Di Fabrizio (del 18/08/2005 @ 21:38:05 in media, visitato 1982 volte)
Premessa: Sulla trasmissione di cui parla Saimir, rimando alla
segnalazione che fece questo febbraio sul blogPirori
Cari amici,
A nome dell'associazione "La Voix des Rroms" e anche di "Rromani
Baxt", "AVER contre le racisme" e "Ternikano Berno", voglio
ringraziare quanti ci hanno sostenuto.
Siamo lieti di annunciare che oggi il Consiglio Superiore Audiovisuale,
che è l'istanza amministrativa incaricata di sorvegliare il rispetto della
legge nei media francesi, si è pronunciato sulla trasmissione [...] Vi terremo
informati sugli ulteriori sviluppi della vicenda.
Grazie ancora a chi appoggiato la nostra petizione, oggi raccogliamo i
frutti del vostro impegno
con i migliori saluti
Saimir MILE
Association "La Voix des Rroms - E Rromenqo Krlo" rinchibarno@yahoo.fr
Rromani Baxt
Centre AVER de recherche et d'action sur toutes les formes de racisme
La Voix des Rroms
Ternikano Berno
Association des Femmes Rroms, Sinté et Kalé
Cari Amici,
Il Consiglio Superiore Audiovisuale ha pubblicato sul proprio sito la
decisione riguardo al programma razzista "Délinquance: la route des Roms -
Delinquency: the route of the Rroms" http://www.csa.fr/actualite/decisions/decisions_detail.php?id=29702
Vogliamo ringraziare tutti quanti per l'appoggio che ci avete mostrato,
in particolare a quanti hanno firmato la petizione contro quel
programma.
Phrala!len, Pheja!len
O Uprutno Sombes vas o Audiovizualo and-i Frànca dias avri p-o pesqo kùjbo internet i décizia lini pe racistikani emisia
"Délinquance: la route des Roms - Kriminalitèta: o drom e
Rromenqo". http://www.csa.fr/actualite/decisions/decisions_detail.php?id=29702
Naisaras Tumenqe savorrenqe vas Tumaro sumnakuno azutipen, kaj dinen tumari semnatùra pe amari peticia mamuj akaja
emisia.
Dear Friends,
The Superior Audiovisual Board in France published on its website the decision concerning the racist programme
"Délinquance: la route des Roms - Delinquency: the route of the
Rroms" http://www.csa.fr/actualite/decisions/decisions_detail.php?id=29702
We would like to thank all of you for your support, especially those who signed our petition against this
programme.
Chers amis,
Le Conseil Supérieur de l'Audiovisuel vient de publier sur son site la décision concernant l'émission raciste
"Délinquance: la route des Roms" http://www.csa.fr/actualite/decisions/decisions_detail.php?id=29702
Nous tenons à vous remercier tous de votre soutien, spécialement les signataires de notre pétition contre cette émission
Date de publication sur le site : 1 septembre 2005
Assemblée plénière du 11 juillet 2005
Il Consiglio ha ammonito il canale [televisivo] France 5 a seguito della
trasmissione "C dans l'air" dell'11 febbraio 2005 intitolata
"Délinquance : la route des Roms". Diverse associazioni parte
della Union Rromani International si sono rivolte a noi su questo tema,
ritenendo che il programma costituisse un'incitazione all'odio razziale.
Dopo esami, il Consiglio ha ritenuto che questa
trasmissione pone in effetti diversi problemi. Il primo risiede
nell'amalgama, operato nel titolo e nell'introduzione, tra una data
comunità e una forma di crimine organizzato. Questa presentazione
dell'argomento è suscettibile, agli occhi del Consiglio, di rinforzare i
pregiudizi razzisti e, di conseguenza, di essere contraria all'articolo 15
della legge 30 settembre 1986 e successive modifiche: "i programmi
dei servizi radio-televisivi non devono contenere alcun incitamento
all'odio o alla violenza per motivi di razza, sesso, costumi, religione o
nazionalità."
Inoltre, il Consiglio biasima che la trasmissione
non abbia permesso un contraddittorio per un'espressione più equilibrata
delle opinioni in merito.
Ciao a tutti! A Parigi, Herdelezi è stata anche un'opportunità per fare amicizia con i Gajè. A Bagnolet, alla periferia di Parigi, abbiamo organizzato una festa, a cui sono intervenute molte persone, per condividere la celebrazione, parlare con i Rrom e ballare, assieme ai nostri gruppi e ai rappers francesi. Tra gli intervenuti, il sindaco e diversi consiglieri. Di seguito, alcune foto
Te oven saste baxtale savorre! And-o Paris, o Herdelèzi sas vi jekh okàzia e Rromenqe te phanden amalipen e Gajençar. And-o Bagnolet, pase k-o Paris, kerdili avdives jekh fèsta ande savi avile but 3ene te sunen muzika rromani thaj francikani (rap) aj te vakeren e Rromençar. Maskar lende sas vi o Serutno e forosqo vi aver manusa kotar e forosqo sombesipen. Bichalas Tumenqe foto kotar i fèsta
Cari amici, nonostante una serie di difficoltà finanziarie dovute
all'assoluta mancanza di appoggi, le OnG rromani di Francia assieme alla Casa
d'Europa e d'Oriente, organizzano a Parigi una Conferenza Storica Internazionale
sui 500 anni di schiavitù patiti dai Rom nei principati di Moldavia e Muntenia
(Valacchia). Il ricevimento verrà offerto da Bertrand DELANOË, sindaco di
Parigi, nei locali del Municipio dove verrà inaugurata la conferenza.
Saluti da Parigi
Il comitato organizzatore
Phrala!len, Pheja!len,
Madikh so but sas amen pharimàta, odolesqe so khonik ni mangla te del amen love,
amare rromane organizàcie and-i Frànca khetanes e Evropaqe thaj e Mesmerigesqe
Khereça, keren jekh Maśkarthemutni Historikani Konferència vaś i robìa e
Rromenqi and-i Moldàvia thaj and-i Muntènia. O śerutno e Parizosqo, o Raj
Bertrand DELANOË, akala okaziaça kerel jekh patǐv and-o Kher e Forosqo.
But baxt aj sastipen savorrenqe
Kotar i ekìpa e organizatorenqi
Parigi, 21 e 22 marzo
Il programma completo e l'invito alla conferenza su
Romano_Liloro
Il concerto di Madonna a Bucarest è stato segnato da un incidente: il
pubblico rumeno ha fischiato la star americana che si era pronunciata contro la
discriminazione verso i Rom. Madonna non ha reagito [in calce link al
video]
"Sono molto contenta di essere qui," ha dichiarato Madonna ai suoi fan rumeni
mercoledì sera al Parco Izvor di Bucarest. Sino allora, tutto era andato
bene. Invece quando ha interrotto il suo concerto di due ore per un piccolo
spot sulla non-discriminazione, i fan hanno apprezzato di meno.
"Il fatto che esista ancora molta discriminazione verso gli Zigani in Europa
orientale ha attirato la mia attenzione. Ciò mi rattrista," ha confidato la
cantante, accompagnata da un gruppo di musicisti zigani (vedi
QUI ndr).
"Siamo tutti uguali," ha proseguito, "non bisogna discriminare ne i Rom ne le
minoranze sessuali." Tra il pubblico, 60.000 persone, molti hanno allora
iniziato a fischiare e urlare, altri hanno applaudito. Madonna ha resistito
stoicamente e ha intonato il suo pezzo "You must love me".
Ufficialmente ci sono mezzo milione di Rom in Romania,ma in realtà ce ne sono
senza dubbio di più.
Di Fabrizio (del 27/08/2006 @ 11:39:47 in Europa, visitato 2452 volte)
COMMUNIQUE par Saimir Mile:
Stamattina (22 agosto 2006) verso le 6.00, un gran numero di forze di polizia si
sono schierate su un terreno occupato da Rumeni (principalmente Rroms) a
Saint-Denis, accompagnate da quattro giovani Rroms. Scopo ufficiale
dell'operazione: smantellamento di un'eventuale rete di mendicanti. Non avendo
trovato componenti di questa rete, i poliziotti hanno lo stesso fermato 45
persone, uomini e donne, e parecchio materiale da riciclare. Nel programma,
l'abituale sfondamento delle porte delle baracche, come pure degli oggetti
all'interno, compreso il vasellame, le donne fatte uscire a forza in abiti da
notte e senza potersi coprire, la classificazione di baracche e caravans...
Delle 45 persone arrestate: 4 sono sospettate di furto di oggetti in
rame (evidentemente, non possono che essere rubati, se trattasi di zigani, i
poliziotti hanno anche interrogato il proprietario di un cane se non fosse stato
rubato). Agli altri 41 è stata contestata l'infrazione di "falsi turisti".
Questo malgrado le somme di denaro mostrate ai poliziotti e che la loro data
d'entrata in Francia fosse inferiore ai tre mesi. Molti tra loro hanno i figli
iscritti alle scuole francesi, ed uno abbia depositato domanda di
regolarizzazione nel quadro della recente circolare. In aggiunta, la
municipalità di Saint-Denis ha firmato una convenzione di sosta provvisoria su
quel terreno, per permettere ai bambini di frequentare la scuola.
Qualcuno cerca una spiegazione? Ne non possiamo dare altro che una cifra:
25.000, che è il numero dei rinvii da raggiungere entro la fine dell'anno,
altrimenti il sig. Sarkozy ha promesso ai prefetti che "ci saranno danni" (La
Canard Enchaîné, 2 agosto 2006). Per raggiungere l'obiettivo, bisogna scegliere
delle vittime facili. SecondoYannick Blanc, direttore generale di polizia alla
prefettura di Parigi, c'è incompatibilità tra l'essere Rumeni e frequentare la
scuola in Francia. Ha così dichiarato a Le Monde il 7 luglio 2006: "La
scolarizzazione di un bambino manifesta dopo diversi anni la -regolare volontà
d'integrazione- contenuta nella circolare. Niente a che vedere con i famosi
"turisti" rumeni, dove i bambini mendicano nel metrò." (sull'argomento il
nostro comunicato). E' vero, una sola famiglia ha avuto il coraggio di
presentare domanda, anche se sono in molte che rientrano nei criteri. Il padre
di questa famiglia è oggi in un CPT assieme agli altri, come ricompensa per
essersi fidato delle istituzioni. Un colpo serio che rafforza la malfidenza!
Di Fabrizio (del 26/06/2006 @ 10:48:53 in Regole, visitato 2855 volte)
da Saimir MILE COMUNICATO
Vogliamo la verità sulla morte di Vilhelm Covaci
In seguito alla morte, nella notte dal 19 al 20 giugno 2006, di un giovane
Rrom inseguito dalla polizia, l'associazione "La Voix des Rroms" domanda che sia
fatta luce su quanto è successo. I poliziotti hanno aperto il fuoco in un luogo
frequentato da Rroms, e Vilhelm Covaci, 19 anni, è morto annegato nel canale
Saint Denis provando a sfuggire ai poliziotti che lo inseguivano. Suo fratello,
Daniel L., che lo accompagnava, è stato così brutalmente colpito, in loco ed in
seguito al commissariato, che è stato inviato all'ospedale a Bobigny, per come
era ridotto. Accanto alla famiglia della vittima, l'associazione "La Voix des
Rroms" domanda che sia fatta luce su questo fatto drammatico. Una conferenza
stampa sarà organizzata martedì 27 giugno alle 11 dove vivono i genitori
(dettagli in fondo pagina), dove saranno annunciate tra l'altro e nuove
iniziative delle associazioni rroms e dei cittadini interessati.
Il corpo senza vita di Vilhelm Covaci, di 19 anni, è stato trovato nel canale
Saint Denis venerdì 23 giugno verso le 12h 30. Il procuratore della repubblica
ha ordinato l'apertura di un'indagine, ed il trasporto del corpo del giovane
Covaci all'Istituto medico-legale di Parigi per d'autopsia. Infatti, Vilhelm
Covaci sapeva perfettamente nuotare ed a quest'epoca dell'anno l'acqua non è
abbastanza fredda per fare pensare ad una sincope. Inoltre, la causa reale del
decesso li interroga tanto più che, anche se si sapesse che il sig. Covaci era
annegato ad un posto preciso (dove i poliziotti lo inseguivano), la ricerca del
corpo ha avuto luogo soltanto venerdì scorso, cioè 3 giorni dopo. I Rroms che
avevano assistito alla scena della notte dal 19 al 20 affermano avere inteso
grida ed avere visto poliziotti colpire violentemente un giovane uomo coricato
per terra, ciò che è confermato da Daniel L.
Accanto alla famiglia della vittima, l'associazione "La Voix des Rroms",
esige la verità sulle circostanze precise della morte di Vilhelm Covaci, secondo
la giustizia. Inoltre, vogliamo fare un punto sulle brutalità poliziesche di cui
i Rroms sono vittime. Ad esempio, circa un anno fa, sempre ad Aubervilliers, dei
poliziotti aprivano il fuoco su un posto abitato da Rroms della Romania
gridando insulti razzisti. Un'indagine era stata aperta allora, ma finora non
abbiamo avuto notizie. Oggi l'affare è infinitamente più grave, è morto un uomo.
Dopo il razzismo delle parole, chiaramente espresso, come dal sig. Yves Calvi è
i suoi amici nell'emissione "delinquenza, la strada dei Roumani" diffusa sulla
rete pubblica France 5, (catena che si dice culturale e pedagogica), noi siamo
preda di un razzismo di Stato mortale.
Una conferenza stampa sarà organizzata martedì 27 giugno alle 11 a
Aubervilliers, sul terreno dove viveva Vilhelm Covaci.
Per trovarci: Porta di Aubervilliers, prendere la via del posto, a destra
delle tende del circo di fronte alla rotonda. Alla fine della via del posto,
girare a destra dinanzi all'impresa di calcestruzzo. Il terreno rrom è chiuso da
una porta di lamiera ondulata grigia e verde.
Di Fabrizio (del 27/10/2006 @ 10:16:55 in media, visitato 2775 volte)
Carissimi,
Vorrei annunciare che dalla scorsa settimana ho lanciato un'emissione TV da
satellite con annunciatori/ospiti Rom. L'autore dei programmi è Asmet Elezovski,
per la produzione Evropakiri Romani
Televizija (TV SUTEL).
Me kamav te dav tumen informacija kaj kotar naklo kurko lija starto Tv
emisija pe satelito e Romane misafiriencar.
O autori pe emisije si o Asmet Eleozovski, productija si pe Evropakiri Romani
televizija (TV SUTEL).
Potete visionare ogni settimana a partire dalle 20.00 il programma "AMEN E ROMA
'" via satellite Intel sat 10-20 1 w
Frek. 12607
Sim.rate. 10127
Fec 3/4
Tumen situmen saipe te diken i programa sako luine-ponedelnik- monday katar 8
h caso pe rach : AMEN E ROMA" ko sateliti Intel sat 10-20 1 w
Frek. 12607
Sim.rate. 10127
Fec 3/4
I primi ospiti sono stati Samir Mile da Parigi che ha parlato della
storia dei Rom e Adam Andrasz dalla Polonia, precisamente dal Roma Muzei a Tarnow,
sulla cultura romani
Avdive misfairi si o Samir Mile from Paris France thaj Adam Andrasz Poland.
Pe nagluno kotor ka ovel intervju e Saimir Milesa
pe histoprija thaj cacimata vi chib. Pe dujto kotor ka ovel sikavimos pe
historija thaj kultura katar o Muzejo kotar Poland Warsaw.
Vi informeremo sulle prossime trasmissioni e sui prossimi ospiti. Pe vaver emisia ka das tumen informacija ko ka ovel misafiri, gosto.
Ambasciatori onorati,
Signore e signori,
Cari amici e colleghi,
Come moderatore del gruppo rrom di lavoro sul piano d'azione e come attivista dei diritti umani che vive in Francia da 10 anni,
vorrei richiamare la vostra attenzione su un fatto che avevo citato in
occasione della seduta di lavoro sulla democrazia e le elezioni. I discorsi e le
discussioni nelle riunioni sulla dimensione umana dell'OSCE danno generalmente
l'impressione che i paesi dell'Ovest garantirebbero un aiuto ai paesi
dell'Est nei processi di democratizzazione di questi ultimi. Faccio parte di
quelli che rifiutano di vedere questo scambio come a senso unico, tanto più che,
vivo in Francia, sono testimone di tutta una serie di problemi che rimangono
invisibili, o nei migliori dei casi, inascoltati nelle riunioni dell'OSCE.
Soprattutto dal 2003, la situazione della popolazione rrom in Francia, dei Rroms di nazionalità francese e di quelli
aventi una nazionalità straniera, si sta deteriorando in modo inquietante. Ho
fatto riferimento due giorni fa dell'esclusione legale dei Rroms francesi della
vita politica, attraverso una discriminazione creata dalla legge francese. Devo
aggiungere a ciò il criminalizzazione della sosta dei caravan al di fuori delle
aree designate, che in pratica non esistono quasi, la violenza regolarmente
esercitata dalla polizia su Rroms, Sinté e Kalé, francesi e
stranieri, in occasione delle espulsioni, l'estorsione dei Rroms da parte di
poliziotti, che senza alcun mandato, estorcono loro somme di denaro e i documenti d'identità, e l'elenco
sarebbe ancora lungo.
Così, in questa mia doppia posizione, allo stesso tempo come
attivista rrom che vive in Francia e come persona impegnata a livello
internazionale per i diritti umani, vorrei presentare le raccomandazioni
seguenti all'OSCE, ai suoi stati partecipanti ed inoltre, una serie di
raccomandazioni specifiche per la Francia:
Raccomandazioni all'OSCE ed alle sue istituzioni:
Riconoscere il popolo rrom riferendosi alla sua identità,
evitando la sua stigmatizzazione sociale, modificando il paragrafo 72 del Piano d'azione come
segue : "prevedere di adottare misure volte a garantire il rispetto, la
protezione e la promozione del rromani e del suo insegnamento, come pure della
cultura rrom come parte integrante del patrimonio culturale europeo". Tale era
la formulazione proposta dal gruppo rrom di lavoro sul piano d'azione, una
questione ribadita alla conferenza di Cordoue sull'antisemitismo e le altre forme
d'intolleranza.
Associare, quindi, il gruppo di lavoro rrom al Piano d'azione, nella sua messa
in opera, la sua valutazione e la sua revisione. Delegare ed accordare il
bilancio necessario sulle questioni rroms e per organizzare
il "gruppo 2018 ", che si sostiene sull'esperienza e la competenza del gruppo
rrom di lavoro sul Piano d'azione.
Includere progressivamente i problemi d'ordine sociale che affrontano Rroms e Sinté
nelle attività rispettive dell'OSCE.
Raccomandazioni agli stati partecipanti:
Adottare meccanismi di partecipazione che si basino sulle raccomandazioni del
gruppo rrom di lavoro, in particolare sul principio di prossimità.
Adottare misure concrete per utilizzare interamente le risorse umane esistenti
fra Rroms e Sinté, finanziando programmi d'insegnamento per allargare e
consolidare un'elite rrom, capace di agire come un partner reale nella messa in
opera delle politiche.
Utilizzare ragionevolmente il metodo di determinazione degli obiettivi specifici
dei Rroms e Sinté con le politiche sociali, per rispondere ai problemi specifici
incontrati da questa popolazione, evitando l'aumento dell'ostilità fra quelli
che, che appartengono alle popolazioni maggioritarie, parte dello
stesso segmento sociale, esclusi economicamente e socialmente.
Raccomandazioni specifiche per la Francia:
Ritirare le disposizioni della legge finanziaria 2006 che istituisce una
tassa d'abitazione per i caravan, discutibile nel suo principio stesso (il
caravan non è riconosciuto come alloggio nei termini dei vantaggi sociali che un
alloggio procura) ed esorbitante nel suo importo (3 volte superiore alla
tassa d'abitazione applicata agli alloggi nel centro di Parigi).
Riconoscere la presenza sul suolo francese di una popolazione rrom come una
componente della diversità sociale e dell'identità nazionale francese.
Adottare una posizione politica chiara e misure concrete per
fermare la violenza poliziesca esercitata gratuitamente su Rroms e Sinté, siano di
nazionalità francese o straniera.
Riformare il funzionamento della "Commissione consultiva della
gens du voyage" per ottenere una partecipazione reale ed una legittimità di questa
struttura.
Realizzare le aree d'accoglienza necessarie, come previste dalla legge,
tenendo debitamente conto della domanda legittima delle persone interessate ad
avere accesso a terreni familiari.
Finanziare delle borse di studio per i candidati, francese e stranieri, agli studi di
lingua e civilizzazione rromanies, come un mezzo di soluzione duratura
a tutta una serie di problemi regolarmente identificati in Francia ed in misura
maggiore, in Europa.
Garantire una parità di trattamento, attraverso un equilibrio nell'aiuto
finanziario alle associazioni "amiche degli zingari" ed alle associazioni rroms, fondata sulla competenza ed il potenziale rispettivi di queste associazioni.
Di Fabrizio (del 16/05/2010 @ 09:36:51 in conflitti, visitato 2097 volte)
(il
link
per chi legge da Facebook) Un appel de La voix des Rroms / Video realisee
par GadjeProductions
Testo di Roberto Malini
Domani, 16 maggio, l'associazione La Voix des
Rroms celebra per la prima volta in Francia il
66° anniversario dell'insurrezione dei Rom e
Sinti ad Auschwitz-Birkenau. Raymond Guèreme,
sopravvissuto ai campi e protagonista della
Resistenza testimonierà la sua esperienza. La
canzone che gli dedicarono le sue sorelle, anche
loro internate nei campi, come tutti i Rom
catturati dai nazisti, sarà interpretata, con la
partecipazione di trenta artisti, durante la
celebrazione. [...]
Qui di seguito, il testo
scritto da Roberto Malini due anni fa, per
ricordare la pagina tragica e
gloriosa dei Rom e Sinti chiusi
nello Zigeunerlager di Auschwitz e
tradotta in francese dal prof.
Saimir Mile per "La Voix des Rroms".
"Per opporre alla
discriminazione dei Rom ragioni di
civiltà è fondamentale celebrare
ogni anno, nelle ricorrenze, la
memoria delle vittime Rom
dell’Olocausto," ha scritto
recentemente l'autore nel corso di
un progetto per la Croce Rossa.
"Scrissi il brano che segue il 16
maggio 2008, per ricordare una
pagina di memoria del Samudaripen e
dei suoi martiri, che nello stesso
giorno, nel 1944, vergarono con il
sangue una pagina indimenticabile di
resistenza ed eroismo ad Auschwitz,
la «fabbrica della morte».
Siamo tutti Rom
Per opporre alla discriminazione
dei Rom ragioni di civiltà è
fondamentale celebrare ogni
anno, nelle ricorrenze, la
memoria delle vittime Rom
dell’Olocausto. Scrissi il brano
che segue il 16 maggio 2008, per
ricordare una pagina di memoria
del Samudaripen e dei suoi
martiri, che nello stesso
giorno, nel 1944, vergarono con
il sangue una pagina
indimenticabile di resistenza ed
eroismo ad Auschwitz, la
«fabbrica della morte».
Il 16 maggio 1944 4.000 Rom
internati nello zigeunerlager di
Auschwitz decisero di opporsi ai
loro aguzzini, che secondo
programma erano venuti a
prelevarli, per condurli nelle
camere a gas. Di fronte a
un’umanità ridotta in condizioni
pietose – formata da nugoli di
bambini pelle e ossa, donne e
capifamiglia scalzi – si trovava
la più potente e organizzata
macchina di oppressione morte di
tutti i tempi. Non furono solo
gli uomini a decidere di non
piegare il capo di fronte ai
carnefici in divisa; anche le
manine ossute dei bimbi e delle
donne raccolsero pietre,
mattoni, spranghe, rudimentali
lame e tutti insieme i Rom di
Auschwitz dissero: «No!».
«Non vi daremo i nostri piccoli,
perché li facciate uscire dai
vostri camini. I vostri medici
ne hanno già straziati tanti,
sperimentando la loro scienza
mostruosa su di loro. Le loro
urla salivano fino al cielo, più
in alto ancora del fumo denso
che usciva dai crematori, più in
alto ancora delle nostre
preghiere. Non annienterete le
nostre famiglie, cui avete già
tolto i doni preziosi della
libertà e della dignità. Non
lasceremo alle vostre mani
rapaci, ai vostri cuori
tenebrosi, al vostro odio
disumano la bellezza delle
nostre vite, la santità
dell’amore che unisce le nostre
famiglie in un popolo povero, ma
fiero». Le mamme stringevano al
petto i bimbi più piccoli,
mentre combattevano; i ragazzini
difendevano lo Zigeunerlager
finché il sangue non li copriva,
rendendoli simili agli spiriti
della vendetta delle leggende;
braccia scure brandivano armi
rudimentali in un impeto
instancabile, finché le SS si
ritirarono, esterrefatte davanti
a quell’eroismo, a quel coraggio
sovrumano che affrontava le
pallottole e le baionette con la
carne nuda. Le SS si ritirarono,
portando con sé molti cadaveri
tedeschi. Solo il 2 agosto 1944
i nazisti – dopo aver ridotto in
fin di vita la popolazione Rom
prigioniera della «fabbrica
della morte», limitando al
minimo il suo sostentamento
alimentare – riuscirono a
liquidare lo Zigeunerlager.
2.897 eroi Rom furono
assassinati in una sola notte
nelle camere a gas di Birkenau.
Oggi, 16 maggio 2008, siamo di
fronte agli eredi dei carnefici
di Hitler. I mandanti del nuovo
crimine di massa sono quegli
uomini e quelle donne che
vediamo ogni giorno sulle pagine
dei giornali e in TV,
sorridenti, pieni di boria,
rifatti dal lifting e dal
trucco, con le bocche ghignanti
piene di parole che suonano come
«legalità», «giustizia»,
«sicurezza», ma che significano
persecuzione, razzismo e morte.
Li vediamo ogni giorno e non
hanno più colore politico,
perché sono uniti e uniformati
dall’odio. Non hanno rispetto di
niente: non della vita, non dei
diritti umani, non delle leggi
universali, non della nuova
Europa che si oppone ai
pregiudizi. Hanno istigato
violenze e pogrom in tutta
Italia, ingannando le masse con
calunnie razziste e incitamenti
alla violenza xenofoba. Non li
fermeremo, noi che vediamo
ancora la luce dei Diritti
Umani, noi che adesso siamo
tutti Rom, noi che vogliamo
essere Rom perché vogliamo
essere giusti, non li fermeremo
se non decidiamo fin da adesso
di ereditare l’orgoglio dei Rom
di Auschwitz e non ci prepariamo
a schierarci accanto alle
famiglie perseguitate, sfidando
le autorità che non
rappresentano più nulla, le
divise che non rappresentano più
nulla, le più alte cariche dello
Stato che hanno tradito ogni
valore, che non hanno il diritto
ad esprimersi a nome di un
popolo, di una civiltà di
un’umanità che – fra tanti
orrori – ha creato anche un
testo che è un impegno a
costruire un futuro migliore per
tutti: la Dichiarazione
Universale dei Diritti Umani.
Di Fabrizio (del 02/02/2008 @ 09:32:16 in casa, visitato 3361 volte)
Ricevo da Roberto Malini
Per combattere efficacemente la discriminazione - ormai divenuta, in Italia,
persecuzione - che colpisce i Rrom, è necessario che il popolo Rrom sia
riconosciuto dalle Istituzioni nazionali e internazionali come una "nazione
senza territorio". Solo così si potrà preservare la sua identità. Ecco perché il
Gruppo EveryOne non combatte solo gli effetti dell'oppressione (per esempio,
con la Mozione che ha prodotto la Risoluzione del Parlamento Europeo del 15
novembre 2007, che intima all'Italia di abbandonare le politiche antizigane o
con la Denuncia al CERD - Nazioni Unite - e alla Corte Internazionale di
Giustizia de L'Aja, entrambe accolte, per i crimini contro l'umanità commessi
dalle Istituzioni italiane), ma si impegna perché venga approvato lo Statuto
Quadro del Popolo Rrom nell'Unione Europea.
La petizione e la campagna per salvare Sulukule sembrano piccola cosa, in questa
tragica emergenza internazionale, ma non è così, perché l'identità di un popolo
inizia con le radici della sua Storia. Salvare da sgomberi, ruspe e cemento il
quartiere di Sulukule, a Istanbul, in Turchia, significa proprio difendere le
radici di una cultura, di un mondo e di un'antica tradizione. Sono fragili
radici da cui può avere ancora origine una quercia solida e vitale. Ecco perché
vi invito a leggere, sottoscrivere e considerare attentamente la petizione per
salvare Sulukule... delicate radici che hanno bisogno della cura di ognuno di
noi. Roberto Malini - Gruppo EveryOne
Campagna urgente per salvare Sulukule (Turchia) e tutelare la Comunità Rrom
più antica del mondo.
Campagna per salvare il quartiere Rrom di Sulukule (Istanbul, Turchia).
Il Gruppo EveryOne è a fianco dell'Associazione Rrom di Sulukule, dell'Union
Romani, dell'Unesco e di tutte le organizzazioni che si battono per la tutela
dei diritti dei Rrom in questa Campagna internazionale contro lo sgombero di una
fra le comunità Rrom più antiche del mondo e la "modernizzazione" del quartiere,
che distruggerebbe un Patrimonio dell'Umanità.
Il quartiere di Sulukule fu popolato dalla comunità Rrom a partire dall'era
Bizantina e divenne il primo insediamento al mondo di Rrom sedentari nel XV
secolo, sotto il sultano Mehmet il Conquistatore, protagonista della caduta di
Costantinopoli. Le case, le strade, l'intero quartiere di Sulukule sono parti di
uno straordinario monumento che rappresenta un'epoca e un popolo antico: un
prezioso, inestimabile Patrimonio dell'Umanità. Il Comune di Istanbul ha già
attuato interventi invasivi nell'area, ma attualmente ha preso la decisione di
cancellare le tracce dell'insediamento, sgomberandola dai 3000 Rrom che la
abitano (discendenti dei Rrom di Costantinopoli) e avviando, a partire da
febbraio 2008, il "progetto di rinnovamento urbano", che prevede la demolizione
degli edifici storici e l'edificazione di un quartiere moderno.
A nulla sono valse finora le proteste dell'Associazione di Sulukule per la
valorizzazione della Cultura Rrom e la Solidarietà né le istanze presentate al
municipio e al governo turco da numerosi accademici delle più importanti
università del Paese. Il progetto in corso, se portato a termine, causerà
l'assimilazione forzata dei Rrom di Sulukule da parte della cittadinanza di
Istanbul e la distruzione di un quartiere storico in cui le tradizioni dei Rrom
turchi si sono miracolosamente conservate per secoli e secoli. Il Gruppo
EveryOne, insieme all'Associazione di Sulukule per la valorizzazione della
Cultura Rrom e la Solidarietà, all'Union Romani, a La Voix des Rroms e alle
organizzazioni per la tutela dei diritti dei Rrom chiede con vigore alle
autorità di Istanbul e della Turchia di non perseguitare un popolo che deve
invece essere tutelato, con le sue preziose tradizioni, e di non distruggere un
sito storico che è Patrimonio dell'Umanità.
Salvare l'antico sito Rrom di Sulukule e impedire che i Rrom che vi abitano
siano sgomberati significa salvare un pezzo di Storia del nostro mondo, impedire
un grave abuso sui Rrom della Turchia e permettere che un'antica tradizione si
tramandi alle generazioni future. E' necessario agire subito, inviando e-mail,
cartoline e lettere di protesta, copiando il testo della pedizione e aggiungendo
messaggi rivolti alle autorità turche: "No alla distruzione di Sulukkule", "No
allo sgombero dei Rrom dal quartiere di Sulukkule", "Il quartiere di Sulukkule e
i suoi abitanti Rrom sono patrimonio della Storia e dell'umanità" ecc.
E inviate le vostre e-mail, cartoline e lettere ai seguenti destinatari:
Abdullah Gül
President of Turkey
Postal address:
T.C. Cumhurbaskanligi
Cankaya-Ankara Turkey
e-mail:
cumhurbaskanligi@tccb.gov.tr
Recep Tayyip Erdogan
Prime Minister of Turkey
Postal address: Basbakanlik
06573 Ankara
Turkey
Fax: +90 312 417 0476
Ertuğrul Günay
Minister of Culture and Tourism of Turkey
Postal address:
T.C. Kultur ve Turizm Bakanligi
Ataturk Bulvari No. 29
06050 Opera Ankara Turkey
e-mail: ertugrul.gunay@kulturturizm.gov.tr
Kadir Topbag
Major of Istanbul
Postal address:
Istanbul Buyuksehir Belediye Baskanligi Sarachane Istanbul
Turkey
e-mail : baskan@ibb.gov.tr
Mustafa Demir
Major District of Fatih - Istanbul
Postal address:
Büyük Karaman Cad. No. 53 Fatih Istanbul, Turkey
e-mail : mustafademir@fatih.bel.tr
EveryOne Group
Roberto Malini, Matteo Pegoraro, Dario Picciau, Jean (Pipo) Sarguera, Santino
Spinelli, Daniela De Rentiis, Marcel Courthiade, Saimir Mile, Ahmad Rafat,
Arsham Parsi, Laura Todisco, Glenys Robinson, Steed Gamero, Fabio Patronelli,
Stelian Covaciu, Udila Ciurar, Alessandro Matta, Cristos Papaioannou, Paul
Albrecht.
Promoters and Consultants
Carolina Varga Dinicu • Association des Droits Democratiques a Geneve • Centre
Culturel Gitan, Pavillons-sous-Bois (France) • Promoters and Consultants • La
Voix des Rroms (Paris) • Gypsy Lore Society (Usa) • Group of Migrants & Refugees
of Salonica • Union Gypsy • Roma Right Watch • Union Rromsni • Roma Press Center
(Budapest) • Opera Nomadi • Associazione Çingeneyiz (Rroms in Turkey) • Romani
Yah - Association and Newspaper of Romas from Transcarpathia • Roma Virtual
Network • Tamara Deuel (Israel), Holocaust survivor – activist against the
discrimination of Rroms • Mercedes Lourdes Frias, Italian Republic Depute
(Rifondazione Comunista - Sinistra Europea) • Etudes Tsiganes (Paris) • Alain
Reyniers, anthropologist at the University of Louvain-La-Neuve (Belgium), expert
in Rroms, Sinti and Kale cultures • European Roma Information Office • Roma
Diplomacy Programme • John Pearson, Secretary, Democratic Socialist Alliance, UK
• Gady Castel (Israel), director, director of the Jewish Film Festival "Jewish
Eyes" of Tel Aviv, author of documentaries on the Holocaust • Cristina
Matricardi, founder of the first Multiethnic kindergarten "Oasis" - Genoa •
Maria Eugenia Esparragoza, Cultural mediator, member of the Ministerial
Intercultural Technical Committee • Professor Matt T. Salo, researcher and
publisher, expert in Gypsy culture • Emiliano Laurenzi, giornalista • Paolo
Buconi, Yiddish and Klezmer musician • Marius Benta, journalist • Seven Times
(Romania) • Ted Coombs, Director of Hilo Art Museum (Holocaust and Genocide art)
• Steve Davey, co-director of the Hilo Art Museum (Holocaust and Genocide Art) •
Mirjam Pinkhof, survivor of the Shoah, Holocaust heroine who saved 70 Jewish
children from the Nazis • Halina Birenbaum, survivor of the Shoah, writer and
teacher • Oni Onhaus, Holocaust witness • Manzi Onhaus, Auschwitz survivor •
Elisheva Zimet, Auschwitz survivor • Alice Offenbacher, Bergen Belsen survivor•
Mirko Bezzecchi, survivor the Samudaripen • Antonia Bezzecchi, survivor the
Samudaripen • Hanneli Pick-Goslar, friend of Anne Frank, Holocaust survivor •
Michael Petrelis, veteran Human Rights Advocate (Usa) • Stichting Buitenlandse
Partner • Professor Saimir Mile, jurist, lecturer in Rromsni, Sinti and Kale
culture at the University of Paris (INALCO), General-Secretary of the Centre of
Research and Action in France Against all Forms of Racism, member of
EveryOne Group • Jean (Pipo) Sarguera, President of the Centre culturel gitan –
Paris • Emeritus professor Marcel Courthiade, holder of the chair of Rromsni,
Sinti and Kale language and civilization at the University of Paris (INALCO) •
Kibbutz Netzer Sereni, Israel • Antonia Arslan, essayist and writer • Caffé
Shakerato - Intercultura - Genova • Simona Titti, Caritas Livorno • Gazeta de
Sud, Cotidian al oltenilor de pretutindeni (Romania) • Oana Olaru, journalist
(Romania) • Fabio Contu, playwright and teacher, Comunità Sant'Egidio, Genova •
Allie, Gypsy News, NE, Ohio, United States • Guri Gentian - Group of Migrant&Refugees
of Salonica • Associazione Yakaar Italia Senegal • Associazione
Secondoprotocollo Onlus • Elisa Arduini, Cristina Monceri, Miriam Bolaffi,
Roberto Delponte, Noemi Cabitza, Giorgia Kornisch, Claudia Colombo, Andrea
Pompei, Chiara Maffei, Federica Battistini (Members of Secondoprotocollo) • Thèm
Romano ONLUS Association
Par Hélène Decommer | Etudiante en journalisme |
14/04/2009 | 17H59
Questo martedì mattina, alle 6, i CRS (vedi
QUI ndr)
hanno sgomberato un accampamento di circa 400 Rom, tra cui un centinaio di
bambini, installati da sei mesi a Drancy, Seine-Saint-Denis.
I Rom raccontano che una ventina di mezzi della CRS sono arrivati e che i
poliziotti li hanno sloggiati senza riguardo e senza autorizzazione. Spiega un
mediatore sociale dell'accampamento:
"Hanno forzato la porta, ed in seguito, non si sono qualificati. Ci
sono state madri con bambini spinte fuori, gente messa a terra (sul link
-cliccare sul logo della testata- si può ascoltare l'intervista a Saimir
Mile, presidente dell'associazione La Voix des Rroms)"
Senza sapere dove andare, gli espulsi si sono installati dalle ore 10 davanti
alla stazione di Saint-Denis. Tra il canale e la fermata dei bus, hanno
depositato le loro cose raccolte in fretta e furia. I bambini giocavano mentre i
genitori cercavano un nuovo terreno dove installarsi. Diverse dozzine di Rom
espulsi sono già partiti per le città lì attorno.
"I Rom sono la patata bollente che si rigirano"
Sul posto, sono presenti diverse associazioni. Alexancre Le Cleve, direttore
di Hors la rue,
racconta:
"Espulsioni come queste succedono molto spesso. I Rom, sono la patata
bollente che si rigirano. Sono anche la variabile di adeguamento della
politica francese sull'immigrazione.
L'anno scorso, sui 25.000 rimpatri alla frontiera organizzati dal
governo, 10.000 riguardavano i Rom di Romania."
20.000 euro per espulsione
Saimir Mile, presidente
dell'associazione La Voix des Rroms, tira fuori la sua calcolatrice:
"Abbiamo fatto il calcolo partendo dalle cifre del governo. Tenuto conto
che il senato stabilisce a 20.000 euro il prezzo di un'espulsione, la
Francia avrebbe dispensato 600 milioni in questi tre ultimi anni, unicamente
per i Rumeni.
Vi rendete conto del pasticcio! E' un enorme spreco di soldi quando
questa gente potrebbe lavorare. Voi avete qui muratori, autisti, donne che
lavorano."
Tra i bambini sgomberati, una cinquantina sono scolarizzati a Seine-Saint-Denis.
"Hanno atteso le vacanze scolastiche per lanciare lo sgombero", rilancia con
amarezza Saimir Mile. Dopo 14 ore, ne i Rom ne le associazioni avevano ricevuto
spiegazioni da parte del sindaco o della polizia.
Di Fabrizio (del 30/05/2008 @ 09:05:14 in casa, visitato 2059 volte)
Ricevo da Roberto Malini
COMUNICATO STAMPA
28 maggio 2008
ROM E SICUREZZA, APPELLO DEL GRUPPO EVERYONE, DEI MEDICI E DEI SOPRAVVISSUTI
ALL’OLOCAUSTO: “IN ITALIA EMERGENZA UMANITARIA PER IL PROSSIMO INVERNO PER
70MILA PERSONE”
ALL’ALLARME DEGLI ATTIVISTI FANNO ECO, FRA GLI ALTRI, NEDO FIANO E GOFFREDO
BEZZECCHI, UN EBREO E UN ROM SOPRAVVISSUTI ALL'OLOCAUSTO. IN ARRIVO UNA TASK
FORCE INTERNAZIONALE DI MEDICI E INFETTIVOLOGI PER STILARE UN RAPPORTO EUROPEO
“Per il prossimo inverno esiste in Italia un’emergenza umanitaria che
riguarda oltre 70mila Rom attualmente senza tetto, sgomberati a un ritmo
quotidiano da case abbandonate, rifugi sotto i ponti, parchi e discariche”. A
lanciare l’allarme di un rischio genocidio è il Gruppo EveryOne, a
fianco dei testimoni del'Olocausto Nedo Fiano - sopravvissuto ad
Auschwitz - e Goffredo Bezzecchi, superstite del "Samudaripen", lo
sterminio nazista di un milione di Rom. Anche Amnesty International
manifesta la più viva preoccupazione, nel suo Rapporto 2008 sulla situazione dei
Diritti Umani nel mondo, sottolineando il clima di discriminazione, segregazione
e persecuzione anti Rom che si respira in nel nostro Paese. “Il Governo
Italiano e le istituzioni comunali, provinciali e regionali devono interrompere
immediatamente gli sgomberi di persone e famiglie Rom dai loro rifugi di fortuna
e provvedere a garantire loro assistenza socio-sanitaria. Gli sgomberi dei
micro-insediamenti, attuati con una frequenza che è divenuta quotidiana da parte
forze dell'ordine, mettono in mezzo alla strada e in pericolo di vita migliaia
di esseri umani innocenti, la maggior parte dei quali sono bambini”
affermano i leader del Gruppo EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e
Dario Picciau. Il presidente dell'organizzazione Romano Drom, Giorgio Bezzecchi, sottolinea la gravità della contingenza in cui si trova il popolo
Rom: "Gli sgomberi dei micro-insediamenti sono decuplicati, rispetto allo scorso
anno, e non vedo come potranno sopravvivere decine di migliaia di bambini, donne
e uomini Rom senza cibo né medicine, quando arriveranno temperature al di sotto
dello zero". “Mentre i campi Rom di grandi e dimensioni sono monitorati da
associazioni e comitati per i Diritti Umani," proseguono i leader del Gruppo EveryOne, "gli sgomberi degli insediamenti composti da singole famiglie o gruppi
esigui causano una diaspora di decine di migliaia di Rom di cui, in seguito alle
operazioni di allontanamento e spesso di deportazione oltre i confini di comuni
e regioni, si perdono le tracce". Nel complesso, il Gruppo EveryOne stima che vi
siano attualmente più di 70 mila Rom - fra cui 40 mila bambini, molte donne
incinte e persone affette da patologie cardiache e infezioni gravi - esposte a
gravissimi pericoli causati dall'indigenza, dalla situazione sanitaria e
dall'attività dei gruppi razzisti”. E’ di ieri la conferma del ministro degli
Esteri Franco Frattini che il Governo Italiano ha chiesto all'UE i fondi
comunitari per l'integrazione dei Rom messi a disposizione da Bruxelles, che
ammontano a decine di milioni di euro. “A maggior ragione,” continuano i
rappresentanti del Gruppo “è ora che i politici che governano questo Paese
interrompano immediatamente la campagna persecutoria nei confronti del popolo
Rom, che in queste ore sta vivendo momenti drammatici per la sua sopravvivenza.
Si deve rilevare inoltre che alla richiesta dei fondi non ha fatto seguito
alcuna dichiarazione relativa a progetti di accoglienza e integrazione, ma solo
proclami di nuove operazioni di sgombero ed espulsione dei Rom che vivono in
Italia. Ricordiamo che le espulsioni dei Rom romeni, i cui capifamiglia sono in
Italia in cerca di lavoro, sono vietate dagli articoli 16 e 27 della Direttiva
2004/38/CE e che sgomberi e deportazioni 'al confino' sono proibite - in quanto
atti di discriminazione e violazione dei diritti umani - dalla Direttiva
2000/43/CE e dalla Risoluzione del Parlamento europeo per una strategia europea
riguardante i Rom. L'Unione europea ha manifestato un giudizio estremamente
positivo verso progetti di integrazione come quello denominato 'Romanesia',
elaborato dagli esperti del Gruppo EveryOne, che ha fra i propri membri
personalità di chiara fama della società e della cultura Rom, a livello
internazionale, da Marcel Courthiade a Saimir Mile, da Jeanne Gamonet
a Jean
(Pipo) Sarguera. 'Romanesia' si basa sulla concessione alle comunità Rom locali
di terreni, che devono assere destinati all'edificazione da parte di imprese e
manodopera Rom, sotto l’egida dell’Unione Europea e delle associazioni per i
Diritti Umani, con assistenza sociale e sanitaria e attuazione di programmi
d’integrazione lavorativa per gli adulti e scolastica per i minori”. EveryOne fa
sapere inoltre che è al lavoro una task force internazionale di medici e infettivologi che presto
presenterà, di concerto con gli esponenti del Gruppo,
un rapporto alla Commissione e al Consiglio Europeo, dove si annuncia il rischio
sempre più incombente in Italia di una morìa incalcolabile e tragica di esseri
umani.
Di Fabrizio (del 27/05/2008 @ 08:58:07 in Europa, visitato 2695 volte)
Da Saimir Mile
TESTIMONIANZA ROM - MAI PIU'!!
APPELLO ALLA UE PER TERMINARE LA PULIZIA ETNICA DEI ROM
Noi - individui e membri di vari gruppi cittadini di tutta Europa -
condanniamo, nei termini più forti possibili, il recente fallimento delle
autorità italiane di proteggere i nostri concittadini e residenti nell'Unione Europea, e per
continuare a perpetrare un'atmosfera di xenofobia attraverso commenti politici
infiammatori e politiche aggressive verso i migranti. Ci riferiamo agli
shoccanti violenti incidenti della settimana scorsa a Napoli (Ponticelli) in cui
centinaia di cittadini rumeni (Unione Europea) di origine rom - donne e bambini
tra loro - sono stati forzati a fuggire per paura delle loro vite e le loro
case distrutte, e altri deportati a forza dalla polizia italiana (vedi i link
indicati in calce). Questo pare essere parte di un modello ciclico per cui
quando un Rom viene accusato di un crimine, l'intera comunità viene presa a
bersaglio di una violenta punizione. Per esempio, nel novembre 2007, un rumeno
ritenuto di origine rom fu accusato di delitto. Circa nello stesso periodo in
Italia, una giovane donna (di nazionalità britannica, Meredith Kercher) fu pure
uccisa, ed una donna americana venne implicata nel caso. Non ci fu un
sollevamento degli italiani contro tutti gli americani in Italia. Non vennero
bruciatele case degli abitanti americani. La sospettata dell'omicidio fu vista
come individuo, e non rappresentava l'intera nazione.
Le recenti azioni contro i Rom Europei ci ricordano le politiche
pre-Olocausto visibili in Europa negli anni '30, attività ed azioni in cui il
governo di estrema destra dell'Italia sotto Mussolini fu responsabile di
scegliere sistematicamente cittadini di origine Ebrea e Romani/Sinti. Lo stesso
politiche genocide furono testimoniate in Germania, Austria, Croazia ed in altri
stati in cui le politiche fasciste divennero accettabili dalla massa delle
popolazioni di questi stati, molte delle quali assistere senza recriminare alla
presa di loro simili inviati nei campi. Influenzato dai commenti xenofobi del
governo Berlusconi, quasi il 70% degli Italiani hanno affermato in un sondaggio
informale della settimana scorsa di voler espellere un'altra volta i Rom dal
paese, i semi di un altro Olocausto è stato seminato in Europa.
Noi, cittadini e residenti in Europa, siamo oltraggiati dal silenzio con cui
gli intellettuali ed i politici "umanisti" hanno risposto assieme ai pogroms in
Europa diretti contro le comunità Romani, stavolta nel "democratico" stato
italiano, ironicamente tra gli originali fondatori membri della Comunità
Europea.
Riguardo a ciò, vorremmo enfatizzare le lodevoli affermazioni della ministra
spagnola, Maria Teresa Fernandez de la Vega, come contro esempio al relativo
silenzio di parte degli altri governi europei.: "Il governo [di Spagna] rigetta
la violenza, il razzismo e la xenofobia e non appoggia quanto sta succedendo in
Italia... non appoggiamo la politica delle espulsioni senza il rispetto per la
legge ed i diritti, od azioni che esaltano la violenza e la xenofobia.
L'Europa ha percorso una lunga strada dal proprio Medio Evo per superare il
flagello del proprio anti-Semitismo; similarmente, alla leadership europea è
richiesto in quest'ora critica di superare secoli di profondamente corrosivo
anti-Ziganismo di questo continente.
Quindi chiediamo ai corpi responsabili dell'UNIONE EUROPEA ed al PARLAMENTO
EUROPEO di prendere azione immediata e concreta nei seguenti modi:
A) Censura Politica dell'attuale governo italiano - un'Aperta e Forte
Dichiarazione del Parlamento Europeo e dell'Unione Europea che la violenza
diretta alle comunità Romani è inaccettabile e che l'attuale amministrazione ha
fallito nel fornire protezione adeguata a concittadini e residenti dell'Unione
Europea. Il livello di protezione fornita alle comunità Rom dovrebbe essere
uguale a quella attualmente fornita alla minoranza Ebrea d'Italia: entrambe nel
passato hanno sofferto sotto il regime fascista e sono nuovamente vulnerabili
oggi. Alle comunità Rom dev'essere assicurato che non saranno considerate capro
espiatorio e non soffriranno di pulizia etnica come le autorità italiane hanno
permesso in tempi recenti. I sopravissuti all'Olocausto ed i loro discendenti
non devono più - come tutti gli appartenenti all'umanità - essere soggetti a
pratiche genocide in Europa.
B) Creazione di un COMITATO DI CRISI E MONITORAGGIO sulle attuali violenze
dirette alle comunità vulnerabili di immigrati e migranti in Italia - in
particolare le comunità Rom. Questo comitato potrebbe essere formato sotto gli
auspici del Parlamento Europeo, e dovrebbe essere composto da rappresentanti
eletti dalla comunità Rom tra i suoi membri. Questo Comitato di Crisi Europeo
avrebbe tra i suoi compiti non solo il controllo degli sviluppi della crisi
attuale, ma anche di registrare se il governo Italiano sta conducendo le proprie
indagini - sui recenti crimini di squadre di vigilantes che hanno bruciato i
rifugi dei residenti Rom - con imparzialità ed obiettività. Inoltre, il comitato
dovrebbe esprimere le proprie raccomandazioni su come migliorare la situazione
nei media e sull'inclusione a lungo termine dei gruppi esclusi di migranti ed
immigrati, che questo diventi una priorità dello stato Italiano a livello
locale, come pure a livello regionale e nazionale. Una valutazione obiettiva dei
risultati di queste politiche di inclusione dovrebbe essere resa trasparente.
Da ultimo, questa petizione è un appello globale ai poteri europei ad
assumersi la responsabilità per le azioni xenofobe negli stati membri come
l'Italia, e costruire ponti di comprensione attraverso il continente, cosicché i
12 milioni di Rom europei - piuttosto che sentirsi "pariah" continuamente sotto
assedio in questo continente - possano essere riconosciuti come Europei che
hanno dato nei secoli un contributo (non riconosciuto) a questo continente.
Questo è un test per il grande "progetto umanista" d'Europa. Crediamo che i
leaders europei risponderanno in maniera rapida e concreta a questa sfida.
L'associazione La voix des Roms, creata nel 2005, ha il proprio
blog
per parlare della cultura Rom e combattere la "gitanofobia", "perché
non siamo inevitabilmente quello che gli altri vedono in noi". Incontro col suo
presidente, Saimir Mile. INTERVISTA di Viola Fiore.
(video
in francese)
Quali sono i pregiudizi più importanti di cui soffrono i Rom? Credo che il pregiudizio più grande sia dire che i Rom sono ripiegati su sé
stessi, chiusi nella loro comunità e non interessati ad integrarsi nel paese
dove vivono. L'immagine che si alimenta è quella del gitano ladro che vive in un
campo sporco, meglio se conduce una Mercedes e ha denti d'oro. E' importante
dire che i Rom che vivono in campi rovinati ai margini delle città sono una
minoranza. In Francia, per esempio, non rappresentano che l'1% o l'1,5% dei
500.000 Rom che vivono nel paese. Dire che i Rom sono rinchiusi nella loro
comunità, è avere di loro un'infima conoscenza.
Quindi chi soni i Rom? Bella domanda. Ma prima di rispondere, sarebbe bene porre la stessa
questione riguardo gli altri popoli europei: chi sono i Francesi? Gli Italiani?
Sono identità diverse che si sono fuse nel tempo sino a costituire le nazioni
attuali. In origine, i Rom erano abitanti dell'India meridionale, da cui furono
cacciati circa 800 anni fa. Da là è nato il popolo rom, diversificato attraverso
i luoghi che ha attraversato priam di arrivare, infine, in Europa.
Che dire del sentimento di appartenenza di questo popolo? Il sentimento identitario è molto forte tra i Rom. Ho un cugino, in Albania,
che voleva sposare un'Albanese, ma i suoi genitori, entrambe rom, si sono
opposti. Esiste una volontà diffusa di restare "tra Rom", ma non è sempre così.
Spesso, le donne incontrano degli ostacoli quando vogliono sposare un "gadjo",
qualcuno che non è Rom, e che di solito dopo il matrimonio non si integra nella
comunità. Il problema è facile da capire: più si è rifiutati, esclusi dalla
società, più si ha la tendenza a ripiegarsi nella propria comunità. E la storia
dei Rom è piena di rifiuti.
In Francia, come in tutta Europa, l'integrazione è molto limitata. In
altri paesi va meglio? Prima della guerra, le cose andavano meglio nei Balcani. In Albania, il
paese da cui arrivo, c'era molto più mescolanza: gli Albanesi imparavano il
romanès (lingua parlata dai Rom e dai Sinti) nei villaggi, cosa inimmaginabile
in Francia!
Perché falliscono i progetti d' integrazione? Perché non c'è una visione globale, serena e chiara di quello su cui si
vuole intervenire. La terminologia lo mostra molto bene: in Francia, si parla di
"gens du voyage" quando i Rom non sono più nomadi da tempo. Questa definizione
mostra che l'individuo rom non esiste, e questo in una Repubblica che rifiuta il
comunitarismo. A quello stadio, se le istituzioni persistono a chiamare "nomadi"
i Rom, è perché loro vogliono che siano nomadi. Chiarire questa falsa
informazione, significa perdere i lavori e le sovvenzioni legate a quello che si
chiama "l'etno-businnes rom". Che alcuni chiamano "l'industria Zingara".
Gli specialisti del "problema gitano" sono numerosi: le imprese che
gestiscono le "aree di accoglienza" (i campi, spesso creati vicino a discariche
o ditte inquinanti, dove vive una parte della popolazione rom), le imprese della
sicurezza, le associazioni a cui lo Stato francese ha delegato la gestione
dell'amministrazione e dei servizi per i Rom, ecc. Spesso, tutte queste
organizzazioni sono molto controproducenti, perché mantengono la popolazione in
una situazione di dipendenza totale.
A livello europeo, quali sono le principali politiche per i Rom? In Europa, domina ancora la concezione dei Rom come popolazione "asociale".
Il primo passo da superare, secondo noi, è quello del riconoscimento giuridico
dei Rom e della loro cultura. Da qualche anno, grazie allo sviluppo di Internet,
abbiamo installato una rete con altre associazioni di Rom di differenti paesi
europei. Nel 2001, abbiamo elaborato assieme uno statuto del popolo rom che
occorre fare approvare dall'Unione Europea. Ma il cammino per il riconoscimento
è ancora lungo.
Il 19 novembre 2005 è stato il 150 anniversario dell'abolizione della schiavitù dei Rrom nel prinicpato di Moldavia. Le organizzazioni Rromani in Francia hanno organizzato una conferenza sulla schiavitù. Per quanto abbiamo lavorato 7 mesi a questo evento, non siamo riusciti a disporre di sponsor logisitici e finanziari, soprattutto riguardo la copertura delle spese di viaggio degli oratori invitati dall'estero. Che non hanno perciò potuto partecipare [...] La conferenza si è svolta nella città satellite di Saint-Denis, vicino Parigi, dove sopravvivono circa 200 Rrom rumeni in roulottes semidistrute e baracche. Pochi i giornalisti presenti: come saprete, in questo periodo in Francia ci sono altri più pressanti problemi e 500 anni di schiavitù dei Rrom non sembrano essere tra i prioritari. Si "vendono" meglio le foto delle macchine bruciate. Comunque, niente di nuovo o di sorprendente, ancora una volta dobbiamo lavorare tra di noi in prima persona e diffondere le notizie nelle nostre reti.L'8 febbraio 2006, sarà l'anniversario dell'abolizione della schiavitù dei Rrom nell'altro principato rumeno della Valacchia. Stiamo comunque provando ad organizzare una conferenza più ampia, che possa portare alla luce questo aspetto che oggi, a 150 anni di distanza, rimane largamente ignorato, per quanto ne siano ancora visibili gli effetti. Siamo contenti di essere riusciti ad informare un gran numero di Rrom rumeni sulle specifiche condizioni di vita di loro antenati, tanto dal punto di vista storico, che economico, legale ed umano. E' stato reso omaggio alla figura di Stefan Razvan, nato in schiavitù, poi emancipato e in seguito comandante dell'armata cosacca. Diventato principe di Moldavia, fu assassinato nell'agosto 1595 da Jeremia Movila, per aver tentato di abolire la schiavitù dei Rrom e i lavori forzati che dovevano ai proprietari rumeni.
Di Fabrizio (del 03/04/2006 @ 03:20:07 in Regole, visitato 1869 volte)
Da Saimir Mile, per l’associazione Aver(1), Centro di ricerca e
d’azione contro tutte le forme di razzismo.
Il presunto mistero dei Rroms
I Rroms(2) comunitaristi? [Cioè referenti a
loro stessi e al loro sistema di valori] Ecco una questione che vale per
tutti, profani come esperti sui Rroms. Precisiamo innnanzitutto che "Rrom"
è utilizzato qui nel senso largo del termine ed include tanto Rroms, in senso
stretto, che Sinti (chiamati Manouches) e Kalé (Gitans). L’insieme di
questi gruppi condivide una stessa origine indiana e, in gradi variati, in
funzione della loro storia specifica, gli stessi riferimenti linguistici,
culturali e storici. Tutta una serie di persone dai profili diversi, da alcuni
sociologi all’agricoltore passando per giornalisti o lavoratori sociali, si
soddisfa a mettere in evidenza il preteso "mistero" di questo popolo. Male
conosciuti, i Rroms lo sono, il che fa supporre la loro chiusura su se stessi,
che, a sua volta, fa supporre il loro comunitarismo.
Ma l'ignoranza su questo popolo non nasce dalla sua presunta chiusura, ma
soprattutto alla mancanza d’interazione con gli altri, che credono di
sapere già tutto. E quindi, occorre dirlo, ciò è funzionale sistema a diverse persone
nel preservare
gelosamente "il mistero " su questa gente sconosciuta... La scelta è
molto ampia, da Lorca o Hugo sino alle società di consulenza in
sicurezza, passando per ogni specie di "specialisti " in scienze sociali.
Certamente, né gli interessi né i contesti sono gli stessi, tra la descrizione
degli occhi di brace di Esmeralda, il negoziato dei contratti di vendita di
materiale di sicurezza o quello della pubblicazione d’un best-seller che si dice
"d'indagine sugli zingari", non è che un festival di stereotipi. Il risultato
è sempre lo stesso: il Rrom è relegato allo stato di oggetto trascurato e spesso
pericoloso. Ecco il risultato del modo di fare paura - pardon, di fare
politica al giorno d'oggi.
E, tra le altri paure, quella del comunitarismo. Non è tra le qualità più
redditizie, oggi come oggi. Anche se il timore dello
zingaro "che vive di rapine" e che gira in Mercedes rende quella del zingaro
comunitarista caduca, ridicola anche quando sembrerebbe profittevole. Al
massimo quest'ultima [paura] nutrirebbe la prima. Ovviamente, investendo la
totalità della "gens du voyage". Che si parli del nostro gruppo, o dei
"musulmani della Francia "... In un caso come nell'altro, ci si spinge e poi si
precipita
verso il comunitarismo, più o meno
coscientemente e più o meno volontariamente. Si negano identità culturali
autentiche socialmente benefiche e si forzano gli interessati in scatole
identitarie non pertinenti per loro e pericolose per
l’insieme della società . Queste etichette sono altrettante bombe a scoppio
ritardato, mentre si prende a pretesto il
rifiuto del comunitarismo per mantenere questa classificazione. Sì, il
comunitarismo fa timore, ma ci si chiede ci realmente cosa lo causa e come si potrebbe rallentarlo?
Possiamo chiedercelo, in assenza di ogni finalità politica - a parte quella
di una società armoniosa nella sua diversità ed in vista di sradicare la peste
della ghettizzazione. Questo non avverrà certamente negando l’identità culturale e
linguistica delle varie componenti della nazione francese . Al
contrario. Né l’identità marocchina o algerina, né la rrom sono incompatibili
con la coesione della nazione, a condizione di riconoscere in loro cosa
hanno di pertinente: una storia, una lingua, un sistema di valori. Sono,
precisamente, questi elementi che compongono la diversità della società francese
- generalmente considerata come la sua ricchezza - in questa quello di più sano, e non qualche religione o modo di vita, reali o supposti. Un
riconoscimento di queste identità cancellerebbe le frustrazioni del loro peso, sommato
a quello dell'abbandono a scapito di "marchi depositati " da altri
per conto loro. Sono queste frustrazioni, sornionamente mantenute, che accelerano
la scoppio della bomba della società multietnica
(1) Aver significa "altro" o "differentemente".
(2) Rrom ed il suo plurale Rroms, conformemente alle norme
linguistiche, scritto
nell'ortografia d’origine (congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio
d’Europa).
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