gruppo di Sostegno Forlanini
Djiana Pavlovic, Consulta Rom e Sinti di Milano
Paolo Cagna Ninchi, UPRE ROMA
Note:
Dott. Mario Monti, Presidente del Consiglio dei Ministri
Dott.ssa Annamaria Cancellieri, Ministro dell'Interno
Dott.ssa Elsa Fornero, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali
Dott. Andrea Riccardi, Ministro dell'Integrazione e della Cooperazione
Internazionale
Ufficio di Presidenza dell'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali
Dott. Giuliano Pisapia, Sindaco di Milano
Dott. Gianni Alemanno, Sindaco di Roma
L'ERRC è un'organizzazione legale internazionale di pubblico interesse che
combatte il razzismo contro i Rom e
l'abuso dei diritti umani. Le attività dell'ERRC includono contenziosi
strategici nell'ambito del diritto, assistenza legale
internazionale, sviluppo delle ricerche e delle politiche relative, nonché la
formazione di attivisti Rom. Maggiori
informazioni sono disponibili al sito
www.errc.org
L'Associazione 21 luglio è un'organizzazione che promuove e difende i diritti
dell'infanzia e rivolge una particolare
attenzione ai bambini rom che vivono in Italia. La mission dell'organizzazione è
salvaguardare i bambini rom,
combattere ogni forma di discriminazione, promuovere campagne e appelli al fine
di porre fine alla violazione dei diritti
dei bambini rom. Maggiori informazioni sono disponibili al sito
http://www.21luglio.com
La Consulta Rom e Sinti di Milano è stata costituita con atto presentato al
sindaco di Milano, Giuliano Pisapia il 17
giugno 2011 in rappresentanza delle comunità rom e sinte regolari e irregolari
presenti sul territorio comunale
Il Gruppo Sostegno Forlanini è formato da volontari, da quattro anni opera
nell'aiuto materiale, nell'accompagnamento
sociale e nella mobilitazione per e con gli abitanti di alcuni campi informali
della zona est di Milano
Il Naga è un'associazione di volontariato laica e apartitica che si è
costituita a Milano nel 1987 allo scopo di
promuovere e di tutelare i diritti di tutti i cittadini stranieri, rom e sinti
senza discriminazione alcuna. Gli oltre 300
volontari del Naga garantiscono assistenza sanitaria, legale e sociale gratuita
a cittadini stranieri irregolari e non, a rom,
sinti, richiedenti asilo, rifugiati e vittime della tortura oltre a portare
avanti attività di formazione, documentazione
e lobbying sulle Istituzioni. Maggiori informazioni al sito
www.naga.it
L'associazione UPRE ROMA è una delle 16 associazioni a prevalente composizione
rom, sinta e caminanti che ha
formalmente aderito alla procedura di evidenza pubblica definita dal PCN per la
partecipazione alle diverse fasi attuative
della Strategia
La Strategia di Inclusione di RSC è disponibile sul sito
http://www.unar.it/
Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al
Comitato economico e sociale europeo e
al Comitato delle regioni del 5 aprile 2011 «Quadro dell'UE per le strategie
nazionali di integrazione dei Rom fino al
2020», disponibile al sito
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:52011DC0173:IT:NOT
UNAR, Strategia Nazionale d'Inclusione dei Rom dei Sinti dei Caminanti, Roma,
Febbraio 2012, 5
Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministro per la Cooperazione
Internazionale e l'Integrazione, Strategia nazionale
di inclusione dei Rom, Sinti e Caminanti - Iniziative, 15 Giugno 2012
Di Fabrizio (del 09/12/2010 @ 09:24:09 in Kumpanija, visitato 1644 volte)
Giovedì 16 dicembre ore 21.00
circolo Arci Ubik - via Deledda 21, Pessano con Bornago (MI)
Un incontro sui diritti del popolo rom e sinti, presentato da Arci Ubik e
Amnesty International.
Interverranno:
- Dijana Pavlovic, attrice, mediatrice culturale e attivista politica
romni. Dopo la laurea in Arti drammatiche a Belgrado, si trasferisce a Milano
dove lavora per il teatro, il cinema e la TV. Dal 2009 è vice presidente della
Federazione Rom e Sinti Insieme.
- Fabrizio Casavola, attivo da molti anni nella difesa dei diritti dei
rom milanesi, ha fondato il blog Mahalla, sinti e rom da tutto il mondo.
Cura la rassegna cinematografica Ho incontrato zingari felici al circolo
Arci di Turro (via Rovetta 14; prossimo appuntamento, lunedì 20 dicembre con
Train de Vie di R. Mihaileanu).
La campagna "DOSTA!" ("basta" in lingua romanes)
promossa dalla Comunità europea è coordinata e finanziata dall'UNAR
(Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) in collaborazione con il
Consiglio d'Europa e con le principali federazioni rom e sinte per promuovere in
Italia una maggiore conoscenza della cultura dei Rom e dei Sinti, la più grande
minoranza etnica d'Europa, e per sconfiggere con la conoscenza gli stereotipi
che hanno sempre accompagnato questo popolo.
Piacere di conoscervi!
Siamo i Rom e i Sinti, ma molti per ignoranza o cattiveria ci chiamano "zingari"
o "nomadi".
Viviamo in mezzo a voi da circa seicento anni ma ancora in pochi ci conoscono
veramente. Probabilmente avete letto sui giornali che siamo sporchi, ladri,
accattoni… ma non è così. Certo alcuni di noi sono molto poveri e alcuni hanno
commesso degli sbagli. Ma non siamo tutti uguali anche se siamo tutti presi di
mira da discriminazioni e in alcuni casi da razzismo vero e proprio.
In Europa siamo in dodici milioni, in Italia molto meno, circa 100.000. In
maggioranza siamo Cittadini italiani dal 1871 ma alcuni di noi vengono dalla ex
Yugoslavia e dalla Romania: scappati dalla guerra o dalla miseria.
Provate ad immaginare di non poter avere documenti (anche se i vostri e
genitori sono nati in Italia), di non poter chiedere lavoro o continuare a
studiare per questo motivo, di dover aspirare al massimo a vivere in un
container o in una roulotte… di essere allontanati se entrate in un bar, di
essere oggetto di battute e scherno… che vita sarebbe? La vita di molti di noi
al momento.
Noi siamo i Rom e Sinti e come ogni altra minoranza abbiamo una lunga memoria
storica, valori, costumi, tradizioni, arti, talenti, musica e bellezza. Abbiamo
i colori di una civiltà millenaria che non hai mai preso parte ad una guerra.
Tutto questo tuttavia resta confinato troppe volte negli angusti spazi che
occupiamo alle periferie delle città, in ghetti che chiamano "campi nomadi".
La campagna DOSTA può rappresentare la possibilità di superare quel muro del
pregiudizio che circonda la nostra gente.
Noi vi tendiamo una mano, metteremo in piazza frammenti della nostra cultura,
vi sorprenderemo con il calore della nostra musica, le emozioni delle nostre
danze e lo faremo in una serie di eventi che si snoderanno per tutta Italia,
accompagnati da seminari e conferenze, mostre fotografiche e proiezioni video,
momenti di riflessione in cui ci racconteremo a voi.
Il programma di Milano è stato realizzato dalla "Federazione Rom&Sinti
insieme" e dall'Associazione UPRE ROMA con il patrocinio e il contributo di:
Fondazione Culturale San Fedele
Fondazione Giangiacomo Feltrinelli
Fondazione Fabrizio De André onlus
Casa della Cultura
Hanno aderito: ARCI Milano, Associazione Aven Amentza, Associazione Romano
Drom, Lavoro, Gruppo Abele di Milano, Opera Nomadi di Milano
Rom e sinti: una piaga da scacciare o una realtà
da conoscere?
A Milano la campagna "DOSTA!" contro la discriminazione di Rom e Sinti
Venerdì 29 ottobre alle ore 11.30 nella sala Marra di palazzo Marino è
convocata la conferenza stampa di presentazione della campagna DOSTA!
La campagna " DOSTA!" ("basta" in lingua romanes) è stata promossa dalla
Comunità europea, in Italia è coordinata e finanziata dall'UNAR (Ufficio
Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) del ministero per le Pari Opportunità in
collaborazione con il Consiglio d'Europa e con le principali federazioni rom e
sinte, per promuovere una maggiore conoscenza della cultura dei Rom e dei Sinti,
la più grande minoranza etnica d'Europa, e per sconfiggere con la conoscenza gli
stereotipi che hanno sempre accompagnato questo popolo.
A Milano la Federazione " Rom& Sinti insieme" e l'associazione UPRE ROMA
hanno prodotto uno sforzo particolare per la situazione estremamente delicata
delle comunità rom e sinte (350 sgomberi di campi abusivi e la prevista chiusura
di 4 campi regolari con il coinvolgimento di oltre 1000 persone tra uomini,
donne e bambini).
Il programma di iniziative che viene proposto alla città ha visto il
coinvolgimento di autorevoli istituti culturali come la Fondazione Culturale San
Fedele, la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, la Casa della Cultura, la
Fondazione De André e l'adesione dell'ARCI Milano, dell'Associazione Aven
Amentza, dell'Associazione Romano Drom, della Camera del Lavoro, del Gruppo
Abele di Milano, dell'Opera Nomadi di Milano.
Alla presentazione del programma intervengono Massimiliano Monanni
direttore dell'UNAR, Dijana Pavlovic vicepresidente della Federazione
Rom& Sinti insieme, Giacomo Costa per la Fondazione culturale San Fedele,
Chiara Daniele direttrice della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli,
Ferruccio Capelli presidente della Casa Della Cultura.
Grazie per l'attenzione
Per informazioni: 339-11.70.311
29 ottobre - ore 11.30 – sala Marra di palazzo
Marino Conferenza stampa di presentazione della campagna DOSTA!
8 novembre - ore 21 Auditorium San Fedele, via Hoepli 3/b Saluti:Giacomo Costa, fondazione culturale San Fedele Presentazione: un esponente dell'UNAR; Fabrizio Casavola, Upre Roma "Le danze di Billy e Dijana" di Daniele Lamuraglia, con Dijana Pavlovic e Diego Conti
Nell'occasione verrà esposta la mostra sul Porrajmos (lo sterminio dei rom e dei
sinti)
12 novembre - ore 18-20.30 Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, via
Romagnosi 3 "Rom: a Milano si può? Politiche abitative (e altro): soluzioni possibili" Saluti:Carlo Feltrinelli presidente della Fondazione
Giangiacomo Feltrinelli Introduzione: un esponente dell'UNAR; Alfredo Alietti, Upre Roma,
docente di sociologia università degli studi di Ferrara Testimonianze:don Massimo Mapelli, Casa della Carità; abitanti
dei campi; Interventi:Laura Balbo, docente di sociologia università degli
studi di Padova; Antonio Tosi, docente di sociologia urbana al
Politecnico di Milano; Tommaso Vitale, Scientific Director of the Master
"Governing the Large Metropolis" CEE, Sciences Po Paris
E' stata invitata Mariolina Moioli, assessore alle politiche sociali
Comune di Milano.
18 novembre – ore 20.30-23 - Casa della Cultura, via Borgogna 3 "La rappresentazione mediatica dei rom e dei sinti: tra dovere di informare e
violazione dei diritti." Presenzia:Ferruccio Capelli, presidente della Casa della
Cultura Introduzione: un esponente dell'UNAR; Paolo Cagna Ninchi,
presidente Upre Roma Interventi:Michael Guet, Capo della Divisione dei Rom e dei
viaggianti del Consiglio d'Europa; Eva Rizzin e Angelica Bertellini,
Articolo 3 - Osservatorio sulle discriminazioni di Mantova; Ferruccio de
Bortoli, direttore del Corriere della Sera; Roberto Escobar, docente
di filosofia della politica alla Statale di Milano; David Parenzo,
conduttore e autore televisivo,
E' prevista la presenza del ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna
1 dicembre – ore 21 – Casa della Cultura, via Borgogna 3 "Sebben che siamo donne… rom - La via dei campi e la via dell'arte" Presenzia:Ferruccio Capelli, presidente Casa della Cultura Introduce: un esponente dell'UNAR. Rebecca Covaciu, rom rumena, premio UNICEF per i disegni; Laura Halilovic, rom bosniaca, autrice di "Io, la mia famiglia rom e
Woody Allen"; Dijana Pavlovic, rom serba, attrice
Nel corso dell'incontro saranno proiettati frammenti delle realizzazioni
artistiche
9 dicembre - ore 21 - Auditorium San Fedele, via Hoepli 3/b
Concerto conclusivo con artisti rom e italiani organizzato con la Fondazione De
André (programma in via di definizione)
Un progetto "sponsorizzato" da
UPRE ROMA è una scuola di teatro. Il testo che segue è di Dijana Pavlovic
UPRE ROMA, in italiano ALZATEVI ROM, come dice il nome stesso, è un occasione
per i Rom e per i Sinti di alzare la testa raccontando se stessi, la propria
cultura e la propria realtà senza tabù, i propri valori e i disagi di un
inserimento sociale mancato, ma anche le proprie chiusure e la propria divisione
in due, tra il loro mondo di esclusione e il mondo dei gage, al quale
partecipano soltanto attraverso la televisione, e molto spesso attraverso il
peggio che la televisione può offrire alla società. Per questo la modalità
scelta è proprio quella teatrale, che assomiglia al luccichio e al meccanismo
delle trasmissioni televisive e avvicina il sogno dei giovani, non solo rom,
di essere protagonisti di "Amici" di Maria De Filippi, ma allo stesso tempo non
propone quel mondo, ma un mondo sincero di sentimenti veri e profondi, ed è una
vera occasione di espressione artistica. Quella espressione artistica che è
necessaria per poter dialogare tra culture diverse, conoscersi non solo
attraverso dati, cronaca nera e luoghi comuni, ma scambiare una parte della
propria esperienza e della propria anima – capirsi. Il teatro può diventare la
messa in scena dei propri vissuti, all'interno di un gruppo, con il supporto di
alcuni principi di presenza scenica derivati dall'arte dell'attore e rendere
armonico il rapporto tra corpo, voce, mente nella relazione con l'altro, gli
altri, sé stesso e la propria creatività interpretativa.
A tutto questo si aggiunge un valore simbolico: quello di ritornare alle proprie
origini e la cultura dello spettacolo viaggiante, dei circhi e di arte di
strada, per poi fare uno salto di qualità e trasformarlo in un potente mezzo di
comunicazione.
Oltre che promuovere la cultura rom, con questo progetto si vuole realizzare uno
strumento di comunicazione e di dialogo, dare uno spazio e la possibilità di
esprimersi ai giovani rom, e infine riuscire a creare una compagnia teatrale con
vita autonoma in grado di offrire anche i mezzi di sostegno per chi vi
partecipa. Per questo sono previste paghe e rimborsi spese per i frequentatori
del corso, come motivazione per arrivare alla fine del progetto e per legare una
passione a una prospettiva di una possibile vita professionale.
Il progetto consiste in tre parti:
* la selezione di adolescenti e giovani a partire da 14 anni attraverso un
provino davanti a una commissione, tenendo presenti quattro discipline: canto,
ballo, musica e recitazione. Si intende selezionare al massimo otto persone tra
ballerini, cantanti, musicisti e attori.
* il corso di recitazione, canto, ballo e musica. Si prevede una durata di 40
ore distribuite in un mese, nelle quali i frequentatori del corso insieme agli
esperti di teatroterapia (Alessandro Pecini) insegnanti professionisti della
Scuola Civica Paolo Grassi (Tatiana Olear e Ambra D'Amico) affronteranno con il
metodo dell'improvvisazione teatrale le proprie esperienze di vita e i temi
fondamentali della propria cultura. Per gli allievi musicisti sono previsti
interventi di musicisti rom (come Jovica Jovic) e non rom (come Maurizio Dehò),
finalizzati all'arrangiamento della musica tradizionale e/o alla composizione di
nuovi brani e testi che successivamente verranno usati nello spettacolo. Per i
ballerini è previsto l'intervento di coreografi.
* preparazione e prove per uno spettacolo teatrale e il debutto. Un periodo di
20 giornate lavorative nelle quale si mette insieme il lavoro svolto nella fase
precedente con la regia di Dijana Pavlovic.
Costi del progetto:
I fase: non ha costi
II fase:
Rimborso spese viaggi allievi: € 800 (€100 a attore)
Paghe allievi: € 800 (€100 a attore)
Insegnanti gettone presenza: € 2.000 (40 ore di insegnamento)
Eventuale affitto spazio: € 2.000
--------------
€ 5.600
III fase:
Paghe attori spettacolo: € 2.400 (€300 a attore)
Costi regia e assistente regia: € 4.000
Scenografia, costumi, luci, tecnico luci: € 6.000
Spazio prove (teatro): € 3.000
---------------
€ 15.400
Di Fabrizio (del 23/11/2008 @ 09:20:52 in Italia, visitato 2034 volte)
GIOVEDI’ 27 novembre
ore 21 presso il "Gabbiano" a Baggio – via Ceriani 3 MILANO
IN CHE MO(N)DO VIVI? spazio di confronto socio-politico
Incontro pubblico sul tema "Immigrazione e razzismo"
ROM E GAGE’ per capire bisogna conoscere
incontreremo Dijana Pavlovic rom serba, attrice teatrale e mediatore
culturale nelle scuole elementari
partecipa Fabrizio Casavola redattore di Mahalla - Rom e Sinti da tutto
il mondo
Un giorno, camminando in montagna, ho visto da lontano una bestia.
Avvicinandomi, mi sono accorto che era un uomo.
Giungendo di fronte a lui, ho visto che era mio fratello.
(Proverbio tibetano)
Di Sucar Drom (del 27/03/2010 @ 09:20:29 in blog, visitato 2281 volte)
Merano (BZ), inaugurazione della mostra "Porrajmos, altre tracce sul sentiero
per Auschwitz"
L'associazione Sinti nel Mondo e l'associazione Nevo Drom invitano
all'inaugurazione e presentazione della mostra fotografica/documentaria "Porrajmos, altre tracce sul sentiero per Auschwitz". L'evento si terrà lunedì 1
marzo 2010, alle ore 10.00, presso lo School Village di Merano "Liceo Carducci",
in via Karl Wolf. Durante la presentazione ci sarà una breve interpretazione del
compless...
Ciao Anna
Con molta tristezza annunciamo la scomparsa della dott.ssa Anna Ricci, storica
figura dell'Opera Nomadi di Milano e Nazionale che per tanti anni ha difeso le
comunità rom e sinte d...
Sciopero!
Stranieri non tanto dal punto di vista anagrafico, ma perché estranei al clima
di razzismo che avvelena l'Italia del presente. Autoctoni e immigrati, uniti
nella stessa battaglia di civiltà . http://www.primomarzo2010.it/...
Acerra (NA), i beni confiscati alla camorra vanno ai Rom e agli immigrati
Sta facendo discutere l'iniziativa del comune di Acerra, nel Napoletano, di
destinare due immobili confiscati alla camorra ai Rom e agli immigrati presenti
sul territorio. Si tratta di due fabbricati di 350 metri quadri, con i quali
l'amministrazione comunale cerca di dare un...
Yuri Del Bar: una cultura di pace e di gioia, io ci credo!
Io sono stato il primo Cittadino italiano, appartenente alla minoranza storica
linguistica dei Sinti lombardi, eletto in un Consiglio Comunale in Italia. Il
valore della mia elezione cinque anni fa ha avuto una ricaduta non solo su
Mantova ma su tutto il territorio nazio...
Elezioni: promuovi Dijana Pavlovic in Provincia di Milano
Stampa, condividi con tutti, promuovi la candidatura di Dijana Pavolovic in
Provincia di Milano per le elezioni regionali in Lombardia. Abbiamo bisogno del
tuo aiuto per mandare una rom al Pirellone...
Elezioni: promuovi Yuri Del Bar in Comune a Mantova
Stampa, condividi con tutti, promuovi la candidatura di Yuri Del Bar per le
elezioni comunali a Mantova. Abbiamo bisogno del tuo aiuto per mandare un Sinto
in Consiglio Comunale...
Di Fabrizio (del 02/03/2009 @ 09:20:10 in Italia, visitato 1756 volte)
- di Dijana Pavlovic
Ho ricevuto una telefonata da un Sinto. Mi dice che devo smettere di dire che
Rom e Sinti sono lo stesso popolo, che loro non c'entrano nulla con i rom
stupratori e che per colpa nostra i gage se la prendono anche con i Sinti. Non
capisco. Poi mi arrivano notizie di alcuni amici preoccupati : in diverse città
italiane prossime alle elezioni amministrative esponenti del Popolo delle
Libertà hanno offerto ai Sinti - cittadini italiani- 50€ per voto in cambio di
protezione dopo una eventuale vincita.
È già successo - mi dicono - anche con altre formazioni di destra. Gli "zingari"
allora non sono proprio tutti da buttare via e da prendere a "calci nel
culo"? Ce ne sono che servono per una manciata di voti e così si esporta un po'
del proprio razzismo nelle comunità che ne sono anche l'oggetto e scatenare
un'altra guerra: Sinti, cittadini italiani, votanti, contro i Rom stranieri,
"tutti stupratori e ladri" e non votanti.
Mi chiedo che protezione possono offrire a queste persone terrorizzate? Forse le
ronde selezioneranno in che campo andare? E come potranno spiegare questo ai
loro elettori che in ogni campo senza distinzione vedono solo zingari e basta?
Come la prenderanno quegli elettori che sul Facebook hanno creato un gruppo che
si chiama ACCENDI ANCHE TU UN FIAMMIFERO ... PER DARE FUOCO A UN CAMPO ROM!!! e
che ha 14400 iscritti che ripetono nella loro chat, le parole i concetti dei
vari Borghezio e che non vedono l'ora di iscriversi alle associazioni "civili e
innocue" che faranno le ronde "armati solo di telefonini"?
Tanto per non lasciare dubbi uno di questi aspiranti rondisti si firma con un
nome tragicamente famigerato: Himmler. Questi sono gli allievi di Gentilini che
con la stessa camicia verde e dallo stesso palco di Bossi e Maroni invoca
l'eliminazione dei bambini zingari. La Lega, come l'apprendista stregone di Paul
Dukas (per chi avesse visto Fantasia di Disney) ha innestato con la sua campagna
di terrore contro immigrati e rom una deriva razzista che trova nelle norme del
pacchetto sicurezza legittimità e giustificazione e soprattutto scava nella
coscienza delle persone il solco incolmabile dell'odio. Io vengo da un paese
distrutto dall'odio e Ivo Andric, grande scrittore serbo, ci aveva ammonito: "Io
so che l'odio e la collera hanno una loro funzione nello sviluppo della società.
Ci sono ingiustizie e soprusi che solo i vortici dell'odio e della collera
possono annientare. Ma non si tratta dell'odio che rappresenta un momento nel
processo di sviluppo della società, la tappa inevitabile di un'evoluzione
storica, ma di un odio che si manifesta come una forza autonoma, che trova in se
stesso la propria ragione di essere. È l'odio che fa scontrare l'uomo con un suo
simile e poi li rigetta entrambi nella miseria e nella disgrazia, o li
sotterra." dijana.pavlovic@fastwebnet.it 28 febbraio 2009
Di Fabrizio (del 13/07/2007 @ 09:19:13 in Italia, visitato 2237 volte)
In occasione del Meeting Antirazzista che si terrà a Cecina dal 21 al 28
luglio è in programma una giornata incentrata sul popolo Rom, all'interno del
tema più generale del meeting: Città aperte o chiuse?
Il tema della giornata è: “Immaginare il futuro tra memoria e presente”
Al mattino dalle ore 10 alle 13 si riunirà l'assemblea plenaria del Comitato Rom
e Sinti Insieme.
I rappresentanti discuteranno tre documenti che verranno presentati nel seguito
della giornata. Il primo sulle problematiche legate all'immigrazione, il secondo
sulla legge per il riconoscimento delle minoranze linguistiche in particolare
dei rom e sinti ed il terzo per la costruzione della rappresentanza politica e
la cittadinanza. L'assemblea sarà aperta a tutti gli interessati.
Alcuni partecipanti: Yuri Del Bar, Nazzareno Guarnieri, Radames Gabrielli, Eva
Rizzin, Dijana Pavlovic, prof. Santino Spinelli,Demir Mustafa, Davide Casadio,
Elvis Ferrari, Graziano Halilovic, Bruno Morelli, Loris Levak, Bajram Osmani,
Torre Vladimiro.
Contributi esterni: Roberto Ermanni, Zoran Lapov, Nando Sigona, Carlo Berini.
Dalle ore 15:30 alle ore 17:30
Nel primo pomeriggio è prevista, alla presenza della sottosegretaria Cristina De
Luca, di alcuni parlamentari italiani e di molti amministratori locali di
Regioni e Comuni, la presentazione di buone prassi politiche e progettuali con
interventi di Arci, Osservazione e Fondazione Michelucci. Inoltre ci sarà la
restituzione dei documenti discussi la mattina dal Comitato Rom e Sinti Insieme.
Contestualmente avrà luogo la presentazione della pubblicazione con Dvd “Immaginare
il Futuro tra Memoria e Presente” prodotta da Arci Toscana che documenta
l'esperienza del Progetto Rom Toscana, metodologie e proposte per il futuro.
Dalle ore 17:30 alle ore 19:30
Tavola Rotonda: il superamento dei “campi nomadi”
La discussione approfondirà i temi dell'accoglienza, della discriminazione e
dell'illusione securitaria. Saranno presenti, con vari interventi,
amministratori e funzionari locali.
Interverranno: Gianni Salvadori (assessore Regione Toscana); Lucia De Siervo (assessora
Comune di Firenze; e altri assessori e funzionari delle delle Regioni e Comuni
italiani (Sicilia; Lazio, Puglia; Campania, Toscana, Veneto, Lombardia,
Trentino)
Alle ore 21 Spazio Cinema
proiezione del cortometraggio “Kher” prodotto da Arci Toscana sul tema Progetto
Rom Toscana e il superamento dei Campi Nomadi.
Amici del Museo d'Arte di Tel Aviv Si ringrazia per la collaborazione CASA DELLA POESIA
Il 27 gennaio 1945 i soldati dell'Armata Rossa liberarono Auschwitz-Birkenau
salvando i pochi sopravvissuti e svelando l'ORRORE. Tutti dovremmo saperlo e
ricordarlo. ma pare che non sia così. La cronaca quotidiana ci dice che non
è così.
In anticipo sul calendario della memoria pubblica, A.M.A.T.A. onlus (Amici del
Museo d'Arte di Tel Aviv) invita a un "suo" Giorno della Memoria il 17
gennaio 2010. Quella stessa domenica Papa Ratzinger andrà in visita alla
sinagoga romana in nome di un dialogo non facile. Nel medesimo giorno la
comunità ebraica ricorderà il tentato pogrom del 1793: il ghetto assediato e
incendiato, gli ebrei salvi grazie a un acquazzone improvviso che spense le
fiamme.
L'associazione A.M.A.T.A. onlus invita a riflettere sullo Sterminio con il
mezzo che le è proprio, avendo cioè a cuore la diffusione della cultura edel
rispetto senza distinzione di nazionalità, etnia, colore, religione.
Guardiamo il mondo intorno a noi, lasciando alle istituzioni la fatica di non
soccombere sotto il peso di rituali e ripetitività.
Quando - presto, prestissimo - rimarremo noi soli a sapere, a ricordare la Shoà,
quando i testimoni non ci saranno più, è allora che ci serviranno vecchie-nuove
parole, vecchie-nuove melodie, nuovi strumenti della Storia. Di quella Storia
che è storia di ogni giorno.
Stefano Jesurum
PROGRAMMA
ore 18.00 1a parte NON CHIAMARMI ZINGARO Spettacolo di Pino Petruzzelli
Intervallo
Cena offerta dal Museo d'Arte di Tel Aviv con i sapori della cucina ebraica
2a parte
Interverranno: Ron HuldaiSindaco di Tel Aviv Tommaso KemenyPoeta David MaghnagiDocente di Psicologia presso "La Sapienza" di Roma Radu MihaileanuRegista cinematografico (Train de Vie, Vai e vivrai,
Il concerto) Dijana PavlovicAttrice AlexianGruppo musicale rom Trio NefeshGruppo musicale klezmer
Di Fabrizio (del 09/01/2007 @ 09:17:41 in media, visitato 2150 volte)
Continuo con la saga del Giornale di ieri, con l'intervista a Dijana Pavlovic
"Le paure degli italiani non vanno fomentate. In questi giorni si sono moltiplicate voci su un'ipotetica invasione di neocomunitari bulgari e romeni portatori di criminalità. La paura è legata soprattutto ai rom. Dipenderà molto da come il Comune gestirà la politica sociale". Dijana Pavlovic, una bella e giovane rom che da otto anni vive a Milano. Attrice di teatro e stimata mediatrice culturale, collabora con l'Associazione Opera Nomadi. Nel 2006 si è candidata al Consiglio comunale nella lista Uniti con Dario Fo per Milano: "Non sono stata eletta - sostiene - ma è stata una bella sfida". Lei non rappresenta esattamente l'immagine che si ha dei rom: è elegante, colta, impegnata.
"Fin da piccola dovevo dimostrare di valere. Sono nata nel 1976 a Vrnjacka Banja, un paese al centro della Serbia. Mia madre appartiene all'antico gruppo etnico dei kalderas, noti per la lavorazione del ferro; mio padre è un tipico rom serbo stanziale da generazioni. Lui faceva il magazziniere e lei l'operaia nonostante una laurea in elettronica. Ai tempi di Tito tutti avevano il diritto allo studio. Io ero l'unica rom della scuola. Sono venuta a conoscenza della mia origine grazie a una compagna di classe che mi ha detto "Oggi tu hai avuto il voto più alto, ma resti una zingara". Ne fui turbata ma mia madre mi rassicurò: "C'è una cosa peggiore di esser zingari: essere maleducati Dopo il liceo scientifico mi sono laureata all'Accademia di Arte drammatica a Belgrado".
Cosa ricorda di quel periodo?
"Erano gli anni subito dopo la dissoluzione della ex Jugoslavia. Militavo nel partito democratico contro Milosevic. Era un periodo terribile: i bombardamenti a Belgrado nel '99, mio padre chiamato al fronte e un senso d'impotenza. A quei tempi ero già in Italia. Nel '97 avevo conosciuto un attore milanese durante un festival in Montenegro. Ci siamo sposati nel '99 e l'ho seguito a Milano. Un sogno ma anche molta amarezza".
Perché
"Ero lacerato tra la preoccupazione per la mia famiglia e la volontà di rimanere in Italia. Ho superato prima l'ostacolo della lingua per poter lavorare come attrice. Ho recitato per la Rai nella fiction "La squadra" e in varie produzioni teatrali, tra cui all'Elfo e al Parenti. Senza abbandonare l'impegno sociale".
A proposito del campo Triboniano?
In seguito all'incendio del 2006 c'è stato l'ennesimo dibattito. Non era difficile prevedere quali conseguenze avrebbe provocato raggruppare nei 3000 metri quadri di un parcheggio 500 persone con solo 8 bagni chimici, senza luce, acqua e gas, per poi abbandonarle per mesi dicendo che si trattava di una soluzione temporanea e aspettando che scoppiasse qualche altro incendio o fatto di cronaca nera per riparlarne".
Quali sarebbero le soluzioni?
"La questione non va affrontata né con il razzismo né con un buonismo inconcludente. No va poi fomentato il panico tra i cittadini al fine di mantenere i propri voti. Ovunque ci siano stati tentativi seri di integrazione la risposta è stata positiva. E' accaduto con le Cooperative rom che lavorano e pagano le tasse e con il progetto di mediazione culturale nelle scuole elementari (18 mediatrici rom) che ha fatto triplicare il numero dei bambini che vanno a scuola (500). Questa è la strada da seguire. Lasciando che le forze dell'ordine svolgano il loro lavoro con i delinquenti rom esattamente come con i delinquenti di ogni razza, fede e colore".
31 anni, serba e di etnia rom spiega perché si candida:
«Voglio aiutare i rom e con loro difendere i diritti di tutti»
MILANO - Dopo la pornostar Cicciolina, il transgender Luxuria, arriva una
nuova candidatura provocatoria per il parlamento italiano: la zingara.
Dijana Pavlovic, serba e romni (donna di etnia rom), attrice e mediatrice
culturale è, infatti, la numero 8 della lista della Sinistra Arcobaleno alla
Camera. «Il comitato nazionale rom e sinti ha chiesto a tutti i partiti
italiani di candidare un suo rappresentante. La Sinistra Arcobaleno è stata
l'unica a rispondere», spiega Dijana. «Ma di certo, mai mi sarei candidata con
Berlusconi o con Veltroni. Non mi sarei messa in lista con chi vuole «patti di
sicurezza» o con chi vuole cacciare via dal Paese chi è diverso».
Ama la sua gente, 31 anni anni, non ha figli. Strano per una rom: «Ho
posticipato l'evento. Ho studiato e mi sono laureata. Ma adoro i bambini. Ci
lavoro tutti i giorni». E allora la provochiamo: «Se avessi dei bambini li
manderesti a chiedere l'elemosina? «Certo se avessi problemi economici , - ci
risponde - e se mi trattassero male come oggi vengono trattati gli zingari,
allora non mi farei scrupoli. Ora però ho un solo obiettivo. Andare in
Parlamento per cercare di risolvere le problematiche dei rom e con loro
difenderò i diritti di tutti gli italiani».
Per strada canta, beve alla fontana, gioca con la gente, chiede il
voto per la sua lista e ottiene sorrisi. Quando vuole leggere la mano qualcuno
scappa. Poi si avvicina una nomade romena che le chiede l'elemosina e allora
coglie l'occasione per spiegarci i problemi dei rom di via Triboniano e di
quelli che vivono a Sesto San Giovanni: «Da più di un anno vivo con loro nelle
baracche, nel fango sotto la pioggia e vedo le donne partorire per strada. Posso
assicurare che ci sono anche i rom buoni, quelli onesti, come me. E sono la
maggioranza». E se ne va, in attesa di conoscere Fausto Bertinotti, venerdì 14
alla presentazione al teatro Smeraldo, decisa a giocarsi le sue chances.
Di Fabrizio (del 23/03/2011 @ 09:16:38 in Regole, visitato 2712 volte)
Questa (ieri NDR) mattina si è svolta presso la Camera
del Lavoro di Milano la presentazione dell'appello "I Diritti non si
sgomberano", per fermare gli sgomberi dei campi Rom a Milano, che ha già
raccolto l'adesione di oltre 60 associazioni.
Sono intervenuti alcuni dei rappresentanti delle numerose realtà che hanno
promosso l’appello: Onorio Rosati e Corrado Mandreoli per la CGIL, don Massimo
Mapelli della Casa della Carità, Annamaria Bufalini per le Mamme e Maestre
di Rubattino, Bruno Segre del Campo della Pace Ebraico , Paolo Agnoletto per il
Gruppo Sostegno Forlanini, Claudio Cristiani di Agesci Zona Milano, Diana
Pavlovic di Rom e Sinti Insieme, Avv. Alberto Guariso di Avvocati per Niente e
Associazioni Studi Giuridici sull'Immigrazione, una operatrice del Naga e l'avv.
Gilberto Pagani di Legal Team Italia.
Un appello rivolto all’amministrazione perché opti per politiche di vera
integrazione ed abbandoni la logica degli sgomberi, appello però rivolto anche
al tessuto civile di questa città perché ritrovi il gusto della partecipazione
alla costruzione di una città capace di tutelare i diritti di tutti al di là
delle appartenenze etniche e culturali.
In allegato il testo dell'appello con tutte le firme raccolte fino ad oggi.
L'intento è quello di raccogliere nuove adesioni sia di associazioni e gruppi
che di singoli cittadini, che andranno comunicate ad uno dei seguenti indirizzi
scendiamoincampo@gmail.com
oppure gaggini@libero.it
L'invito è quindi quello di farlo girare il più possibile e di pubblicarlo
sui diversi siti internet (se vi serve in altro formato chiedetemelo); allego
anche una griglia da utilizzare eventualmente in caso di raccolta diretta delle
firme (che andranno poi comunicate comunque ai due indirizzi mail indicati
sopra).
Saluti a tutti
Negli ultimi due anni a Milano sono stati effettuati oltre 360 sgomberi di
campi abitati da Rom e Sinti che hanno coinvolto alcune centinaia di nuclei
familiari presenti da tempo sul territorio cittadino.
Dopo ogni sgombero si assiste solo alla rituale esibizione dell'effetto
"pulizia" e alle soddisfatte dichiarazioni degli Amministratori Comunali
riguardo ai quintali di immondizia rimossi.
Spesso gli sgomberi vengono eseguiti senza alcuna preventiva notifica e a
volte gli agenti di polizia intervengono in numero decisamente spropositato
rispetto alla popolazione Rom che intendono allontanare, considerando anche
l'alto numero di anziani e bambini presenti; gli sgomberi spesso sono attuati
all'imbrunire o alle prime luci dell'alba ed anche in pieno inverno con avverse
condizioni atmosferiche, molti sgomberi sono avvenuti sotto la pioggia o la
neve; a seguito degli sgomberi le abitazioni e i pochi altri beni
personali dei Rom sono arbitrariamente distrutti, spesso si tratta di
oggetti di scarso valore economico che tuttavia per quelle famiglie
rappresentano le uniche proprietà; la maggior parte delle persone sgomberate non
riceve alcun tipo di offerta circa una sistemazione alternativa, e nelle rare
occasioni in cui sono presenti i servizi sociali le soluzioni proposte prevedono
lo smembramento delle famiglie o l'allontanamento dei minori.
A causa dei continui e ripetuti sgomberi molti bambini Rom sono stati costretti
ad interrompere la frequenza scolastica e i preziosi legami di amicizia
costruiti con i compagni. Le maestre e i genitori delle scuole dove sono stati
inseriti alcuni bambini Rom, ci hanno più volte ricordato come i continui
sgomberi violano l'inalienabile diritto all'istruzione. Quella di
frequentare la scuola è l'unica possibilità per questi bambini di pensare ad un
futuro diverso. I bambini a cui viene negato il diritto all'istruzione sono
bambini privati anche del diritto di sapere che si può vivere in un modo
migliore, privati anche solo del diritto di sognare una vita diversa.
Questa scelta praticata dall'Amministrazione Comunale di Milano ci risulta
intollerabile, in quanto viola sistematicamente i più elementari diritti
di adulti e bambini sanciti dalle Convenzioni Internazionali e dalla nostra
Costituzione: il diritto all'abitare, all'integrità personale, alla salute,
all'istruzione, nonché il divieto di discriminazione.
In questi anni gli sgomberi e le ruspe non hanno risolto nulla, anzi -
con un grosso dispendio di risorse pubbliche - hanno contribuito a rendere
ancora più difficile e drammatica la vita delle famiglie Rom, ed in particolare
di alcune centinaia di bambini, aumentando il loro disagio e la loro esclusione
dal tessuto sociale.
Infatti, nonostante gli ingenti finanziamenti ricevuti (€ 13.115.700,00 il 29
agosto 2008, da parte del Fondo per la sicurezza urbana e la tutela dell'ordine
pubblico del Ministero dell'interno), nessuna azione di integrazione e
promozione sociale è stata avviata dal Comune di Milano nei confronti dei campi
Rom non regolari.
Il Tribunale ha recentemente condannato il Comune di Milano per comportamento
discriminatorio relativamente alla vicenda legata alla mancata assegnazione
delle case alle famiglie Rom del Campo di Triboniano; per lo stesso motivo, un
gruppo di 39 cittadini ha denunciato alla Procura della Repubblica il Sindaco
Moratti e il Vicesindaco De Corato per i ripetuti sgomberi dei campi Rom,
ipotizzando i reati di abuso di ufficio, interruzione di servizio pubblico (in
particolare relativamente all'obbligo scolastico ) e danneggiamento, con
l'aggravante di averli commessi per finalità di discriminazione e di odio etnico
e
razziale .
In questi anni a Milano c'è però anche chi ha scelto di incontrare questi
volti, queste persone, di costruire rapporti di vicinanza, di
considerarli i nuovi vicini di casa o i nuovi compagni di banco. A volte dopo
uno sgombero sono partite inaspettate catene di solidarietà, che hanno avuto
anche risalto sui mass-media locali e nazionale, ma queste reazioni pur
importanti non sono sufficienti.
Alcune associazioni e gruppi ma anche singoli cittadini, maestre e genitori
hanno costruito con le famiglie Rom dei rapporti basati sulla fiducia, imparando
a superare diffidenze e paure reciproche. Sono nati così progetti di
integrazione abitativa, lavorativa, scolastica. Queste persone hanno scelto di
vivere così il proprio ruolo di cittadinanza attiva per costruire una città
più vivibile e quindi più sicura per tutti, proprio perché più accogliente;
una città capace di tutelare i diritti di tutti al di là delle appartenenze
etniche e culturali.
Siamo coscienti che quelli dell'inclusione e della sicurezza sociale sono temi
delicati e non facili da affrontare, ma queste esperienze ci hanno insegnato che
basta riconoscere nei Rom e nei Sinti prima di tutto delle persone con gli
stessi diritti e doveri di ogni abitante, vecchio e nuovo, di questa
metropoli per iniziare un percorso diverso.
Chiediamo al Sindaco Moratti e al Vicesindaco De Corato di interrompere il
trattamento disumano ed illegale cui sono sottoposte le popolazioni Rom e Sinte
che abitano nel territorio municipale.
Chiediamo all'Amministrazione Comunale di Milano di porre immediatamente fine
alla pratica degli sgomberi.
Chiediamo che le risorse pubbliche non vengano più sistematicamente sprecate per
demolire e distruggere baracche e beni, sogni e legami, ma siano utilizzate per
promuovere percorsi reali di integrazione abitativa e lavorativa e progetti che
garantiscano il diritto all'istruzione ed alla salute per tutti, Rom e Sinti
compresi.
Chiediamo che i Rom e Sinti siano riconosciuti come soggetti a pieno titolo,
interlocutori attivi dei progetti che li riguardano
Ci rivolgiamo alle Associazioni, ai rappresentanti sindacali, alle Chiese, alle
Confessioni Religiose, agli uomini di cultura, agli operatori dei servizi, agli
insegnanti, agli avvocati e a tutti i cittadini che credano nell'inviolabilità
dei diritti umani e civili sanciti dalla nostra Costituzione, affinché
sostengano e sottoscrivano questo nostro appello.
Adesioni all' appello per fermare gli sgomberi dei campi Rom a Milano
ASSOCIAZIONI 1. Gruppo Sostegno Forlanini
2. Mamme e Maestre Rubattino
3. Associazione Genitori Scuola B. Munari via Feltre
4. Associazione Genitori Scuola Media "Quintino di Vona", Milano
5. Casa della Carità
6. Comunità di Sant'Egidio
7. Padri Somaschi di Milano
8. Aven Amentza
9. Federazione Rom e Sinti Insieme
10. Naga
11. CGIL Milano
12. ARCI
13. ACLI
14. Everyone
15. Istituto di Cultura Sinta – Mantova
16. Associazione UPRE Roma
17. Associazione Sucar Drom - Mantova
18. Ufficio Politiche Sociali CGIL Brianza
19. Campo della Pace Ebraico (Milano)
20. CNCA Lombardia (Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienza)
21. Cooperativa Sociale Comunità del Giambellino
22. Associazione Comunità Il Gabbiano Onlus
23. Agesol
24. Associazione Società Informazione
25. Gruppo Abele
26. Libera
27. Gruppo Caritativo Tabità Onlus presso la Parrocchia della Madonna della
Medaglia Miracolosa – Milano
28. La Comunità per lo Sviluppo Umano – Milano
29. Associazione 21 Luglio – Roma
30. Progetto Ekotonos di San Vittore Milano
31. Antigone
32. Cooperativa Sociale Alice
33. Avvocati per niente
34. ASGI Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione
35. Immigrati Autorganizzati
36. Associazione Familiari e Amici di Fausto e Iaio Onlus
37. Coordinamento INTERGAS
38. GAS Feltre
39. GAS Lambrate
40. GAS Giambellino
41. ANPI Provinciale Milano,Presidente prof. Carlo Smuraglia
42. ANPI Sezione Martiri di Lambrate Ortica, Presidente Ginetto Mori
43. Coordinamento sezioni ANPI ZONA 4 MILANO
44. Associazione Zona 3 x la Costituzione, Presidente Titti Benvenuto
45. Coordinamento Nord Sud del Mondo
46. Legal Team Italia
47. Rivista Popoli, mensile internazionale dei Gesuiti italiani
48. Rivista Aggiornamenti Sociali, mensile di ricerca e intervento sociale dei
Gesuiti
49. AGESCI ZONA MILANO, Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani
50. Gruppo Scout AGESCI MILANO 68
51. Gruppo Scout AGESCI MILANO 45
52. Gruppo Scout AGESCI MILANO 4
53. Unione Inquilini - Milano
54. Sicet Cisl - Milano
55. Comitato Inquilini Molise –Calvairate-Ponti
56. Redazione Mahalla
57. Redazione di Faber
58. Rete delle Scuole Senza Permesso
59. Banda degli Ottoni a Scoppio
60. Convergenza delle Culture - Milano
61. Spazio Mondi Migranti (Parabiago)
62. RSU ST Castelletto
63. RSU RAI
64. RSA CGIL Scala Milano
65. RSA FISAC CGIL di Equens Italia Milano
66. RSA FISAC CGIL di Sinsys Milano
67. RSA FISAC CGIL di Banca Montepaschi Milano
68. RSA FISAC CGIL di UNICREDIT Milano
ADESIONI INDIVIDUALI 1. Agnoletto Paolo, Avvocato
2. Agostoni Claudio, Radio Popolare
3. Alietti Alfredo, Università Ferrara
4. Bittasi Padre Stefano (Gesuita Villapizzone – Milano)
5. Borsani Silvia, Maestra scuola via Guicciardi
6. Boschetti Laura, Institut d'Etudes Politiques de Grenoble
7. Brambilla Anna, Avvocato
8. Bravi Luca, Università di Chieti
9. Brugnatelli Francesco, Avvocato
10. Campagna Barbara, Funzione della professionalità giuridico pedagogica in
servizio a San Vittore – RSU Milano San Vittore
11. Carpentieri Rosario, Insegnante di Marcianese CE
12. Colucci Francesco Paolo, Docente Psicologia sociale, Università di
Milano-Bicocca
13. Conte Massimo, Presidente di Codici Società Cooperativa Sociale Onlus
14. Dardanelli Ezio, Segretario Generale FISAC CGIL Lombardia
15. Don Gino Rigoldi, Presidente Comunità Nuova Milano
16. Faggi Stefania, Maestra Rubatino
17. Giansanti Alberto
18. Guariso Alberto, Avvocato
19. Levi della Torre Stefano
20. Lomonaco Michele, Segreteria FISAC CGIL Milano
21. Maneri Marcelli , Università Bicocca Milano
22. Mariani Rosalba, Ufficio Presidenza Direttivo CGIL Milano
23. Micheli Giuseppe
24. Mingione Enzo, Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale Università
Bicocca
25. Moffa Ottavio, Educatore professionale presso la Cooperativa Sociale
Comunità del Giambellino
26. Moni Ovadia
27. Morera Giorgia, Educatrice Cooperativa Sociale Comunità del Giambellino
28. Naldi Alessandra
29. Pagani Gilberto, Avvocato
30. Pavlovic Dijana
31. Robbiati Flaviana, Maestra
32. Roselli Licia, Direttrice Associazione Agenzia di Solidarietà Agesol onlus
Milano
33. Rossi Ernesto, Aven Amentza
34. Sarcinelli Alice Sophie, Ecoles des Hautes Etudes en Sciences Sociales/Médecins
du Monde
35. Segre Bruno
36. Semprebon Michela, Dottore di Ricerca in Sociologia Urbana Università
Bicocca
37. Tosi Simone, Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale Università Bicocca
38. Trento Michela, Presidente Direttivo FISAC-CGIL Milano
39. Vanzati Franco, Associazione Insieme Voghera
40. Vincenti Assunta, Maestra
41. Vitale Tommaso, Università Milano Bicocca e Parigi Sciences Politiques
42. Volpato Chiara, Professore Psicologia sociale, Università Milano-Bicocca
43. Zucali Stefani, Avvocato
Di Fabrizio (del 05/04/2008 @ 09:16:17 in Italia, visitato 1833 volte)
LA SINISTRA L’ARCOBALENO
Martedì 8 aprile 2008 dalle ore 18 alle 20.30
presso la Camera del Lavoro di Milano corso di Porta Vittoria 43
In occasione della GIORNATA INTERNAZIONALE DEL POPOLO ROM
Presentazione di: RACCOMANDAZIONE del CERD (Comitato ONU per l’eliminazione della discriminazione razziale)
a cura di MAREK HOJSIK, Chore (Centre on housing rights and evictions)
RAPPORTO SULL’ANTIZIGANISMO IN ITALIA prodotto da OsservAzione, CHORE, ERRC (European roma rights centre)
a cura di PIERO COLACICCHI,
Interventi di MARIO AGOSTINELLI, capogruppo PRC in Regione CHIARA CREMONESI, coordinatrice Sinistra democratica CORRADO MANDREOLI, Camera del lavoro Milano DIJANA PAVLOVIC, attrice TOMMASO VITALE, sociologo, Università Bicocca
Coordina: Paolo Cagna Ninchi, associazione Upre Roma
Partecipano e intervengono: Comitato Rom e Sinti insieme, Coordinamento Rom di Milano,
rappresentanti dei campi Rom di Milano
Il 1° Meeting Antirazzista Europeo invita ogni persona a confrontarsi
con i temi dell’antirazzismo e dell’antidiscriminazione.
La Campagna DOSTA (“Basta” in lingua Romanì) è stata promossa dal Consiglio
d’Europa e dalla Commissione Europea in vari paesi europei; in Italia si sta
portando avanti con il coordinamento e il finanziamento dell’UNAR.
Il suo obiettivo è quello di superare i pregiudizi nei confronti dei Rom e
Sinti, facendo conoscere la ricchezza della loro cultura, nonché le difficoltà
che essi trovano per raggiungere una piena inclusione sociale, abitativa,
educativa e lavorativa.
Nella cornice naturale del Parco Europa potrai ascoltare e discutere insieme a
Sinti, Rom, politici, attivisti e operatori su come leggere e combattere il
razzismo e le discriminazioni. Nei gazebo situati nell’area circostante del
grandissimo tendone, troverai mostre sulla storia, la cultura e l’artigianato
tradizionale. Ma non solo, perché ogni sera potrai vivere insieme a Sinti e Rom
momenti di festa con gastronomia e musica che ti delizieranno e affascineranno.
Luogo:
“ >> PARCO EUROPA << “
Viale Europa – Bolzano
MEETING ANTIRAZZISTA EUROPEO
Mercoledì 2 giugno 2010 ore 17.00 - 24.00
Ore 17.00 Apertura del MEETING
On. Maria Luisa Gnecchi
Luigi Spagnolli, Sindaco della città di Bolzano
Christian Tommasini, Vice Presidente della Provincia di Bolzano
Roberto Bizzo,Assessore alle Pari Opportunità della Prov. di Bolzano
Primo Schönsberg
Radames Gabrielli Presidente dell’associazione Nevo Drom
18.00 Apertura Festa con:
GASTRONOMIA TRADIZIONALE SINTA
21.00 Musica jazz con il complesso Django ’ Clan
con Carmelo Tartamella
24.00 Chiusura festa
“SINTI E ROM, CITTADINI
EUROPEI DISCRIMINATI: DOSTA!”
Giovedì 3 giugno 2010 ore 17.00 - 24.00
Moderatore: Dijana Pavlovic, Vice Presidente della
Federazione Nazionale Rom e Sinti Insieme
17.00 La campagna Dosta! in Italia e in Europa
Radames Gabrielli, Presidente Fed. Nazionale Rom Sinti Insieme
Rappresentante Unar (Uff. Nazionale Antidiscriminazione Razziale ed Etnica)
Rappresentante del Consiglio d’Europa
Vladimiro Torre, Presidente associazione Them Romano (RE)
Roberto Bizzo, Assessore alle Pari Opportunità, Provincia Bolzano
Karl Tragust, Direttore di ripartizione sociale provincia Bolzano
19.35 Apertura Festa con:
GASTRONOMIA TRADIZIONALE SINTA E ROM
21.00 Musica tradizionale sinta
- STRAUMALI & MARLENE
- THE GIPSYES VAGANES
24.00 Chiusura Festa
LOTTA ALLE DISCRIMINAZIONI
Venerdì 4 giugno 2010 ore 17.00 - 24.00
Moderatore:
Luciano Scagliotti, (Enar) European Network Against Racism
17.00 Tavola Rotonda
Dott.ssa Karin Girotto
Onorevole Rita Bernardini
Enrico Lillo, Presidente circoscrizione don Bosco
Onorevole Luisa Gnecchi
Robert Gabrielli, Federazione Rom Sinti Insieme
Mauro Minniti,Vice presidente Consiglio prov. Bolzano
Onorevole Letizia de Torre
Maurizio Alemi,“progetto azioni contro le discriminazioni” Porte Aperte,
Voluntarius, Fondazione Langer, HRI
19.35 Apertura Festa con:
GASTRONOMIA TRADIZIONALE SINTA E ROM
21.00 L’attore teatrale, scrittore e musicista
MONI OVADIA con il suo gruppo
24.00 Chiusura Festa
SINTI E ROM IN ITALIA E IN EUROPA
Sabato 5 giugno 2010 ore 17.00 - 24.00
Moderatore: Carlo Berini
Associazione Sucar Drom
17.00 Tavola Rotonda
Primo Schönsberg
Mauro Di Vieste, Direttore Popoli Minacciati
Gabrieli Mirco, Vice Presidente Associazione NEVO DROM TN
Tommaso Vitale, sociologo
Prof. Oliver Legros, Francia
Elisabetta Vivaldi, attivista rom
Yuri Del Bar, Segretario federazione Rom Sinti Insieme
Davide Casadio, Pastore evangelico MEZ
19.30 Apertura Festa con:
GASTRONOMIA TRADIZIONALE SINTA E ROM
21.00 Musica tradizionale sinta
Con il complesso musicale altoatesino
DAVIDE IL GITANO
24.00 Chiusura Festa
FESTA SINTA
Domenica 6 giugno 2010 ore 15.30 - 24.00
15.00 Apertura Festa con:
GASTRONOMIA TRADIZIONALE SINTA E ROM E VARIE
17.00 Musiche varie
21.00 - Straumali & Marlene
- THE GIPSYES VAGANES
24.00 Chiusura Festa
PORRAJMOS ALTRE TRACCE
SUL SENTIERO PER AUSCHWITZ
2 – 6 Giugno 2010
dalle 9.00 alle 24.00 al Parco Europa - BZ
Mostra fotografica documentaria sulle persecuzioni razziali
subite da Sinti e Rom durante il nazifascismo.
PER NON DIMENTICARE IL PORRAJMOS
Giovedì 3 giugno 2010
Sala riunioni del Centro Syn
Piazza Don Bosco, 21 - 39100 Bolzano
Patrocinio della Città di Bolzano e in collaborazione
con l’Archivio Storico
9.30 Conferenza
sulle persecuzioni subite da Sinti e Rom, con
interventi di storici e proiezioni di filmati in
ricordo e memoria della Sinta,
BARBARA RICHTER
Bolzanina, d’origine Cecoslovacca sopravvissuta ad
Auschwitz Birkenau e agli esperimenti di Mengele,
Deceduta alcuni anni fa a Bolzano.
11.00 Deposizione di una corona
a Passaggio della Memoria davanti alla Targa in
Memoria dei Sinti e Rom, Vittime delle persecuzioni
razziali, nei pressi del Muro del Lager di Via Resia
30 Bolzano.
CINEMA
Sabato 5 giugno 2010 alle ore 21.00
AL CINEFORUM BOLZANO
(Via Roen 6, Bolzano)
“Io, la Mia Famiglia Rom e Woody Allen”
Con la partecipazione della REGISTA Rom
Di Fabrizio (del 02/05/2006 @ 09:15:22 in Italia, visitato 2140 volte)
In via Idro stiamo "smazzandoci" la campagna elettorale milanese almeno da febbraio; tutto è iniziato con grande entusiasmo, ma il rischio è di arrivare al momento cruciale con le gambe molli e finire fregati in volata.
Come si ragionava un po'di tempo fa, ci sono due difficoltà:
in periodo elettorale non si trova nessuno che ti dica di no, in compenso ogni incontro, ogni discussione, dev'essere pietita con telefonate interminabili, agende impossibili, poca voglia di impegnarsi;
i partiti e le liste da una parte si uniscono, dall'altra hanno una paura folle che uno rubi i voti all'altro. Così ognuno viaggia per conto suo.
Non so se nel resto d'Italia è così, questo è il clima che si respira a Milano (nessuna sorpresa se qui il centro destra governa dal tardo medioevo!)
Le prospettive per il mese di maggio sono ancora individuare degli interlocutori affidabili al Comune e in Provincia, e nel contempo ottenere il favore delle tante forze che si riconoscono nello schieramento dell'Unione.
da sinistra, Dijana Pavlovic, candidata al Comune per la Lista Fo; Antonio Braidic (Lisse), comitato elettorale di via Idro; Casavola Fabrizio, candidato al Consiglio di Zona 2 per l'Ulivo
Il 27 gennaio in occasione di una giornata dal grande valore civile: la
Giornata della memoria, si svolgerà una manifestazione. Ma questa giornata
rischia di testimoniare una memoria selettiva. Infatti, in questa occasione così
significativa, nessun Rom potrà parlare e portare la testimonianza della
deportazione e del massacro del nostro popolo, nonostante ne sia stata fatta
richiesta al comitato organizzatore e nonostante il valore fondamentale di
parlarne in un momento che vede in questo Paese i rom indicati come il nemico
pubblico numero uno.
Nell’Italia democratica e civile i nostri figli muoiono di freddo e nei roghi e
nessuno si scandalizza. Gruppi di neonazisti entrano nei nostri campi,
minacciano, sparano e bruciano e nessuno si scandalizza. Ci rifiutano
l’assistenza sanitaria costringendoci a partorire per strada e nei campi. A
Milano fa freddo e più di cinquecento persone, uomini donne bambini e anziani,
dormono nel fango sotto le tende, spesso rotte e tagliate dalle forze
dell’ordine durante gli sgomberi. Ci distruggono le case, le uniche che abbiamo,
separano le nostre famiglie. Per noi varano leggi speciali. Con patti di
legalità ci proibiscono di ospitare nostri parenti anche solo per una notte, ci
danno un pass e ci controllano i documenti per lasciarci entrare in casa nostra.
I mass media ci criminalizzano e ci fanno apparire come un popolo di assassini
ladri e asociali, la politica ci considera un danno elettorale.
Ma per noi, questa è una vecchia storia. Dal 1400 ci hanno braccato come
animali, hanno fatto leggi e decreti per stabilire che la nostra vita non valeva
niente e che chiunque ci poteva uccidere senza nessuna conseguenza. Nei campi di
concentramento nazisti ci hanno portato nelle camere a gas, i nostri figli erano
le cavie preferite di Mengele e altri scienziati, in tutta Europa ci hanno
misurato crani e altre parti del corpo per provare che non siamo esseri umani
come gli altri.
Violenze, umiliazione, morte… Questa è la storia del mio popolo. Ed è sempre
trascorsa nel silenzio. Nonostante ci siano prove scritte, testimonianze,
fotografie, che confermano senza dubbi che siamo stati deportati non come
individui, ma come appartenenti a una razza inferiore, un popolo criminale e
asociale, per anni ci hanno negato questo riconoscimento. Il nostro orrore, che
chiamiamo Porrajmos, cioè distruzione, divoramento, non ha mai avuto voce.
Sarebbe inquietante dover pensare ancora oggi nella civile Milano che oltre 500
000 Rom morti nei campi di concentramento, anche italiani, non valgano, non
meritino memoria né riconoscimento. Forse è troppo scomodo e impopolare in
questo momento dar voce a chi rappresenta questo popolo, anche per chi porta
nella propria storia i valori fondamentali come antifascismo e antirazzismo?
Questi valori sono importanti anche per noi Rom, perché la loro affermazione ci
ha restituito la dignità e ci ha salvato dagli stermini, dalle umiliazioni e
dalla schiavitù in tutta Europa. Chi condivide questi valori e ne fa la propria
bandiera non può dimenticare che non conoscono compromessi, non possono
convivere con piccoli giochi politici per raccattare o non perdere qualche voto.
Dai Rom, un popolo sena terra e senza guerra, tutti possono imparare che ci sono
cose che non sono in vendita, mai e a nessuna condizione: la libertà e
l’identità culturale.
Il mio è un grido di dolore, non solo di chi appartiene a un popolo da sempre
discriminato e rifiutato, ma anche di una cittadina che crede nei principi di
uguaglianza e di libertà, che crede che il silenzio sul passato danneggia
gravemente le generazioni future e il futuro di una nazione, che la memoria è
importante solo se non è selettiva e se non ci sono censure sui fatti storici
perchè.
Per questo, noi parteciperemo lo stesso alle manifestazioni di questa giornata
per testimoniare lo sterminio dei nostri nonni e dei nostri padri ieri,e la
discriminazione e l’ingiustizia nei nostri confronti e nei confronti dei nostri
figli oggi.
Di Fabrizio (del 28/05/2009 @ 09:14:27 in Europa, visitato 3532 volte)
Ricevo da Dijana Pavlovic
Sono una romni, nata in Serbia nel 1976, cittadina italiana, di professione
faccio l’attrice di teatro. Impegnata per il riconoscimento dei diritti
fondamentali del mio popolo, ho partecipato alla costituzione della Federazione
Rom e Sinti Insieme, sviluppando in particolare l’iniziativa culturale con
spettacoli teatrali, traduzioni della letteratura rom, collaborando a l’Unità.
Ho costituito l’associazione culturale Uprè Roma, che in lingua romanès
significa “alzatevi uomini” in ricordo di come un Rom in un congresso
internazionale chiuse il suo discorso: “Seppellitemi in piedi, per tutta la vita
sono stato in ginocchio.” Adesso in ginocchio non sono solo i Rom ma la vita
democratica del Paese. La destra che governa mette sì in ginocchio un intero
popolo, quello Rom e Sinto, con leggi razziste, ma criminalizza gli immigrati,
nega diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione e dal diritto
internazionale, dallo studio, alla salute, alla libertà di culto, mentre su un
altro versante attacca i diritti del lavoro e precarizza la vita di intere
generazioni.
Ho iniziato l’impegno politico come candidata alle elezioni comunali 2006 nella
lista di Dario Fo, poi alle politiche 2008 con la sinistra Arcobaleno, mi
candido ora con il PRC convinta che compito dell’Europa sia difendere i diritti
degli ultimi per difendere i diritti di tutti.
Di Fabrizio (del 21/01/2008 @ 09:13:18 in Italia, visitato 2143 volte)
GIORNATA DELLA MEMORIA
LO STERMINIO NAZISTA DEL POPOLO ROM
Sabato 26/01 ore 21.00
Presso il circolo ArciBlob via Casati 31, Arcore
incontro con Dijana Pavlovic
attivista per i diritti del popolo rom
membro del comitato "Rom e Sinti insieme"
http://comitatoromsinti.blogspot.com//
ingresso con tessera Arci
lettura di testimonianze di rom e sinti sopravvissuti allo sterminio, video e
mostra fotografica
Venerdì 13 febbraio h. 20.30 - Camera del Lavoro di Milano, corso di Porta Vittoria
Camera del Lavoro di Milano, Opera Nomadi, Federazione Rom e Sinti insieme, Casa della cultura di Milano vi invitano in occasione della GIORNATA DELLA MEMORIA
Shoah e Porrajmos Piccoli ricordi di un tempo atroce
con Dijana Pavlovic e Tatiana Olear
Violino Marta Pistocchi fisarmonica Jovice Jovic e Mario Ruggeri
Con partecipazione di: Allievi Centro Propedeutico Paolo Grassi: Martina Testa, Luca Solesin, Marta Calbi, Rudi Salpietra
Elementi scenici e attrezzeria Centro Diurno “Desi 3” U.F.S.M.A dell’ ASL 3 di Pistoia: Franca Dolfi, Marco Mungai, Simone Benini, Stefano Palagi, Stefano Frotti, Cristina Barni, Alessio Cartini, Chiara Betti, Patrizia Cusimano
Lo spettacolo sarà preceduto dalla proiezione del documentario “A forza di essere vento” a cura di Opera Nomadi
testimonianze di Moni Ovadia Ferruccio Cappelli, Casa della Cultura di Milano Mirko Bezzecchi, superstite Rom dei campi di concentramento Corrado Mandreoli, Camera del Lavoro
Tamara Lazerson, quattordicenne ebrea, internata a Teresien, racconta nei
suoi diari la sua vita di adolescente tra dramma quotidiano e sogni del futuro
possibile. Barbara Richter, sinta, internata quindicenne nello Zigeunerlager di
Auschwitz-Birkenau, ha lasciato la testimonianza della sua lotta per la
sopravvivenza. Due storie che ci parlano dello sterminio che ha colpito il
popolo ebreo e il popolo rom e sinto e che aveva per entrambi la logica
dell’annientamento su base razziale. Sono anche, attraverso gli occhi di due
adolescenti, lo specchio di due modi diversi di vivere lo stesso orrore.
Gli uomini si abituano a tutto e i ricordi sono destinati a svanire.
Noi siamo qui ogni anno perché non si perda mai la memoria di ciò che è
avvenuto. Vogliamo usare l’occasione di quest’anno per riportare alla memoria
quella che poteva essere la semplice quotidianità di persone che ogni giorno
cercavano di resistere ad una specie di atroce dissolversi della propria vita: i
tentativi di sottrarsi e le diverse modalità di intravedere una speranza, il
lento lasciarsi travolgere dal dolore e di nuovo la voglia di combattere senza
armi, senza bandiere, solo con la propria volontà e la propria fantasia.
Proveremo a raccontare i sogni dei bambini che si costruivano amici di legno e
cencio cui raccontare le proprie paure e gli espedienti dei grandi che,
deprivati di tutto, si nascondevano nella memoria dei propri passati lavori, dei
propri amori dei propri passatempi … in qualsiasi cosa potesse mantenerli vivi.
Di Fabrizio (del 22/03/2010 @ 09:12:02 in blog, visitato 2561 volte)
Nata in Serbia nel 1976, laureatasi all’Accademia di Belgrado, è venuta in
Italia, a Milano, nel 1999. Attrice di teatro, è stata interprete anche in
fiction televisive e film.
A Milano prende consapevolezza delle condizione dei rom e inizia così
l’impegno per il suo popolo come mediatrice culturale per i bambini rom nelle
scuole elementari. Questa esperienza la segna e da essa iniziano le tappe della
sua attività di militante per i diritti dei rom sia sul piano artistico, che la
vede protagonista e autrice di spettacoli sullo sterminio dei rom e sulla
condizione zigana in Italia, sia su quello più politico con l’impegno a livello
nazionale e internazionale con associazioni e istituzioni che si occupano di
lotta alla discriminazione e al razzismo.
Questo impegno la vede candidata alle ultime elezioni politiche ed europee,
mentre la sua attenzione si allarga alla condizione dei migranti nel nostro
paese, alla precarietà dell’assistenza sanitaria e all’impoverimento della
scuola pubblica. In questo vede il degrado prima di tutto culturale di un paese
che non offre futuro ai propri figli e riporta le condizioni sociali indietro di
decenni, quando scuola, salute e sicurezza sociale erano discriminanti di
classe, per cui i ricchi avevano tutto e ai poveri toccava la carità.
Da questo punto di vista la Lombardia è un modello negativo che va rovesciato
perché proprio l’investimento nella scuola, nella salute, in quello che si
chiama stato sociale è la risposta concreta alla drammatica crisi occupazionale
e insieme al bisogno di sicurezza sociale che è il fondamento di una società
giusta.
Contro la barbarie della Lega, la politica anti-immigrati, la desolazione
culturale della giunta lombarda manda una "zingara" al Pirellone
Dijana Pavlovic è un personaggio
molto noto ai lettori della Mahalla.
Chi vuole, potrà conoscerla meglio e dialogare con lei, via chat su
questo sito (vedi colonna a destra), giovedì 25 marzo dalle 21.00 alle 22.00. Siete tutti invitati a partecipare. Il risultato di questa chiacchierata sarà poi messa
online.
Chi non potesse collegarsi, può scrivere le sue domande in un commento a
questo post, ed io gliele porrò
Dal 16 al 28 settembre al Teatrolospazio di Roma, Via Locri 42/44 Tel.+39 0677076486 +39 392 9583409 ; info@teatrolospazio.it
Questo spettacolo è nato dall’incontro di due "ex ragazze dell’Est", l’attrice Dijana Pavlovič e la regista Tatiana Olear. Riflettendo insieme sulle esperienze vissute direttamente o sui racconti di amiche e conoscenti, nella diversità dei destini e dei percorsi hanno ritrovato molti punti in comune, che hanno a che fare con la situazione di stranieri in una diversa società. Ciò che accomuna le diverse esperienze è il punto di vista, mai "interno", e il costante dubbio: abbiamo fatto bene a emigrare? Come sarebbe stata la nostra vita altrove? Con cosa possiamo identificarci? Chi siamo? Intorno a cosa si struttura la nostra identità? Intorno a una qualche ideologia? A una fede religiosa? Alla nostra professione? A ciò che facciamo nella vita?
Queste riflessioni hanno trovato un esito nel testo Una ragazza d’oro (premio speciale della IV edizione del premio letterario nazionale "Lago Gerundo"), scritto da Tatiana Olear. È la storia di una bambina, poi ragazza, poi donna zingara, un’estranea persino nel suo paese d’origine (il personaggio è interpretato da Dijana Pavlovič). In una rapida sequenza di dieci quadri la osserviamo in paesi, contesti sociali, circostanze biografiche diverse: in una repubblica socialista al momento della morte del leader politico, in un giovane paese democratico piombato in piena e drammatica crisi economica che sfocia in una sanguinosa guerra civile e infine in un paese europeo, sotto il timore del terrorismo islamico. Oltre che una migrazione nello spazio e nel tempo, quello di Zlata (tradotto, il suo nome significa "ragazza d’oro") è anche un viaggio interiore alla ricerca della propria identità e del senso della vita. I suoi "momenti di verità" avvengono grazie ad alcuni significativi incontri con persone, che per lei diverranno figure di riferimento nella vita.
Lo spettacolo ha debuttato nel 2006 al teatro Zazie di Milano diretto dall’autrice. Nel 2007 ne sono stati rappresentati alcune scene in occasione della presentazione del libro, pubblicato da Apollo e Dioniso Edizioni alla biblioteca comunale di Dergano-Bovisa a Milano, grazie al prezioso sostegno del centro culturale "Tenda" di Milano, che promuove gli autori stranieri di recente emigrazione in Italia.
Scritto e diretto da Tatiana Olear Con Dijana Pavlović E con Ambra D’Amico, Nicola Ciammarughi e Tatiana Olear Musiche originali di Nicola Ciammarughi e Tatiana Olear, eseguite da Karina Arutyunyan, Nicola Ciammarughi, Tatiana Olear e Dijana Pavlović
L’autrice (Tatiana Olear – ebrea russa, ex attrice del Teatro Maly di Lev Dodin, con cui si è diplomata all’Accademia d’Arte Drammatica di San Pietroburgo e in cui spettacoli Gaudeamus, Claustrofobia, Giardino dei ciliegi ha avuto parti rilevanti. Dal 1996 vive in Italia lavorando come attrice, regista, autrice di testi teatrali e adattamenti. Insegna alla Scuola Civica d’Arte Drammatica Paolo Grassi, conduce i workshop di recitazione e regia al Royal National Theatre di Londra e al Abbey Theatre di Dublino.)
Quando tre anni fa stavo scrivendo Una ragazza d’oro, la mia intenzione era parlare della crisi d’identità di una persona che vive nel mondo postmoderno. Nei tempi torbidi ed incerti, quando molte sicurezze tradizionali sono venute a mancare, cosa ci è rimasto per descrivere la nostra personalità? Quando cominciano a crollare imperi ed ideali, imperversano flussi migratori e guerre civili, tornano in auge religioni, disoccupazione e miseria costringono a cambiar mestiere e il cuore sceglie nuovi compagni e compagne per la vita? L’elenco di aggettivi con cui ci definiamo s’allunga a dismisura e a volte contiene le voci del tutto contraddittorie. Eppure rimane un nocciolo, un nucleo, un qualcosa che ci fa distinguere tra milioni di altre creature che popolano questo pianeta. La mia decisione di far diventare la protagonista un’immigrata era dovuta al fatto che si trattava di un percorso che conoscevo e potevo descrivere con precisione e onestà. Il fatto che fosse una zingara doveva rafforzare la metafora di una vita al di fuori degli schemi. Volevo raccontare la transizione del mondo tradizionale a quello postmoderno. Volevo raccontare la storia della mia generazione.
Due anni fa avevo messo il testo in scena a Milano con Dijana Pavlović, un’attrice rom serba nei panni della protagonista Zlata, la zingara nata in un paese comunista, il cui nome in traduzione vuol dire "una ragazza d’oro". Lo spettacolo fu accolto dal pubblico e dalla critica con simpatia e commozione. Molti tra gli spettatori (non necessariamente immigrati) si riconoscevano almeno in parte nella travagliata vicenda della ragazza alle prese con il continuo reinventarsi la vita.
Pochi giorni dopo la fine delle repliche scoppiò "l’emergenza rom", alla quale seguì purtroppo una crescente ondata di xenofobia. Dijana Pavlović divenne una mediatrice culturale e, proprio come il suo personaggio, entrò in politica. Stimo immensamente l’energia e la passione che mette nel difendere coloro che sono stati meno fortunati di noi.
Dopo due anni riprendo questo spettacolo che per me ha acquistato un significato nuovo. Ora la questione dell’identità che ponevo prima, mi sembra quasi ridicola. Se tre anni fa non trovavo le parole per definire chi sono, ora mi sembra che una definizione per me, Dijana e molti altri sia stata trovata: siamo stranieri, siamo altri, siamo "loro".
Non avrei mai pensato di ricominciare a ragionare in termini "noi" e "loro". Non pensavo più di dover mai dire ciò che sto per dire adesso. Riprendo questo spettacolo per ricordavi che non siamo dei mostri. Siamo solo persone in balia dei grandi venti della Storia. Il mondo ci costringe a cambiare eppure rimaniamo sempre quelli di prima. Ognuno di noi ha un singolare cammino alle spalle, una propria storia, spesso per niente facile, a volte tragica. Siamo persone. Siamo tutti esseri umani.
L’attrice protagonista ( Dijana Pavlović – romnì serba, si è diplomata come attrice alla Facolty of Dramatic Arts di Belgrado. In Italia dal 1998 ha lavorato come attrice di teatro con L. Loris, R. Sarti, G. De Monticelli, R. Trifirò, E. De Capitani, M. Conti, in televisione e al cinema. È una mediatrice culturale nelle comunità rom italiane. È stata candidata al parlamento nella lista con la Sinistra Arcobaleno, tiene una propria rubrica sull’Unità.)
Quando con Tatiana Olear più di due anni fa abbiamo deciso di mettere in scena Una ragazza d’oro, certo non potevo immaginare come sarebbero andate le cose in questo Paese. Allora lo spettacolo era solo una riflessione sull’essere considerata una persona diversa ovunque e in qualsiasi luogo e insieme una ricerca d’identità e un bisogno di riconoscersi in un’etnia, in una ideologia, in una religione… Anche il mio vissuto personale da Romnì era concentrato su questo, su cosa per me significava essere "zingara" e di come questo ha influenzato la mia vita. Quando avevo sette anni una compagna di classe per gelosia mi aveva detto "… ma sei sempre una sporca zingara e tale rimarrai!" e per me quel momento ha significato il crocevia della vita, il momento nel quale ho preso coscienza della mia diversità e nel quale ho deciso di combattere per essere migliore degli altri per essere considerata degna di rispetto. Allora avevo deciso di combattere contro ogni forma di disuguaglianza e di persecuzione e specialmente quelle su base etnica.
Ma oggi, nell’Italia democratica e civile, nella bella e ricca Milano dove vivo, dopo aver recitato in Una ragazza d’oro, ho dovuto fare uno sciopero della fame perché quattro bambini rom non dormissero al freddo sui prati sotto la pioggia, perché erano espulsi dal dormitorio pubblico senza motivo e con cattiveria gratuita, mentre una raffica di sgomberi impedisce a questi bambini, a queste donne , a questi uomini di iniziare qualsiasi processo di integrazione sociale, per arrivare alle schedature in base etnica per creare un archivio parallelo, quello dei Rom. Si prendono addirittura le impronte digitali a tutti i bambini rom e i giornali escono con i titoli in prima pagina:"Nati per rubare".
Io avevo pensato di aver subito forme di discriminazione nel mio paese, ma adesso mi sto rendendo conto di aver avuto una infanzia felice e che quello che ho subito è nulla nei confronti di quello che subiscono quotidianamente i bambini rom e in generale gli stranieri in questo Paese. Per questo, mai come prima, adesso è importante fare Una ragazza d’oro, perché dopo tante manifestazioni, iniziative, impegno politico e sociale, ho capito una cosa: questa battaglia per essere vinta non può essere che una battaglia culturale.
I have really enjoied this journey in to the recent history. Martin Crimp
Il testo dà conto delle esperienze avventurose, spesso drammatiche, della generazione dell’ultimo quarto del Novecento e degli inizi del Terzo Millennio…. Il candore con cui l’autrice trasforma la dura vita in una sorta di reve éveille, in una specie di favola librata sopra le ingiustizie e le sofferenze, potrebbe sembrare ingenuo. E invece questa favola, che Tatiana racconta a se stessa per non spezzare il mistero e la gioia di vivere, è un concreto messaggio di speranza. Per lei, per i giovani, per tutti. Ugo Ronfani
Forse perché conosco poco quella parte del mondo che chiamano Est, mi colpisce che Dio e la religione siano così presenti nel testo. È perché non la ricchezza ma la povertà fa pensare a Dio? O perché – più probabilmente – Tolstoi e Dostoevskij non sono così lontani come lo è per noi Manzoni? Giuseppe Di Leva
Tatiana Olear cerca di esprimere i disagi e le contraddizioni di un'epoca che dalla fine del Novecento si riflette nei nostri giorni. L'interpretazione sua e di Diana Pavlovic è molto realistica e non sempre teatrale, tuttavia efficace nell'esprimere una condizione a cui troppo spesso in un passato più lontano si sono trovati milioni di italiani. Claudio Elli
Di Sucar Drom (del 21/03/2011 @ 09:11:24 in blog, visitato 1836 volte)
Brescia e Milano, continui abusi e violenze
Mentre a Roma, dopo il monito del Presidente Napolitano, l'Amministrazione
comunale cerca soluzioni per le persone che vivono in condizioni abitative
drammatiche, a Brescia e a Milano si compiono continui abusi e violenze...
Charlie Chaplin? Un sinto, un rom, un manouche, un romanichals, un kale
Nel giorno in cui Sucar Drom compie 33 anni arriva un regalo aspettato da tempo:
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Maroni e gli sgomberi, chi ha ragione sui rom?
Troppo facile asciugarsi una lacrima quando muoiono bruciati quattro fratellini
e il Papa si interroga se una «società più solidale e fraterna, più coerente
nell'amore, cioè più cristiana, non avrebbe potuto evitare tale tragico fatto».
Troppo facile...
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L'American Council of Young Political Leaders (ACYPL), organizzazione non
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Dipartimento di Stato Americano sta organizzando un viaggio negli U.S.A. che
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europeo per promuovere l'integrazione sociale, economica e culturale dei 10-12
milioni di rom che vivono nel Continente, secondo quanto propongono i deputati
in una risoluzione approvata mercoledì...
Settimana di Azione Contro il Razzismo
E' iniziata oggi e terminerà il 21 marzo 2011 la VII Settimana d'azione contro
il razzismo promossa dall'Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali)
in collaborazione con il sistema delle autonomie locali, delle parti sociali e
della società civili. Saranno oltre cento le iniziative di sensibilizzazione,
prevenzione e informazione...
Di Fabrizio (del 26/02/2011 @ 09:10:33 in Italia, visitato 2195 volte)
mercoledì 2 marzo dalle 10.00 alle 17.00
a
Brescia in
Via Orzinuovi n. 108
L'incontro è aperto a tutte le associazioni aderenti alla Federazione, a tutte
le associazioni sinte e rom e a tutti i singoli sinti e rom che vogliono
impegnarsi per il riconoscimento dei diritti di minoranze linguistiche.
Ordine del Giorno: 1) Stati generali della federazione;
2) Azioni dei Presidenti delle associazioni aderenti nei diversi territori;
3) Analisi della situazione di Roma e Milano e preparazione di un comunicato
stampa.
Di Sucar Drom (del 26/02/2010 @ 09:09:41 in blog, visitato 2102 volte)
Mantova, Sucar Drom: "Noi ci impegniamo..."
Siamo rimasti esterrefatti da quanto affermato dalla Lega Nord, durante la
conferenza stampa di domenica scorsa. Le affermazioni e i toni non sono solo
razzisti ma istigano al razzismo e alle discriminazioni contro le persone,
appartenenti alle minoranze sinte e rom. Rispondiamo all...
Mantova, mengro labatarpe: presentazione del progetto alla stampa
Venerdì 19 febbraio alle ore 11.00 presso la sala Bonaffini del Comune di
Mantova, in Via Roma 39, si terrà la conferenza stampa di presentazione del
progetto: Mengro Labatarpe (il nostro lavoro), valore lavoro – percorsi di
inserime...
Pesaro, condannati senza processo due attivisti del Gruppo EveryOne
Roberto Malini e Dario Picciau (in foto), co-presidenti con Matteo Pegoraro del
Gruppo EveryOne, organizzazione internazionale per i diritti umani, hanno
ricevuto in data 12 febbraio 2010 una notifica di decreto penale di condanna,
con pena detentiva...
Il popolo web e di Fb è xenofobo e razzista: lo dice una ricerca
Web e social network nuove frontiere anche per il razzismo. Sono oltre un
migliaio i gruppi su Facebook che dichiarano o si manifestano razzisti e
xenofobi. È quanto emerge dalla ricerca «Io e gli altri. I giovani nel vortice
dei cambiamenti», promossa dalla Conferenza dei presidenti dei consigli
regionali, presentata oggi alla Camera e realizzata da Swg. Pur s...
Napoli, una fisarmonica per ricordare Petru Birlandeanu
Petru Birlandeanu fu ucciso nella stazione della Cumana di Montesanto a Napoli
il 26 maggio dello scorso anno. Nello stesso punto, dove si accasciò durante una
sparatoria tra clan di camorra contrapposti, sotto gli occhi di sua moglie
Mirella, oggi c'è una t...
Napoli, Armandino e il Madre
Sono cominciate da alcuni giorni a Napoli le riprese di Armandino e il Madre, il
cortometraggio che vede l’attrice Valeria Golino per la prima volta dietro la
macchina da presa. Con lei l’inseparabile compagno, l’attore Ri...
Razzismo, il 45% dei giovani chiuso o xenofobo
Dai ragazzi inclusivi a quelli improntati al razzismo: il 40% dei giovani
italiani si ritrova su posizioni più aperte, mentre il 45% sposa atteggiamenti
di chiusura. Questa la fotografia scattata da ''Io e gli altri. I giovani
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Elezioni regionali: in Lombardia è candidata Dijana Pavlovic
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e mezzo dalle Regionali. I nomi però sono già in circolazione. Ufficiali o meno.
Alcune delle novità più «ghiotte» emergono ...
Insulti ai rom, Radio Padania condannata
Condannato. E’ arrivata la sentenza del giudice monocratico dell’ottava sezione
penale del Tribunale di Milano chiamata a decidere se condannare o meno Leopoldo
Siegel (in foto), il conduttore di Radio Padania, accusato di diffamazione a
mezzo ...
Guidizzolo (MN), un augurio alle famiglie sinte
Diversamente da quanto si crede, i Rom e i Sinti non irridono né osteggiano la
legalità; ne danno una definizione precisa e coincidente a quella dei gagi (o
“non sinti”), come rispetto delle regole in uno Stato di diritto...
Padova, dal "campo nomadi alla città"
Martedì 2 febbraio 2010 è stato inaugurato in Corso Australia il Villaggio
Speranza, realizzato attraverso il progetto sperimentale di autocostruzione del
Comune di Padova co-finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche
Sociali...
Verona, Stella: «Gli antirazzisti finora sono stati troppo timidi»
Metti assieme un giornalista e un poliziotto a confronto sul tema del razzismo.
Ne esce il ritratto impietoso di un italiano medio impreparato a tenere il passo
con i tempi. Troppi luoghi comuni, troppi «campanili», tanta paura dell'altro e
soprattutto ignoranza...
Guidizzolo (MN), terra di confine
Dopo ventisette anni passati a svolgere servizio alla comunità in ambito
sanitario, sono infermiere, mi sento, dolorosamente, costretto a spendere due
parole sulla questione dei Sinti, che, con grande travaglio, sono alla ricerca
di una casa, tra la provinci...
Milano, presentazione del libro di Luca Bravi "tra inclusione ed esclusione"
Sarà presentato il prossimo 18 marzo 2010 il libro “tra inclusione ed
esclusione, una storia sociale dell’educazione dei Rom e dei Sinti in Italia”
dello storico Luca Bravi. L’evento si terrà presso Università di Milano
Bicocca,Via Bicocca degli Arcimboldi n. 8 ...
Prato, Rom e Sinti: cambiamo musica ai luoghi comuni
Rom e Sinti pratesi chiedono di essere ascoltati nelle stanze che contano.
Chiedono partecipazione. E l’istituzione di una tavola rotonda dove poter
discutere i loro problemi. “Rom e Sinti: cambiamo musica ai luoghi comuni”.
Questo il titolo de...
Di Fabrizio (del 21/07/2013 @ 09:09:25 in media, visitato 1413 volte)
Pubblicato Martedì, 16 Luglio 2013 14:29
Egregio dottor Ezio Mauro, direttore de La Repubblica
Le chiediamo la cortesia di leggere i commenti dei vostri lettori all'articolo
di Franco Vanni "Sul villaggio abusivo arriva l'Expo: maxi risarcimenti alle
famiglie rom - Infrastrutture Lombarde (con la mediazione del Comune di Milano)
paga fino a 50mila euro per liberare i terreni in via Monte Bisbino: l'area è
occupata da decenni da costruzioni che sono state edificate senza licenza"
apparso sul sito on-line il 16 luglio 2013, perché le sia facile capire come
persino un giornale come il suo favorisce, se non addirittura fomenta, il
pregiudizio e la discriminazione nei confronti delle comunità rom. Le fornisco
delle informazioni che la possono aiutare a capire quanto sia grave e offensivo
il modo con il quale sono state date le notizie in questa occasione.
In primo luogo i terreni sui quali sono state costruite le case sono stati
acquistati nei primi anni 90 - ricorda la guerra in Jugoslavia? - dai rom a
prezzi salati nonostante fossero terreni qualificati come seminativi-irrigui
cioè agricoli. Da qui l'abuso per aver costruito edifici su terreno
inedificabile, abuso peraltro rimasto a lungo tollerato dalle precedenti
amministrazioni.
Dal momento che l'area di via Monte Bisbino è interessata ai lavori Expo sono
iniziate le procedure per l'esproprio dei terreni (non delle case!).
Infrastrutture lombarde negli atti formali per l'esproprio offriva 7€ (sette
euro) per metro quadro di terreno e nessun indennizzo per i beni che insistevano
sui terreni. Si parla di indennizzi di qualche centinaio di euro, dal momento
che pochi terreni sono superiori ai 1000 mq!
In questa situazione la Consulta rom e sinti di Milano ha aperto un confronto
con l'amministrazione e con Infrastrutture lombarde per una soluzione pacifica e
possibilmente positiva per le famiglie coinvolte e destinate a perdere tutto
(tra l'altro questa comunità vede la più alta frequenza scolastica di minori rom
a Milano), trovando la disponibilità di entrambi gli interlocutori. Con
un'azione su più piani: è stata chiesta e ottenuta da Infrastrutture lombarde
una piccola variante al tracciato della nuova strada che ha consentito di
ridurre il numero di terreni da espropriare; è stato verificato che in base al
nuovo PGT i terreni da agricoli passano ad ARU (Area di riqualificazione
urbana), quindi edificabili e quindi gli abusi diventano sanabili; è stato
raggiunto quindi un accordo con Infrastrutture sull'entità del risarcimento in
una misura che consente un decoroso risarcimento a chi perde tutto, non solo il
terreno ma la casa e tutto ciò che vi ha investito in oltre 20 anni; infine per
il gruppo di famiglie più fragili è stata raggiunta un'intesa con
l'amministrazione per una soluzione.
Se fossero state fornite queste informazioni, non molto difficili da ottenere,
non crede lei che forse qualche lettore avrebbe avuto un'occasione in più per
farsi un'opinione non a senso unico? Qual è la differenza tra i manifesti di
Lega e PdL condannati a Pescara per istigazione all'odio, o quelli della Lega
sulla Zingaropoli di Pisapia e questi messaggi, dal momento che entrambi sono
discriminatori e favoriscono il pregiudizio e l'odio antizigano?
Per questa ragione, dal momento che l'effetto di questo modo di fare
informazione è quello che i suoi lettori esprimono con dovizia nei commenti che,
ripeto, la invito a leggere, siamo costretti non solo a chiedere che il suo
giornale almeno completi l'informazione fornita, ma anche a verificare se non
sia il caso di procedere contro il suo giornale per istigazione all'odio
razziale, ragione per la quale ci legge in copia l'avvocato della Consulta.
Cordiali saluti Milano, 16 luglio 2013
Dijana Pavlovic, portavoce della Consulta Rom e Sinti di Milano - tel.
3397608728
Paolo Cagna Ninchi, presidente associazione UPRE ROMA - tel. 3391170311
A quello che un sondaggio realizzato dal Roma Information and Documentation
Center (RIDC) ha confermato, con un po' di intuito si può arrivare anche da
soli: i rom sono molto più interessati ai media elettronici come radio e
televisione che ai giornali, anche perché molti di loro non sanno leggere.
In diversi paesi la radio si è dimostrata uno strumento molto congeniale alla
cultura rom, assolvendo una funzione molto importante a diversi livelli:
informare i rom nelle lingue che conoscono; insegnare e codificare la lingua
rom; parlare dei problemi dei rom; far partecipare donne e bambini ai programmi;
collegare le comunità rom di diverse parti d'Europa e del mondo e promuovere le
diverse identità rom ma anche l'omogeneizzazione e la coesione del mondo rom.
Ecco alcune significative esperienze di radio che operano come voce dei rom
nell'est europeo, e che ci danno un'immagine dei rom assai più dinamica e
moderna di quella che ci comunicano i pregiudizi che li circondano.
RADIO C
Unica radio rom in Ungheria, è nata nel 2001 a Budapest. La C del nome sta
per cigani, "zingari": che in ungherese non ha connotazioni negative come
in altre lingue. A due fermate di metropolitana da via Vaci, la zona pedonale,
la sede della radio si trova nella via Lujza, in quello che i rom di Budapest
chiamano il quartiere zigano. Per questa radio l'Ungheria ha ricevuto molte lodi
dalle organizzazioni, ma in realtà lo stato non ha niente a che fare con
l'emittente. Il commento del caporedattore Kerenyi Gyergy è che questa radio è
una soluzione a buon mercato che fa "vetrina": è molto più facile concedere una
frequenza per una radio del genere che costruire una seria strategia per
migliorare la condizione dei rom nel paese.
In ogni caso Radio C rappresenta un grande passo avanti per l'emancipazione
dei rom ungheresi. Statistiche del 2001 dicono che in Ungheria vivono 190 mila
rom, ma molti ritengono che siano molti di più, 100 mila solo a Budapest. I
giornalisti della radio si sentono investiti di una grande responsabilità e
dicono che questa è più di una radio. L'80 per cento dei collaboratori
dell'emittente sono rom; i giornalisti, una ventina, prima non facevano questo
mestiere, ma si sono formati con corsi finanziati da organizzazioni francesi e
britanniche.
La radio riceve molte visite di ascoltatori: a Radio C i rom si sentono come
a casa, finalmente hanno qualcosa che è loro e per la quale provano un senso di
appartenenza.
La maggior parte dei programmi è in ungherese perché l'80 per cento dei rom
del paese parla solo ungherese. Radio C è un'organizzazione non profit:
l'aspirazione è quella di mantenersi con la pubblicità, ma è una strada
difficile, e per il momento la radio continua in gran parte a vivere di
donazioni e sovvenzioni.
RADIO KHRLO E ROMENGO (leggi l'intervista)
Radio Khrlo e Romengo, cioè "Radio voce dei rom", ha sede a Belgrado ed è il
prodotto di Rrominterpress, una organizzazione informativa non governativa
fondata nel 1995.
La nascita della radio non è stata immediata perché all'inizio non c'erano i
fondi per realizzare una emittente di questo genere e le condizioni politiche
non erano favorevoli.
La radio ha cominciato a trasmettere nel marzo del 2002. Bilingue - rom e
serbo - propone notizie ogni ora, utilizzando in particolare le agenzie Beta e
Fonet e molti corrispondenti di origine rom. La musica copre il 70 per cento
della programmazione, con musica rom di tutte le parti del mondo ma anche musica
non rom.
Tra gli scopi principali della radio l'apprendimento della lingua, visto che
la maggior parte dei rom non parlano la loro lingua o la parlano male.
Un'attenzione speciale è riservata ai bambini, con musica indirizzata a loro
e programmi educativi: oltre che con Romoloske Studije/Romologi Studies, una
rivista che ha pubblicato una decina di numeri in rom, serbo e inglese, i
programmi per i più piccoli sono realizzati in collaborazione con un giornale
specializzato, Chavrikano Lil (Children's Newspaper), che è stato creato
nell'85, e che, rilanciato dalla Rrominterpress, ha all'attivo più di cinquanta
numeri.
Nel 2005 Khrlo e Romengo ha tentato anche l'esperimento di una televisione,
che si è esaurito nel marzo scorso. Dall'ottobre di quest'anno la radio
trasmette anche via satellite, Hotbird 12322 Mhz, symbol rate 27500 H. Il sito
di Khrlo e Romengo: www.khrloeromengo.com
RADIO TOCAK
Radio Tocak, cioè "Radio Ruota" (una ruota rossa - la ruota che gira come i rom
che da sempre girano il mondo - su uno sfondo verde e blu è la bandiera degli
zingari), trasmette da Valjevo, città a circa 100 km da Belgrado.
L'emittente è proprietà di un rom, Dragan Jovanovic: l'idea che lo ha mosso è
che il tempo degli zingari che si preoccupavano solo dell'oggi e di che cosa
c'era da mangiare, e domani poi si vedrà, è ormai lontano, e che la prospettiva
per i rom è l'istruzione dei bambini, in modo che imparino a non essere
dipendenti da nessuno, e da nessun aiuto umanitario o della società.
Radio Tocak lavora quindi in questa direzione sapendo che l'8 per cento dei
bambini rom non parla la lingua madre ma neanche il serbo, ma solo un misto di
rom, serbo e turco.
Due volte alla settimana la radio manda in onda il programma E Romanca, che
in precedenza era trasmesso da radio Valjevo: si tratta di un programma dedicato
al contatto con gli ascoltatori, nel quale possono intervenire anche i bambini.
La radio non fa politica: parla dei problemi dei rom, anche se ha l'ambizione
di non essere un ghetto per i rom.
La radio vuole essere inoltre un luogo di formazione, dove i giovani possono
imparare il mestiere di giornalista, conduttore, tecnico del suono.
Khrlo, per tutti quelli che amano la musica di
qualità Vi riproponiamo un'intervista di Sanja Lucic a Dragilijub Ackovic, direttore
di Radio Khrlo e Romengo, trasmessa da Radio Popolare nel 2006
La vostra radio si può sentire solo a Belgrado o in tutta la
Serbia/Montenegro?
La radio si riceve nel raggio di cento chilometri intorno a Belgrado: abbiamo
scelto questa zona perché la maggior parte dei rom si trova qua.
Che tipo di musica fate ascoltare? Solo musica zingara o anche musica
pop, rock e musica delle ex repubbliche?
La musica che si può sentire da noi è molto varia, musica che arriva da tutta
la ex Jugoslavia, ma dato che da noi siamo rom, naturalmente trasmettiamo molta
musica zingara. La nostra specialità è la musica dal vivo: i nostri
collaboratori vanno a concerti, matrimoni, ristoranti, registrano tutto e noi
mandiamo in onda. Certo, queste cose sono le più ascoltate in assoluto, molto
più di quelle che si possono trovare anche altrove. Per avere un'idea: nella
nostra fonoteca abbiamo ventisettemila brani di musica rom.
Avete anche spazi informativi?
Non siamo solo una radio musicale, abbiamo un palinsesto ventiquattro ore su
ventiquattro. Ci sono varie trasmissioni, della durata massima di quarantacinque
minuti: il trenta per cento della nostra programmazione è legato
all'informazione, abbiamo dei notiziari ogni ora, ci sono edizioni in lingua rom
e in serbo, poi la rassegna stampa, con molta attenzione a tutto quello che
riguardai rom, e poi abbiamo anche una decina di trasmissioni di carattere
vario.
Chi sono i vostri ascoltatori?
Tutti quelli che amano la musica di qualità, i musicisti rom, tutte le
persone a cui questo tipo di programmi va bene.
La radio è presente in qualche attività per quanto riguarda la
comunità rom?
Certo, la radio è molto attiva in tutte le cose che fa la comunità dei rom,
non solo in Serbia, e questo è molto interessante, perché la nostra radio si
occupa dei rom che stanno dovunque. Abbiamo informazioni da tutto il mondo:
facciamo parte di una rete a cui partecipano tutti i media che hanno a che fare
con i rom.
La musica zingara ha molto successo in occidente, magari perché è
divertente e ha un ritmo vivace: lei come spiega questo successo?
Non è solo questione di ritmo vivace: la musica rappresenta l'anima. E gli
ascoltatori, i critici, la gente che se ne intende, dicono che la musica zingara
ha l'anima. Questo è il motivo per cui è così ascoltata: il ritmo è solo un
aspetto.
E' la qualità che la fa apprezzare così tanto, non solo in occidente
ma dovunque.
Quello che è interessante è che ci sono i nuovi generi nella musica zingara,
non è più solo la musica di sempre, c'è di tutto, rap, jazz, pop, tutto quello
che si ascolta e che la gente richiede: tra le 8 e le 10 abbiamo anche la musica
per i bambini, musica nella lingua dei rom, una cosa molto carina, con le fiabe
e tutto il resto.
Quali sono le musiche e le canzoni più richieste?
Molto ascoltati sono i cantanti giovani: uno per esempio è Shikizi, figlio di
Shikiza, una cantante zingara famosissima, e molti altri.
Ma piacciono anche brani strumentali, musica di qualità: noi facciamo sentire
tutti quelli che fanno cose veramente buone, non solo nella musica zingara,
gente come Shaban Bairamovic, Vida Pavlovic, sono stati nostri ospiti molte
volte.
Una cosa molto bella sono i programmi in diretta, dove facciamo venire intere
orchestre e ci fanno sentire la musica dal vivo. Apriamo alle chiamate del
pubblico e i nostri telefoni sono sempre occupati.
La situazione dei rom durante la guerra è stata molto difficile: è
ancora così o c'è qualche miglioramento?
Sì, qualche miglioramenti sì, prima era molto dura: i rom sono a malapena
sopravvissuti a tutte quelle cose orribili. Oggi molte cose vanno meglio, ma
poco alla volta: i rom si stanno integrando nella vita sociale e nella politica.
Le cose cambiano: ma, lo ripeto, lentamente.
Di Fabrizio (del 28/08/2008 @ 09:08:31 in Italia, visitato 2470 volte)
Intervengono: Gian Carlo Corada - Sindaco di Cremona Marco Niada - Corrispondente da Londra de "Il Sole 24 Ore" e autore di
"La nuova Londra - Capitale del XXI secolo" - Garzanti editore Dijana Pavlovic - Attrice e mediatrice culturale della comunità Rom Ivan Scalfarotto - Partito Democratico
Modera il dibattito: Alessandra Coppola - "Il Corriere della Sera"
MILANO - MM Lampugnano (mappa)
alla libreria della Festa Democratica
Il titolo del convegno è esplicito: Il ruolo delle donne rom nella tutela dei
diritti umani e in tempi di crisi economica. Lo ha organizzato a Roma la sezione
italiana di Amnesty international, riunendo quattro donne unite da forti
motivazioni, esperienza, capacità comunicative e competenza: Isabella Miheleche,
attivista per i diritti delle donne in Romania, Beatriz Carrillo, presidente
dell'associazione Fakali, per i gitani nella regione spagnola dell'Andalusia, Dijana Pavlovic, dell'associazione Rom e Sinti insieme che opera in Italia, e
Dzemila Salkanovic, per l'associazione 21 luglio.
Isabela Michalache, nel denunciare l'aumento delle discriminazioni, le
difficoltà nell'accesso al lavoro e ai servizi pubblici (è successo che anche i
medici, a volte, abbiano rifiutato le cure), ha toccato anche il delicato tasto
delle problematiche interne alle stesse comunità, dai casi di violenza fra le
mura domestiche al ripristino di regole ancestrali come quella sulla verginità e
ai matrimoni precoci. A causa della crisi, ha spiegato, le donne sono divenute
ancora più vulnerabili. In Romania era stato approvato un piano strategico
nazionale che prevedeva interventi a lungo termine, soprattutto nel campo della
formazione e dell'istruzione, ma non ci sono le risorse per attuarlo.
"Bisognerebbe – ha affermato Michalache – operare per rendere le donne più
autonome, fornendo libri di testo, sussidi alle famiglie, favorendo la
concessione di crediti per chi ad esempio in Moldavia, vuole lavorare la terra,
bloccare sfratti e sgomberi che creano emarginazione e disagi, produrre
cambiamento anche valorizzando le ong composte da rom. Ci sarebbero mille
piccoli interventi alla nostra portata, non solo in Romania, e che produrrebbero
cambiamenti importanti e duraturi".
Beatriz Carrillo, con un intervento molto appassionato, ha voluto aprire una
riflessione su quella che ha definito "storia muta e invisibile", anche se è
consapevole che la situazione spagnola finora è stata fra le migliori d'Europa.
Sarà per una presenza numericamente molto consistente, stabile e nata da tempi
lontani e per una programmazione di interventi messi in atto per la salute, il
lavoro, l'istruzione, fatto sta che in Spagna sono nate istituzioni partecipate
e riconosciute dal governo come il Consiglio statale del popolo rom e l'Istituto
di cultura gitana. In Spagna si è tenuto il primo congresso mondiale delle donne
gitane senza aver bisogno di intermediari. "La Spagna in questo senso è un
modello da seguire – ha dichiarato la relatrice- Ma da noi è stato più facile
anche grazie all'alto numero di gitani che esercitano professioni che hanno
esercitato influenza nella cultura spagnola e che si sono amalgamati con la
società". L'immagine che però viene riaffermata anche in Spagna delle
popolazioni rom è carica di negatività, tanto che nelle scuole, a detta di Carrillo, spariscono la lingua, le differenze e anche la rivendicazione di
identità. "Anche da noi, come nel resto d'Europa, le cose peggiorano. Gruppi
estremistici entrano nei governi e nei parlamenti con un messaggio razzista e
discriminatorio. Gruppi che vengono condannati a parole ma mai concretamente
sanzionati. La situazione è poi precipitata anche da noi con la crisi. Non
vogliamo essere un fanalino di coda ma essere ad armi pari. Non siamo disposte a
vedere annientati i nostri valori culturali, vogliamo affrontare anche con gli
uomini la società gitana. Fakali è impegnata per l'emancipazione femminile e per
far valere i nostri valori di solidarietà e rispetto rifiutando però
l'assimilazione". E c' è stato anche modo e tempo per ricostruire un percorso
che attraversa gli anni bui della dittatura franchista e che ha una svolta nel
1978 quando, nel primo governo democratico, trova posto anche un rom che si era
distinto per l'impegno in anni scomodi. Le donne rom hanno operato anche insieme
alle altre cittadine spagnole, per una legislazione più paritaria, sono entrate
nelle università e hanno fatto sentire anche politicamente la propria voce.
Dijana Pavlovic ha stupito e commosso recitando una parte del monologo Vita mia
parla, basato sulla vita di Mariella Mehr, scrittrice e poetessa jenish (nome
dato ai rom svizzeri), che nel paese elvetico fu vittima del programma di
sterilizzazione forzata imposto dagli anni Venti fino al 1974 tramite
l'istituzione Pro Juventute. Un testo violento e diretto, in cui si raccontano
con crudo realismo le violenze subite e l'odio accumulato, torture che non
sembrano possibili e che pure sono state reali in un Europa cieca e pronta a
girarsi dall'altra parte.
Dzemila Salkanovic, invece, come racconta nella lunga
intervista che ci ha
rilasciato, ha parlato della vita difficile che nella capitale italiana
conducono i rom, tanto divisi e poco capaci ancora di fare fronte comune.
Numerose le domande che hanno trovato puntuale e non scontata risposta. A chi
criticava il machismo spesso diffuso nelle comunità rom è stato comunemente
risposto come il machismo, la violenza sulle donne, gli elementi di
problematicità a volte drammatica, siano caratteristica comune e da combattere
in ogni cultura. Non nascondendosi dietro alla presunzione che il problema
riguardi solo universi ritenuti inferiori ma mettendosi, come uomini e come
donne, in discussione. Fra i tanti elementi emersi, che meriterebbero ulteriori
approfondimenti, il peggioramento delle condizioni nell'Est europeo dopo il
crollo del muro e dei regimi. C'era concordia nell'affermare che la
privatizzazione di ogni servizio abbia approfondito le disparità, tolto ai rom
diritti acquisiti come la casa, la sanità, la scuola e il lavoro. Duro accettare
che tali disagi vengano comunemente imputati alla "democrazia". E' comune la
richiesta di una moratoria continentale della politica degli sgomberi, capaci
solo di produrre disperazione. E a dirlo, a spiegarlo non sono attivisti neutri
di associazioni che si occupano dei rom, ma donne rom in carne ed ossa.
Di Fabrizio (del 23/05/2008 @ 09:08:13 in Italia, visitato 1622 volte)
LUNEDI’ 26 MAGGIO - ore 21.00
c/o Arci Bellezza, via Bellezza 16a – Milano
ASSEMBLEA PUBBLICA Sicura discriminazione
Le politiche nazionali e locali contro Rom e migranti
L’approvazione del “decreto sicurezza” con le nuove misure contro i migranti
“clandestini” e le politiche locali di espulsione (da DeCorato a Penati) si
sposano alle ronde, ai roghi, alle campagne discriminatorie che trovano sempre
più spazio.
La sinistra deve ritrovare la sua voce e mobilitarsi contro le discriminazioni e
per una politica che affronti finalmente i temi del lavoro, dell’abitare e della
convivenza nell’area metropolitana dal punto di vista dei bisogni sociali e non
dei “padroni dell’Expo”
Ne discutiamo con: Tommaso Vitale – docente di sociologia Università Milano Bicocca
Laura Di Martino – Direttivo Arci Milano
Dijana Pavlovic – Comitato Rom e Sinti Insieme
Maurizio Pagani – Vice presidente Opera Nomadi
Pietro Massarotto – Presidente Naga
Introduce e coordina Piero Maestri – Consigliere Provinciale Sinistra Critica
Di Fabrizio (del 29/05/2012 @ 09:07:49 in media, visitato 1669 volte)
Segnalazione di
Paolo Terruzzi. Scusate, ma a me quelli di
Libero me fanno morì ...
Se passerà il riconoscimento della lingua, i Sinti pronti a invadere i
media (immagine tratta da
Pitypetefans.forumfree.it, mentre l'articolo originale lo trovate
QUI)
Tra i benefici della legge ci sono l'insegnamento della lingua Rom a scuola,
i documenti in tribunale tradotti in Romanes, radio e tv
L'insegnamento della lingua Rom a scuola, i documenti in tribunale tradotti in Romanes, una radio e una televisione per l'etnia Sinti. Lo scenario si prospetta
sempre più vicino e reale. La Commissione Affari Esteri e comunitari della
Camera ha approvato uno specifico emendamento nell'ambito della ratifica della
Carta europea della lingue minoritarie. Gli onorevoli Matteo Mecacci (Radicali)
e Jean Leonard Touadi (Pd) hanno proposto di inserire le lingue parlate da Rom e
Sinti tra quelle riconosciute e tutelate in ambito nazionale. E la norma è
passata nonostante il governo, tramite il Ministero dell'Interno, avesse
espresso parere contrario. Ma in Commissione tutti hanno votato a favore, tranne
la Lega Nord.
Nuova legge? - La discussione passerà ora al voto del Parlamento, dove si
profila un fronte comune tra Pd e parte del Pdl. Ci sono, quindi, buone
possibilità che la linea pro-Rom diventi legge. Il popolo Sinti avrà tutti i
benefici del caso, mentre le minoranze lombarde, venete e piemontesi continuano
a non essere minimamente considerate. Il riconoscimento è prima di tutto
simbolico ma porterà anche dei benefici giuridici ed amministrativi. Come spiega
Dijana Pavlovic, attrice serba di etnia Rom e candidata al Parlamento nel 2008
con Sinistra Arcobaleno, questa decisione «di includere la nostra lingua
nell'elenco di minoranze linguistiche tutelate, previsto dalla legge 482,
potrebbe aprire la possibilità di insegnare la lingua Romanes nelle scuole con
studenti Rom, ma anche la nascita di radio e televisioni per la nostra
minoranza. O, più in piccolo, il riconoscimento dei nostri funerali e la
traduzione degli atti legali in tribunale».
La presenza in italia - I Rom e Sinti presenti al momento in Italia sarebbero
tra i 150 e i 200mila, secondo le stime più attendibili. Sono sparsi in tutto il
territorio, al contrario di molte altre minoranze che si concentrano invece in
una specifica area geografica. Questo può portare ulteriori difficoltà, perché
ogni regolamentazione si dovrà applicare in ambito nazionale e non locale. Ma la
Pavlovic promette: «Ci mobiliteremo in Aula per far passare questo
riconoscimento».
La reazione leghista - L'approvazione della norma ha già scatenato le prime
reazioni politiche. La Lega Nord ha infatti già annunciato battaglia e
l'onorevole Matteo Salvini, eurodeputato e segretario in pectore del partito in
Lombardia, spiega il suo disappunto: «Abbiamo già pronta un'interrogazione da
presentare a Bruxelles. Vogliamo infatti che le minoranze lombarde vengano
riconosciute ed è folle che invece venga data la precedenza ai Rom. Questa
corsia preferenziale non è una novità, capita anche per alcuni contributi
pubblici. Non capisco in base a che cosa vengano stabilite le priorità. Comunque
sono scettico sulla possibilità che possano nascere emittenti televisive o
radiofoniche dedicate ai Rom senza finanziamenti delle istituzioni. E in quel
caso, Pisapia, che cosa fara?». Dello stesso parere anche l'onorevole Riccardo
De Corato del Pdl: «Non voterò mai questa legge in Parlamento: se si devono
riconoscere delle minoranze bisognerebbe dar la precedenza ai veneti e ai
lombardi. In Italia finora i Rom hanno creato poca integrazione e molti
problemi, al contrario di molte altre minoranze. La decisione della Commissione
mi sembra un'iniziativa del tutto demagogica. In ogni caso, la radio e la tv non
la apriranno con i soldi del governo, al massimo con i contributi di qualche
associazione no profit». Radio Rom, se mai nascerà, non avrà vita facile. Le
minoranze in coda per avere un briciolo di attenzione sono tante. Ma come è
noto, in Italia la fila non la rispetta quasi nessuno.
Di Fabrizio (del 26/03/2014 @ 09:07:07 in Italia, visitato 1665 volte)
23 marzo 2014, di Dijana Pavlovic
Il Sindaco di Milano è una merda
o c'è qualcuno che ne spande troppa e ci avvelena?
Due giorni fa a un incontro con le scuole il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia,
viene apostrofato da un ragazzino: "Sei una merda , hai dato i soldi ai rom".
Invitato sul palco da un sindaco sin troppo civile contesta Imu, ecc. e afferma:
"Io sono informato". Sarebbe facile buttarla sull'ironico e dire "Magari i rom
avessero preso un po' di soldi" a uno che si propone come emulo di quel De
Corato che ha speso oltre 5 milioni di euro in inutili e crudeli sgomberi di rom
che l'unica cosa che hanno visto sono state le ruspe sulle loro baracche o il
degrado dei campi regolari abbandonati a se stessi.
Ma ci colpisce di più un'altra cosa, un atteggiamento pone una domanda
inquietante. Chi lo educato a modi così "garbati", chi lo ha informato su cose
non vere, qual è l'aria che respira in casa sua, o con i suoi compagni o nella
sua scuola, qual è il suo orizzonte politico? Come cresce un ragazzino che con i
suoi coetanei è il futuro di questa città?, e cosa fa questa città perché
l'inciviltà, la maleducazione, l'ignoranza non siano il futuro di tanti suoi
figli?
Il piccolo contributo che noi possiamo dare è invitare questo ragazzino in un
campo (a patto che non ci venga per bruciarlo!) e fargli semplicemente conoscere
i rom perché possa capire e poi giudicare.
INVITO: La Casa della Resistenza e l’Istituto storico della
Resistenza "P. Fornara" vi invitano per un aperitivo cui seguirà la
presentazione della mostra "Porrajmos" e lo spettacolo "Rom Cabaret"
Sabato 20 giugno 2009, ore 20.00 - 23.00
Casa della Resistenza
Via Turati 9, Verbania Fondotoce
Una storia da raccontareLa persecuzione di Rom e Sinti tra ieri e
oggi
"Quanti conoscono la parola Porrajmos? Pochissimi. Questo è l’indizio più
significativo di come la memoria dei popoli che ci ostiniamo a chiamare zingari
e nomadi fatichi a trovare ascolto e cittadinanza in Italia. Porrajmos è la
parola che nelle lingue Sinte e Rom definisce il ‘divoramento’ subito in Europa
tra il 1934 e il 1945".
L’Associazione Casa della Resistenza, in collaborazione con la Regione Piemonte,
Assessorato alla Cultura, organizza una giornata di riflessione sul tema della
discriminazione e della persecuzione verso le popolazioni Rom e Sinte attraverso
la mostra storica Porrajmos. Sulle tracce della memoria che sarà
presentata dal curatore, Carlo Berini, ricercatore dell’Istituto di
cultura Sinta di Mantova.
Rom Cabaret Spettacolo con testi e musica popolare di artisti Rom
di Dijana Pavlovic
con Diana Pavlovic, Jovica Balval, Marta Pistocchi
"La convivenza tra comunità diverse in un medesimo territorio – non solo
possibile, ma anche auspicabile – passa anche attraverso l’incontro e la
conoscenza delle reciproche culture, unica via per dissipare incomprensioni,
pregiudizi, luoghi comuni, diffidenze di tutti i tipi".
Alla presentazione della mostra seguirà lo spettacolo teatrale Rom Cabaret
di Dijana Pavlovic, con Jovica Balval e Marta Pistocchi. Lo spettacolo è
nato come occasione di incontro tra la cultura Rom e la rappresentazione che ne
ha fatto la tradizione occidentale attraverso l’immagine romantica del mondo
zingaro. Di fronte alle vicende drammatiche degli ultimi anni, che a partire dal
caso di Opera sono culminate nella cosiddetta "emergenza Rom", è nata l’esigenza
di attualizzare lo spettacolo e trasformarlo in uno strumento non solo di
conoscenza e confronto, ma anche di denuncia. Attraverso poesie e racconti,
musica e canzoni popolari, interviste e immagini si racconta la storia del
popolo Rom (anche nei suoi momenti più drammatici, come lo sterminio nei campi
di concentramento nazisti) e la condizione attuale dei Rom in Italia tra
sgomberi e pregiudizi. Il tono è ora poetico, ora amaro e drammatico, senza
dimenticare l’ironia e anche l’autoironia delle barzellette Rom.
Con il patrocinio di:
Consiglio Regionale del Piemonte - Comitato per l’affermazione dei valori della
Resistenza e dei principi della Costituzione Repubblicana
Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea nel Novarese e
nel VCO P. Fornara"
Sezione didattica
Istituto storico Resistenza e società contemporanea "P. Fornara"
Corso Cavour 15, 28100 Novara
tel. 0321 392743; fax 0321 399021
email: didattica@isrn.it ; sito web:
www.isrn.it
Di Fabrizio (del 17/06/2010 @ 09:06:32 in Italia, visitato 1876 volte)
Venerdì 18 giugno alle 11.30 presso il negozio civico Chiamamilano in
Largo Corsia dei Servi conferenza stampa della Federazione Rom&Sinti insieme con
la partecipazione di Andrej Mirga, rappresentante dell’OSCE e Nicolae Gheorghe
esponente del Roma Center for Social Intervention and Studies e gli abitanti dei
campi di Milano
Venerdì 18 giugno alle ore 11.30 presso la sede di Chiamamilano in largo
Corsia dei Servi la Federazione Rom&Sinti insieme convoca una conferenza stampa
per porre due questioni.
La prima. Dopo i 271 sgomberi dei campi irregolari che hanno coinvolto un
migliaio di rom rumeni che sono tuttora presenti sul territorio comunale,
l’amministrazione ha annunciato la chiusura di quattro campi regolari:
Triboniano, Novara, Idro e Bonfadini. Questa chiusura riguarda circa 1000
persone di nazionalità italiana, macedone, kosovara, bosniaca e rumena del cui
destino non si sa nulla.
La seconda. Altrettanto rilevante e assolutamente non trasparente è la questione
che riguarda la gestione dei 13 milioni di euro che il ministero degli interni
ha stanziato per la “soluzione” del problema rom a Milano.
Dopo i violenti fatti di maggio con gli scontri in via Triboniano e il sequestro
dei rom nel campo su questi argomenti è calato un silenzio che preoccupa la
Federazione Rom&Sinti insieme che rappresenta 19 associazioni delle comunità rom
e sinte.
Alla conferenza stampa parteciperanno gli abitanti dei campi coinvolti nella
chiusura, Andrej Mirga, rappresentante dell’OSCE e Nicolae Gheorghe esponente
del Roma Center for Social Intervention and Studies
Grazie per l’attenzione
Per informazioni: Dijana Pavlovic, vicepresidente della Federazione Rom&Sinti insieme tel.
3397608728
Shoah e Porrajmos: due
volti dello sterminio razziale
ore 16.00: proiezione
estratto dal dvd a forza di essere vento (lo sterminio nazista degli
Zingari), autori vari, edito dalla rivista “A”
ore 16.15: testimonianze
di MIRKO BEZZECCHI e NEDO FIANO
ore 17.00:dialogo
teatrale Due voci, lo stesso orrore: Barbara–zingara, Sara–ebrea
tratto dalle testimonianze di una ragazza Ebrea e una ragazza Rom con Dijana
Pavlovic nel ruolo di Barbara e con Tatiana Olear nel ruolo di Sara
con accompagnamento
musicale di Marta Pistocchi–violinoe Jovica Jovic-fisarmonica
saranno presenti DARIO
FO e MONI OVADIA.
Casa della Cultura,
Comunità Ebraica di Milano, Comitato Rom e Sinti insieme
Di Fabrizio (del 15/05/2010 @ 09:04:59 in media, visitato 2494 volte)
Segnalazione di Roberto Malini
Milano, 13 maggio 2010. «Bambini rom costretti a rubare» è
un'inchiesta sulla vita dei bambini Rom prodotta da Bbc This
World (2009) e realizzata da Liviu Tipurita, che sarà
trasmessa su Current Tv domenica 16 maggio alle ore 23. Si
tratta di un documentario-farsa, preparato a tavolino per
rinfocolare pregiudizi atavici nei confronti del popolo Rom.
Come faccio ad affermarlo? Semplice: la produzione mi
contattò più volte, prima di girarlo. Il reporter romeno
aveva maturato l'idea di realizzare un'inchiesta-choc dopo
aver preso visione di un articolo apparso sul Corriere della
Sera (articolo che ho già commentato) dove si vedono bambini
Rom (fra i quali il famoso "Bobi") in posa davanti
all'obiettivo di un fotografo, nell'atto di compiere - ora
con la mano destra, ora divenendo improvvisamente mancini -
borseggi nei pressi della Stazione Centrale di Milano,
davanti ai passanti che osservano quelle "performance" senza
manifestare il minimo turbamento. Dopo l'arresto, il piccolo
"Bobi", secondo le autorità e il giornalista del Corriere,
avrebbe chiesto di essere allontanato dai genitori-aguzzini
e affidato a una brava famiglia italiana. Nella realtà, il
piccolo è stato sottratto alla famiglia e affidato a
comunità in attesa di essere inserito in nuclei familiari
italiani per ben trenta volte (sic!), ma ogni volta è
fuggito per tornare dai suoi, preferendo la povertà di una
baracca - ma insieme ai suoi cari - agli agi promessi dalle
assistenti sociali e dai tanti amici della "legalità". Ho
spiegato con chiarezza alla produzione la mia perplessità
sulle foto apparse sul quotidiano italiano, così come sui
numerosi casi in cui persone di etnia Rom venivano accusate
di crimini efferati, al fine di provocare intolleranza nel
popolo italiano e rendere possibile la grande operazione di
pulizia etnica che avrebbe successivamente ridotto i Rom in
Italia da circa 180 mila agli attuali 40 mila. Ho spiegato
all'entourage di Tipurita che i Rom solo in casi rari di
devianza picchiano i loro bambini e che l'elemosina era il
solo mezzo con cui le famiglie potevano procurarsi mezzi di
sopravvivenza. Ho proposto loro di incontrare la famiglia di
"Bobi", che si trovava in un insediamento a Pioltello, e di
intervistare alcune giovani Rom costrette dalla povertà e
dall'emarginazione a vivere mendicando. I responsabili di
produzione, però, non accoglievano alcuna delle mie
proposte. "Vogliamo qualcosa di diverso," mi chiedevano.
"Non potrebbe consentirci di incontrare Rom che comprano e
vendono bambini, genitori Rom che seviziano i figli per
costringerli a mendicare, prostitute Rom minorenni o
ladruncoli Rom?". Erano inutili i miei tentativi di spiegare
loro che il popolo Rom presenta la stessa percentuale di
ladri e di genitori indegni che hanno gli altri popoli, che
nei campi avrebbero trovato indigenza, malattie, esclusione
sociale, ma anche tanta solidarietà, una grande unione, uno
spirito pacifico e un amore infinito per i bambini. A tale
proposito, riportai loro un proverbio conosciuto dai Rom di
tutto il mondo: "Tanti bambini, tanta gioia". Ho offerto ai
collaboratori di Tipurita tutto il materiale relativo ai
nostri studi sui Rom ("Grazie, non si dia pena di
inviarcelo") e l'opportunità di conoscere personaggi che
danno lustro al popolo più discriminato d'Europa: Santino
Spinelli, Rebecca Covaciu, Dijana Pavlovic, Goffredo
Bezzecchi e altri. "Se questa è la sua posizione," mi
rispondevano, "non è di nostro interesse incontrarla. Noi
abbiamo un'altra visione riguardo ai Rom". E chiudevano così
la conversazione. La loro "visione" è diventata una delle
più oscene calunnie mai diffuse dai media. La conosceremo
nei dettagli domenica prossima.
I rom chiedono al Comune di Milano di essere coinvolti nelle trattative che
li riguardano
"Non siamo gente cattiva, vogliamo solo vivere in pace". Così dice Marian,
uno degli abitanti del campo di via Triboniano, al termine della conferenza
stampa organizzata a Milano dalla Federazione Rom&Sinti insieme. Obiettivo
dell'incontro, denunciare la situazione della comunità rom nel capoluogo
lombardo. "Siamo molto preoccupati – dice Dijana Pavlovic, vicepresidente della
Federazione – quello che si sta verificando a Milano è anomalo, anche rispetto
alle altre città italiane". A impensierire i rom è il continuo ricorso alla
pratica degli sgomberi che ormai sistematicamente viene portato avanti dalle
autorità milanesi, senza alcuna proposta alternativa. "Dal 2007 a oggi –
prosegue la Pavlovic – nella città sono stati effettuati 271 sgomberi, ben 95
solo nei premi mesi del 2010. Quasi la totalità degli zingari allontanati vive
ancora a Milano: lo sgombero non è una soluzione. Il ministero degli Interni ha
stanziato 13 milioni di euro per affrontare il problema dei rom nel capoluogo,
ma il Comune non fornisce spiegazioni chiare sull'utilizzo di questi soldi. In
base ai dati forniti dalla Caritas e dalla Casa della Carità, nove dei tredici
milioni verranno utilizzati per la sicurezza. Tradotto significa per gli
sgomberi e l'installazione delle telecamere nei campi, che poi verranno
dismessi. Solo i restanti quattro milioni verranno usati per l'inserimento
sociale dei rom, di cui un milione e 800mila per l'inserimento nelle case".
Secondo la comunità rom, le risorse stanziate, se usate in maniera diversa,
potrebbero risolvere una volta per tutte il problema legato alla loro presenza
sul territorio. Manca, però, una qualsiasi forma di dialogo con i responsabili
del Comune, il vice-sindaco Riccardo De Corato, e Mariolina Moioli, assessore
alla Famiglia, Scuola e Politiche Sociali. "Nessuno parla con noi – dice Marian
-. Nel campo di Triboniano, dove abito, la situazione è critica. Sappiamo che
entro il 30 agosto il campo verrà sgomberato per fare spazio all'Expo, ma nulla
di più. Ci sono 220 bambini, molti di loro sono nati in Italia e vanno a scuola.
Che senso ha spingerli su una strada, così ci obbligheranno a rubare. Sono
romeno e sono in Italia da quasi 10 anni, ho tre figli di 15, 10 e 5 anni e loro
non parlano romeno, perché si sentono italiani. Alcuni di noi sbagliano, ma non
è giusto che paghiamo tutti e che veniamo discriminati o tenuti all'oscuro delle
trattative. Siamo esseri umani e sappiamo parlare. Venite nei campi a
conoscerci, così cambierete idea su di noi".
Smentito anche il luogo comune secondo cui da parte della comunità rom non viene
mai fatta alcuna proposta concreta, quasi fossero incapaci di formularla e fosse
il loro obiettivo vivere nelle discariche o nelle zone più degradate della
città. Nel corso dell'incontro gli zingari di Triboniano hanno fatto riferimento
a una lettera, indirizzata al Comune di Milano, che conteneva dei suggerimenti
per una soluzione del problema dopo l'effettuazione dell'annunciato sgombero. Le
proposte si concretizzano in quattro punti e di questi due sono particolarmente
interessanti e riguardano la volontà di trovare una casa in affitto e la
possibilità del rimpatrio assistito, che molti non escludono, a patto che venga
eseguito in maniera civile. "Assegnateci una caserma dismessa – si legge nel
testo – o un immobile da riadattare all'abitabilità, di proprietà pubblica o di
Enti religiosi. Assegnate a questi ultimi parte dei fondi a noi destinati dal
Governo o dalla Comunità europea per l'acquisto di materiale edile e per il
compenso a un tecnico supervisore e noi ristruttureremo gratuitamente i
locali...". Proposte che fino a questo momento sono cadute nel vuoto. Quel che è
certo, è che entro fine anno verranno sgomberati altri quattro campi regolari:
via Novara, via Idro, via Triboniano e via Bonfadini.
Benedetta Guerriero
c6.tvVideo | Rom e Sinti a convegno: "Gli sgomberi? Parlatene con noi"
Milano. Che fine fanno i rom dopo gli sgomberi? Che fine faranno quelli del
campo di via Triboniano? La Federazione Rom e Sinti Insieme, durante una
conferenza stampa, ha spiegato ai milanesi la grave situazione che sta colpendo
la minoranza Rom nella nostra città. Secondo la Federazione la "politica degli
sgomberi" attuata da questa amministrazione comunale è "del tutto inutile,
perchè si tratta - come ha spegato Dijana Pavlovic vice presidente della
Federazione- di uno spreco di denaro, denaro pubblico, perchè queste persone non
fanno altro che andare da un'altra parte per poi essere sgomberate anche da lì".
Un problema quello dei Rom a Milano che parte anche dalla mancata comunicazione
tra la parti. "Difficilmente l'amministrazione parla direttamente con i
rappresentanti dei campi, e questo è sbagliato, noi con il Comune dobbiamo
sempre parlare attraverso intermediari" racconta Adrian Tanase, abitante del
campo rom di via Triboniano. Secondo la Federazione dei 13 milioni di euro che
il Ministero degli Interni ha stanziato per la questione Rom, solamente 1
milione e 800 mila andrebbero investiti nella soluzione abitativa, e solamente
800mila per l'inserimento lavorativo. Nove milioni, invece, sono destinati alla
"sicurezza" il che significa ulterori sgomberi, cancellate, telecamere e altri
sistemi per mettere in sicurezza campi che rimarranno, secondo le previsioni,
comunque vuoti. La Federazione ha parlato anche di "azioni legali" in
preparazione per i fatti di Triboniano. Abbiamo incontrato Diana Pavlovic,vice
presidente della Federazione e Adrian Tanase rom del campo di via Triboniano.
Servizio ed interviste di Federica Giordani
CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DELL'EVENTO:
22 MAGGIO ALLE ORE 12.00 A PALAZZO MARINO
SALUTI ISTITUZIONALI, PRESENTAZIONE CAMPAGNA DOSTA! E PROIEZIONE DELLO SPOT:
MODERA DAVID MESSINA. DIRETTORE GENERALE UNAR CONS. MARCO DE GIORGI - COMUNE DI
MILANO ASSESSORE ALLE POLITICHE SOCIALI E CULTURA DELLA SALUTE PIER FRANCESCO
MAIORINO - ASSESSORE ALLA SICUREZZA E COESIONE SOCIALE, POLIZIA LOCALE,
PROTEZIONE CIVILE, VOLONTARIATO MARCO GRANELLI - PRESIDENTE PROV.LE ACLI MILANO
PAOLO PETRACCA - DIRETTORE CARITAS AMBROSIANA MONS. ROBERTO D'AVANZO -
INTERVENTI PRESIDENTI ASSOCIAZIONI E FEDERAZIONI ROM E SINTI ITALIANE: DAVIDE
CASADIO E DIJANA PAVLOVIC FEDERAZIONE ROM E SINTI INSIEME - VOJKAN STOJANOVIC
FEDERAZIONE ROMANI' - RADAMES GABRIELLI ASSOCIAZIONE NEVO DROM - SANTINO
SPINELLI FEDERARTE ROM - OSPITI D'ECCEZIONE MARCO FERRADINI, MASSIMO PRIVIERO E
IL REGISTA DEL FILM "MIRACOLO ALLA SCALA" CLAUDIO BERNIERI.
23 MAGGIO 2013 MATTINA
CAMPAGNA DOSTA! PRESSO OFFICINE CREATIVE ANSALDO.
ORE 10.30 - PRESENTAZIONE CAMPAGNA DOSTA! E PROIEZIONE DELLO
SPOT. APERTURA ISTITUZIONALE EVENTO MODERA DAVID MESSINA:
DIRETTORE GENERALE UNAR CONS. MARCO DE GIORGI - COMUNE DI MILANO
ASSESSORE ALLE POLITICHE SOCIALI E CULTURA DELLA SALUTE PIER
FRANCESCO MAIORINO - ASSESSORE ALLA SICUREZZA E COESIONE
SOCIALE, POLIZIA LOCALE, PROTEZIONE CIVILE, VOLONTARIATO MARCO
GRANELLI - PRESIDENTE PROV.LE ACLI MILANO PAOLO PETRACCA -
DIRETTORE CARITAS AMBROSIANA MONS. ROBERTO D'AVANZO - INTERVENTI
PRESIDENTI ASSOCIAZIONI E FEDERAZIONI ROM E SINTI ITALIANE:
DAVIDE CASADIO E DIJANA PAVLOVIC FEDERAZIONE ROM E SINTI INSIEME
- VOJKAN STOJANOVIC FEDERAZIONE ROMANI' - RADAMES GABRIELLI
ASSOCIAZIONE NEVO DROM - SANTINO SPINELLI FEDERARTE ROM.
- "MIRACOLO ALLA SCALA" CON MUSICHE DEL GRUPPO SINTO "THE
GIPSYES VAGANES" - A SEGUIRE DIBATTITO CON GLI ALUNNI DELLE
SCUOLE E GLI STUDENTI UNIVERSITARI PARTECIPANTI ALLA PRESENZA
DEI SEGUENTI OSPITI PROTAGONISTI DEL FILM: IL REGISTA CLAUDIO
BERNIERI; LA PROTAGONSITA DEL FILM LOREDANA BADEANU; DAVIDE
PARENZO - CONDUTTORE DE "LA ZANZARA" RADIO 24 (da confermare);
ROSSELLA CICERO - DELLA SCUOLA DI DANZA DI FLAMENCO DELLA SCALA
DI MILANO; IL GRUPPO MUSICALE ROM "UNZA".
ORE 13.30 - CHIUSURA EVENTO
23 MAGGIO POMERIGGIO
CAMPAGNA DOSTA! PRESSO OFFICINE CREATIVE ANSALDO.
ORE 16.00 - PRESENTAZIONE CAMPAGNA DOSTA! E PROIEZIONE DELLO
SPOT; INTERVENTI DI SALUTO DEI RAPPRESENTANTI DELLE ASSOCIAZIONI
E FEDERAZIONI ROM E SINTI, MODERA MARCO LIVIA.
ORE 1630 - APERTURA EVENTO MUSICALE A CURA DEL GRUPPO SINTO "THE
GIPSYES VAGANES"
ORE 18.00 - SFILATA DI MODA ROM CON MUSICHE ROMANI' A CURA DI JOVICA JOVIC MAESTRO BAL VAL E LETTURE DI POESIE A CURA DI
DIJANA PAVLOVIC.
ORE ORE 19.00 - APERIROM, APERITIVO A BUFFET CON PRODOTTI
TIPICI DELLE COMUNITA' ROM E SINTI, INTERVENTI MUSICALI A CURA
DI MARCO FERRADINI E MASSIMO PRIVIERO, IL VIOLINISTA EDUARD ION
E JOVICA JOVIC PRESENTAZIONE DEL LIBRO "BUTTATI GIU' ZINGARO" DI
ROGER REPPLINGER CON LA PRESENZA DELL'AUTORE E DEL PUGILE ROM
MICHELE DI ROCCO. IL LIBRO RACCONTA LA STORIA DI JOHANN
TROLLMANN, PUGILE SINTO, CHIAMATO IL PUGILE DANZANTE PER IL SUO
STILE CHE VENNE PRIVATO DAI NAZISTI DEL TITOLO DI CAMPIONE E
UCCISO IN UN CAMPO DI CONCENTRAMENTO.
Di Sucar Drom (del 19/03/2014 @ 09:04:24 in blog, visitato 1965 volte)
Milano, un altro raid razzista? Non ci manca, ci manca un po' di giustizia
Da troppo tempo i Rom sono abituati a subire discriminazioni, pregiudizi,
persecuzioni perché ci possa ancora sorprendere l'episodio di Baggio di ieri,
con un gruppo di "giustizieri" che dà fuoco ad auto e camper di alcune famiglie
rom, per una manovra incauta ma senza conseguenze...
Elezioni Ue, Dijana Pavlovic è candidata
Dijana Pavlovic (foto), di origine rom, attrice, mediatrice culturale e
attivista per i diritti umani è nata in Serbia nel 1976, laureata all’Accademia
di Belgrado, dal 19...
Il Seminario Interdiocesano di Castellerio nasce in una collina dinanzi
Pagnacco, paese situato a nord di Udine, a circa 10 minuti di distanza dalla
città.
Raggiungerlo è molto semplice:
1. Dalla città di Udine: seguire le indicazioni della S.P. 49 (Osovana) per
Pagnacco e Buja. Arrivare al punto 3 delle nostre indicazioni.
2. Dall’autostrada:
A. uscita Udine SUD: proseguire nella tangenziale, proseguendo dritti al
semaforo, fino all’uscita Pagnacco-Buja-Osoppo, oltrepassando quelle indicanti
lo stadio (sud e nord e centro commerciale Città Fiera);
B. uscita Udine NORD: proseguire a destra verso la tangenziale che porta a
Udine, prendere la prima uscita, indicante Pagnacco-Buja-Osoppo. Usciti dalla
tangenziale, svoltare a sinistra all’incrocio. Proseguire sempre diritti per
circa 400 metri.
3. In prossimità del Seminario, troverete davanti a voi la Chiesa. Svoltate a
sinistra, nella strada indicante Seminario Interdiocesano, via Castellerio. Dopo
15 metri svoltare a destra
E' venuta a mancare prematuramente Giuseppina "Rumanì" Ciarelli, romnì
italiana tra le prime a Milano a diventare mediatrice culturale e attivista per
i diritti dei rom e dei sinti. Rumanì ha iniziato il suo impegno come mediatrice
a favore delle donne e dei minori rom e sinti nei consultori famigliari, insieme
ai mediatori e alle mediatrici di Sucar Drom alla fine degli Anni Ottanta. E'
stata una delle prime mediatrici sanitarie italiane, ci mancherà il suo sorriso
e ci mancheranno le sue capacità. Pubblichiamo il ricordo della Consulta Rom e
Sinti di Milano a firma di Giorgio Bezzecchi, Dijana Pavlovic e Paolo Cagna
Ninchi
"Noi siamo belli", questo diceva Rumanì di noi rom, questo è quello che sentiva,
che pensava e che diceva quando incontrava, anche in incontri ufficiali i "gagi".
Questo ci ha insegnato Rumani, a credere che i rom sono belli, perché liberi,
perché portano qualcosa di bello in questo mondo con il loro modi di vedere la
vita, con la gioia capace di esprimersi in ogni momento, anche il più difficile.
Rumanì era libera e capace di raccontare la LIBERTA', capace di cancellare i
pregiudizi con le sue parole semplici e forti. Traduceva il suo nome RUMANI' in
"donna libera". Così noi pensiamo a lei, sorridente e orgogliosa.
E' stata una delle prime attiviste e leader del movimento per i diritti Civili
di Rom e Sinti a Milano. Ciarelli Giuseppina nata Avezzano il 7 Giugno 1957,
detta "Rumanì" dalle donne delle Comunità Rom e Sinti di Milano.
Rumanì è stata una delle prime attiviste dell'Opera Nomadi di Milano, iniziava
la sua attività già alla fine degli anni '80, nei primi anni '90 seguì un corso
di Mediatori Sanitari andando a lavorare per anni nel Consultorio familiare di
via Fantoli svolgendo la propria importantissima funzione a favore
Nella prima metà degli anni '90 ritirò a nome dell'Opera Nomadi di Milano l'Ambrogino
d'Oro testimoniando orgogliosamente e caparbiamente il desiderio delle Comunità
rom e sinte di superare le difficoltà legate alla lotta alla discriminazione e
al riconoscimento dei propri diritti. Aveva un grande ruolo all'interno della
Comunità e per noi era un punto di riferimento, non solo una grande amica.
Di Fabrizio (del 03/03/2012 @ 09:02:48 in Kumpanija, visitato 1896 volte)
Serata organizzata dall'Associazione La Conta, in occasione
della ricorrenza dell'8 MARZO 2012, alle ore 20,45 di
giovedì 8/03/2012, con ingresso libero e gratuito, alla CGIL
Salone di Vittorio in Piazza Segesta 4, con ingresso da Via Albertinelli 14
(discesa passo carraio) a Milano.
In particolare la serata sarà dedicata donne Rom e Sinti attraverso i racconti,
le storie, le testimonianze di Dijana Pavlovich, attrice e mediatrice culturale,
e di altre donne Rom e Sinti. Sarà serata di unità multiculturale ed inclusiva
dei Rom e dei Sinti della nostra città e non solo, per conoscere meglio le loro
passioni, la loro condizione e la loro cultura e per contribuire ad annullare il
pregiudizio e la marginalità. La serata si concluderà con un buffet
offerto a tutti i presenti.
Le forme del razzismo sono tante e diverse: ve ne sono di chiassose e sfacciate,
ma anche di pudicamente ipocrite, alcune utilizzano la forza bruta, altre si
avvalgano dell'insulto o del semplice sguardo, altre ancora impiegano strumenti
di oppressione più subdoli e sottili.
Tra i razzismi che amano mascherarsi, a mio avviso, va annoverato
l'assistenzialismo: tale agire appare generoso, benevolo, preoccupato di
soddisfare i bisogni dei deboli, ma esso in realtà è offensivo, dannoso e
perfino razzista.
È razzista perché ripropone il mito coloniale del buon selvaggio, del quale
l'uomo bianco deve "prendersi cura", senza che il selvaggio venga però invitato
al tavolo delle decisioni che riguardano la sua vita. L'assistenzialismo dunque
infantilizza l'assistito: lo reputa minore, lo tratta da minore, lo abitua alla
minorità. E ciò, come spiega Kant, reca vantaggio al narcisismo degli aspiranti
tutori e foraggia l'inclinazione umana alla pigrizia e alla delega. Una perfetta
rappresentazione iconografica dell'assistenzialismo l'ha fatta il regista che ha
firmato uno spot (...) per un programma di solidarietà verso le donne
africane Un mese per la vita, promosso dalla fondazione Rita Levi-Montalcini
insieme all'acqua Lete.
Lo spot – alquanto discutibile a sostegno di un progetto probabilmente meritorio
– mostra la mano di una donna nera che iniziava a scrivere con un gesso su una
lavagna la parola "futuro", quando arrivava la mano di un'anziana donna bianca a
guidarla nella scrittura di tale parola. La donna africana è così paragonata ad
una bambina di scuola elementare che l'insegnante europea deve guidare dirigendo
la progettazione del futuro dell'assistita. Viene ad istaurarsi un rapporto
fortemente asimmetrico tra chi guida e chi è guidato, tra chi è autore del
proprio futuro e chi è eterodiretto nel proprio progetto di vita.
L'assistenzialismo ha inoltre un elevato costo per l'intera comunità e questo fa
sì che i "beneficiati", visti come parassiti, non attirino su di sé troppe
simpatie. Ma ciò non sarebbe un vero problema se davvero soggetti svantaggiati
acquisissero un vantaggio e dunque una maggiore uguaglianza. Il problema è che
l'assistenzialismo (cosa diversa da una giusta solidarietà sociale) non reca
grandi benefici ai "beneficiati". Dijana Pavlovic, in un articolo dal titolo
appunto Dall'assistenza alla responsabilità apparso sull'ultimo numero di "Near"
(p. 27), scrive:
"Il mio amico attivista rom Giorgio Bezzecchi mi racconta che nel suo villaggio
di 50 persone (una famiglia allargata) non ci sono particolari problemi. Tutti
sono autonomi e si occupano di se stessi da anni. Lavorano, sono cittadini
italiani, accedono ai servizi come tutti gli altri. Da qualche anno quel campo è
affidato in gestione a una cooperativa. Ci sono alcuni operatori che vengono al
campo per "assistere" le persone. La conseguenza è che i rom che hanno bisogno
di fare una fotocopia o andare in un ufficio per compilare un modulo adesso si
fanno accompagnare dagli operatori. Oltre ai costi materiali di questa
operazione da non sottovalutare e che pesano su tutti i cittadini, il costo più
grande lo pagherà per intero quella comunità rom: sempre più deresponsabilizzata
e sempre meno autonoma".
L'assistenzialismo è una forma di aiuto che tarpa le ali, che non cede potere,
che parte dall'assunto dell'incapacità del debole di risolvere le cose da sé,
che anchilosa la forza e le abilità, che abitua alla dipendenza e alla
deresponsabilizzazione, che produce apatia e fatalismo, che foraggia
l'autocompiacimento di chi vuole controllare per mezzo di un aiuto interessato.
Esso umilia obbligando ad una gratitudine che facilmente si converte in rabbia
verso il solerte salvatore. La rabbia, infatti, si scatena puntualmente verso
quei genitori, insegnanti, operatori sociali, ecc. che "dandoci" in realtà "ci
rubano" la possibilità di essere autori delle nostre vite.
Di Sucar Drom (del 13/04/2014 @ 09:02:07 in blog, visitato 1731 volte)
Espelli il razzismo dal calcio
Questa mattina alle 12.30, l'Unar - Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni
Razziali, con il supporto di Lega Calcio e Associazione Italiana Calciatori,
ospiterà l'asta di 27 oggetti da collezionismo donati dalle società di calcio di
Serie A e della Nazionale Italiana di calcio, nel corso della campagna "Espelli
il razzismo dal Calcio"...
21 marzo, spot televisivo "Made in Italy"
"Made in Italy" è il titolo della campagna di comunicazione istituzionale
promossa dall'UNAR, dall'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali del
Dipartimento per le Pari Oppor...
27 gennaio, una riflessione sul riconoscimento del Porrajmos
Trascorso il 27 gennaio, è possibile proporre qualche considerazione sui
programmi che le varie cittadine italiane hanno dedicato alla memoria delle
vittime della persecuzione e dello sterminio nazi-fasc...
Di Fabrizio (del 22/05/2010 @ 09:01:21 in casa, visitato 1827 volte)
Negli ultimi anni, le autorità
italiane hanno adottato una serie di misure discriminatorie, che hanno
contribuito alla stigmatizzazione dei rom residenti nel paese. Gli sgomberi
forzati sono diventati più frequenti dopo la conclusione di accordi in materia
di sicurezza tra il governo centrale e le municipalità, a seguito dei quali
alcuni poteri sono stati trasferiti dal ministero dell'Interno alle autorità
locali.
Nell'ambito della sua campagna "Io pretendo dignità", Amnesty International
www.amnesty.it
chiede ai governi di prendere tutte le misure necessarie, compresa l'adozione di
leggi e procedure in linea col diritto internazionale dei diritti umani, per
proibire e prevenire gli sgomberi forzati.
Per chiarire l'argomento sabato 29 maggio alle ore 21.00 all'Auditorium 'Aldo
Moro' (Viale Santuario 13) di Saronno si terrà un incontro di
approfondimento sul 'Piano Nomadi' varato dal Governo nella capitale. Verranno
analizzati anche gli sgomberi in corso nella città di Milano e sarà presentata
la situazione dei rom e sinti nel resto d'Europa. Verrà trattata la questione
importante della comunicazione nei mezzi di informazione e si discuterà di quali
risposte potrebbero essere fornite dalle politiche pubbliche in merito
all'accesso al lavoro e alle questioni abitative.
Introduce e modera l’incontro:
Davide Franchi, responsabile gruppo 135
Saronno Amnesty International.
Intervengono:
Alessandra Meloni – Coordinatrice per il diritto
all’abitare Amnesty International Sezione Italiana;
Dijana Pavlovic –
Federazione Rom e Sinti insieme;
Fabrizio Casavola – Redazione Mahalla;
Saranno presenti testimoni rom che hanno subito l’esperienza degli sgomberi
forzati.
Nel corso della serata verranno proiettati dei filmati.
Di Sucar Drom (del 13/10/2010 @ 09:00:22 in Italia, visitato 2371 volte)
Riceviamo da Andrea Membretti
Venerdi 15/10/2010
Ore 21, Aula del 400 - Università di Pavia Dijana Pavlovic (attrice e attivista rom)
Presenta lo Spettacolo Teatrale "Rom cabaret" e, al termine, dialoga con il
pubblico sulla campagna "Dosta!"
Venerdì 15/10 e Sabato 16 / 10 / 2010
Ore 10 - 17.30, Cortile delle Magnolie - Università di Pavia
Stand espositivo dedicato alla lingua e alla cultura dei Sinti e dei Rom e
alla campagna "Dosta!": esposizione di materiale didattico, libri, DVD, CD
musicali, prodotti artigianali e mostra fotografica sul "Porrajmos" (lo
sterminino di oltre 500,000 Sinti e Rom nei campi di concentramento). Proiezione
di video non-stop su progetti culturali con i Sinti di Pavia.
* La campagna "Dosta!", sostenuta dall’Unione Europea e promossa in Italia
dall’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR), è presentata a Pavia
in occasione del "Festival delle Lingue e dei Linguaggi", organizzato dal Comune
di Pavia e da altri partner locali e internazionali, nell’ambito del progetto
europeo "Kaleco". Sito web:
www.blogpavia.wordpress.com
Piacere di conoscervi!
Siamo i Rom e i Sinti, ma molti per ignoranza o cattiveria ci chiamano "zingari"
o "nomadi". Viviamo in mezzo a voi da circa seicento anni ma ancora in pochi ci
conoscono veramente.
Probabilmente avete letto sui giornali che siamo sporchi, ladri, accattoni… ma
non è così. Certo alcuni di noi sono molto poveri e alcuni hanno commesso degli
sbagli. Ma non siamo tutti uguali anche se siamo tutti presi di mira da
discriminazioni e in alcuni casi da razzismo vero e proprio.
In Europa siamo in dodici milioni, in Italia molto meno, circa 100.000. In
maggioranza siamo Cittadini italiani dal 1871 ma alcuni di noi vengono dalla ex
Jugoslavia e dalla Romania: scappati dalla guerra o dalla miseria.
Provate ad immaginare di non poter avere documenti (anche se i vostri e genitori
sono nati in Italia), di non poter chiedere lavoro o continuare a studiare per
questo motivo, di dover aspirare al massimo a vivere in un container o in una
roulotte… di essere allontanati se entrate in un bar, di essere oggetto di
battute e scherno… che vita sarebbe? La vita di molti di noi al momento.
Noi siamo i Rom e Sinti e come ogni altra minoranza abbiamo una lunga memoria
storica, valori, costumi, tradizioni, arti, talenti, musica e bellezza. Abbiamo
i colori di una civiltà millenaria che non hai mai preso parte ad una guerra.
Tutto questo tuttavia resta confinato troppe volte negli angusti spazi che
occupiamo alle periferie delle città, in ghetti che chiamano "campi nomadi".
La campagna DOSTA ("Basta" nella lingua romanes), promossa dall’UNAR, può
rappresentare la possibilità di superare quel muro del pregiudizio che circonda
la nostra gente.
Noi vi tendiamo una mano, metteremo in piazza frammenti della nostra cultura, vi
sorprenderemo con il calore della nostra musica, le emozioni delle nostre danze
e lo faremo in una serie di eventi che si snoderanno per tutta Italia,
accompagnati da seminari e conferenze, mostre fotografiche e proiezioni video,
momenti di riflessione in cui ci racconteremo a voi. Venite a conoscerci. Vi aspettiamo a Pavia
DOCUMENTO REDATTO E SOTTOSCRITTO DA SINTI E ROMSabato 15 Ottobre
2011, Mantova
I Presidenti delle Associazioni sotto citate, composte in larga maggioranza da
Sinti e Rom, redigono e firmano questo documento da consegnare al Parlamento e
al Governo Italiano con i seguenti punti per chiedere:
Al Parlamento Italiano:
Due provvedimenti legislativi sono stati più volte sollecitati da diverse
istituzioni internazionali, oltre che attesi da migliaia di Cittadini italiani.
Chiediamo al Presidente della Camera dei Deputati e al Presidente del Senato
della Repubblica di accelerare l'iter legislativo per:
Il riconoscimento status di minoranza Un largo schieramento politico
ha presentato alla Camera dei Deputanti una proposta di legge per riconoscere a
Sinti e Rom lo status di minoranza: Proposta di Legge n. 4446, "Modifiche
alla legge 15 dicembre 1999, n. 482, in materia di riconoscimento e di tutela
delle minoranze linguistiche storiche dei Rom e dei Sinti", depositata il 22
Giugno 2011 è assegnata alla 1° Commissione il 11 Luglio 2011.
Il Giorno della Memoria Senatori di diverse forze politiche italiane
hanno presentato una proposta di legge per riconoscere la persecuzione su base
razziale subita dalle comunità Rom e Sinte, durante il nazifascismo:
Atto Senato n. 2558 "Modifiche alla legge 20 luglio 2000, n. 211, in materia
di estensione del Giorno della Memoria al popolo dei Rom e dei Sinti",
presentato il 15 febbraio 2011.
Al Governo Italiano:
L'Unione Europea ha chiesto all'Italia di predisporre entro dicembre 2011 una
Strategia Nazionale, chiediamo urgentemente al Governo di istituire
tavoli tecnici con le Associazioni Sinte e Rom Nazionali per affrontare le
seguenti questioni:
Il lavoro Sostegno ai lavori tradizionalmente svolti da Sinti e Rom
(spettacolo viaggiante, allevamento, arte, musica, artigianato ecc.) e
predisposizione di progetti per la riconversione lavorativa con accesso agli
strumenti esistenti e messa in opera di strumenti innovativi.
L'abitare Moratoria degli sgomberi senza alternative. Progetti per la
chiusura dei cosiddetti "campi nomadi" che, anche attraverso soluzioni
diversificate quali microaree, portino all'accesso alla casa o all'acquisto di
terreni su cui poter edificare in autocostruzione. Modifica del Testo Unico 380/2001.
Sospensione della Delibera 67/2010 dell'Autorità per l'energia e il gas.
La cultura Sostegno agli artisti Sinti e Rom. Predisposizione di una
campagna nazionale di conoscenza degli apporti culturali offerti da Sinti e Rom
alla cultura italiana ed europea. Inserimento di artisti Rom e Sinti nei
maggiori eventi nazionali.
La scuola Introduzione nei programmi scolastici di elementi della
storia e cultura dei Sinti e dei Rom, con particolare attenzione
all'anti-discriminazione. Predisposizione con la collaborazione delle
associazioni Rom e Sinte di un piano Nazionale per l'istruzione dei bambini Rom
e Sinti e per la formazione
dei docenti.
La partecipazione Adottare strumenti di sostegno per implementare la
partecipazione dei Sinti e dei Rom nella vita sociale e politica del Paese.
Indicazione Nazionale che vincoli i finanziamenti solo al terzo settore che
prevede la partecipazione diretta dei Sinti e Rom.
Il welfare Istituzione della figura del mediatore culturale Sinto e
Rom. Progettazione sociale vincolata alla presenza, retribuita, di mediatori
culturali Sinti e Rom. Progettazione e gestione diretta dei servizi alle
associazioni Sinte e Rom.
La sanità Campagna nazionale di prevenzione e istituzione della figura
del mediatore sanitario. Corsi di formazione per operatori organizzati in
collaborazioni con associazioni Sinte e Rom, con particolare attenzione
all'antidiscriminazione.
La lotta alle discriminazioni Rilancio della Campagna Dosta! (anche
nelle scuole e negli enti pubblici). Coinvolgimento delle rappresentatività
nazionali delle comunità Sinte e Rom nella costituzione degli Osservatori sulle
discriminazioni. Libertà religiosa e possibilità per le Chiese di usufruire di
spazi pubblici. Costruzione partnership tra le Prefetture e le associazioni
Sinte e Rom. Contrasto alle discriminazioni istituzionali (esempio: cartelli
stradali di divieto di sosta a chi è riconosciuto Sinto o Rom).
Rom immigrati Predisposizione di un percorso di regolarizzazione per i
profughi e per le famiglie di prima immigrazione (Anni Settanta e Ottanta) dalla
ex Yugoslavia. Progetti di accoglienza per i Rom immigrati dalla Romania
contemperando diritti e doveri. Progetti di informazione e sensibilizzazione con
partnership con i Paesi d’origine.
Federazione Rom e Sinti Insieme: Radames Gabrielli
Ass. Sinti italiani di Brescia: Henich Renato – Brescia
Ass. Nevo Drom, Trento: Gabrieli Giuliano, Gabrieli Mirco - Trento
Ass. Romà
Ass. Nevo Drom: Radames Gabrielli - Bolzano
Ass. Sucar Drom: Barbara Nardi – Mantova
Ass. Sinti italiani Busto Arsizio: Bianchi Giuliano - Milano
Ass. Sinti italiani di Milano Limbiate: Vinotti Oscar - Milano
Ass. Sinti italiani Vicenza: Davide Casadio- Vicenza
Ass. Sinti nel Mondo: Gabrielli Robert - Merano (BZ)
Coop. Romano Drom: Giorgio Bezzechi - Milano
Ass. Sinti italiani: Grisetti Diego - Reggio Emilia
Ass. Sinti italiani di Verona: Fulli Tomas - Verona
Ass. Sinti Italiani Piacenza: Elvis Ferrari - Piacenza
Ass. Upre Romà: Paolo Cagna Ninchi – Milano
Ass. Sinti italiani Romano di Lombardia: Bianchi Manolo – Bergamo
Ass. Sucar Mero: Enrico Prina - Rimini
Ass. Thèm Romanò Reggio Emilia: Torre Vladimiro- Reggio Emilia
Ass. Sinti italiani di Pavia: Erasmo Formica - Pavia
Di Fabrizio (del 22/08/2010 @ 09:00:14 in casa, visitato 1733 volte)
Il Giorno - MilanoTriboniano chiuderà entro il 2011 e al suo posto
sorgerà una strada per Expo. Stessa sorte per Novara, Bonfadini e Idro. [...]
Milano, 20 agosto 2010 - Milano come Parigi? Non proprio. Mentre il
presidente francese Nicolas Sarkozy ha avviato i rimpatri forzati dei rom,
l'Amministrazione di Palazzo Marino si avvia allo smantellamento del campo
nomadi più grande della città. Il Triboniano chiuderà i battenti entro la
primavera del 2011, cioè quando Letizia Moratti si giocherà la riconferma a
primo cittadino.
Al posto dello storico campo, che ospita attualmente 600 tra romeni e
bosniaci, sarà costruita una strada prevista nel progetto Expo 2015. Non
esisteranno più nemmeno i campi di via Novara e via Bonfadini, mentre quello di
via Idro sarà riconvertito in un'area di transito, alla quale potranno accedere
anche gli italiani in camper. Spariranno così dalla mappa tre degli insediamenti
più importanti della metropoli. Del resto, la presenza dei nomadi a Milano è
piuttosto articolata. Ci sono una decina di campi regolari, che ospitano più di
mille persone. E poi ci sono quelli irregolari. Quelli itineranti, che rinascono
dopo uno sgombero e poi vengono nuovamente demoliti: proprio ieri, la polizia
locale ha chiuso un accampamento non autorizzato in via Barzaghi, in un'area
utilizzata dalla Protezione civile.
Prosegue la politica della tolleranza zero per gli abusivi. Per quanto
riguarda, invece, gli spazi comunali, si applicherà nei prossimi mesi il
cosiddetto piano Maroni, che punta alla messa in sicurezza dei campi e
all'integrazione dei residenti nella società civile. Per far questo, il ministro
dell'Interno ha stanziato 13 milioni di euro, di cui 4 destinati alle attività
sociali; altri 2 milioni saranno invece ripartiti tra le borse-lavoro, il
rimpatrio di alcuni nuclei familiari e la ristrutturazione di abitazioni da
assegnare ai rom. "Il lavoro sta andando avanti nel migliore dei modi - assicura
il prefetto Gian Valerio Lombardi, commissario straordinario per l'emergenza rom
-. Le associazioni del terzo settore stanno procedendo con i colloqui e contiamo
di far tutto entro i termini fissati".
Sul Triboniano, in particolare, "c'è stata un'accelerazione in questo
ultimo periodo e speriamo di chiudere entro la metà di ottobre". Secondo gli
operatori della Casa della Carità, fondazione che gestirà fino a dicembre il
campo a due passi dal Musocco, una decina di famiglie di rom romeni avrebbe già
deciso di tornare in patria, dove alcune organizzazioni non governative si
occuperanno di facilitarne l'inserimento nel mondo del lavoro. In alternativa,
si può scegliere di restare in Italia, magari in alloggi con affitti calmierati.
D'altro canto, mancano pochi mesi allo smantellamento dell'insediamento, quindi
tutti giocoforza dovranno prendere una decisione.
Restano scettici quelli dell'Opera Nomadi, l'associazione che cerca da
anni di promuovere la piena integrazione delle popolazioni rom, sinte e
camminanti in Italia: "La maggior parte delle persone non vuole abbandonare i
campi né tantomeno tornare in Romania - attacca Giorgio Bezzecchi, presidente
della sezione di Milano -. E poi non bisogna dimenticare che ci sono campi,
quelli di via Idro e via Negrotto, interamente occupati da rom italiani, nati e
cresciuti qui". Negativo anche il parere di Dijana Pavlovic, vicepresidente
della Federazione Rom e Sinti insieme, che torna a chiedere più trasparenza sui
13 milioni di euro messi a disposizione dal Viminale: "Solo una esigua parte -
sostiene - andrà a sostenere le politiche abitative di chi resterà senza casa
dopo lo sgombero del Triboniano e degli altri campi legali a Milano: appena 1,8
milioni di euro. Nove milioni sono serviti per costruire muri e puntare inutili
telecamere".
Serata di muzike balcaniche e gypsy MUZIKANTI di BALVAL a La Casa 139 VIA RIPAMONTI 139 Milano (mappa)
venerdì 30 ottobre 2009 alle ore 22.00
ritmi dispari, melodie zingare, danze sensuali
Jovica Jovic Balval: fisarmonica superstar
Marta Pistocchi: violino
Camilla Barbarito: voce
Christopher Martinez: chitarra
Giorgio Bonfanti: contrabbasso
Alessio Russo: cajon, darbouka
MUZIKANTI Violino, fisarmonica, voce, chitarra, contrabbasso, batteria Una
piccola orkestra balcanica, eterogenea, multiforme ed in continua evoluzione,
che raccoglie in sé musicisti di diverse origini e bagagli culturali di lontane
provenienze. Fonte d’ispirazione primaria del loro genere è la musica Rom,
espressione artistica di un popolo che sa riunire in una voce sola i diversi
caratteri dell’Europa balcanica. I Muzikanti sono la realizzazione di un
autentico incontro di culture, che si esprime in un linguaggio musicale
originale, fantasioso, libero, vitale. Ritmi incalzanti, intervalli
orientaleggianti e virtuosismi si alternano a melodie struggenti dal potere
evocativo, in una combinazione di esotismo ed energia che emoziona ogni tipo di
pubblico. Per carattere nomade e spirito libero amano le esibizioni a stretto
contatto col pubblico, e sanno animare manifestazioni ed occasioni di festa.
Hanno viaggiato in Italia e all'estero, si sono esibiti in numerosi festival di
artisti di strada; svolgono regolare attività concertistica in locali pubblici,
circoli culturali, centri sociali. Hanno collaborato con il gruppo teatrale
“Poetica” insieme al quale hanno scritto e realizzato uno spettacolo sul tema
del commercio equo & solidale, dal titolo “Caffè Corretto”, già presentato in
diverse città italiane. Di particolare interesse ricordiamo la partecipazione al
festival Cento popoli un mondo alla Cascina Monluè, la Notte Bianca 2006 di
Bergamo, la mostra d'arte-concerto Dintorni Rhom a Rho, il capodanno serbo 2007
allo Cheval di Milano e la collaborazione con l'attrice rom Dijana Pavlovic
insieme alla quale hanno realizzato lo spettacolo Rom Cabaret. www.myspace.com/muzikanti www.sanarecords.it www.lacasa139.com
Di Sucar Drom (del 14/03/2008 @ 08:55:52 in blog, visitato 1820 volte)
Tolleranza zero: quanta demagogia!
In base al rapporto Eurispes-Associazione Ex 2003, nel nostro paese in famiglia
si verifica un omicidio ogni due giorni. Nel 2003 questo tipo di delitti
rappresenta circa un quarto di tutti quelli commessi in Italia. Quanto
all'ambito in cui tale delitto viene commesso, a...
Rom e Sinti, l'ONU critica l'Italia
Una coalizione di associazioni per i Diritti Umani accoglie con soddisfazione le
Osservazioni Conclusive del CERD sull’Italia. Il CERD dell’ONU critica
severamente il trattamento dei Ro...
La scuola luogo reale di partecipazione
Fra tutti i luoghi di partecipazione, la scuola riveste certamente un ruolo
centrale in quanto spazio condiviso tra bambini/studenti e le loro famiglie, un
ruolo che la scuola però deve ancora scoprire a...
Rom e Sinti, Italia bocciata dall'Onu
Una relazione in trenta punti, di cui otto positivi e venti relativi a
preoccupazioni e raccomandazioni. È il rapporto del CERD- Comitato per
l'eliminazione della discriminazione razziale dell'Onu, che il 7 marzo scorso ha
commentato il rapporto dell'Italia...
Pescara, un Rom in Consiglio Comunale?
A Pescara da diversi mesi è attivo il comitato "Un Rom al Consiglio Comunale"
per sensibilizzare le persone e per sollecitare le forze politiche locali ad
adottare una corretta programmazione di politica sociale di interazione
culturale con la minoranza rom presente nel territorio. Durante questo anno di
attività il com...
Discriminazioni, in Italia serve un serio monitoraggio
Da alcuni anni Sucar Drom denuncia pubblicamente le più evidenti discriminazioni
subite dalle minoranze sinte e rom in Italia. Anche nel rapporto per il CERD
dell’ONU abbiamo fatto emergere, tra le tante discriminazioni, la pratica comune
nel Nord Italia de...
Milano, Dijana Pavlovic candidata dalla Sinistra Arcobaleno
Una rom candidata alla Camera dei Deputati. La Sinistra arcobaleno l'ha
candidata in Lombardia. Si chiama Dijana Pavlovic, serba 31 anni, laureata, è
attrice di teatro e mediatrice culturale: potrebbe ess...
Roma, ancora sgomberi e "campi nomadi"
In questi giorni è stato comunicato agli abitanti del “campo nomadi” Casilino
900 che è imminente lo sgombero. Vi è stato un invito ad andar via e sono stati
tagliati gli allacci alla corrente. Ieri i bambini non sono andati a scuola,
mettendo in piedi una sorta ...
La scuola ai Sinti
La scuola per noi sinti era ed è ancora oggi un problema. Nell’anno 1965/6 i
bambini sinti di Bolzano andavano a scuola accompagnati da un Sinto che guidava
un pulmino giallo con la scritta “scuolabus”.
Quasi tutti i bambini sinti freque...
Pescara, un Rom è candidato per il Consiglio Comunale
Dopo oltre un anno di attività, il Comitato "Un Rom al consiglio comunale di
Pescara" conclude la prima fase del lavoro programmato. Alcuni giorni fa era
stata dichiarata la scelta politica del Comitato di s...
Mostre Fotografiche sul popolo Rom - Progetto Rom Toscana e Ko
Phiripè Vaktesa In Cammino Nel Tempo
h. 17 Ridotto Teatro Puccini Presentazione GIORNATA INTERNAZIONALE
Demir Mustafa - Coordinatore Ass.ne Amalipe Romano
Lucia De Siervo - Assessore all'Accoglienza del Comune di Firenze
Martin Demirovski - Political advisor to Member of European
Parliament Previously working for the OSCE mission to Bosnia and Herzegovina,
ODIHR and European Roma Rights Center
Nazzareno Guarnieri - Presidente Federazione Rom e Sinti
Vincenzo Striano - Presidente Arci Regionale Toscana
Laura Grazzini - Responsabile Immigrazione Arci Firenze
Daniele Lamuraglia - Compagnia teatrale Teatro del Legame
Piero Colacicchi - Ass.ne OsserVazione
h. 19 Foyer del Teatro Puccini
Aperitivi rom e sinti
h. 21.15 Sala Teatrale
Prima dello Spettacolo del Teatro del Legame LE DANZE DI BILLY E DIJANA Testo e regia di Daniele Lamuraglia con Dijana Pavlovic e Arben Mustafà
(Billy)
giovedì 9 aprile
ore 21.15 Sala Teatrale
Replica dello spettacolo LE DANZE DI BILLY E DIJANA Testo e regia di Daniele Lamuraglia con Dijana Pavlovic e Arben Mustafà
(Billy)
38° giornata internazionale del Popolo Rom e Sinti: 8 - 9 aprile 2009
Da quanti anni dura la persecuzione e la segregazione dei rom e dei Sinti?
Se torniamo a ritroso nel tempo, anche non molto lontano, vedremmo che la paura
dello sterminio (porraimos, divoramento, eliminazione nazista) non è stata
cancellata, i continui sgomberi, le cacciate da una città all’altra che si
susseguano, hanno lasciato tracce indelebili nel profondo dell’anima.
La creazione di leggi discriminatorie specifiche contro il nostro popolo, sulla
base di percezioni distorte e di un diverso modo di essere e di vivere, di
pensare, di agire, fanno si che oggi questa paura cresca lentamente sulla base
di preconcetti, cattiva informazione (nel silenzio di verità o indifferenza),
che negli ultimi anni, ha creato un clima di panico morale nei confronti di Rom
e Sinti.
Il Popolo romanò è antico, è vero che la nostra presenza nei territori alcune
volte è diminuita, mentre altre volte è cresciuta, ma è sempre stata una
presenza costante.
Siamo un popolo di pace e di libertà!
Romano Dives (Giornata Internazionale del Popolo Rom e Sinti)
Oggi 8 aprile è il Romano Dives, la Giornata Internazionale delle popolazioni
rom, sinte, kalé ("gitani" della penisola iberica), manouche (sinti francesi) e
Romanichals (inglesi). L'8 aprile 1971 a Londra si riunì il primo Congresso
dell'International Romani Union, riconosciuta dall'ONU nel 1979 come
associazione mondiale non governativa. Promotori di tale incontro furono Grattan
Puxon e Donald Kenrick dall'Inghilterra, Jarko Jovanovič dalla Jugoslavia, Matéo
Maximoff dalla Francia, e molti altri. Durante il Congresso si scelse l'inno, il
"djelem djelem" scritto nel 1969 da Žarko Jovanovič e la bandiera a due colori
Verde e blu (in foto). In quel giorno Rishi, noto studioso indiano di cultura
Rom, disse: "i Rom si riconoscono come nazione". Nel 2002, a Varsavia, nel corso
del quarto congresso internazionale, l'8 aprile è diventato Romano Dives, dove
Rom, Sinti, Kalò, Manouche e Romanichals portano fiori e candele (lumini) lungo
le rive dei fiumi del mondo: dalle sorgenti del fiume Indo, sull'altipiano del
Sindh, al Mississippi e al Rio delle Amazzoni, passando per il Danubio, il Po,
l'Arno, la Senna e il Tamigi. La tradizione vuole che ogni famiglia rom, sinta,
kalé, manouche e romanichals al tramonto si incammini lungo il fiume più vicino
alla propria abitazione che rappresenta la via percorsa durante le lunghe
migrazioni. Ogni membro della famiglia porgerà al fiume fiori e petali di fiore
che rappresentano le anime dei defunti e candele (lumini) che rappresentano la
luce che viaggia con loro. In foto la bandiera presentata a Londra nel 1971 ma
sarebbe stata usata per la prima volta nel 1959 con i colori invertiti, basata
su una precedente, senza ruota, alzata a Bucarest nell'ottobre del 1933. La
ruota di carro e i colori del cielo e della terra, azzurro e verde, sono simboli
evidenti della dispersione delle popolazioni rom, sinte, kalé, manouche e
romanichals sulla terra. I sedici raggi della ruota alludono alle molteplici
diversità, presenti in queste popolazioni…
SABATO 18 APRILE ORE 18 - 24 ALLO SPAZIO PUBBLICO AUTOGESTITO LEONCAVALLO
VIA WATTEAU MILANO (MM verde Centrale + bus 81 - MM gialla Sondrio + bus 43)
PROGRAMMA Dalle ore 18: filmati e mostra fotografica
Ore 18.30: PROPOSTE FUORI CAMPO Antonella Attardo presenta il rapporto di Amnesty International -
Paolo Cagna Ninchi, associazione Upre Roma, presenta la proposta di
iniziativa popolare sul riconoscimento di minoranza etnica, con Piero
Colacicchi, associazione OsservAzione, Corrado Mandreoli, CGIL
Milano, Emanuele Patti, ARCI, Dijana Pavlovic, Federazione Rom e
Sinti insieme, Maurizio Pagani, Opera Nomadi, Marta Pepe, NAGA,
Tommaso Vitale, Università Bicocca. Coordina Elena Jannuzzi Hileg,
Leoncavallo
Ore 20: Cena rom
Ore 22: Concerto a sostegno della COMPAGNIA TEATRALE ROM con la Banda
del villaggio solidale, i Muzikanti, artisti di strada e la
partecipazione di MONI OVADIA
Dopo lo stato d’emergenza e i commissari speciali i rom tornano nell’occhio del
ciclone per le prossime elezioni: si è riaperta la caccia alle centinaia di
uomini, donne e bambini che cercano di sopravvivere sotto i ponti, lungo le
massicciate ferroviarie, nelle discariche di Milano e provincia. Ma ancora più
devastante è l’effetto della campagna d’odio e di pregiudizio assecondato da una
legislazione esplicitamente razzista. I segni di questa campagna e di questa
legislazione si colgono nelle manifestazioni di intolleranza e di violenza
quotidiane e cambiano profondamente le coscienze lasciando un sedimento acido
che corrode la stessa cultura di un popolo.
L’emergenza materiale e l’emergenza morale che si coagulano nel destino delle
comunità rom sono il paradigma del nuovo razzismo e non si possono affrontare
separatamente perché una è effetto e condizione dell’altra e viceversa. Il
degrado e la segregazione nei quali si costringono i rom in campi nomadi
concepiti come moderni campi di concentramento servono a fomentare la paura, a
ispirare comportamenti razzisti, a sostenere la politica della destra xenofoba.
Per sciogliere questo nodo, per contrastare questa politica, per costruire una
cultura della convivenza, del riconoscimento e del rispetto tra diversi occorre
rompere gli schemi e soprattutto abbattere i muri che dividono gli uni dagli
altri. Il primo passo è conoscersi e per conoscersi veramente bisogna fare i
conti con la cultura dell’altro.
Con questo scopo e con l’obiettivo di offrire un percorso di riscatto ai
giovani rom l’associazione UPRE ROMA presenta il progetto della COMPAGNIA
TEATRALE ROM: l’espressione artistica è lo strumento più efficace per dialogare
tra culture diverse, conoscersi scambiando una parte della propria esperienza e
della propria anima.
La serata, intervallata da una cena etnica con cucina zigana, propone una mostra
fotografica e la proiezione di filmati tra cui quello prodotto da Amnesty
International sulla situazione a Milano, un confronto pubblico sul
riconoscimento per legge della minoranza rom e sinta e infine un concerto con
raccolta fondi per la costituzione della compagnia teatrale rom.
L’iniziativa si colloca nell’ambito della campagna contro il razzismo,
l’indifferenza e la paura dell’altro NON AVER PAURA, APRITI AGLI ALTRI, APRI AI
DIRITTI a cui favore si raccoglieranno le firme e si realizza con interlocutori
significativi per la cultura di Milano come lo Spazio pubblico autogestito
Leoncavallo, un luogo che alla Milano prima da bere e ora da cementificare ha
contrapposto pezzi di produzione culturale e che è sotto l’attacco di una
politica cittadina cieca e sorda di fronte alle esigenze e alla creatività
alternativa delle nuove generazioni.
ARCI Milano, Associazione UPRE ROMA, NAGA, Spazio pubblico autogestito
Leoncavallo
Di Fabrizio (del 28/03/2008 @ 08:42:26 in Italia, visitato 2152 volte)
Ricevo da Dijana Pavlovic
ciao a tutti.
Oggi (ieri ndr.) a mezzogiorno Daniela Santanchè ha deciso di farsi uno spot elettorale nel campo di Bovisa.
L'abbiamo saputo e siamo andati là un po’ prima.
Abbiamo parlato con i Rom e insieme a loro abbiamo fatto un comitato di
accoglienza.
L'Onorevole è arrivata con una decina di uomini di scorta, era indignata per gli urli delle persone spaventate e agitate, è entrata nel campo, ha fatto
l'intervista dicendo che tutte le cose che sono lì dentro è la roba rubata ai cittadini milanesi, e se ne andata.
Vi mando alcune foto che si commentano da sole trovate sulla pagina di
Vivimilano del Corriere della Sera (www.corriere.it)
Ciao
Dijana
Di Fabrizio (del 25/06/2007 @ 08:19:56 in Italia, visitato 3021 volte)
Ricevo da Tommaso Vitale
Rom: esseri umani o pacchi postali?
Siamo arrivai al limite del grottesco: Vitali
mantiene la propria promessa elettorale e sgombera il campo abusivo
in zona S. Paolo, tra gli applausi e le urla inferocite della gente
accorsa in strada (scena davvero triste!).
Come sempre accaduto in questi tre anni (siamo al
nono sgombero con abbattimento di baracchette incluso, per un costo
complessivo stimato da alcuni in circa 150.000€!) dopo poche ore i
Rom cercano di tornare. Ma questa volta la zona è presidiata.
Inizia una lunga peregrinazione di 180 persone per la città, che
li porta, tra l'altro, anche a sostare un pomeriggio intero in
Piazza S. Magno, davanti al Comune.
Alla fine una loro delegazione viene ammessa a
colloquio con il Sindaco, che riconferma la linea dura. A giudicare
da quanto riportato dai giornali il colloquio si svolge in questi
termini: "Qui non c'è più posto per voi. Quello che possiamo offrire
sono i container vicino alla Grancasa (posti per 3-4 famiglie) e i
biglietti per tornare i Romania".
Nulla di fatto, quindi, e la peregrinazione
riprende... dove? Nei boschi al confine tra Legnano e Busto Arsizio.
Risultato: Rom che per 3-4 giorni vengono sgombrati dalla Polizia
Locale di Busto, fanno 100 m e rientrano a Legnano. Al mattino
vengono sgombrati dalla Polizia Locale di Legnano, fanno 100 m e
rientrano a Busto... e così via!
...insomma, trattati come pacchi postali rispediti al
mittente!
Di fronte a questa situazione allucinante, ancora una
volta, noi di Insieme per Legnano abbiamo ribadito che
la questione non si risolve con gli slogan ("Tolleranza zero", "via
i Rom da Legnano", ecc.), buoni per vincere le campagne elettorali
ma non per sciogliere i problemi.
Abbiamo quindi ribadito la nostra volontà di
collaborare con le forze istituzionali (Comune di Legnano e a questo
punto Comuni limitrofi, Prefetture di Milano e Varese, Provincia)
con le forze sociali (Caritas e altre associazioni impegnate per
l'accoglienza degli stranieri) perchè, attraverso l'istituzione di
un tavolo di confronto, si possa studiare e avviare un progetto che
coniughi solidarietà (percorsi per l'inserimento sociale dei nuclei
familiari Rom) e legalità (rispetto delle regole di convivenza
civile, attraverso un patto che vincoli i beneficiari del progetto,
per esempio, a rinunciare all'accattonaggio, a mandare regolarmente
i figli a scuola, ecc.)
Per ora non abbiamo ottenuto risposta. Non appena
possibile, porteremo questa richiesta, insieme a un nostro
progetto, nelle sedi istituzionali opportune.
Se l'unica risposta che otterremo sarà ancora un
secco no, chi lo avrà pronunciato se ne assumerà le responsabilità
di fronte alla comunità Legnanese.
Legnano (19 giu 2007) Come promesso in
campagna elettorale, il neo sindaco di Legnano Lorenzo Vitali prima
di definire la giunta e di risolvere le piccole tensioni interne
alla maggioranza, ha voluto prendersi carico dell'emergenza ROM.
Promessa mantenuta: venerdì 15 giugno, ore 7.00, è iniziato
l'ennesimo sgombero.
Dal 2004, quando i ROM presenti sul territorio di
Legnano erano una ventina, sono stati eseguiti ben nove sgomberi, il
penultimo lo scorso marzo, l'ultimo, appunto, venerdì scorso: per la
cronaca 180 i ROM coinvolti, dislocati in 6 diversi campi nel rione
San Paolo, tra la via Liguria ed il Cimitero Parco. Come oramai di
consueto, i 50 uomini della polizia sono stati accompagnati da
personale della Croce Rossa e della Caritas, premuroso di prendersi
carico della prima assistenza ai nomadi: donne, anziani e bambini
(il più piccolo di soli 15 giorni di vita) in particolare. In poche
ore lo sgombero era terminato: baracche
abbattute, terreni ripuliti e recintati, sentieri
chiusi da cumuli di terra; dopo una rapida identificazione, in
quanto tutti erano muniti di regolare passaporto, i ROM si sono
diretti verso piazza S.Magno, improvvisando un corteo, pacifico,
silenzioso, scandito solamente dalla fisarmonica del "capofila". Una
delegazione di capifamiglia, con la presenza della mediatrice
culturale Diana Pavlovic, di Nicoletta Bigatti e di Giuseppe
Marazzini, è stata ricevuta dal sindaco Vitali e dal suo "ex" Cozzi.
Nessun "dietro-front" da parte del primo cittadino, che ha
dichiarato: "Il Comune pagherà il viaggio a tutti coloro che
vorranno tornare in Romania. Una ventina di persone potranno essere
accolte nei container di via Jucker, per gli altri qui non c'è
posto. Quindi si fa come decido io - ha chiuso Vitali- se i Rom
torneranno nei boschi, ci regoleremo di conseguenza".
Dal primo pomeriggio di venerdì è così iniziata la
"diaspora" dei 180 Rom: 35 sono stati ospitati nei container di via
Jucker (ma già ieri pomeriggio erano solo 7), qualche mamma con
neonati in camere di albergo, gli altri si sono dileguati tra i
campi e i boschi di Legnano, al confine con i territori di Busto
Arsizio (Borsano) e Villa Cortese. Il primo campo è sorto in una
radura tra via Novara e via per Villa Cortese, il secondo dall'altro
lato di via Novara, all'interno del parco dell'AltoMilanese, al
confine tra il territorio di Legnano e quello di Busto. Passano i
giorni, i campi si moltiplicano e l'emergenza si allarga anche ad
altri Comuni: questo il risultato, sicuramente prevedibile e
scontato, di un ennesimo sgombero senza pensare ad un serio progetto
alternativo per dare una soluzione definitiva e matura al problema.
Un progetto di sostegno per chi vuole integrarsi
(uomini e donne che lavorano, bambini che vanno a scuola), un
progetto rigoroso per punire e allontanare chi non rispetta la
legalità e le leggi del nostro Paese e per garantire sicurezza ai
cittadini. Un progetto che deve superare le divisioni politiche, che
deve unire tutte le forze cittadine, quelle politiche e quelle della
società civile (le stesse che fino a qualche settimana fa non si
sono certo risparmiate in campagna elettorale), che deve coinvolgere
i Comuni vicini, la Provincia di Milano e quella di Varese, i
cittadini dei quartieri interessati, le forze dell'ordine e le
associazioni di volontariato.
Nove sgomberi in tre anni hanno dimostrato che questo
non è certamente il metodo per risolvere il problema, anzi, serve
solo ad allontanarlo e a far finta di non vederlo: ora penso sia
giunto il momento di cambiare rotta, per Legnano, per i suoi
cittadini e per coloro che cercano una vita migliore nel nostro
Paese!
Di Fabrizio (del 26/02/2008 @ 08:10:08 in Italia, visitato 2953 volte)
Ricevo e porto a conoscenza:
PER LA CANDIDATURA DI DIJANA PAVLOVIC ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE
Noi sosteniamo la Sinistra l’Arcobaleno e l’idea di un nuovo soggetto politico
unitario di sinistra che raccolga le istanze di giustizia e uguaglianza della
società italiana.
In questa società crescono le differenze tra chi è povero e chi è ricco, tra chi
ha tanti privilegi e chi è senza i diritti elementari come il lavoro, la casa.
In questa società crescono le insofferenze verso le persone che vengono da
altri Paesi spinte dalla necessità di sopravvivere e crescono il pregiudizio e
l’odio contro chi è considerato troppo diverso per cultura, religione e
tradizioni. Questo pregiudizio e questo odio sono fomentati da una campagna che
fa della sicurezza garantita da leggi speciali il proprio tornaconto politico
dimenticando che solo la sicurezza economica e sociale, la tolleranza e il
rispetto tra i diversi possono garantire pace e serenità a una comunità.
Questo pregiudizio e questo odio colpiscono in modo particolare il popolo Rom,
una minoranza che conta in Italia 180.000 persone, metà delle quali cittadini
italiani, ma cittadini privati dei diritti fondamentali della cittadinanza, cosa
che non favorisce la loro partecipazione alla cosa pubblica.
Noi pensiamo che le prossime elezioni politiche italiane devono rafforzare la
presenza in Parlamento della parte politica che combatte contro le ingiustizie
sociali, le discriminazioni, il pregiudizio e il razzismo e crediamo che sia
importante che chi opera concretamente con questo impegno nella nostra società
debba rappresentare direttamente queste istanze.
La Sinistra l’Arcobaleno per noi rappresenta entrambe queste esigenze:
rafforzare la difesa dei diritti e il rifiuto delle discriminazioni economiche e
sociali e rendere possibile la partecipazione diretta di chi questa battaglia la
persegue concretamente sul territorio, nella società.
Per questo noi proponiamo alla Sinistra l’Arcobaleno di accogliere nelle proprie
liste Dijana Pavlovic, rom serba, cittadina italiana, impegnata, nella sua
attività di attrice e in quella civile quotidiana, nella battaglia contro tutte
le forme di pregiudizio e di razzismo, in particolare quelle che colpiscono il
suo popolo, l’anello più debole della catena sociale contro il quale si sfogano
le ansie, le insicurezze di una società sofferente di ingiustizia, precarietà e
diritti negati.
Breve curriculum di Dijana Pavlovic Nata in Serbia l’11.11.1976, laureata presso la Facoltà di Arti drammatiche
di Belgrado, è cittadina italiana dal 1999.
Candidata alle elezioni comunali di Milano del 2006 nella lista Uniti con Dario
Fo per Milano, dopo i fatti di Opera, nel gennaio 2007 è tra i promotori della
Rete Nopattodilegalità che raccoglie associazioni, comitati, esponenti della
società civile contro il Patto di legalità e socialità del Comune di Milano che
sottopone a un doppio regime legale i cittadini Rom. Con questa rete organizza
per il 2007 iniziative – come la grande partecipazione dei Rom al corteo del XXV
Aprile – e sostegno alle condizioni di precarietà dei Rom (a Milano circa 40
sgomberi in un anno).
Nell’ottobre 2007 con lo sciopero della fame contro il Comune di Milano
favorisce la costituzione di un tavolo - che raccoglie le associazioni e il
sindacato milanesi – che elabora una piattaforma di intervento sulla questione
Rom.
Contribuisce a costituire il Comitato Rom e Sinti insieme, prima forma di
autoorganizzazione dei Rom. Per nome di questo Comitato interviene alla
Conferenza europea sulla popolazione rom organizzata dai ministeri degli Interni
e della Solidarietà sociale, il 22, 23 gennaio 2008 e alla audizione del
Comitato dell’ONU per l’eliminazione della discriminazione razziale, a Ginevra
il 20 e il 21 febbraio 2008.
Sul piano artistico e culturale – con una carriera in Italia di attrice di
teatro, cinema e tv – nel 2006 è coautrice e protagonista di Porrajmos, azione
scenica con testi e musiche sullo stermino dei Rom; coautrice e protagonista di
Rom Cabaret, spettacolo costruito con testi della poesia popolare, canzoni e
racconti della cultura rom che rappresenta in diverse realtà; promuove e anima
la Settimana Rom nell’ottobre 2007 a Milano; in occasione della giornata della
memoria, febbraio 2008, organizza con la casa della cultura di Milano una
iniziativa con testimonianze dello sterminio di ebrei e “zingari”, infine è
attiva in tutte le occasioni di dibattito sul territorio nazionale sul tema
della discriminazione e della questione Rom.
Internet è una delle mie passioni, passo molto del mio tempo libero al computer. Cerco informazioni per me, faccio ricerche per il mio lavoro, su teatro e scrittori. Anche sui Rom, internet è uno dei pochi luoghi dove trovare notizie, senza doversi perdere nell'informazione pilotata o di parte. Detto così, sembra quasi ingenuo, ma sono convinta che internet e i blog siano ormai l'unica maniera per capire qualcosa e trovare le informazioni che altrimenti non passano ai telegiornali. Dove la trovi altrimenti la lista delle 50 persone condannate in via definitiva e sedute in Parlamento. Dove gli ultimi tagli del ministero alla scuola?
Il problema non è la troppa informazione, ma di trovare qualcosa che vada fuori dai soliti binari. Tutti vogliono subito una “verità pronta”, abbiamo poco tempo e invece il tempo serve se vuoi farti un'opinione. Meglio molta informazione che nessuna! -
Così è iniziata una lunga chiacchierata con Dijana Pavlovic'. La prima domanda, rotto il ghiaccio, è stato di raccontare qualcosa di sé.
Sono nata nel 1976 a Vrnjacka Banja, un comune di 200.000 abitanti nel centro della Serbia, molto noto per le terme, a 200 km.da Belgrado. I miei genitori sono Rom, ma da generazioni vivevano con la comunità serba.
I miei nonni erano molto più legati alla cultura e alla lingua, mio nonno era maniscalco un'occupazione tradizionale tra i Rom. I miei genitori invece si erano affrancati dalla tradizione, erano andati a scuola: mia madre aveva studiato elettrotecnica, mio padre dirigeva un piccolo negozio.
Ho passato la mia prima infanzia con il comunismo, che verso i Rom era molto, come dire, “protettivo”: i principi erano quelli di fratellanza, uguaglianza, libertà, il razzismo non era tollerato, i libri erano passati dallo stato.
Io ero l'unica Romnì della scuola. Lì sono venuta a conoscenza della mia origine, quando a 7 anni una mia compagna di classe mi ha detto: “Oggi tu hai avuto il voto più alto, ma resti una zingara!”. Tornata a casa, ho quasi “torturato” i miei genitori perché mi spiegassero perché quella bambina mi avesse parlato così e mia madre mi disse: “C'è una cosa peggiore di esser zingari: essere maleducati!”
E' stata una cosa che ha deciso la mia vita. Da allora mi sono sempre imposta di essere “la più brava” in tutto. Ho poi frequentato il liceo scientifico, e mi sono diplomata che ero già iscritta all'Accademia di Arte Drammatica di Belgrado, unica Rom iscritta. Mi sono laureata. -
Come sei arrivata in Italia?
Nel frattempo, c'era stato il collasso del comunismo e il difficile passaggio alla democrazia, con la conseguente crisi economica, battaglie politiche, proteste degli studenti. Io vivevo da sola a Belgrado e la vita era sempre più difficile.
Durante un festival internazionale, ho conosciuto Claudio, il mio futuro marito, un italiano.
Era un periodo molto confuso, e nel 1999 sono venuta in Italia. Mi sono sposata qua.
Arrivata in Italia, parlavo serbo e inglese. Così l'italiano l'ho studiato qua.
Dopo 3 mesi che ero in Italia, sono iniziati i bombardamenti in Serbia. E' stato il periodo più brutto della mia vita: mio padre era al fronte e io sempre al telefono per avere notizie. Con difficoltà ho iniziato anche a lavorare in teatro. -
Come stanno i tuoi?
Tutti salvi, per fortuna. Ma il paese è distrutto, manca il lavoro. Inoltre, il razzismo che prima era sconosciuto, è esploso con violenza, soprattutto in Vojvodina, dove studia mio fratello. Lui è molto più scuro di me, e mi raccomando sempre che stia attento. -
Come sono stati i primi tempi in Italia?
Problemi: forse il fatto di essere Serba in Italia, proprio mentre la Serbia era accusata di crimini internazionali e io passavo il mio tempo al telefono con la preoccupazione per i miei sotto le bombe...
Sposando un attore, frequentando quell'ambiente, non ho mai avuto problemi di razzismo. Qualche difficoltà è subentrata dopo, continua anche adesso, quando dico che sono Rom.
Le mie radici avevo cominciato a riscoprirle in Serbia, come reazione ai miei che se ne erano dimenticati, rivendicavo l'orgoglio di essere Rom, le cose belle della mia origine. -
Regalane qualcuna ai lettori:
Il temperamento, l'anima, la personalità: improvvisare l'allegria anche nei momenti più tristi, questo mi aiuta molto nel lavoro (e anche nella vita);
vivere una situazione schizofrenica in un ambiente estraneo: integrazione totale e crisi di identità;
vivere le passioni: gli occidentali tendono a contenersi e a mantenere un atteggiamento di facciata. Ma anche il senso del sopravvivere, sono convinta che questo fa parte del patrimonio genetico di tutti, ma in occidente la gente è, come dire, “iperprotetta” e non ha più questo senso di sopravvivenza;
infine, mi piace il mio aspetto fisico, gli occhi...
Mantengo l'adattabilità classica del Rom, ma sono molto rigida nei miei principi. So di non confondere il recitare con la vita reale: a teatro usi una tecnica, hai un copione. Quando hai davanti una persona, non puoi nasconderti. -
Reciterai a Milano, con un pezzo impegnativo sulla Porrajmos.
E' un'idea che si è formata man mano, sino a coinvolgermi totalmente.
Nel 2000 ho fatto un progetto assieme a mio marito, Claudio Migliavacca: abbiamo portato in Italia una raccolta di poesie popolari e d'autore dei Rom serbi, che ho tradotto in italiano. Le abbiamo presentate nello spettacolo teatrale “Sentiero color cenere” (che poi sarebbe il colore dei Rom di Serbia). Li è cominciata anche la collaborazione col gruppo musicale dei Rhapsodija Trio.
Lo spettacolo trattava i temi fondamentali della cultura rom: i bambini, il rapporto con dio e la morte, i cavalli, il viaggio, la criminalità (perché no?), la magia...
Una volta, abbiamo invitato Maurizio Pagani e Giorgio Bezzecchi dell'Opera Nomadi di Milano, e poi ci siamo persi di vista. Ci siamo reincontrati nuovamente alla registrazione di una trasmissione televisiva. Lì, ha preso vita l'idea di “Porrajmos, voci di uno sterminio dimenticato”.
Lo scopo è raccontare la verità, farsi sentire, perché ancora nessuno ne sa niente, o addirittura c'è chi nega che sia successo. Mio marito e io abbiamo voluto correre il rischio di raccontare.
Sono due storie: quella di Barbara Richter, una bambina rom della Repubblica Ceca portata ad Auschwitz. Maurizio Pagani aveva trovato questa storia su Lacio Drom e mi aveva proposto di leggerla per vedere se andava bene.
La storia di Barbara Richter, viaggia accanto a quella di Mile, un bambino rom yugoslavo, sepolto come molti in quell'epoca, in una fossa comune. Mile l'ho incontrato e tradotto in italiano da un racconto di Miroslav Antic, che in quel periodo viveva accanto alla Mahala.
La sfida era: come affrontare un testo così difficile e pesante? Cercando di restituire anche il sentire di un bambino rom ad Auschwitz: si fissavano su alcuni giochi per evadere con la fantasia. E' stata la strada per parlare della mia cultura, della poesia: Barbara che con un mucchio di fango costruisce un pupazzo, e il pupazzo diventerà uno zingaro, che sarà un grande musicista conosciuto in tutto il mondo. Il musicista immaginario che l'aiuterà nei momenti più brutti, un pupazzo di fango nella tasca della sua divisa e le racconterà di centauri e cavalli...
Ultima cosa: E' una lettura spettacolo, dove oltre che le due storie c'è anche la parte legata alla Storia, si percorre il momento storico, anno per anno, (un po' come un documentario). Le due recite sono accompagnate da diapositive e musiche dal vivo. E non dimenticate che Giorgio Bezzecchi leggerà le poesie in lingua romanès
Dura un'ora, all'origine molto di più, ma è stato necessario procedere a molti tagli, anche dolorosi.
L'idea era di arrivare dai campi di sterminio ai campi nomadi di oggi. Vedremo se ce l'abbiamo fatta. -
La II guerra mondiale ha toccato anche la tua famiglia?
Sai che tra di noi, soprattutto tra i più anziani, c'è ancora reticenza e vergogna a parlarne (vedi gennaio 2005 ndr.). Mio nonno non ha mai voluto farlo.
So che dove vivevano allora i miei, i tedeschi giravano la notte a fucilare i Rom. C'era un dottore di un paese vicino al mio. Ancora oggi ogni anno tutti i Rom gli portano i fiori sulla tomba, perché in periodo di guerra, proprio all'ingresso della Mahala, lui scrisse un cartello in tedesco: “ATTENZIONE, C'E' LA PESTE”, salvando la vita agli abitanti -
Sei anche mediatrice culturale.
E' capitato durante le prove di teatro. C'era l'opportunità di lavorare nella scuola.
Sto con i bambini in classe, anche se il ruolo non mi è ancora del tutto chiaro. Devo coinvolgere tutti, sia nello studio che nella ricreazione. Mi piacerebbe fare un laboratorio teatrale, ma è prematuro, incombono le esigenze primarie: studiare e la frequenza. -
Ti è mai capitato di trasmettere quel tuo sentimento di quando eri bambina: dimostrare sempre che eri più capace e più determinata?
Vedi, già allora me lo ero imposto, e non lo rinnego. Ma questa scelta mi ha comportato anche un prezzo alto da pagare, e oggi non mi sento di dare la stessa responsabilità ai bambini che si trovano in quella situazione.
La situazione in Italia è terribile per loro e c'è bisogno di investire, sui bambini e sull'istruzione. Una via bisogna trovarla: Rom, Italiani, chi può. -
Per finire, lo spettacolo sulla Porrajmos sarà presentato anche in altre città?
Questo, bisognerà chiederlo a Pagani. Io voglio “portarlo” al 24 gennaio come si deve. E non è facile, perché l'ho vissuta molto questa recita, come una parte di me, che va oltre il momento storico. -
Di Fabrizio (del 08/05/2006 @ 00:45:11 in Italia, visitato 2055 volte)
Ieri, dopo un lungo periodo di diffidenza (o indifferenza) reciproca, uscita pubblica per la comunità Rom di via Idro. I Rom residenti in zona da una quarantina d'anni e nel quartiere da 17, sono stati invitati non solo a prendere parte alla festa della Martesana, ma anche a progettare assieme lo svolgimento e le iniziative.
Il rischio, non lo nego, è che all'ultimo momento della comunità non si presentasse nessuno, come era successo in passato. O che semplicemente i postumi delle celebrazioni della festa di san Giorgio (vedi) si facessero sentire.
Niente di tutto ciò, per fortuna. Al banchetto abbiamo ritrovato vecchi amici, che si erano persi negli anni, e un po' di gente curiosa, che s'è resa conto che i Rom non mangiano i bambini. Coltivano belle pianticine, le vendono, potano gli alberi e i loro bambini vogliono persino giocare con gli altri. Registrato anche qualche segno di dissociazione mentale da parte di alcuni componenti dell'organizzazione (non tutti, per fortuna!): da un lato hanno invitato i Rom a esporre alla festa, dall'altro suggerivano a mezza voce ai loro vicini "attenti ad avvicinarvi dove vendono i fiori, che quelli sono gli zingari..."
A sua volta, il candidato ex-virtuale, svolgeva pubbliche relazioni (campagna elettorale suona male, vero? ) per il programma sottoscritto dalle famiglie di via Idro, tentando nel contempo di dribblare quei Rom che di punto in bianco vorrebbero cambiare punti discussi da mesi
Tre facce, un unico programma:
da sinistra, Dijana Pavlovic, candidata al Comune per la Lista Fo; Antonio Braidic (Lisse), comitato elettorale di via Idro; Casavola Fabrizio, candidato al Consiglio di Zona 2 per l'Ulivo
Nel frattempo, visto che si vuole che il nostro programma (ricordate che è Open Source) non sia di una sola lista, ma di tutta la coalizione, cedo la parola a Dijana Pavlovic:
A tutti coloro che si occupano di argomenti scottanti, scomodi, a coloro che hanno al cuore gli emarginati di questo paese e della città di Milano, e soprattutto a chi ha voglia di tentare insieme a noi una piccola ma importante battaglia. Noi dell’Opera nomadi insieme alla lista UNITI CON DARIO FO PER MILANO stiamo cercando di dare un’opportunità al gruppo sociale più emarginato di questa città: IL POPOLO ROM.
Sono nata nel 1976 in Serbia, vi ho vissuto e studiato fino al ’99, laureandomi alla “Facoltà delle Arti Drammatiche” di Belgrado. Dal 1999 vivo e lavoro come attrice a Milano. Per storia personale, per formazione culturale e professionale, mi occupo anche della cultura Rom, e questo mi ha avvicinato all’associazione “Opera Nomadi” presente da anni sul territorio milanese.
Oltre a promuovere la cultura e la letteratura Rom, lavoro come mediatrice culturale in una scuola elementare : vi ho trovato una divisione antica e profonda, fra popolazione Rom e città, una mancanza di comunicazione e diffidenze reciproche dovuta alla mancanza di volontà delle istituzioni di affrontare questo problema in modo serio e progettuale, danneggiando non solo la popolazione Rom, ma anche i cittadini che ne soffrono la presenza.
Nei “campi nomadi” delle tante periferie metropolitane d’Italia, e a Milano in particolar modo, le barriere mentali si materializzano in frontiere urbane, spazi di negazione che hanno una forma simbolica. Campi che oggi si trasformano in lager moderni, concepiti solo per rinchiudere le persone indesiderate, come i Rom o come i migranti, nei Centri di Permanenza Temporanea. L’influenza del luogo in cui si vive è determinante per creare nelle persone senso di emarginazione, discriminazione e disperazione.
Uomini, donne e bambini rom vivono, nelle opulente città occidentali, condizioni di miseria materiale profonda,subendo anche molte forme più sottili di violenza morale, come l’esclusione culturale che si respira nella cultura d’èlite o nelle file della bassa mercanteria politica, senza che questo susciti la nostra indignazione. Questo tema incide direttamente su punti fondamentali della gestione di una città come Milano, e anche di una società civile: il tema della sicurezza, al quale i milanesi tengono moltissimo; il tema della regolarizzazione degli immigrati - e di conseguenza l’ottimizzazione dell’inserimento nel ciclo scolastico nel lavoro, - e il tema dell’integrazione culturale intesa come l’incontro di culture diverse, utile alla costituzione di una convivenza più aperta e civile.
Io come Rom e come milanese, non potendo ignorare quello che ho visto, sto tentando di creare un ponte, anche piccolo tra queste due parti, e così, senza mai prima aver avuto a che fare con la politica, ho deciso di candidarmi al Consiglio Comunale di Milano perché questa è la città che mi ha accolto in modo generoso quando sono arrivata da Belgrado, ed è diventata la mia città, un luogo che amo.
La lista UNITI CON DARIO FO PER MILANO, che sostiene BRUNO FERRANTE, esprime, fra gli altri, anche il bisogno di affrontare questo problema. Lo ritiene così importante da offrire la candidatura a una cittadina italiana di origini Rom, che si propone di lavorare per creare rapporti positivi fra la città e la comunità Rom.
Sarò felice di rispondere a qualsiasi domanda legata a questo argomento o di intervenire in occasioni utili per approfondire questo tema.
Vi ringrazio anticipatamente
Dijana Pavlovic
E a chi fosse sfuggito, ricordo anche questa segnalazione apparsa su Sucar Drom.
Di Fabrizio (del 03/11/2007 @ 00:38:56 in Italia, visitato 1975 volte)
Ricevo da Dijana Pavlovic
Mercoledì 31 ottobre, al terzo giorno di digiuno, al presidio davanti a
palazzo marino hanno portato la loro solidarietà Dario Fo e Franca Rame, i
presidenti della Caritas, delle ACLI e dell'ARCI, la Camera del lavoro di
Milano, su proposta della quale si terrà il 14 novembre una conferenza unitaria
per una strategia comune. Alle 14, dopo nostra richiesta,la dottoressa Lucarelli,
funzionario dell'assessorato alle politiche sociali, ci ha comunicato che
l'assessore Moioli era disponibile a un incontro con una delegazione dei
digiunanti. Abbiamo deciso quindi di far partecipare alla delegazione le mamme e
i bambini espulsi da viale Ortles insieme con alcuni rappresentanti del campo di
S. Dionigi. Al momento dell'incontro l'assessore, smentendo clamorosamente
l'accordo fatto con il suo funzionario, ha dichiarato che avrebbe parlato solo
con i rom presenti. A questo atteggiamento arrogante e pretestuoso anche i rom
hanno risposto rifiutando di partecipare all'incontro e insieme abbiamo
presidiato l'assessorato, mentre l'assessore se ne andava precipitosamente, fino
all'arrivo della senatrice Franca Rame che messasi in collegamento con il
sindaco Moratti otteneva il rientro dell'assessore per affrontare e risolvere il
problema da noi posto. L'incontro, con la partecipazione dei rom, si concludeva
con la dichiarazione della Moioli che le due donne espulse con i loro figli
rientravano immediatamente in viale Ortles e con l'impegno a dare
una sistemazione definitiva agli sgomberati da S. Dionigi.
Alla luce di tutto ciò il presidio è stato sospeso mentre il digiuno di protesta
prosegue a staffetta tra quanti vi hanno aderito per verificare il rispetto
degli impegni presi.
Di Fabrizio (del 28/04/2009 @ 00:30:40 in Italia, visitato 5178 volte)
I link
AudioVideo del Congresso
della Federazione Rom e Sinti Insieme (attenzione, dopo 3 settimane i file cessano di
essere scaricabili) registrato da Radio Radicale.
QUI (da Rom Sinti @ Politica) le reazioni della stampa. Sempre su Rom
Sinti @ Politica, il
testo in italiano del Rapporto 2009 del Commissario del Consiglio
d'Europa Thomas Hammarberg.
E' stata una manifestazione densa di contenuti e di fermenti democratici.
Sono particolarmente contento e fiero di aver seguito i lavori del congresso.
I miei complimenti al lavoro fatto dalla Federazione.
La volontà e la capacità di far convergere posizioni politiche e esigenze
sociali anche distanti in una posizione unitaria che nasce non dal compromesso
ma da una visione alta della politica come condivisione di valori e rispetto
delle diversità è un esempio democratico veramente encomiabile.
Mi ha piacevolmente colpito la qualità e lo spessore e la concretezza degli
interventi non solo degli esponenti del direttivo ma dei rappresentati di tutte
le realtà locali.
[...]
Piacevolissima l'atmosfera e ed amichevoli gli incontri. Finalmente ho stretto
la mano a Yuri ed a Carlo, che ha fatto un intervento particolarmente
significativo.
Non ultimo davvero buono il catering delle ragazze belle e gentili di
Romano hape
Le foto su Flickr (riportate in formato ridotto, fare clic
QUI per accedere all'album e vederle in dimensione originale)
Congresso della Federazione Rom e Sinti Insieme
Il messaggio di Thomas Hammarberg
Santino Spinelli,
Alexian musicista, docente universitario, leader dei diritti dei Rom, abruzzese
Bruno Morelli, pittore ed intellettuale, abruzzese, rom
Massimiliano Monnanni, direttore generale dell'UNAR
Marco Perduca, senatore (PD - Radicali)
Luca Cefisi, Sinistra e Libertà
Demir Mustafa è nato a Skopje (Macedonia) nel 1960 da una famiglia di
rom dzambasa (allevatori di cavalli) in Italia dal 1989. Scrittore e poeta, lavora per l'Arci in progetti finalizzati all'inserimento sociale di Rom e Sinti.
Presidente dell'associazione Amalipe Romanó e vicepresidente della federazione Rom e Sinti insieme.
Anna Pizzo, consigliere della Regione Lazio
Dijana Pavlovic
Dijana Pavlovic
Nazzareno Guarnieri. E' il carismatico presidente della Federazione Rom e Sinti Insieme
Dijana Pavlovic, serba naturalizzata italiana, è una attrice ed una donna
passionale prestata alla politica. Eva Rizzin, italiana, dottore in
geopolitica e geostrategia. Dijana è rom, Eva è sinti, ed insieme si battono
contro il pregiudizio e contro antiziganismo, per superare la discriminazione
della minoranza più perseguitata d'Europa.
Giulio Russo - Casa dei diritti sociali. Presidente dei Centri di Servizio per
il Volontariato CESV (Centri di Servizio per il Volontariato) e SPES (Associazione Promozione e Solidarietà)
Roberto Ermanni, responsabile nazionale delle Politiche della Comunità Rom, Sinti e Camminanti
Letizia De Torre, deputato (PD)
Massimo Mapelli, Casa della Carità
Vojislav Stojanovic, consulente del Consiglio regionale del Piemonte, è membro del consiglio direttivo della federazione Rom e Sinti Insieme
Pietro Soldini, CGIL
Giuseppe Casucci, UIL
Eva Rizzin
Piero Colacicchi, rappresentante di Osservazione
Federico Schiavon, sacerdote, Responsabile per la Pastorale della Chiesa Italiana per i Rom e i Sinti
Federico Schiavon
Carlo Berini, promotore dell'Istituto di Cultura Sinti e della associazione Sucar Drom, dell'Opera Nomadi di Mantova
Valentina Halilovic, studentessa dell'istituto alberghiero, discriminata a scuola perché rom
Naio Adzovic, portavoce del campo rom Casilino 900
Romano hape
Romano hape
Romano hape
Romano hape
Romano hape
Romano hape
Il consiglio direttivo della Federazione Rom e Sinti Insieme
Il consiglio direttivo della Federazione Rom e Sinti Insieme
Radames Gabrielli, promotore
dell'associazione Nevo Drom di Bolzano, membro del consiglio direttivo della federazione Rom e Sinti Insieme
Di Fabrizio (del 08/05/2009 @ 00:23:30 in scuola, visitato 1951 volte)
Ultim'ora: ricevo da Marco Brazzoduro
Le cronache recenti dimostrano che le problematiche legate alla società
multietnica ci toccano da vicino ed evidenziano contraddizioni e conflittualità.
Il rischio della discriminazione non può essere ricondotto all’assurdità di
fatti privati, ma è una questione di interesse sociale che riguarda la scuola e
la società tutta.
La globalizzazione e un’Europa a 27 Paesi sono una condizione storica
irreversibile, che ci pone davanti a un bivio: cogliere l’occasione per
l’apertura, il confronto tra diversità, con la prospettiva di un
arricchimento reciproco o, viceversa, chiuderci nelle paure e difenderci dal
cambiamento.
Come già emerso in altri contesti europei di più antica tradizione migratoria,
il rischio di formazione di sacche di emarginazione e di conflittualità è legato
alle condizioni e alle opportunità di promozione sociale che la società e le sue
istituzioni, in primis la scuola, offrono per garantire la qualità
dell’integrazione e la qualità della convivenza tra persone appartenenti a
culture diverse. In ogni luogo educativo, la costruzione dell’identità e lo
strutturarsi dei processi di inter-azione sono i presupposti per promuovere
conoscenza e scambio tra le diverse lingue e culture.
In coerenza con un’idea di società accogliente e inclusiva e di una scuola
intesa come laboratorio sociale che educa alla convivenza, alla cittadinanza
attiva e alla solidarietà, il Movimento di Cooperazione Educativa,
l’ARCI Solidarietà e RUOTALIBERA Intercultura
propongono il Convegno: “InControCorrente, Oltre la paura, contro ogni
discriminazione, per la dignità e la parità dei diritti”.
Convegno nazionale InControCorrente
Oltre la paura, contro ogni discriminazione, per la dignità e la parità dei
diritti Roma, 8 e 9 maggio 2009
Con il contributo di Con il patrocinio di
Movimento di Cooperazione Educativa Per informazioni rivolgersi a: Maria Cristina Martin MCE - Via dei Sabelli 119, Roma -
Tel. 065744228 – 3384620822 - Mail:
cristimartin@alice.it
Ore 15,00/19,00 Palazzo Valentini, Sala Del Consiglio Provinciale Via IV
Novembre 119/a
I Sessione: Discriminazioni e dintorni La sessione intende fornire strumenti utili alla definizione dei diritti
dei minori e proporre elementi di analisi e riflessione su quanto sta accadendo
nel nostro Paese in merito al rischio di discriminazione di intere fasce sociali
Introduce e coordina: Diana Cesarin, MCE
Saluti delle autorità: Nicola Zingaretti, Presidente della Provincia di Roma Claudio Cecchini, Assessore alle Politiche Sociali, Famiglia e Rapporti
Istituzionali della Provincia di Roma Massimiliano Smeriglio, Assessore alle Politiche del Lavoro e Formazione
della Provincia di Roma
Interventi di: Paolo Beni, Presidente nazionale dell’ARCI Massimiliano Fiorucci, Docente di Metodologia dell’Educazione
Interculturale dell’Università Roma Tre Ferdinando Imposimato, Presidente aggiunto onorario della Corte di
Cassazione Dijana Pavlovic, attivista rom, federazione “Rom e Sinti insieme” Gennaro Schettino, Direttore di Metropoli, “La Repubblica” Alexian Santino Spinelli, Docente di lingua e cultura romanì presso
l’Università di Trieste
Ore 21.00 – Centro Anziani di Villa Gordiani Via Prenestina Giovanna Marini & il corso di modi del canto contadino della Scuola
Popolare di Musica di Testaccio Alexian Santino Spinelli e il suo gruppo di musica rom
Sabato 9 maggio
Ore 9,00/11,00 Istituto Comprensivo Virgilio, Via Giulia 38
II Sessione: Workshop su esperienze di inte(g)razione a scuola La sessione vuole offrire il racconto e la riflessione del gruppo su
esperienze realizzate a scuola e nel territorio, attraverso l’utilizzo di
materiali strutturati o multimediali a)“Il mantello di Arlecchino”. Gioco di educazione interculturale, a cura di
Orietta Busatto, MCE
b)“Una comunità narrativa on line”. Educare alla reciprocità attraverso internet
e le fiabe, a cura di Silvia Salvadori e Shi Xue Fen, Ruotalibera
c)“La Città in Gioco”. L'inter-azione attraverso l’attività ludica, a cura di
Ugo Pugliese, dirigente Ludoteca di Napoli, MCE
d)“Diritti al campo”, a cura di Catia Mancini e Alessia Rocco, Arci Solidarietà
e)“Sei più. Seconde generazioni: seconde a nessuno”. Mediazione
linguistico–culturale a scuola, a cura di L. Dauki, MCE
f)“Il mondo attraverso le fiabe” A cura di Marika Vischi, Arci Bari
Ore 11,15/13,15
III Sessione: Scuola e associazionismo contro le discriminazioni La sessione intende presentare un quadro di riferimento metodologico e
didattico per l’attività educativa nel campo dei diritti Introduce e coordina: Sergio Giovagnoli, ARCI Solidarietà
Sono previsti interventi di: Domenico Canciani, segretario nazionale del Movimento di Cooperazione
Educativa Patrizia Lucattini: responsabile formazione di RuotaLibera Tatiana Occhipinti e Riccardo Casentino, studenti della Facoltà di
Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre Renzo Zuccherini, dirigente scolastico, Punto Arlecchino,Perugia
Movimento di Cooperazione Educativa
Associazione professionale di insegnanti È soggetto qualificato per la formazione ai sensi del D.M. 177/2000
confermato con D.M. 57/2005
Parla Eva Rizzin della neonata Federazione Rom e Sinti Insieme
Eva Rizzin, 30 anni, è un vulcano d'energia, con un curriculum in continuo
aggiornamento. Laureata in Scienze Politiche con bacio accademico, un anno fa ha
discusso una tesi di dottorato in geopolitica sull'anti-ziganismo nell'Europa
unita. È qualcosa che la tocca in prima persona: la Rizzin è nata a Udine da
mamma sinta e ne va fiera. È anche per questo che la sua lotta contro le
discriminazioni e per i diritti di rom e sinti va oltre l'Accademia e la vede
quotidianamente impegnata sul campo. Nel 2005 ha fondato OsservAzione, centro di
ricerca-azione contro la discriminazione. Appena gliel'hanno proposto, non ha
esitato un attimo ad accettare la proposta di entrare a far parte della neonata
Federazione Rom Sinti insieme.
Vita: Eva, ci spiega perché nasce quest'esperienza? Eva Rizzin: La parola chiave è partecipazione. Rom e sinti devono diventare
soggetti attivi delle politiche che li riguardano. Per troppi anni in Italia
sono stati fatti programmi di stampo assistenzialistico e di "segregazione
culturale". Esiste un vero e proprio problema di rappresentatività politica, una
questione che, invece, da anni è stata superata in alcuni paesi dell'Est Europa.
La Federazione si è costituita il 18 maggio 2008, dopo più di un anno di lavoro
del Comitato rom e sinti insieme. Ne fanno parte già 22 associazioni con sede in
dodici regioni italiane.
Vita: Perché avete scelto la formula della federazione? Rizzin: Esiste una profonda ignoranza riguardo a rom e sinti. Il nostro
mondo viene considerato come se fosse un blocco unico. Siamo gli "zingari", i
"nomadi". Non si conosce la pluralità di gruppi, l'eterogeneità che ci distingue
l'uno dall'altro. Io, ad esempio, mi sono laureata con una tesi sulla cultura
della mia comunità, i gackane eftawagaria. D'altra parte, coinvolgiamo anche chi
non è rom o sinti, non vogliamo escludere nessuno, ma cooperare, lavorare
assieme. Va chiarito anche che non pretendiamo di rappresentare tutti i gruppi
di rom e sinti in Italia, ma solamente le associazioni che aderiscono alla
Federazione.
Vita: Ci sono anche conflitti tra i diversi gruppi. Ad esempio, rom e
sinti italiani sono spesso ostili verso i rom immigrati... Come farete a mettere
tutti d'accordo?
Rizzin: Non sarà un'impresa facile. È paragonabile al fare l'Europa unita. Siamo
un piccolo mondo, è come se fossimo tanti Stati, ciascuno con la propria storia
e cultura. Tanto per cominciare, la pluralità dei gruppi è rappresentata ai
vertici della Federazione: il presidente è Nazzareno Guarnieri, rom italiano, i
vice presidenti sono il sinto italiano Gabrielli Radames e il rom immigrato,
Demir Mustafà.
Vita: Perché in Italia la voce di rom e sinti non si è levata prima, per
rivendicare una partecipazione attiva sulle politiche che vi riguardano? Rizzin: Da dicembre 2006 la situazione per le nostre minoranze è sempre più
preoccupante, con sgomberi e atti di violenza gratuita. Nasce in questo contesto
l'idea di reagire in modo unitario e propositivo. La Federazione si propone di
costruire un dialogo diretto con le istituzioni, per promuovere una società
aperta e interculturale, l'affermazione della cultura della legalità, il
contrasto agli abusi di potere.
Vita: Il clima politico attuale non sembra favorevole al dialogo. Riuscite
a farvi ascoltare? Rizzin: È molto difficile, ma non impossibile. Purtroppo alcuni passi avanti
che erano stati fatti un anno fa, ora sono stati azzerati. In luglio 2007
abbiamo contribuito alla presentazione della proposta di legge 2858 per
l'estensione della legge 482 del 1999 sulla tutela delle minoranze linguistiche
storiche con il riconoscimento anche delle minoranze rom e sinti. Solo a gennaio
2008, poi, abbiamo partecipato a una Conferenza europea sulla popolazione rom
organizzata dai ministeri dell'Interno e Solidarietà sociale. È stato un momento
di incontro costruttivo e partecipato: prefetti, politici, forze dell'ordine,
organizzazioni internazionali, istituzioni, tutti insieme per affrontare le
problematiche concrete che ci riguardano ed elaborare delle risposte condivise.
Vita: Come vi state muovendo? Rizzin: Non ci diamo certo per vinti. Crediamo che la questione rom e sinti
sia trasversale agli schieramenti politici: non è un fatto di destra o sinistra.
Alle ultime elezioni il presidente Nazzareno Guarnieri era candidato per l'Udc,
Dijana Pavlovic, consigliera della Federazione, per la Sinistra arcobaleno. In
campagna elettorale, poi, abbiamo inviato a tutti candidati premier una lettera
in sette punti che riteniamo importanti per la tutela dei nostri diritti. Ora
abbiamo chiesto un incontro con il ministro dell'Interno, mentre siamo già stati
ricevuti dai prefetti di Milano e di Roma.
Vita: In quali circuiti internazionali siete inseriti? Rizzin: Abbiamo partecipato, il 21 febbraio 2008, all'audizione del Comitato
dell'Onu per l'eliminazione della discriminazione razziale. Le Nazioni Unite
hanno criticato severamente il trattamento dei rom e sinti in Italia. Il 10
luglio eravamo presenti al meeting Osce a Vienna sulle politiche per
l'integrazione, per parlare della situazione italiana. Io sono intervenuta come
responsabile della Federazione per il settore Diritti e Legislazione, Razzismo e
Discriminazione. Ciascuno di noi si occupa di un'area specifica.
Vita: Quali soluzioni proponete? Rizzin: Beh, non c'è una ricetta valida per tutti. Si deve sempre partire
dal dialogo e partecipazione dei diretti interessati. Di certo prendere le
impronte digitali ai bambini, come ha proposto Maroni, non contribuirà
all'integrazione nelle scuole. Bisogna invece analizzare quali problematiche
impediscono ad alcuni minori di avere un'istruzione. Inoltre, vanno riconosciuti
i mediatori rom e sinti, perché i bambini delle nostre minoranze non vengano
visti sempre come un ostacolo, ma come una ricchezza. Proponiamo poi un centro
di orientamento professionale per adolescenti e adulti, tra i cui obiettivi c'è
il recupero e reinserimento nel mondo del lavoro, la progettazione di interventi
formativi per il recupero dei lavori tradizionali, la creazione di centri di
lingua romanì e di storia e cultura di rom e sinti. Quanto alla casa, vogliamo
il superamento dei campi nomadi, con soluzioni abitative adattate alle diverse
situazioni, dalla casa alla microarea. E chiediamo la modifica del Testo Unico
380 del 2001 che considera abuso edilizio la sosta di roulotte o case mobili su
terreni agricoli.
Di Fabrizio (del 04/04/2007 @ 00:14:32 in Italia, visitato 1858 volte)
La Cdl taglia i fondi alle Politiche sociali e dà 400mila euro al settore
Sicurezza!
Rogoredo, Chiaravalle e Gratosoglio saranno meta, mercoledì 4 aprile, di una
ronda organizzata dalla Lega Nord, dietro una proposta di Matteo Salvini, contro
i campi nomadi.
Pensiamo che siano due cose inaccettabili e che non bisogna restare in silenzio.
Dunque, mercoledì, 4 aprile, alle 13 e 30 organizziamo un presidio davanti al
campo di via S.Dionigi (non c'è numero civico, il campo si trova in fondo alla via), dove la ronda leghista passerà a partire dalle ore
14.00, per protestare insieme ai Rom, in modo pacifico, ironico e festoso, vista
anche la presenza di alcuni musicisti Rom. Chi può, è invitato a portare
telecamere, macchine fotografiche, cartelli e pennarelli. E anche dei bicchieri
di carta per elemosinare qualche spicciolo per il fondo per le Politiche
sociali.
In allegato il comunicato stampa della lista Uniti con Dario Fo per Milano,
dell’Associazione Naga, dell’Associazione Liberi e del Comitato per le libertà e
i diritti sociali..
Dijana Pavlovic
MUSICA E ACCATTONAGGIO CONTRO I GIUSTIZIERI IN CAMICIA VERDE OGGI COME IN
CAMICIA NERA IERI
A Milano dopo la parata populista della maggioranza, il Sindaco ha deciso di
trasferire 400.000 euro dal fondo per le politiche sociali, destinato
all’immigrazione.
Dobbiamo prendere atto che per avere un sostegno sociale occorra mendicare un
intervento per avere risposte ai propri bisogni e sembra che ci sia
un’inquietante connessione tra questi due fattori: ridurre i fondi per le
politiche sociali, da una parte, e aumentare quel disagio funzionale a creare
uno stato di insicurezza che, spesso, si traduce in emarginazione e in fenomeni
di devianza.
Noi che crediamo che se ci fosse maggiore attenzione alle politiche sociali non
ci sarebbe bisogno di parlare di sicurezza, come sempre dobbiamo prendere atto
che le prime vittime di questi provvedimenti siano gli immigrati, non
considerati cittadini e tra questi soprattutto i rom..
Non a caso, oggi siamo in presenza di un nuovo attacco demagogico e intollerante
della Lega, che ha indetto una “passeggiata volontaria” contro la presenza di
insediamenti di nomadi nella zona comprendente i quartieri di Rogoredo,
Gratosoglio e Chiaravalle.
Siamo di fronte alla bieca e volgare connessione tra criminalità e nomadismo,
pericoloso accostamento che mette in discussione la convivenza sociale nella
nostra città.
Di fronte a questa situazione l’amministrazione si assuma le proprie
responsabilità, ora, non aumentando un clima già presente di paure irrazionali,
seminando terrore negli animi dei residenti, individuando all’occorrenza il
capro espiatorio più opportuno per distogliere l’attenzione verso le reali cause
della sofferenza.
Noi consideriamo grave e insopportabile che chi siede nelle istituzioni che
governano questa città possa impunemente proporre atti illegali e veri e
pericolosi rigurgiti di un tragico passato, come la “passeggiata” della Lega,
quando non erano verdi ma nere le camice di chi andava in giro per il Paese a
farsi giustizia da sé.
Per questo, oltre a condividere la condanna già espressa dalle forze politiche e
sociali democratiche, facciamo un appello alle autorità che devono far
rispettare la legge, mentre per parte nostra proponiamo una diversa passeggiata,
pacifica elemosinando qualche moneta per rimpinguare le casse del fondo per le
politiche sociali, allietata dalla musica rom, e filmando quello che è il vero
atto illegale e pericoloso per la sicurezza di tutti e non solo di quelli, come
i rom, che sono considerati gli ultimi della società e perciò i più esposti ai
pregiudizi, agli insulti, all’intolleranza e infine alla violenza.
Uniti con Dario Fo per Milano, Associazione Naga, Associazione
Liberi, Comitato per le libertà e i diritti sociali
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