Razzismo e storie oscure - Rom e Sinti da tutto il mondo

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\\ Mahalla : Articolo
Razzismo e storie oscure
Di Fabrizio (del 05/11/2012 @ 09:02:55, in media, visitato 2146 volte)

Rassegna stampa

Come sempre, nelle rassegne stampa rischia di finirci di tutto, e la logica dello scritto apparirà (forse) solo al termine. Portate pazienza.

L'Osservatorio 21 luglio (nato da poco e quindi attivissimo in fase di lancio) lo scorso 1 novembre ha segnalato alle autorità competenti il blog (non il sito, vedremo in seguito la differenza) Via i Rom – cacciamo gli zingari dall'Italia!

Sono andato a leggermi di cosa scriva quel blog. Prima dei contenuti, un'occhiata alla grafica: pagina scura ma con diverse sfumature di colore, caratteri semplici e leggibili. Insomma, niente che ad uno primo sguardo possa ricondurre ad un sito di estrema destra o razzialmente caratterizzato. La stessa impronta viene mantenuta nell'introduzione, dove una storia commovente caratterizza meglio l'intento del blog. La riporto integralmente:

    Questo sito nasce nel 2007 quando un gruppo di zingari rom massacrò mio padre per derubarlo di soli 30 € contanti, un cellulare dal valore di 20 € ed un braccialetto d'oro. Ancora ricordo quel giorno come se fosse oggi. Chiamò l'ospedale a casa avvertendo mia madre di ciò che era accaduto e delle gravi condizioni in cui versava mio padre. Ci precipitammo immediatamente al nosocomio. Quando arrivammo vidi quel corpo tumefatto, il viso irriconoscibile, lo zigomo rotto, un occhio rientrato e tanto sangue. Ore di agonia, di sofferenza, di dolore. Mio padre non ce la fece. Morì e quei delinquenti non furono mai presi. Intanto la mia famiglia era distrutta. Dovetti crescere senza un padre, senza il suo affetto, senza il suo conforto, senza il suo dialogo, senza il suo sorriso, senza i suoi consigli, senza niente. Quei delinquenti oltre che uccidere materialmente mio padre, uccisero dentro anche me, la mia anima, il mio spirito, il mio io. Il sito nasce inizialmente per sfogare la mia rabbia, il mio dolore, la sofferenza alimentata ulteriormente dal fatto che a quel brutale gesto non era seguita quella che si definisce “giustizia”. Vedevo e vedo troppe cose che in Italia non vanno. Porgere l'altra guancia si, ma non fino a farsi prendere per scemi.

Ricordatevi: questa è l'introduzione, cioè il ponte che dall'anonimato di un sito porta al suo svilupparsi. Storia commovente, dicevo, che occupa con vari particolari, tra il lacrimevole e lo splatter, quasi tutta l'esposizione. Storia di un bravo ragazzo toccato non tanto nel portafoglio ma negli affetti più cari, così che possiamo empaticamente identificarci in lui, il suo dolore, la sua rabbia. Identificazione necessaria, perché non troveremo da nessuna parte altri indizi sull'autore del blog, sul nome della vittima, su chi materialmente la uccise. Riguardo agli assassini, sappiamo solo che fu "un gruppo di zingari rom". Quindi, a rigor di logica, se l'assassinio fosse stato compiuto, ad esempio, da "il cartello di Medellin", il nostro avrebbe chiesto di cacciare dall'Italia tutti i Colombiani! Non pensiate che si tratti di un errore di logica; secondo me è il passo successivo alla storia lacrimevole: una parola d'ordine SEMPLICE e CHE DIA UN COLPEVOLE, così da terminare con un occhiolino ai sentimenti anti-sistema che oggi vanno per la maggiore, "Vedevo e vedo troppe cose che in Italia non vanno. Porgere l'altra guancia si, ma non fino a farsi prendere per scemi." A questo punto dopo l'introduzione allo svolgimento vero e proprio.

Chiameremo questa fase la vendetta, cioè il mix di "cose che non vanno" e come rimediare, cioè "non farsi prendere per scemi", che si sviluppano su due binari diversi. I temi affrontati riguardano singoli episodi di cronaca nera, quasi tutti senza commento da parte dell'autore, ed i colpevoli non sono più solo i Rom, ma anche Filippini, Rumeni... che, se vogliamo dare una logica al tutto, dovrebbero essere TUTTI INDISTINTAMENTE CACCIATI. Ma questo non viene affermato da nessuna parte, stranamente questo elenco REALE di cronaca nera non riguarda nessun fatto in cui gli Italiani siano anche lontanamente ritenuti colpevoli. Penso, perché sarebbe abbastanza complicato, per lo stesso ragionamento di base, cacciare gli Italiani dall'Italia, tanto, le "cose che non vanno" continuerebbero a non andare... Ma intanto, da un singolo fatto iniziale, la colpa è stata estesa ad un numero ragguardevole di COLPEVOLI: tanti, stranieri, violenti, ecc.

Ci sono anche due mini-dossier, dove i Rom tornano protagonisti della cronaca: Alba Adriatica (a Pescara) e i Casamonica (a Roma), ma se il primo è soprattutto la testimonianza di una convivenza mancata, il secondo è il racconto di un'integrazione riuscita al contrario, dove un gruppo di Rom arrivato dall'Abruzzo si è talmente integrato da aver sostituito i romani nei loro traffici tradizionali, compreso il complesso meccanismo che mischia attività economiche, malavita e coperture politiche. Per terminare con le sezioni del sito, una scarna raccolta di video.

La seconda fase della vendetta spetta ai commenti, cioè come rimediare allo stato attuale delle cose. Se l'autore del blog non si spinge oltre l'incerto confine del razzismo, i commentatori non sembrano porsi questo limite, nel far quadrare un iniziale storia commovente con soluzioni da III Reich. Eccone alcuni:

  • Hai proprio ragione antonella via dall'italia questi zingari che insudiaciano, moralmente e fisicamente le nostre strade, fanno la bella vita alle spalle dei poveri italiani che lavorano per mantenere la propria famiglia e per finire non hanno un benemerito ca**o di lavoro.
  • Però penso anche che difficilmente da uno zingaro rom, data la sua scarsa propensione ad adattarsi e a rispettare le più elementari regole di buon senso vigenti in una nazione, si possa ottenere insegnamenti di come migliorarci. Le cronache giornaliere parlano chiaro: stupri, spaccio di stupefacenti, rapimento e sfruttamento di bambini, aggressioni mortali, furti ecc.
  • CONCORDO PIENAMENTE CON TE, ANCHE SE NON CI CONOSCIAMO ABBIAMO LE STESSE IDEE, SE FOSSE X ME RIAPRIREI I LAGER E LA BRUCEREI TUTTA STA GENTE DI MERDA. PURTROPPO DI GENTE COME NOI CE N\'E\'
  • Concordo! Salviamo la Patria da questa gente!!
  • CI HANNO ROTTO IL CAZZO STI ZINGARI DI MERDA!!!!! PREDIAMOLI A CALCI IN CULO!!!!!!!!!!
  • Devono essere bruciati vivi nei forni crematori,hanno rotto il cazzo le nostre città sono piene di questi esseri su-umani che vivono di rapine e furti.
  • A CHE CAZZO SERVONO I ROM???? VIVONO SOLO PER DELINQUERE E ROMPERE I COGLIONI A CHI LAVORA, FANNO TANTI FIGLI PERCHE\' PER OGNI FIGLIO LO STATO DA LORO UN CONTRIBUTO GIORNALIERO TALE CHE A FINE MESE DIVENTA UNO STIPENDIO D\'ORO
  • bravissimi, fuori dalle palle questa feccia pezzente rom. I paesi seri la merda nomade la cacciano giustamente a calci, noi fessi li raccattiamo tutti

Non ho riportato i nomi dei commentatori, ma al solito tanto più un commento è forcaiolo, quanto il commentatore si difenderà tramite l'anonimato. Anonimi i commenti, anonimo l'autore e pure la vittima iniziale. Il tutto suggellato dal fatto di essere un blog e non un sito, per cui si può solo risalire alla piattaforma che ospita il blog, ma a nessuno di quanti ha trasformato una storia personale in voce di popolo. O meglio, gli unici che possono risalire a questi dati sono Wordpress (the Content is not pornographic, does not contain threats or incite violence towards individuals or entities, and does not violate the privacy or publicity rights of any third party;) da una parte, l'autorità giudiziaria dall'altra.


Verrebbe da dire, è il mondo virtuale, bellezza! dove chiunque può montare o smontare un frammento di vita e farne una piattaforma politica.

Ma ragionando su quello che è il mondo virtuale, avrei un'ultima osservazione da fare. Da molto tempo i giornali "tradizionali" stanno assumendo modalità comunicative proprie delle rete telematiche per sollevarsi dalla loro crisi. In questo caso mi sembra che avvenga il contrario: si utilizza uno strumento aperto come il blog, per adottare strategie comunicative proprie dei mezzi di comunicazione che perseguono un obiettivo politico.

Vittimismo, vuoti di memoria, nemici necessari, commenti forcaioli che si vogliono mascherare da opinione della massa, fanno parte del piatto che ogni giorno ci viene servito dai mezzi d'informazione eterodiretti. Vale la legge della concorrenza, i meccanismi valgono purtroppo tanto a destra che a sinistra.

Vediamo come si coniuga questo sistema con notizie differenti. Useremo il Giornale e la recente morte di Pino Rauti come controprova. Nell'articolo di Stenio Solinas (occorre dire che in altri articoli il Giornale ha corretto il tiro) un protagonista delle pagine nascoste e violente della nostra storia, viene ricordato come se fosse stato solamente un intellettuale che non ha capito come fosse cambiata la politica. Fascista sì, ma galantuomo.

Stragi, strategia della tensione, pestaggi... su questo un silenzio di tomba.

Io, che da ragazzo ho vissuto quegli anni, penso che molti testimoni delle nostre storie oscure sono spariti in cause poco chiare, probabilmente per paura che potessero squarciare questo silenzio tombale. Pino Rauti è morto ad 85 anni, come si dice "tranquillo e con l'affetto dei suoi cari". E questa morte, così incongruente con la sua storia, mi da l'idea di segreti così al sicuro, che non c'è stato bisogno di ammazzarlo.

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